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Forlivesi con Rosy Bindi
Il 14 ottobre, per la prima volta in Italia, i cittadini potranno eleggere direttamente il segretario di un partito, senza affidarsi a deleghe e senza mediazioni di vertice. Un’altra grande novità delle primarie per il Partito Democratico è la partecipazione di una donna, Rosy Bindi, una persona di notevoli qualità umane, etiche e politiche. Questa presenza contribuisce anche a rendere la competizione meno preordinata negli esiti, più viva e più vera. Invitiamo i cittadini forlivesi che parteciperanno – speriamo numerosi – alle primarie a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di votare Rosy Bindi. Noi la voteremo. L’attuale Ministro della famiglia, che è stata anche un ottimo Ministro della Sanità dal 1996 al 2000, testimonia doti di cui un partito davvero nuovo ha un bisogno vitale. Il suo valore si può riassumere in alcune espressioni e parole chiave: ridare dignità alla politica, di cui a nostro avviso vanno ridotti anche i costi; passione per il bene comune, e in particolare per i bisogni dei più svantaggiati e delle persone con meno diritti; coraggio; competenza; coerenza; trasparenza; laicità.
Rosy Bindi appare pertanto una guida molto credibile e autorevole per un partito davvero nuovo, un partito erede dell’Ulivo e chiaramente di centrosinistra (senza trattino) che cerchi di fondere in una sintesi elevata esperienze e culture riformatrici di diversa ispirazione ideale, sforzandosi al contempo di interpretare i motivi di disagio e le domande del nostro tempo e in particolare le aspettative dei giovani precarizzati nel lavoro e nella vita. Chiediamo peraltro un impegno efficace del Partito Democratico su temi come l’ambiente, la qualità dello sviluppo, l’immigrazione, le famiglie numerose e con disabili, la ricerca scientifica, la formazione professionale e la drammatica e crescente violenza alle donne. Riconosciamo il valore di altre candidature, e in particolare quella di Walter Veltroni, ma il suo apprezzabile discorso di candidatura al Lingotto di Torino ci è sembrato più quello di chi, entrando in vari dettagli, si appresta a diventare capo del Governo che quello di chi si propone di creare sin da oggi un partito davvero nuovo e ne deve disegnare i lineamenti e le regole. L’incertezza successiva rispetto al referendum elettorale avvalora questo giudizio. Ci pare, inoltre, che nel proporre la candidatura dell’attuale sindaco di Roma vi siano stati alcuni errori che dovevano essere evitati. E’ in primo luogo impropria la proposta del ticket (in pratica un “voti uno e prendi due”), incompatibile con lo spirito e il significato delle primarie. Un altro errore ci sembra evidente nella palese richiesta e pressione nei confronti dell’On. Pierluigi Bersani perché non presentasse la sua candidatura: la pretesa dell’unanimismo, caratteristica di una certa cultura politica del passato limita l’espansione di tutte le energie e le risorse necessarie al processo costituente di un partito nuovo. Il 14 ottobre si potrà votare anche per i segretari regionali del Partito Democratico. Chiediamo che si tenda a una pari dignità delle donne anche per le posizioni di primaria responsabilità. E’ importante che le scelte siano sottratte a logiche spartitorie di tipo centralistico e che non si escludano pregiudizialmente convergenze unitarie su candidati di riconosciuto valore. Un partito che auspichiamo veramente federale deve essere capace di valorizzare la dimensione regionale delle scelte. In questo spirito chiediamo anche che si eviti la blindatura di candidati nazionali e regionali e che si creino più occasioni di confronto pubblico in festival di partito, nei mass media e in altri contesti. Si potrà così favorire una più ampia e consapevole partecipazione alle primarie. Per quanto ci riguarda, come persone che vivono non di politica, ma di impegni in ambito sociale, formativo e professionale, siamo disponibili a partecipare a momenti locali di confronto e a raccogliere adesioni alla candidatura di Rosy Bindi, il cui sito è: www.scelgoRosy.it Per contatti, suggerimenti e adesioni ci si può rivolgere ai firmatari di questo appello ed è anche disponibile l’indirizzo di posta elettronica: forliconrosy@libero.it
Forlì 16 agosto 2007
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