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La materia dice allo spazio come discretizzarsi e lo spazio dice alla materia come muoversi

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17)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 17, 2004 4:32 AM
Subject: forse lo spazio non si curva ma si discretizza

La materia dice allo spazio come discretizzarsi, e lo spazio discretizzato dice alla materia come muoversi.

A tal fine segnalo le pagine web:

' L'inesistente continuo smascherato dal FLASH:
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm

' Achille usa il FLASH e sbugiarda finalmente la tartaruga:
http://digilander.libero.it/fraterno/zenone.htm

' Svelato, grazie al FLASH, il mistero dell'azione a distanza della materia sulla materia ? :
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

Giovanni.

La materia dice allo spazio come curvarsi, e lo spazio dice alla materia come muoversi.
(Albert Einstein)
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16)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 17, 2004 9:18 AM
Subject: Re: forse lo spazio non si curva ma si discretizza

> > io stesso giofra ho scritto:
> > La materia dice allo spazio come discretizzarsi,
> > e lo spazio discretizzato dice alla materia
> > come muoversi.

> Michele Falzone ha risposto:
> Sono d'accordo, ma riusciresti a dirmi perché.

Perchè gioca un ruolo chiave lo spazio 'vitale' che il VUOTO riserva comunque alla sua stessa 'esistenza' (vedi messaggio successivo, il n.15).

Il problema è tradurre quanto sopra in termini matematici, anche se debbo dire che la cosa ha ben poca rilevanza.

La matematica e le leggi che infatti consentono di prevedere abbastanza bene ciò che avviene in NATURA già esistono, solo che sviluppandosi nell'ambito di un modello fisico sconosciuto alla NATURA stessa, quello del CONTINUO, non danno purtroppo luogo ad una descrizione fisica dei fenomeni, ma solo, appunto ad una previsione di tipo ingegneristico.

Giovanni.
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15)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Monday, June 23, 2003 4:23 AM
Subject: Re: svelato il mistero dell'azione a distanza dei CAMPI ?

> Angelo Dinelli ha scritto:
> C'è qualcosa che non mi quadra, giofra.
> Prima di tutto non è descritta la causa
> dell'azione a distanza ma soltanto la
> modalità del movimento.

La MATERIA, nei suoi costituenti base, aborra il VUOTO, e dovendo scegliere fra il muoversi in una ZONA X dove il VUOTO predomina

(nel caso di specie, lungo le linee VERTICALI dell'Universo discreto a cellette presente nei 2 stage sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

rispetto alla ZONA Y dove il VUOTO è più diradato

(nel caso di specie, lungo le linee ORIZZONTALI, dirette verso la MASSA, sempre dell'Universo discreto a cellette presente nei 2 stage sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

ebbene, la MATERIA preferisce percorrere la ZONA Y, dove peraltro può muoversi in modo più repentino.

Quest'ultima cosa, fra l'altro, è in accordo con il fatto che la MATERIA tende ad aggregarsi e a ricompattarsi, non solo, ma diventa anche un modo per sottrarre progressivamente spazio al VUOTO.

La MATERIA man mano che si aggrega, infatti, ACCENTUA sempre più a suo vantaggio le caratteristiche dello spazio discreto a cellette

(cellette NON IDENTICHE in senso radiale e IDENTICHE se alla stessa distanza da una MASSA: vedi dopo)

che circonda la MATERIA stessa, consentendo una maggiore attrazione e un'ulteriore aggregazione di nuova MATERIA.

> Le linee del tuo flash sono sempre più
> ravvicinate procedendo verso la massa,
> ma in realtà, ammettendo ti ripeto
> lo scatto a velocità infinita, la velocità
> complessiva dovrebbe essere più veloce
> proprio LONTANO DALLA MASSA e diventare
> più lenta proprio avviciniandosi alla
> massa, dovendo praticamente fare molti
> più salti (sempre più piccoli).

Nel Movimento a Scatti sia la DURATA del singolo Scatto che l'ESTENSIONE del corrispondente Spazio Elementare (non ulteriormente frazionabile) sono FINITI, con i costituenti base della materia che sono PIU' o MENO veloci semplicemente perchè alla fine di uno scatto effettuano delle SOSTE, rispettivamente MENO o PIU' lunghe.

Le particelle che sostano il meno possibile (e i FOTONI lo fanno di per se) dopo ogni scatto, si muovono alla VELOCITA' LIMITE.

Con riferimento agli ultimi 2 periodi segnalo la pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm

Quando un elemento perturbatore, per esempio una MASSA, entra in scena, siffatto elemento toglie spazio vitale al VUOTO, con ciò riducendo sempre più, man mano che ci si avvicina alla MASSA stessa, sia la DURATA del singolo Scatto che l'ESTENSIONE del corrispondente Spazio Elementare.

Il che dà appunto corpo ad un Universo discreto a cellette NON IDENTICHE in senso radiale e IDENTICHE se alla stessa distanza dalla MASSA (vedi reticolo presente in entrambi gli stage sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

In tal ultima evenienza, eventuali costituenti base della MATERIA presenti nei pressi della MASSA di cui sopra, continuano a muoversi a SCATTI, e siccome il tutto avviene nel micromondo, i nostri sensi ci ingannano facendoci percepire un VIRTUALE moto fluente, continuo e UNIFORMEMENTE ACCELERATO (vedi il secondo stage presente sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

Giovanni.
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14)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 17, 2004 5:43 PM
Subject: Re: forse lo spazio non si curva ma si discretizza

> Michele Falzone ha risposto:
> Ma dal modello discreto si deve potere
> sempre arrivare a quel modello
> ingegneristico

Il modello DISCRETO, ovvero il movimento a scatti, non solo consente effettivamente di risalire ai modelli CONTINUI ma ingegneristici del moto, ma dissolve, facendo a meno del superfluo tempo, tutta una serie di paradossi appunto legati al tempo (quello di Achille e la tartaruga, come quello dei gemelli di Einstein).

Per non parlare dell'Etere su cui si sono scervellati fior di scienziati, che di fatto diventa il DISCRETO stesso, e con la velocità limite, come del resto tutte le altre velocità, che finiscono per essere tutte assolute ed indipendenti da chi le osserva, perchè appunte tutte legate alla struttura granulare locale del DISCRETO stesso, e non alla velocità di chi le osserva.

> P.S. in parte sono d'accordo con quanto scrivi,
> ma devi capire che non posso essere
> d'accordo su come lo dici.

Io non solo le cose le ho dette ma le ho anche animate con il FLASH:
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm
http://digilander.libero.it/fraterno/zenone.htm
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

Manca è vero la trattazione matematica DISCRETA.

E sebbene rimane senz'altro valida, per quanto attiene ai conti, la trattazione nell'ambito del CONTINUO, bisogna sforzarsi di cercare una strada DIRETTA (senza passaggi per il CONTINUO) che consenta di dare forma matematica DISCRETA ai fenomeni fisici.

Forma matematica DISCRETA che è poi quella che facciamo usare ai nostri calcolatori quando diciamo loro di simulare la realtà fisica, e spesso proprio facendo ricorso al FLASH.

Giovanni.
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13)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Thursday, February 19, 2004 7:47 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Michele Falzone ha chiesto:
> Ma avresti una giustificazione anche
> sommaria per potere asserire questo?

In sintesi, l'entusiasmante storia di come sono giunto a scrivere quello che si può leggere su 'Da Ultimus a Einstein' e sul sito con Ultimus è scritto qui:
http://digilander.libero.it/fraterno/daintroduzione.htm

Le palline rimbalzanti sulla destra della pagina web sopra segnalata sono link che rimandano ai relativi approfondimenti.

Sconcertante è l'approfondimento sulla 'matematica senza zero' che nemmeno Franco e un altro paio di professori universitari su it.scienza.matematica sono riusciti a fermare, al punto che ad un certo momento sono stati costretti a passare agli insulti, coinvolgendo perfino mogli e collaboratori sparsi per il mondo.

Giovanni.
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12)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 18, 2004 11:33 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> rez ha scritto:
> Forse non conosci, o non hai presente, il Calcolo
> delle differenze finite, che differisce profondamente
> dal Calcolo infinitesimale.
> Prova a buttarci un occhio, oppure non c'entra nulla?

C'entra eccome perchè penso che sia esattamente la strada DIRETTA che potrebbe consentire di scrivere formule matematiche senza passare per il CONTINUO.

Il Calcolo delle differenze finite non l'ho mai studiato, ma ricordavo di aver letto qualche pagina per conto mio molti anni fa.

Avevo già intuito che la cosa poteva essere utile ai miei studi, ma prima di stasera non ero mai riuscito a ritrovare quelle poche pagine (circa una decina in un libro di Complementi di Matematica) che a suo tempo lessi.

Le basi di una matematica e una fisica tutta DISCRETA credo che possano essere riscritte, e la cosa più che essere complessa la trovo noiosa perchè lunghissima e poco creativa.

Qualcosa sulla geometria DISCRETA (fatta di linee, figure e solidi, composti di un numero finito ma sconosciuto di punti) l'ho già scritta.

Una matematica e una fisica tutta DISCRETA comunque è fatta di un insieme finito ma sconosciuto di numeri e di punti, e da descrizioni matematiche fatte non con funzioni ma con successioni, quelle appunto presenti nel Calcolo delle differenze finite.

Giovanni.
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11)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 18, 2004 6:54 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha chiesto:
> Scusa, se sono spazi elementari,
> come mai la pallina si vede anche fra uno
> spazio e l'altro? Non e' un errore del modello?

Le palline (ovvero le unità base del nostro Universo) del mio modello si muovono esattamente come dei robot, o come qualsiasi nostra macchina digitale.

Fanno cioè ognuna degli scatti elementari, con quelle più veloci che, tra uno scatto e l'altro, fanno delle pause via via più brevi.

La pallina che si muove alla velocità limite (il fotone del nostro Universo) è dunque semplicemente quella che in assoluto effettua la pausa più breve.

Zenone se ne era già accorto oltre 2000 anni, ma probabilmente l'unico modo possibile in cui effettivamente avviene il moto è esattamente quello a scatti, ovvero il moto nel DISCRETO, essendo quello nel CONTINUO del tutto impossibile:
http://digilander.libero.it/fraterno/zenone.htm

Lo so che la cosa sembra assurda e che la mia idea sarebbe, credo, se confermata dagli esperimenti, in assoluto la più importante e dirompente scoperta scientifica di tutti i tempi, ma un esperimento sembra già adesso confermare che effettivamente Zenone si avvicinò all'eventualità che il moto fosse solo ed unicamente a scatti già ben oltre duemila anni fa:
http://www.lescienze.it/specialarchivio.php3?id=4628

Giovanni.
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10)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 18, 2004 11:54 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha risposto:
> Sulla pagina e' scritto: 'DIECI spazi elementari'.
> E non e' vero, perche' si vedono le palline stare
> fra uno spazio e l'altro.
> Allora gli spazi non sono elementari.

Le palline su
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm
fanno 10 scatti (percorrendo 10 spazi elementari, ovvero 10 spazi non ulteriormente frazionabili), con le linee rosse verticali che semplicemente segnalano dove le palline via via sostano.

> Mi sembra che la quantizzazione dello
> spazio-tempo sia, gia' da parecchio
> tempo, sul banco di prova.

Ma nessuno credo ha scritto che il movimento di base, quello che evolve nel micromondo, e di conseguenza tutti i movimenti, compresi quelli del macromondo, sono in realtà del tutto identici a quelli delle nostre macchine digitali.

Giovanni.
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9)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Saturday, February 21, 2004 10:16 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha risposto:
> Per una quantizzazione esatta, le palline
> dovrebbero scattare da una posizione
> all'altra, senza passare per lo spazio
> intermedio, perche' dopotutto non c'e'.

Come un robottino giocattolo camminando effettua uno scatto, si ferma e poi riscatta, potendosi via via fermare solo in determinate posizioni (sebbene muovendosi senza sparire da una posizione a quella successiva),

identicamente le unità base del nostro Universo effettuano uno scatto, si fermano e poi riscattano, potendosi via via fermare solo in determinate posizioni (sebbene muovendosi senza sparire da una posizione a quella successiva).

Le unità base (i fotoni) che effettuano le soste più brevi si muovono alla velocità limite.

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#
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> Come fa la pallina a 'sapere' se in un
> dato quanto di tempo debba o no
> scattare di un quanto di spazio?

La materia dice allo spazio come discretizzarsi, e lo spazio discretizzato dice alla materia come muoversi.

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> > io stesso giofra ho scritto:
> > Ma nessuno credo ha scritto che il
> > movimento di base, quello che evolve
> > nel micromondo, e di conseguenza
> > tutti i movimenti, compresi quelli
> > del macromondo, sono in realtà del
> > tutto identici a quelli delle nostre
> > macchine digitali.

> In che senso? Quantizzati nel tempo?

In un Universo DISCRETO il tempo non gioca alcun ruolo (e dunque non esiste, non è cioè una grandezza fisica) al punto che un singolo scatto non ce ne può fregare di meno sia che valga un istante, sia che che valga un'eternità.

Se il tempo esiste può solo appartenere ad una inaccessibile dimensione gerarchicamente superiore alla nostra e che la include.

Ma non è finita, può darsi che anche la suddetta inaccessibile superiore dimensione sia DISCRETA, con il tempo che anche lì non esiste, e così via:
http://digilander.libero.it/fraterno/post5.htm

Giovanni.
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8)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Saturday, February 21, 2004 5:56 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Se il tempo esiste può solo
> > appartenere ad una inaccessibile
> > dimensione gerarchicamente
> > superiore alla nostra e che
> > la include.

> Michele Falzone ha risposto:
> Vedo che hai centrato il problema,
> anche se gli altri ridono, ma il
> punto è formalizzare il tutto

Ripeto, tutto o quasi è già formalizzato, ma nell'ambito del CONTINUO, che però essendo solo un modello matematico su alcune cose conduce a dire delle vere e proprie idiozie.

Tipo:

- quella che la fittizia dilatazione del tempo (questa si da ridere) è un fenomeno fisico reale e non la conseguenza di un modello ingegneristico, ovvero le trasformazioni di Lorentz

- come del resto non è un fenomeno fisico reale il fittizio moto del Sole sulla volta celeste, ma solo la conseguenza di un modello ingegneristico, ovvero il sistema Tolemaico.

Riscrivere le basi della matematica e della fisica dal punto di vista del DISCRETO, e quindi in termini di oggetti fatti di un numero finito ma sconosciuto di unità base che si muovono a scatti, e quindi con traiettorie descritte da successioni piuttosto che da funzioni, non è più complicato di tanto.

Il problema piuttosto è ideare degli esperimenti per capire se veramente la Realtà Fisica è solo ed esclusivamente DISCRETA.

Giovanni.
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7)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 22, 2004 11:52 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Ripeto, tutto o quasi è già formalizzato,
> > ma nell'ambito del CONTINUO, che però
> > essendo solo un modello matematico su
> > alcune cose conduce a dire delle vere
> > e proprie idiozie.

> Michele Falzone ha risposto:
> Non per contraddirti, ma questo non credo
> che possa bastare, pertanto o si deve trovare
> realmente un modello discreto concreto o
> trovare la NECESSITÀ fisica di tale comportamento,
> comportamento che solo con una certa
> approssimazione dia il modello continuo.

ll DISCRETO non prevarrà sul CONTINUO grazie ad una singola teoria e nè al lavoro di una singola persona.

Si tratta di un lavoro enorme, addirittura fuori dalla portata di un'intera generazione di scienziati.

DISCRETO e CONTINUO insomma continueranno a coesistere ancora forse per 100 anni, con il DISCRETO che, esattamente all'opposto di quello che avviene attualmente, man mano soppianterà il CONTINUO nella descrizione matematica-fisica dei fenomeni.

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> il paradosso dei gemelli scompare.

Il paradosso dei gemelli non scompare affatto, tanto che per ammissione degli stessi teorici della dilatazione del tempo, l'effetto gemelli è ritenuto un plausibile fenomeno fisico reale.

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> > - come del resto non è un
> > fenomeno fisico reale il fittizio
> > moto del Sole sulla volta celeste,
> > ma solo la conseguenza di
> > un modello ingegneristico,
> > ovvero il sistema Tolemaico.

> Questa non riesco a capirla

Come nel modello ingegneristico del sistema Tolemaico il Sole si muove, come solo apparentemente sembra realmente avvenire, sulla volta celeste

così nel modello CONTINUO e ingegneristico delle trasformazioni di Lorentz il tempo si dilata, come solo apparentemente sembra realmente avvenire

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> > Il problema piuttosto è ideare degli esperimenti
> > per capire se veramente la Realtà Fisica è solo
> > ed esclusivamente DISCRETA.

> Oltre ad essere impossibile, non credo che sia
> indispensabile, infatti basterebbe proporre ai
> fisici un modello coerente che riesca a dare una
> piena giustificazione dei fenomeni osservati,
> credo che ai fisici questo basti ed avanzi e anzi
> ti posso dire che è proprio quello che vanno
> inutilmente cercando, infatti per questa strada
> io mi sto muovendo

La fisica teorica del ventesimo secolo imboccò un tunnel senza uscita e i suoi epigoni saranno di conseguenza esclusi dalla rivoluzione del DISCRETO.

Giovanni.
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6)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 22, 2004 10:57 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > In un Universo DISCRETO il tempo non gioca
> > alcun ruolo (e dunque non esiste, non è cioè
> > una grandezza fisica) al punto che un singolo
> > scatto non ce ne può fregare di meno sia che
> > valga un istante, sia che che valga un'eternità.

> Leonardo Serni ha risposto:
> Questa e' la teoria del 'supertempo'
> (proprio di Theodore Sturgeon,
> 'The Incubi of Parallel X', su
> 'Planet Stories' del 1951).

> Secondo questa teoria quello che noi
> percepiamo come 'tempo' e' dato dal
> numero di 'scatti' spaziali elementari
> fra due configurazioni.

> Pero' fra due scatti dell'intera macchina
> universale, 'scorre' un altro tempo - il
> 'supertempo'.

> In pratica, saremmo come programmi
> che girano su un computer... e dato che
> tutte le nostre percezioni 'esistono' solo
> sulla base del clock, diremmo che un nostro
> battito cardiaco impiega 200 megaclocks.

> Se si aumenta la frequenza della CPU, il
> 'tempo' del programma non varia
> e la stessa operazione impiega sempre
> 200 megaclocks, solo che prima nel
> mondo 'esterno' passava un secondo,
> ora magari ne passa mezzo.

> Pero', messa cosi', questa mi sembra una
> complicazione inutile.

> Infatti, e' vero che il 'supertempo' non esiste,
> per le creature in esso immerse, ma per loro
> continua ad esistere il loro tempo
> percepito - che e' quello che hanno sempre
> usato per tutti i loro calcoli.

> Sicche' in pratica e' un cambiamento che
> non cambia niente.

Le cose, secondo me, stanno in modo molto più semplice.

L'Universo non è una MACCHINA che evolve in modo complessivamente SINCRONO ed a scatti per il semplice motivo che spazio e materia interagiscono secondo la modalità:

la materia dice allo spazio come discretizzarsi, e lo spazio dice alla materia come muoversi.

Con la materia che, non essendo uniformemente distribuita, di conseguenza rende inconsistente sia il discorso SINCRONIA che il discorso del SUPERTEMPO.

Insomma: non esiste (non è una grandezza fisica) nè il TEMPO e nè il SUPERTEMPO.

Giovanni.
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5)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 22, 2004 10:35 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Le cose, secondo me, stanno in modo
> > molto più semplice.
> > L'Universo non è una MACCHINA che evolve
> > in modo complessivamente SINCRONO
> > ed a scatti per il semplice motivo che spazio e
> > materia interagiscono secondo la modalità:
> > la materia dice allo spazio come discretizzarsi,
> > e lo spazio dice alla materia come muoversi.

> Leonardo Serni ha risposto:
> Mi sembra, pero', che a questo punto
> tu elimini anche gli ultimi residui
> di 'quantizzazione che quantizza',
> propendendo per una 'discretizzazione
> che non discretizza'.
> Sostanzialmente tutto quello che
> sopravvive del modello sono delle
> pause microscopiche nel movimento,
> movimento che pero' e' continuo, e
> non piu' discreto.
> Le pause non sono neppure sincronizzate.

Il movimento è invece assolutamente DISCRETO perchè si alternano fasi di MOTO (che dunque esiste: FASE ON) a fasi di NON MOTO (che dunque non esiste: FASE OFF).

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#
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> > Insomma: non esiste (non è una grandezza fisica)
> > nè il TEMPO e nè il SUPERTEMPO.

> In realta', si': hai solo definito un 'supertempo'
> che e' funzione della distribuzione di massa...

Al limite sarebbe solo un SUPERTEMPO espresso si da una funzione della distribuzione di massa, ma solo e soltanto una funzione di tipo QUALITATIVO e non quantitativo:
quanto sono infatti lunghe le FASI 0FF del moto ?

Boh !

E' letteralmente impossibile rispondere, visto che occorrerebbe stabilire l'entità delle pause più brevi, ossia quelle delle unità base che si muovono alla velocità limite.

E siccome per stabilire la suddetta entità si intuisce che occorrono dei misuratori fatti di unità base che si muovono alla velocità limite, ecco che la funzione SUPERTEMPO e solo e soltanto una funzione di tipo QUALITATIVO e dunque non è una grandezza fisica.

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> E non puoi eliminare il 'tempo' se mantieni un
> movimento continuo, se cioe' le famose palline
> possono passare anche dai punti intermedi
> (se cioe' ESISTONO i punti intermedi).

I punti intermedi esistono, ma è come se non lo fossero visto che le unità base non possono sostarvi perchè in FASE ON.

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> A questo punto potresti fare un altro passo:
> dire che il passo di questa discretizzazione
> dipende dalla quantita' di materia presente
> in un punto dato, e che la velocita' e' costante
> in termini di unita' discrete.

> Cio' significa che per es. un raggio di luce,
> attraversando un'area di spazio dove il passo
> di discretizzazione cambia lentamente a causa
> di una massa vicina, subira' una deviazione...
> come un'auto dove le ruote a dx e a sx
> vadano a velocita' leggermente differenti... pure
> continuando a muoversi alla massima velocita'
> possibile.

Ovvero quello che da tempo si vede sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm
dal titolo:
' Svelato, grazie al FLASH, il mistero dell'azione a distanza della materia sulla materia ? '

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> E sei tornato ad una teoria della relativita' dove
> lo 'spazio curvo' non si chiama 'curvatura dello
> spazio' ma 'gradiente di discretizzazione', e
> ci sono infinitamente meno equazioni, non
> essendocene alcuna :-)

Beh !
Qualche equazione c'è, ovvero semplici equazioni alle differenze finite, e che poi sono quelle che in sostanza consentono l'animazione FLASH presente sulla pagina appena più sù segnalata.

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> Sara' che sono un pragmatico, ma io non vedo
> l'utilita' dell'operazione.

Scherzi !
Guarda che grazie al mio modello, retto da banali equazioni alle differenze finite, svaniscono secoli di polemiche sull'Etere e sulla dilatazione del tempo.

Giovanni.
*************

4)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 24, 2004 10:30 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Il movimento è invece assolutamente
> > DISCRETO perchè si alternano fasi di
> > MOTO (che dunque esiste: FASE ON)
> > a fasi di NON MOTO (che dunque
> > non esiste: FASE OFF).

> Leonardo Serni ha risposto:
> Mi stai dicendo che secondo te un
> pendolo di Newton costituisce un
> esempio di moto discreto? Perche'
> alterna fasi di moto a fasi di non moto?
> Io lo chiamo moto CONTINUO, perche'
> quando e' in moto attraversa tutti gli
> intervalli di spazio nella sua traiettoria...
> che quindi ha la potenza del continuo.

Non capisco questa tua allarmante ostinazione, e che è quella che in genere, sui newsgroup, precede gli insulti di chi si sente 'sconfitto' :-)

Il moto di tutte le macchine DIGITALI, che è un movimento a scatti, siamo tutti d'accordo che è un moto DISCRETO.

Quello che io sostengo è che semplicemente è facile che anche le unità base che danno corpo al pendolo di Newton si muovono esattamente come le nostre macchine DIGITALI, ossia con un movimento DISCRETO, ovvero a scatti.

#
#
#

> > siccome per stabilire la durata delle
> > pause più brevi si intuisce che
> > occorrono dei misuratori fatti di
> > unità base che si muovono alla
> > velocità limite, ecco che la funzione
> > SUPERTEMPO e solo e soltanto
> > una funzione di tipo QUALITATIVO
> > e dunque non è una grandezza fisica.

> Non necessariamente - perche' tu stesso
> hai detto che le pause non sono di
> tipo sincrono. Due particelle che si
> muovessero alla velocita' limite, con
> le rispettive pause sfasate del 50%,
> definiscono implicitamente una unita'
> di misura (puramente virtuale) pari
> a meta' dell'unita' base.

Il problema è che le due particelle che si muovessero alla velocita' limite, con le rispettive pause sfasate del 50%, sono come minimo distanti fra loro nello spazio miliardi di chilometri, con solo nei pressi di una delle due che dovrebbe essere presente un'enorme perturbazione.

Insomma il reticolo granulare dello spazio DISCRETO non penso che si lasci così facilmente modificare.

#
#
#

> > Beh !
> > Qualche equazione c'è, ovvero
> > semplici equazioni alle differenze
> > finite, e che poi sono quelle che
> > in sostanza consentono l'animazione
> > FLASH presente sulla pagina
> > appena più sù segnalata.

> Le equazioni di cui parli
> non sono riuscito a trovarle.
> Mi puoi mica passare l'URL?

Ammesso che siano disponibili a fornirti il codice, l'URL che cerchi è quella di Macromedia :-)

FLASH è infatti un programma applicativo e le equazioni alle differenze finite sono scritte dentro il suo codice.

Giovanni.
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3)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 25, 2004 10:00 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Il moto di tutte le macchine DIGITALI, che è un
> > movimento a scatti, siamo tutti d'accordo
> > che è un moto DISCRETO.

> Leonardo Serni ha risposto:
> Credo che forse ci dobbiamo intendere
> sul significato di 'discreto' e
> 'continuo'.
> Io chiamo 'continua' una funzione che
> ha dominio in R, in particolare
> tale che se esiste in due punti, esiste
> anche in un punto intermedio.
> (Non e' la definizione di 'funzione continua')
> Chiamo 'discreta' una funzione che ha
> dominio in N, ovvero solo in un
> infinito numerabile di punti.
> Credo invece che tu chiami 'discreta'
> una funzione che assume solo un
> numero (infinito numerabile) di valori,
> cioe' che ha COdominio in N.
> Percio' una funzione 'onda quadra' tu
> la chiameresti discreta, penso,
> mentre per me e' una funzione a dominio
> continuo (e' naturalmente una
> funzione discontinua in un infinito
> numerabile di punti). Pero', come
> codominio ha soltanto 0 e 1.
> Se ti torna, nonostante mi sia espresso
> come un cane, abbiamo risolto
> l'equivoco :-)

Il problema è che le tue sono solo (quasi) definizioni che presuppongono la necessità matematica del CONTINUO, mentre la mia teoria sul movimento a scatti, all'opposto, presuppone la NON necessità matematica del CONTINUO.

E ciò sulla scorta di una matematica senza zero del tutto coerente dove alberga solo il DISCRETO, e che è di mia ideazione.

A tal fine segnalo la pagina web con indirizzo:
http://digilander.libero.it/ultimus2001/appendice.htm

L'equivoco dunque:

- è che TU vuoi farmi rileggere libri che a suo tempo ho già letto, rilettura, fra l'altro, che non serve a niente rispetto alle nuove cose che sostengo, tranne che per tentare eventualmente di riscriverle

- mentre IO voglio farti leggere la mia matematica senza zero, e che appunto rappresenta un NUOVO PUNTO di PARTENZA per scrivere cose nuove, e per esempio del movimento a scatti.

#
#
#

> > Quello che io sostengo è che
> > semplicemente è facile che anche
> > le unità base che danno corpo
> > al pendolo di Newton si muovono
> > esattamente come le nostre macchine
> > DIGITALI, ossia con un
> > movimento DISCRETO, ovvero a scatti.

> Be', diciamo che e' possibile. Si'.
> Che poi sia 'facile', rimarra' da
> vedersi.
> Una domanda che mi balza in mente e':
> 'Perche' dovrebbero?'.

Perchè appunto esiste una matematica senza zero del tutto coerente e dove alberga solo il DISCRETO.

#
#
#

> Non sono riuscito a trovare le
> equazioni di cui parli
> Mi puoi mica passare l'URL?

> > Ammesso che siano disponibili
> > a fornirti il codice,
> > l'URL che cerchi è quella
> > di Macromedia :-)

> Oh... aspetta... stai dicendo che tu
> hai programmato nel codice flash
> qualcosa come ...........

Ho semplicemente realizzato un primo stage con il movimento a scatti imponendo che l'animazione avesse una velocità di circa 10 frame/sec (stage in versione lenta).

E poi un secondo stage con il movimento a scatti del tutto identico al primo, tranne ad imporre che l'animazione avesse ora una velocità di circa 100 frame/sec (stage in versione veloce).

Giovanni.
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2)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 29, 2004 8:49 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha scritto:
> Vediamo di fare una affermazione
> non equivocabile, ok?
> Allora, presi due punti distinti e una
> pallina che si muove fra questi
> due punti distinti: questa particella
> percorre un continuo infinito di
> altri punti compresi fra i primi due,
> oppure no?

Io invece ti propongo di rispondere alla seguente domanda: il moto di tutte le macchine DIGITALI, che è un movimento a scatti, sei d'accordo che è un moto DISCRETO oppure no?

#
#
#

> > io stesso giofra ho scritto:
> > E ciò sulla scorta di una matematica
> > senza zero del tutto coerente dove
> > alberga solo il DISCRETO, e che
> > è di mia ideazione.

> Non credevo entrasse nel discorso in questione.

Eppure ho più e più volte segnalato la pagina web con indirizzo:
http://digilander.libero.it/fraterno/daintroduzione.htm

#
#
#

> Ma nella matematica di cui parli, esiste un
> numero che moltiplicato per se stesso dia 2 ?

Non esiste nè nella mia matematica senza zero e nemmeno nella matematica corrente, perchè i numeri irrazionali (tipo radice di 2) presenti in quest'ultima sono una invenzione superflua.

Infatti, come nella mia matematica senza zero, anche nella matematica corrente esistono una quantità sterminata di numeri con sviluppo decimale illimitato (quelli 9-periodici) che nessuna divisione è in grado di generarli.

E siccome la mia matematica senza zero è coerente, e fa uso solo dei numeri con sviluppo decimale limitato, e quindi fa uso solo del DISCRETO, allora vuol dire che anche la matematica corrente in realtà è solo una matematica del DISCRETO.

Insomma il CONTINUO, con l'annesso INFINITO e con l'annessa INFINITA divisibilità dei numeri periodici e dei numeri irrazionali, è un'invenzione superflua ai fini della rappresentazione numerica della Realtà.

A tal fine segnalo la pagina web con indirizzo:
http://digilander.libero.it/fraterno/post9.htm

#
#
#

> > L'equivoco dunque:
> > - è che TU vuoi farmi rileggere libri
> > che a suo tempo ho già letto

> Veramente non mi pare.
> Dov'e' che ti ho suggerito di rileggere
> qualche libro? :-?

L'invito era implicito e legato alle tue quasi-definizioni sul CONTINUO.

#
#
#

> Se, secondo te, una matematica continua
> 'non' significa che l'Universo sia continuo,
> come puoi affermare che l'esistenza di
> una matematica di tipo discreto significhi
> che l'Universo sia discreto?

Perchè esistendo particelle, atomi, molecole, matite, mele e così via, è sicuro che il DISCRETO esiste, mentre il CONTINUO è superfluo perfino nella matematica corrente, sebbene quest'ultima contempli sia il DISCRETO che il CONTINUO.

Giovanni.
*************

1)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Monday, March 01, 2004 8:32 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Io invece ti propongo di rispondere
> > alla seguente domanda:
> > il moto di tutte le macchine DIGITALI,
> > che è un movimento a scatti,
> > sei d'accordo che è un moto DISCRETO
> > oppure no?

> Leonardo Serni ha risposto:
> No. Tanto e' vero che, se lo visualizzi
> al rallentatore, ti accorgi che c'e' una
> fase di accelerazione, una di decelerazione,
> ed il pezzo passa per tutto il continuo
> dei punti intermedi.

Il moto, ad esempio, di una macchina DIGITALE antropomorfa è invece DISCRETO perchè qualunque suo spostamento consta di un numero FINITO di passi elementari (al di sotto dei quali cioè non si può scendere) esattamente come forse è il moto delle unità base del nostro Universo.

#
#
#

> Ma nella matematica di cui parli,
> esiste un numero che moltiplicato
> per se stesso dia 2 ?

> > Non esiste nè nella mia matematica
> > senza zero e nemmeno nella matematica
> > corrente, perchè i numeri irrazionali
> > (tipo radice di 2) presenti in quest'ultima
> > sono una invenzione superflua.

> Se e' una invenzione, significa che esiste.
> Tanto e' vero che lo potrei
> calcolare.

Nell'ambito dell'invenzione del sistema Tolemaico, anche il moto del Sole sulla volta celeste si può calcolare, eppure non esiste.

#
#
#

> E il coseno di 90 gradi?
> Anche l'angolo retto e' superfluo?
> Come lo calcoli il coseno di 90 gradi
> con una matematica senza zero?

Come lo calcolano i nostri computer DIGITALI, che sono DISCRETI.

Giovanni.



fine


17)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 17, 2004 4:32 AM
Subject: forse lo spazio non si curva ma si discretizza

La materia dice allo spazio come discretizzarsi, e lo spazio discretizzato dice alla materia come muoversi.

A tal fine segnalo le pagine web:

' L'inesistente continuo smascherato dal FLASH:
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm

' Achille usa il FLASH e sbugiarda finalmente la tartaruga:
http://digilander.libero.it/fraterno/zenone.htm

' Svelato, grazie al FLASH, il mistero dell'azione a distanza della materia sulla materia ? :
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

Giovanni.

La materia dice allo spazio come curvarsi, e lo spazio dice alla materia come muoversi.
(Albert Einstein)
*************

16)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 17, 2004 9:18 AM
Subject: Re: forse lo spazio non si curva ma si discretizza

> > io stesso giofra ho scritto:
> > La materia dice allo spazio come discretizzarsi,
> > e lo spazio discretizzato dice alla materia
> > come muoversi.

> Michele Falzone ha risposto:
> Sono d'accordo, ma riusciresti a dirmi perché.

Perchè gioca un ruolo chiave lo spazio 'vitale' che il VUOTO riserva comunque alla sua stessa 'esistenza' (vedi messaggio successivo, il n.15).

Il problema è tradurre quanto sopra in termini matematici, anche se debbo dire che la cosa ha ben poca rilevanza.

La matematica e le leggi che infatti consentono di prevedere abbastanza bene ciò che avviene in NATURA già esistono, solo che sviluppandosi nell'ambito di un modello fisico sconosciuto alla NATURA stessa, quello del CONTINUO, non danno purtroppo luogo ad una descrizione fisica dei fenomeni, ma solo, appunto ad una previsione di tipo ingegneristico.

Giovanni.
*************

15)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Monday, June 23, 2003 4:23 AM
Subject: Re: svelato il mistero dell'azione a distanza dei CAMPI ?

> Angelo Dinelli ha scritto:
> C'è qualcosa che non mi quadra, giofra.
> Prima di tutto non è descritta la causa
> dell'azione a distanza ma soltanto la
> modalità del movimento.

La MATERIA, nei suoi costituenti base, aborra il VUOTO, e dovendo scegliere fra il muoversi in una ZONA X dove il VUOTO predomina

(nel caso di specie, lungo le linee VERTICALI dell'Universo discreto a cellette presente nei 2 stage sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

rispetto alla ZONA Y dove il VUOTO è più diradato

(nel caso di specie, lungo le linee ORIZZONTALI, dirette verso la MASSA, sempre dell'Universo discreto a cellette presente nei 2 stage sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

ebbene, la MATERIA preferisce percorrere la ZONA Y, dove peraltro può muoversi in modo più repentino.

Quest'ultima cosa, fra l'altro, è in accordo con il fatto che la MATERIA tende ad aggregarsi e a ricompattarsi, non solo, ma diventa anche un modo per sottrarre progressivamente spazio al VUOTO.

La MATERIA man mano che si aggrega, infatti, ACCENTUA sempre più a suo vantaggio le caratteristiche dello spazio discreto a cellette

(cellette NON IDENTICHE in senso radiale e IDENTICHE se alla stessa distanza da una MASSA: vedi dopo)

che circonda la MATERIA stessa, consentendo una maggiore attrazione e un'ulteriore aggregazione di nuova MATERIA.

> Le linee del tuo flash sono sempre più
> ravvicinate procedendo verso la massa,
> ma in realtà, ammettendo ti ripeto
> lo scatto a velocità infinita, la velocità
> complessiva dovrebbe essere più veloce
> proprio LONTANO DALLA MASSA e diventare
> più lenta proprio avviciniandosi alla
> massa, dovendo praticamente fare molti
> più salti (sempre più piccoli).

Nel Movimento a Scatti sia la DURATA del singolo Scatto che l'ESTENSIONE del corrispondente Spazio Elementare (non ulteriormente frazionabile) sono FINITI, con i costituenti base della materia che sono PIU' o MENO veloci semplicemente perchè alla fine di uno scatto effettuano delle SOSTE, rispettivamente MENO o PIU' lunghe.

Le particelle che sostano il meno possibile (e i FOTONI lo fanno di per se) dopo ogni scatto, si muovono alla VELOCITA' LIMITE.

Con riferimento agli ultimi 2 periodi segnalo la pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm

Quando un elemento perturbatore, per esempio una MASSA, entra in scena, siffatto elemento toglie spazio vitale al VUOTO, con ciò riducendo sempre più, man mano che ci si avvicina alla MASSA stessa, sia la DURATA del singolo Scatto che l'ESTENSIONE del corrispondente Spazio Elementare.

Il che dà appunto corpo ad un Universo discreto a cellette NON IDENTICHE in senso radiale e IDENTICHE se alla stessa distanza dalla MASSA (vedi reticolo presente in entrambi gli stage sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

In tal ultima evenienza, eventuali costituenti base della MATERIA presenti nei pressi della MASSA di cui sopra, continuano a muoversi a SCATTI, e siccome il tutto avviene nel micromondo, i nostri sensi ci ingannano facendoci percepire un VIRTUALE moto fluente, continuo e UNIFORMEMENTE ACCELERATO (vedi il secondo stage presente sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

Giovanni.
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14)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 17, 2004 5:43 PM
Subject: Re: forse lo spazio non si curva ma si discretizza

> Michele Falzone ha risposto:
> Ma dal modello discreto si deve potere
> sempre arrivare a quel modello
> ingegneristico

Il modello DISCRETO, ovvero il movimento a scatti, non solo consente effettivamente di risalire ai modelli CONTINUI ma ingegneristici del moto, ma dissolve, facendo a meno del superfluo tempo, tutta una serie di paradossi appunto legati al tempo (quello di Achille e la tartaruga, come quello dei gemelli di Einstein).

Per non parlare dell'Etere su cui si sono scervellati fior di scienziati, che di fatto diventa il DISCRETO stesso, e con la velocità limite, come del resto tutte le altre velocità, che finiscono per essere tutte assolute ed indipendenti da chi le osserva, perchè appunte tutte legate alla struttura granulare locale del DISCRETO stesso, e non alla velocità di chi le osserva.

> P.S. in parte sono d'accordo con quanto scrivi,
> ma devi capire che non posso essere
> d'accordo su come lo dici.

Io non solo le cose le ho dette ma le ho anche animate con il FLASH:
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm
http://digilander.libero.it/fraterno/zenone.htm
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm

Manca è vero la trattazione matematica DISCRETA.

E sebbene rimane senz'altro valida, per quanto attiene ai conti, la trattazione nell'ambito del CONTINUO, bisogna sforzarsi di cercare una strada DIRETTA (senza passaggi per il CONTINUO) che consenta di dare forma matematica DISCRETA ai fenomeni fisici.

Forma matematica DISCRETA che è poi quella che facciamo usare ai nostri calcolatori quando diciamo loro di simulare la realtà fisica, e spesso proprio facendo ricorso al FLASH.

Giovanni.
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13)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Thursday, February 19, 2004 7:47 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Michele Falzone ha chiesto:
> Ma avresti una giustificazione anche
> sommaria per potere asserire questo?

In sintesi, l'entusiasmante storia di come sono giunto a scrivere quello che si può leggere su 'Da Ultimus a Einstein' e sul sito con Ultimus è scritto qui:
http://digilander.libero.it/fraterno/daintroduzione.htm

Le palline rimbalzanti sulla destra della pagina web sopra segnalata sono link che rimandano ai relativi approfondimenti.

Sconcertante è l'approfondimento sulla 'matematica senza zero' che nemmeno Franco e un altro paio di professori universitari su it.scienza.matematica sono riusciti a fermare, al punto che ad un certo momento sono stati costretti a passare agli insulti, coinvolgendo perfino mogli e collaboratori sparsi per il mondo.

Giovanni.
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12)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 18, 2004 11:33 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> rez ha scritto:
> Forse non conosci, o non hai presente, il Calcolo
> delle differenze finite, che differisce profondamente
> dal Calcolo infinitesimale.
> Prova a buttarci un occhio, oppure non c'entra nulla?

C'entra eccome perchè penso che sia esattamente la strada DIRETTA che potrebbe consentire di scrivere formule matematiche senza passare per il CONTINUO.

Il Calcolo delle differenze finite non l'ho mai studiato, ma ricordavo di aver letto qualche pagina per conto mio molti anni fa.

Avevo già intuito che la cosa poteva essere utile ai miei studi, ma prima di stasera non ero mai riuscito a ritrovare quelle poche pagine (circa una decina in un libro di Complementi di Matematica) che a suo tempo lessi.

Le basi di una matematica e una fisica tutta DISCRETA credo che possano essere riscritte, e la cosa più che essere complessa la trovo noiosa perchè lunghissima e poco creativa.

Qualcosa sulla geometria DISCRETA (fatta di linee, figure e solidi, composti di un numero finito ma sconosciuto di punti) l'ho già scritta.

Una matematica e una fisica tutta DISCRETA comunque è fatta di un insieme finito ma sconosciuto di numeri e di punti, e da descrizioni matematiche fatte non con funzioni ma con successioni, quelle appunto presenti nel Calcolo delle differenze finite.

Giovanni.
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11)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 18, 2004 6:54 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha chiesto:
> Scusa, se sono spazi elementari,
> come mai la pallina si vede anche fra uno
> spazio e l'altro? Non e' un errore del modello?

Le palline (ovvero le unità base del nostro Universo) del mio modello si muovono esattamente come dei robot, o come qualsiasi nostra macchina digitale.

Fanno cioè ognuna degli scatti elementari, con quelle più veloci che, tra uno scatto e l'altro, fanno delle pause via via più brevi.

La pallina che si muove alla velocità limite (il fotone del nostro Universo) è dunque semplicemente quella che in assoluto effettua la pausa più breve.

Zenone se ne era già accorto oltre 2000 anni, ma probabilmente l'unico modo possibile in cui effettivamente avviene il moto è esattamente quello a scatti, ovvero il moto nel DISCRETO, essendo quello nel CONTINUO del tutto impossibile:
http://digilander.libero.it/fraterno/zenone.htm

Lo so che la cosa sembra assurda e che la mia idea sarebbe, credo, se confermata dagli esperimenti, in assoluto la più importante e dirompente scoperta scientifica di tutti i tempi, ma un esperimento sembra già adesso confermare che effettivamente Zenone si avvicinò all'eventualità che il moto fosse solo ed unicamente a scatti già ben oltre duemila anni fa:
http://www.lescienze.it/specialarchivio.php3?id=4628

Giovanni.
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10)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 18, 2004 11:54 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha risposto:
> Sulla pagina e' scritto: 'DIECI spazi elementari'.
> E non e' vero, perche' si vedono le palline stare
> fra uno spazio e l'altro.
> Allora gli spazi non sono elementari.

Le palline su
http://digilander.libero.it/fraterno/scatti.htm
fanno 10 scatti (percorrendo 10 spazi elementari, ovvero 10 spazi non ulteriormente frazionabili), con le linee rosse verticali che semplicemente segnalano dove le palline via via sostano.

> Mi sembra che la quantizzazione dello
> spazio-tempo sia, gia' da parecchio
> tempo, sul banco di prova.

Ma nessuno credo ha scritto che il movimento di base, quello che evolve nel micromondo, e di conseguenza tutti i movimenti, compresi quelli del macromondo, sono in realtà del tutto identici a quelli delle nostre macchine digitali.

Giovanni.
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9)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Saturday, February 21, 2004 10:16 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha risposto:
> Per una quantizzazione esatta, le palline
> dovrebbero scattare da una posizione
> all'altra, senza passare per lo spazio
> intermedio, perche' dopotutto non c'e'.

Come un robottino giocattolo camminando effettua uno scatto, si ferma e poi riscatta, potendosi via via fermare solo in determinate posizioni (sebbene muovendosi senza sparire da una posizione a quella successiva),

identicamente le unità base del nostro Universo effettuano uno scatto, si fermano e poi riscattano, potendosi via via fermare solo in determinate posizioni (sebbene muovendosi senza sparire da una posizione a quella successiva).

Le unità base (i fotoni) che effettuano le soste più brevi si muovono alla velocità limite.

#
#
#

> Come fa la pallina a 'sapere' se in un
> dato quanto di tempo debba o no
> scattare di un quanto di spazio?

La materia dice allo spazio come discretizzarsi, e lo spazio discretizzato dice alla materia come muoversi.

#
#
#

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Ma nessuno credo ha scritto che il
> > movimento di base, quello che evolve
> > nel micromondo, e di conseguenza
> > tutti i movimenti, compresi quelli
> > del macromondo, sono in realtà del
> > tutto identici a quelli delle nostre
> > macchine digitali.

> In che senso? Quantizzati nel tempo?

In un Universo DISCRETO il tempo non gioca alcun ruolo (e dunque non esiste, non è cioè una grandezza fisica) al punto che un singolo scatto non ce ne può fregare di meno sia che valga un istante, sia che che valga un'eternità.

Se il tempo esiste può solo appartenere ad una inaccessibile dimensione gerarchicamente superiore alla nostra e che la include.

Ma non è finita, può darsi che anche la suddetta inaccessibile superiore dimensione sia DISCRETA, con il tempo che anche lì non esiste, e così via:
http://digilander.libero.it/fraterno/post5.htm

Giovanni.
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8)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Saturday, February 21, 2004 5:56 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Se il tempo esiste può solo
> > appartenere ad una inaccessibile
> > dimensione gerarchicamente
> > superiore alla nostra e che
> > la include.

> Michele Falzone ha risposto:
> Vedo che hai centrato il problema,
> anche se gli altri ridono, ma il
> punto è formalizzare il tutto

Ripeto, tutto o quasi è già formalizzato, ma nell'ambito del CONTINUO, che però essendo solo un modello matematico su alcune cose conduce a dire delle vere e proprie idiozie.

Tipo:

- quella che la fittizia dilatazione del tempo (questa si da ridere) è un fenomeno fisico reale e non la conseguenza di un modello ingegneristico, ovvero le trasformazioni di Lorentz

- come del resto non è un fenomeno fisico reale il fittizio moto del Sole sulla volta celeste, ma solo la conseguenza di un modello ingegneristico, ovvero il sistema Tolemaico.

Riscrivere le basi della matematica e della fisica dal punto di vista del DISCRETO, e quindi in termini di oggetti fatti di un numero finito ma sconosciuto di unità base che si muovono a scatti, e quindi con traiettorie descritte da successioni piuttosto che da funzioni, non è più complicato di tanto.

Il problema piuttosto è ideare degli esperimenti per capire se veramente la Realtà Fisica è solo ed esclusivamente DISCRETA.

Giovanni.
*************

7)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 22, 2004 11:52 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Ripeto, tutto o quasi è già formalizzato,
> > ma nell'ambito del CONTINUO, che però
> > essendo solo un modello matematico su
> > alcune cose conduce a dire delle vere
> > e proprie idiozie.

> Michele Falzone ha risposto:
> Non per contraddirti, ma questo non credo
> che possa bastare, pertanto o si deve trovare
> realmente un modello discreto concreto o
> trovare la NECESSITÀ fisica di tale comportamento,
> comportamento che solo con una certa
> approssimazione dia il modello continuo.

ll DISCRETO non prevarrà sul CONTINUO grazie ad una singola teoria e nè al lavoro di una singola persona.

Si tratta di un lavoro enorme, addirittura fuori dalla portata di un'intera generazione di scienziati.

DISCRETO e CONTINUO insomma continueranno a coesistere ancora forse per 100 anni, con il DISCRETO che, esattamente all'opposto di quello che avviene attualmente, man mano soppianterà il CONTINUO nella descrizione matematica-fisica dei fenomeni.

#
#
#

> il paradosso dei gemelli scompare.

Il paradosso dei gemelli non scompare affatto, tanto che per ammissione degli stessi teorici della dilatazione del tempo, l'effetto gemelli è ritenuto un plausibile fenomeno fisico reale.

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> > - come del resto non è un
> > fenomeno fisico reale il fittizio
> > moto del Sole sulla volta celeste,
> > ma solo la conseguenza di
> > un modello ingegneristico,
> > ovvero il sistema Tolemaico.

> Questa non riesco a capirla

Come nel modello ingegneristico del sistema Tolemaico il Sole si muove, come solo apparentemente sembra realmente avvenire, sulla volta celeste

così nel modello CONTINUO e ingegneristico delle trasformazioni di Lorentz il tempo si dilata, come solo apparentemente sembra realmente avvenire

#
#
#

> > Il problema piuttosto è ideare degli esperimenti
> > per capire se veramente la Realtà Fisica è solo
> > ed esclusivamente DISCRETA.

> Oltre ad essere impossibile, non credo che sia
> indispensabile, infatti basterebbe proporre ai
> fisici un modello coerente che riesca a dare una
> piena giustificazione dei fenomeni osservati,
> credo che ai fisici questo basti ed avanzi e anzi
> ti posso dire che è proprio quello che vanno
> inutilmente cercando, infatti per questa strada
> io mi sto muovendo

La fisica teorica del ventesimo secolo imboccò un tunnel senza uscita e i suoi epigoni saranno di conseguenza esclusi dalla rivoluzione del DISCRETO.

Giovanni.
*************

6)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 22, 2004 10:57 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > In un Universo DISCRETO il tempo non gioca
> > alcun ruolo (e dunque non esiste, non è cioè
> > una grandezza fisica) al punto che un singolo
> > scatto non ce ne può fregare di meno sia che
> > valga un istante, sia che che valga un'eternità.

> Leonardo Serni ha risposto:
> Questa e' la teoria del 'supertempo'
> (proprio di Theodore Sturgeon,
> 'The Incubi of Parallel X', su
> 'Planet Stories' del 1951).

> Secondo questa teoria quello che noi
> percepiamo come 'tempo' e' dato dal
> numero di 'scatti' spaziali elementari
> fra due configurazioni.

> Pero' fra due scatti dell'intera macchina
> universale, 'scorre' un altro tempo - il
> 'supertempo'.

> In pratica, saremmo come programmi
> che girano su un computer... e dato che
> tutte le nostre percezioni 'esistono' solo
> sulla base del clock, diremmo che un nostro
> battito cardiaco impiega 200 megaclocks.

> Se si aumenta la frequenza della CPU, il
> 'tempo' del programma non varia
> e la stessa operazione impiega sempre
> 200 megaclocks, solo che prima nel
> mondo 'esterno' passava un secondo,
> ora magari ne passa mezzo.

> Pero', messa cosi', questa mi sembra una
> complicazione inutile.

> Infatti, e' vero che il 'supertempo' non esiste,
> per le creature in esso immerse, ma per loro
> continua ad esistere il loro tempo
> percepito - che e' quello che hanno sempre
> usato per tutti i loro calcoli.

> Sicche' in pratica e' un cambiamento che
> non cambia niente.

Le cose, secondo me, stanno in modo molto più semplice.

L'Universo non è una MACCHINA che evolve in modo complessivamente SINCRONO ed a scatti per il semplice motivo che spazio e materia interagiscono secondo la modalità:

la materia dice allo spazio come discretizzarsi, e lo spazio dice alla materia come muoversi.

Con la materia che, non essendo uniformemente distribuita, di conseguenza rende inconsistente sia il discorso SINCRONIA che il discorso del SUPERTEMPO.

Insomma: non esiste (non è una grandezza fisica) nè il TEMPO e nè il SUPERTEMPO.

Giovanni.
*************

5)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 22, 2004 10:35 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Le cose, secondo me, stanno in modo
> > molto più semplice.
> > L'Universo non è una MACCHINA che evolve
> > in modo complessivamente SINCRONO
> > ed a scatti per il semplice motivo che spazio e
> > materia interagiscono secondo la modalità:
> > la materia dice allo spazio come discretizzarsi,
> > e lo spazio dice alla materia come muoversi.

> Leonardo Serni ha risposto:
> Mi sembra, pero', che a questo punto
> tu elimini anche gli ultimi residui
> di 'quantizzazione che quantizza',
> propendendo per una 'discretizzazione
> che non discretizza'.
> Sostanzialmente tutto quello che
> sopravvive del modello sono delle
> pause microscopiche nel movimento,
> movimento che pero' e' continuo, e
> non piu' discreto.
> Le pause non sono neppure sincronizzate.

Il movimento è invece assolutamente DISCRETO perchè si alternano fasi di MOTO (che dunque esiste: FASE ON) a fasi di NON MOTO (che dunque non esiste: FASE OFF).

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#
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> > Insomma: non esiste (non è una grandezza fisica)
> > nè il TEMPO e nè il SUPERTEMPO.

> In realta', si': hai solo definito un 'supertempo'
> che e' funzione della distribuzione di massa...

Al limite sarebbe solo un SUPERTEMPO espresso si da una funzione della distribuzione di massa, ma solo e soltanto una funzione di tipo QUALITATIVO e non quantitativo:
quanto sono infatti lunghe le FASI 0FF del moto ?

Boh !

E' letteralmente impossibile rispondere, visto che occorrerebbe stabilire l'entità delle pause più brevi, ossia quelle delle unità base che si muovono alla velocità limite.

E siccome per stabilire la suddetta entità si intuisce che occorrono dei misuratori fatti di unità base che si muovono alla velocità limite, ecco che la funzione SUPERTEMPO e solo e soltanto una funzione di tipo QUALITATIVO e dunque non è una grandezza fisica.

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> E non puoi eliminare il 'tempo' se mantieni un
> movimento continuo, se cioe' le famose palline
> possono passare anche dai punti intermedi
> (se cioe' ESISTONO i punti intermedi).

I punti intermedi esistono, ma è come se non lo fossero visto che le unità base non possono sostarvi perchè in FASE ON.

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> A questo punto potresti fare un altro passo:
> dire che il passo di questa discretizzazione
> dipende dalla quantita' di materia presente
> in un punto dato, e che la velocita' e' costante
> in termini di unita' discrete.

> Cio' significa che per es. un raggio di luce,
> attraversando un'area di spazio dove il passo
> di discretizzazione cambia lentamente a causa
> di una massa vicina, subira' una deviazione...
> come un'auto dove le ruote a dx e a sx
> vadano a velocita' leggermente differenti... pure
> continuando a muoversi alla massima velocita'
> possibile.

Ovvero quello che da tempo si vede sulla pagina con url:
http://digilander.libero.it/fraterno/campi.htm
dal titolo:
' Svelato, grazie al FLASH, il mistero dell'azione a distanza della materia sulla materia ? '

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> E sei tornato ad una teoria della relativita' dove
> lo 'spazio curvo' non si chiama 'curvatura dello
> spazio' ma 'gradiente di discretizzazione', e
> ci sono infinitamente meno equazioni, non
> essendocene alcuna :-)

Beh !
Qualche equazione c'è, ovvero semplici equazioni alle differenze finite, e che poi sono quelle che in sostanza consentono l'animazione FLASH presente sulla pagina appena più sù segnalata.

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> Sara' che sono un pragmatico, ma io non vedo
> l'utilita' dell'operazione.

Scherzi !
Guarda che grazie al mio modello, retto da banali equazioni alle differenze finite, svaniscono secoli di polemiche sull'Etere e sulla dilatazione del tempo.

Giovanni.
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4)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Tuesday, February 24, 2004 10:30 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Il movimento è invece assolutamente
> > DISCRETO perchè si alternano fasi di
> > MOTO (che dunque esiste: FASE ON)
> > a fasi di NON MOTO (che dunque
> > non esiste: FASE OFF).

> Leonardo Serni ha risposto:
> Mi stai dicendo che secondo te un
> pendolo di Newton costituisce un
> esempio di moto discreto? Perche'
> alterna fasi di moto a fasi di non moto?
> Io lo chiamo moto CONTINUO, perche'
> quando e' in moto attraversa tutti gli
> intervalli di spazio nella sua traiettoria...
> che quindi ha la potenza del continuo.

Non capisco questa tua allarmante ostinazione, e che è quella che in genere, sui newsgroup, precede gli insulti di chi si sente 'sconfitto' :-)

Il moto di tutte le macchine DIGITALI, che è un movimento a scatti, siamo tutti d'accordo che è un moto DISCRETO.

Quello che io sostengo è che semplicemente è facile che anche le unità base che danno corpo al pendolo di Newton si muovono esattamente come le nostre macchine DIGITALI, ossia con un movimento DISCRETO, ovvero a scatti.

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> > siccome per stabilire la durata delle
> > pause più brevi si intuisce che
> > occorrono dei misuratori fatti di
> > unità base che si muovono alla
> > velocità limite, ecco che la funzione
> > SUPERTEMPO e solo e soltanto
> > una funzione di tipo QUALITATIVO
> > e dunque non è una grandezza fisica.

> Non necessariamente - perche' tu stesso
> hai detto che le pause non sono di
> tipo sincrono. Due particelle che si
> muovessero alla velocita' limite, con
> le rispettive pause sfasate del 50%,
> definiscono implicitamente una unita'
> di misura (puramente virtuale) pari
> a meta' dell'unita' base.

Il problema è che le due particelle che si muovessero alla velocita' limite, con le rispettive pause sfasate del 50%, sono come minimo distanti fra loro nello spazio miliardi di chilometri, con solo nei pressi di una delle due che dovrebbe essere presente un'enorme perturbazione.

Insomma il reticolo granulare dello spazio DISCRETO non penso che si lasci così facilmente modificare.

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> > Beh !
> > Qualche equazione c'è, ovvero
> > semplici equazioni alle differenze
> > finite, e che poi sono quelle che
> > in sostanza consentono l'animazione
> > FLASH presente sulla pagina
> > appena più sù segnalata.

> Le equazioni di cui parli
> non sono riuscito a trovarle.
> Mi puoi mica passare l'URL?

Ammesso che siano disponibili a fornirti il codice, l'URL che cerchi è quella di Macromedia :-)

FLASH è infatti un programma applicativo e le equazioni alle differenze finite sono scritte dentro il suo codice.

Giovanni.
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3)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Wednesday, February 25, 2004 10:00 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Il moto di tutte le macchine DIGITALI, che è un
> > movimento a scatti, siamo tutti d'accordo
> > che è un moto DISCRETO.

> Leonardo Serni ha risposto:
> Credo che forse ci dobbiamo intendere
> sul significato di 'discreto' e
> 'continuo'.
> Io chiamo 'continua' una funzione che
> ha dominio in R, in particolare
> tale che se esiste in due punti, esiste
> anche in un punto intermedio.
> (Non e' la definizione di 'funzione continua')
> Chiamo 'discreta' una funzione che ha
> dominio in N, ovvero solo in un
> infinito numerabile di punti.
> Credo invece che tu chiami 'discreta'
> una funzione che assume solo un
> numero (infinito numerabile) di valori,
> cioe' che ha COdominio in N.
> Percio' una funzione 'onda quadra' tu
> la chiameresti discreta, penso,
> mentre per me e' una funzione a dominio
> continuo (e' naturalmente una
> funzione discontinua in un infinito
> numerabile di punti). Pero', come
> codominio ha soltanto 0 e 1.
> Se ti torna, nonostante mi sia espresso
> come un cane, abbiamo risolto
> l'equivoco :-)

Il problema è che le tue sono solo (quasi) definizioni che presuppongono la necessità matematica del CONTINUO, mentre la mia teoria sul movimento a scatti, all'opposto, presuppone la NON necessità matematica del CONTINUO.

E ciò sulla scorta di una matematica senza zero del tutto coerente dove alberga solo il DISCRETO, e che è di mia ideazione.

A tal fine segnalo la pagina web con indirizzo:
http://digilander.libero.it/ultimus2001/appendice.htm

L'equivoco dunque:

- è che TU vuoi farmi rileggere libri che a suo tempo ho già letto, rilettura, fra l'altro, che non serve a niente rispetto alle nuove cose che sostengo, tranne che per tentare eventualmente di riscriverle

- mentre IO voglio farti leggere la mia matematica senza zero, e che appunto rappresenta un NUOVO PUNTO di PARTENZA per scrivere cose nuove, e per esempio del movimento a scatti.

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> > Quello che io sostengo è che
> > semplicemente è facile che anche
> > le unità base che danno corpo
> > al pendolo di Newton si muovono
> > esattamente come le nostre macchine
> > DIGITALI, ossia con un
> > movimento DISCRETO, ovvero a scatti.

> Be', diciamo che e' possibile. Si'.
> Che poi sia 'facile', rimarra' da
> vedersi.
> Una domanda che mi balza in mente e':
> 'Perche' dovrebbero?'.

Perchè appunto esiste una matematica senza zero del tutto coerente e dove alberga solo il DISCRETO.

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> Non sono riuscito a trovare le
> equazioni di cui parli
> Mi puoi mica passare l'URL?

> > Ammesso che siano disponibili
> > a fornirti il codice,
> > l'URL che cerchi è quella
> > di Macromedia :-)

> Oh... aspetta... stai dicendo che tu
> hai programmato nel codice flash
> qualcosa come ...........

Ho semplicemente realizzato un primo stage con il movimento a scatti imponendo che l'animazione avesse una velocità di circa 10 frame/sec (stage in versione lenta).

E poi un secondo stage con il movimento a scatti del tutto identico al primo, tranne ad imporre che l'animazione avesse ora una velocità di circa 100 frame/sec (stage in versione veloce).

Giovanni.
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2)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Sunday, February 29, 2004 8:49 PM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> Leonardo Serni ha scritto:
> Vediamo di fare una affermazione
> non equivocabile, ok?
> Allora, presi due punti distinti e una
> pallina che si muove fra questi
> due punti distinti: questa particella
> percorre un continuo infinito di
> altri punti compresi fra i primi due,
> oppure no?

Io invece ti propongo di rispondere alla seguente domanda: il moto di tutte le macchine DIGITALI, che è un movimento a scatti, sei d'accordo che è un moto DISCRETO oppure no?

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> > io stesso giofra ho scritto:
> > E ciò sulla scorta di una matematica
> > senza zero del tutto coerente dove
> > alberga solo il DISCRETO, e che
> > è di mia ideazione.

> Non credevo entrasse nel discorso in questione.

Eppure ho più e più volte segnalato la pagina web con indirizzo:
http://digilander.libero.it/fraterno/daintroduzione.htm

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> Ma nella matematica di cui parli, esiste un
> numero che moltiplicato per se stesso dia 2 ?

Non esiste nè nella mia matematica senza zero e nemmeno nella matematica corrente, perchè i numeri irrazionali (tipo radice di 2) presenti in quest'ultima sono una invenzione superflua.

Infatti, come nella mia matematica senza zero, anche nella matematica corrente esistono una quantità sterminata di numeri con sviluppo decimale illimitato (quelli 9-periodici) che nessuna divisione è in grado di generarli.

E siccome la mia matematica senza zero è coerente, e fa uso solo dei numeri con sviluppo decimale limitato, e quindi fa uso solo del DISCRETO, allora vuol dire che anche la matematica corrente in realtà è solo una matematica del DISCRETO.

Insomma il CONTINUO, con l'annesso INFINITO e con l'annessa INFINITA divisibilità dei numeri periodici e dei numeri irrazionali, è un'invenzione superflua ai fini della rappresentazione numerica della Realtà.

A tal fine segnalo la pagina web con indirizzo:
http://digilander.libero.it/fraterno/post9.htm

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> > L'equivoco dunque:
> > - è che TU vuoi farmi rileggere libri
> > che a suo tempo ho già letto

> Veramente non mi pare.
> Dov'e' che ti ho suggerito di rileggere
> qualche libro? :-?

L'invito era implicito e legato alle tue quasi-definizioni sul CONTINUO.

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> Se, secondo te, una matematica continua
> 'non' significa che l'Universo sia continuo,
> come puoi affermare che l'esistenza di
> una matematica di tipo discreto significhi
> che l'Universo sia discreto?

Perchè esistendo particelle, atomi, molecole, matite, mele e così via, è sicuro che il DISCRETO esiste, mentre il CONTINUO è superfluo perfino nella matematica corrente, sebbene quest'ultima contempli sia il DISCRETO che il CONTINUO.

Giovanni.
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1)
From: giofra giofra@freemail.it
Newsgroups: it.scienza
Sent: Monday, March 01, 2004 8:32 AM
Subject: Re: il teorema delle velocità ammette v > c

> > io stesso giofra ho scritto:
> > Io invece ti propongo di rispondere
> > alla seguente domanda:
> > il moto di tutte le macchine DIGITALI,
> > che è un movimento a scatti,
> > sei d'accordo che è un moto DISCRETO
> > oppure no?

> Leonardo Serni ha risposto:
> No. Tanto e' vero che, se lo visualizzi
> al rallentatore, ti accorgi che c'e' una
> fase di accelerazione, una di decelerazione,
> ed il pezzo passa per tutto il continuo
> dei punti intermedi.

Il moto, ad esempio, di una macchina DIGITALE antropomorfa è invece DISCRETO perchè qualunque suo spostamento consta di un numero FINITO di passi elementari (al di sotto dei quali cioè non si può scendere) esattamente come forse è il moto delle unità base del nostro Universo.

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> Ma nella matematica di cui parli,
> esiste un numero che moltiplicato
> per se stesso dia 2 ?

> > Non esiste nè nella mia matematica
> > senza zero e nemmeno nella matematica
> > corrente, perchè i numeri irrazionali
> > (tipo radice di 2) presenti in quest'ultima
> > sono una invenzione superflua.

> Se e' una invenzione, significa che esiste.
> Tanto e' vero che lo potrei
> calcolare.

Nell'ambito dell'invenzione del sistema Tolemaico, anche il moto del Sole sulla volta celeste si può calcolare, eppure non esiste.

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> E il coseno di 90 gradi?
> Anche l'angolo retto e' superfluo?
> Come lo calcoli il coseno di 90 gradi
> con una matematica senza zero?

Come lo calcolano i nostri computer DIGITALI, che sono DISCRETI.

Giovanni.


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