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CON ANTONIO LA FORGIA

Il Partito democratico non può essere la pura continuazione dei partiti esistenti. Non può essere la somma dell’attuale ceto politico di Ds e Margherita. Un partito così non serve all’Italia e non serve all’Emilia-Romagna. Per questo vogliamo portare nell’Assemblea costituente regionale il punto di vista di chi da sempre, con convinzione, nel modo più autentico, coltiva il progetto dell’Ulivo: l’aspirazione a superare le appartenenze del passato e creare una nuova unità, a rimotivare la partecipazione dei cittadini attraverso la pratica e lo spirito delle primarie, a riaffermare la laicità, la dignità e la forza della politica, rinnovandola.

In larga parte del ceto politico emiliano-romagnolo mobilitato per le elezioni del 14 ottobre non vediamo motivazioni e comportamenti adeguati a dare al Pd un tale respiro. Non vi scorgiamo una convincente «visione» circa la novità che il Pd dovrebbe rappresentare. Vediamo piuttosto la modesta ambizione di garantire gli equilibri esistenti, e assistiamo a una corsa a cercare tutele per ambizioni ancor più modeste riguardo a «spazi» e incarichi da conservare o ottenere. Per questo, pur avendo grande rispetto per chi si occupa a tempo pieno di politica per vocazione, ci impegniamo a promuovere liste composte in larga misura da persone che intendono contribuire alla nascita del nuovo partito per pura passione civile, e che non intendono fare della politica un mestiere.

Per la carica di segretario nazionale alcuni di noi sostengono Walter Veltroni, altri Rosy Bindi, altri Enrico Letta. Per la carica di segretario regionale sosteniamo, insieme, Antonio La Forgia, il quale può credibilmente candidarsi a guidare in Emilia-Romagna «l’Ulivo che diventa partito» perché ha dimostrato sin dall’inizio determinazione, coraggio, lungimiranza e passione per quel progetto. È un esempio della solida tradizione politica emiliana, capace di guardare al futuro. Per dare corpo al progetto dell’Ulivo, non ha esitato a lasciare il partito in cui aveva militato per decenni in posizioni di grande responsabilità e non ha esitato a dimettersi dalla presidenza della giunta regionale, il più alto incarico di governo a cui chi fa politica in Emilia-Romagna possa aspirare. Per la sua storia e la sua moderna sensibilità culturale La Forgia può contribuire a fare del Pd un partito nuovo. La sua storia personale rendono ovvio a chiunque che la sua candidatura non nasce per soddisfare una ambizione personale, per chiedere qualcosa alla politica, ma a servizio del rinnovamento e del ricambio.

Comitato Promotore di Bologna: Teresa Marzocchi, Giovanni Maria Mazzanti, Serse Soverini, Daniela Vannini, Salvatore Vassallo