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Una carriera da detective privato.
Il tema.
Indagini in punta di piedi.
L'avventura italiana.
Il catalogo.

La serie si sviluppa in modo non sempre coerente, forse a causa degli sceneggiatori sempre diversi, forse a causa delle ambientazioni che cambiano continuamente.

Poichè «Peter Strohm» era coprodotta dalle diverse emittenti del gruppo ARD, ciascuna di esse creava una storia che vedesse il detective al centro di una vicenda che si svolgesse nella propria città, indipendentemente dal fatto che questa fosse Amburgo o Monaco, Francoforte o Zurigo. L'idea di base era la stessa della più celebre e storica «Tatort» i cui diversi filoni trovano ambientazione nelle diverse città della Germania e con differenti commissari.

Il film pilota "Tod eines Freundes" [Morte di un amico] vede Strohm ancora a capo della Squadra Speciale contro la criminalità organizzata della polizia di Amburgo. Sulle tracce di Rabanus, un grosso trafficante di droga, Strohm riesce ad infiltrare un suo uomo nel giro e ad ottenere una importante soffiata. Poco dopo l'informatore viene trovato morto nella propria abitazione. Incastrare Rabanus è difficile utilizzando i metodi legali e Strohm vuole vendicare la morte dell'amico e collega.

Strohm si dimetterà dal servizio, preferendo la libertà d'azione all'ordine costituito che non gli permette di avere giustizia.

La serie ebbe la possibilità di contare su un grande numero di guest star: Horst Frank era Ewald Karger nella puntata "Le sette lune di Giove"; ma a costellare tutta la prima stagione ci furono attori del calibro di Martin Semmelrogge, Hannelore Elsner, Rolf Becker, Barbara Rudnik, Hannelore Hoger, Senta Berger, Sieghardt Rupp.

Klaus Löwitsch ammise immediatamente di essersi calato in pieno nel suo personaggio: «Mi posso identificare in Strohm completamente, in ogni dettaglio. È un detective privato, non un poliziotto. Egli agisce secondo il proprio senso di giustizia, la propria coscienza e il proprio istinto. Per me è un progressista-conservatore. Per progressista intendo che cerca di raggiungere il suo obiettivo subito e nel modo più diretto senza curarsi se questo possa essere legale o illegale. L'aspetto conservativo lo si vede anche dal suo modo di vestire. Non necessita di scarpe da ginnastica o giacca di pelle. Il suo cappotto blu scuro, la camicia e la cravatta sono abbastanza. Questo ruolo mi diverte molto. Il progetto è molto dinamico grazie all'aspetto produttivo federalistico di ARD e delle sue reti consociate che mettono a disposizione una gran quantità di energie nello sviluppo e nella realizzazione di questa serie».

 

Peter Strohm. (Foto NDR)
La mano dell'assassino.

Una delle ultime apparizioni di Klaus Löwitsch è stata nel 2000 in un film per la TV dal titolo "Ein Mann wie eine Waffe", in Italia intitolato "La mano dell'assassino". Prodotto da ProSieben, è stato trasmesso in Italia da Retequattro. Qui la voce dell'attore era quella di Bruno Alessandro.

Klaus Löwitsch - Ein Mann wie eine Waffe. (Foto ProSieben/Meier)