Programma 2019

 


 


 

REGOLAMENTO per l’iscrizione e la partecipazione alle Gite Sociali

1) La partecipazione alle Gite Sociali è libera a tutti. I non Soci dovranno comunque versare una quota di partecipazione maggiorata rispetto a quella praticata ai Soci CAI inclusiva della copertura assicurativa per infortuni e per il Soccorso Alpino. L’entità di tale maggiorazione verrà stabilita di volta in volta dal Consiglio Direttivo.
2) L’iscrizione alle Gite Sociali è obbligatoria e deve essere effettuata presso la Sede Sociale, nei normali orari di Segreteria. Di norma l’apertura delle iscrizioni avviene quindici giorni prima dell’effettuazione dell’escursione. La copertura assicurativa infortuni e per il Soccorso Alpino è garantita esclusivamente ai Soci CAI in regola con il tesseramento annuale. I minori dovranno essere accompagnati da persona garante e responsabile.
3) Nel caso in cui la gita preveda un qualsiasi tipo di prenotazione (posto in pullman, pernottamento in rifugio o altro), il primo giorno d’iscrizione è riservato esclusivamente ai Soci CAI. Ogni Socio può iscrivere non Soci solo se componenti il proprio nucleo familiare. Nelle successive giornate le prenotazioni sono aperte anche ai non Soci. Ogni prenotazione deve comunque essere accompagnata da una caparra da versarsi all’atto dell’iscrizione. Nel caso di prenotazione telefonica, la caparra dovrà essere versata entro la successiva giornata di apertura della Segreteria. Il saldo deve avvenire sempre e comunque entro le ore 20.00 del giovedì precedente la gita, ultimo giorno valido per l’iscrizione.
4) Nel caso di rinuncia alla partecipazione dopo la chiusura delle iscrizioni (di norma il giovedì precedente la gita), la quota di partecipazione (e/o l’eventuale caparra) e le quote relative alle assicurazioni non vengono restituite. Se la rinuncia alla partecipazione avviene prima della chiusura delle iscrizioni (di norma il giovedì precedente la gita), la caparra viene restituita solo se il posto prenotato da colui che rinuncia viene occupato da un altro partecipante.
5) La caparra o le quote relative alle assicurazioni vengono interamente rimborsate nel caso di annullamento della gita prima dell’invio della comunicazione relativa alla copertura assicurativa alla Sede Centrale del CAI di Milano (di norma il giovedì precedente la gita).
6) Il capogita guida la comitiva nell’escursione e cura il rispetto degli orari. Ha la facoltà, per ragioni tecniche, logistiche o di sicurezza della comitiva, di modificare il percorso, gli orari e le soste: se necessario, può anche interrompere il proseguimento della gita. Ha pure la facoltà di escludere dall’escursione i partecipanti che, per cause diverse (inadeguato equipaggiamento, inesperienza, ecc.), non diano sufficienti garanzie al superamento, senza pregiudizio alcuno per loro stessi o per il gruppo, delle difficoltà insite nell’itinerario.
7) Durante le gite è obbligatorio l’uso di un equipaggiamento idoneo al percorso previsto dal programma preparato per ciascuna escursione.
8) E’ vietato a chiunque di praticare ogni attività alpinistica individuale o di allontanarsi dalla comitiva senza l’autorizzazione del capogita.
9) Durante le gite i partecipanti devono mantenere un contegno civile e rispettoso verso gli altri.
10) Con l’iscrizione alla gita i partecipanti accettano le norme del presente Regolamento, esonerando la Società Alpina delle Giulie, la Sottosezione di Muggia, i capigita ed i loro collaboratori, da ogni e qualsiasi responsabilità per qualunque genere di incidente possa verificarsi nel corso delle escursioni.

 

 

SCUOLA E RICREATORIO

La consueta collaborazione con la Scuola Media N. Sauro ci porterà ad organizzare alcune uscite in ambiente montano. Inoltre, saremo presenti con i ragazzi del Ricreatorio all’ormai tradizionale Pulizia Partecipata; verranno pure organizzate delle uscite mirate in ambiente carsico anche con la suggestione della luna piena. Tutti i Soci sono invitati a collaborare.

PULIZIA DEI SENTIERI

In attesa del rinnovo della convenzione con il Comune di Muggia per la pulizia dei … nostri sentieri, si comunica sin d’ora ai Soci che verranno effettuate delle mattinate verdi durante le quali saremo chiamati a mettere un pò d’ordine lungo queste importanti tracce sparse un pò ovunque nella Penisola di Muggia.

 

 

 


 


DOMENICA 6 GENNAIO

“CAMMINABORA 2019”
NELLA RISERVA NATURALE DELLA VALROSANDRA

CARSO TRIESTINO

 

 

 

Verrà effettuato un percorso ad anello con partenza e arrivo presso il Ristoro S1 di Dolina. Si seguirà il sentiero C.A.I. n. 01 per Caresana quindi salita a Prebenico, San Servolo e il suo Altopiano, Sella di M. Carso, sorgente Bukovec, Belvedere della Merenda e rientro a Dolina nuovamente per sentiero C.A.I. n. 01 e Vedetta di Crogole.
Iscrizione obbligatoria direttamente sul sito della “S1 La Corsa della Bora”.

 

Difficoltà: EE

Mezzi propri

In collaborazione con S1 La Corsa della Bora

Capogita: Luciano Comelli



VENERDI’ 25 GENNAIO

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

L’Assemblea avrà il seguente ORDINE DEL GIORNO:

  • Lettura della relazione morale del Reggente per l’anno 2018;
  • Presentazione ed approvazione del Bilancio Consuntivo per l’anno 2018 e di quello Preventivo per il 2019;
  • Rinnovo del Consiglio Direttivo della Sottosezione per il biennio 2019-2020;
  • Varie ed eventuali.




DOMENICA 27 GENNAIO

“A DUE PASSI DA CASA”

LUNGO LA VALLE SUPERIORE DEL DRAGOGNA

ISTRIA VERDE – SLOVENIA

 

Da Borŝt (Boste, m 353) a Truŝke (Truscolo di Paugnano, m 304) lungo la dorsale che divide i due rami principali del Dragogna. Salita al paese di Vrŝič (m 320) e successiva discesa sul fondovalle del Dragogna Grande (m 150). Risalita a Poletici (m 348) lungo il corso superiore del fiume.

Come consuetudine in questi ultimi anni, andremo a percorrere stradine e sentieri poco conosciuti in quell’esteso comprensorio, ancora integro e selvaggio, del bacino fluviale del Dragogna. La prima parte del percorso si svolgerà lungo l’ampio crinale che divide i due rami iniziali del Dragogna: quello del Rokava a nord da quello del Dragogna Grande a sud. Su questa panoramica dorsale sorgono i caratteristici ed isolati paesi rurali di Borŝt e Truŝke. Con una piccola deviazione visiteremo la grande chiesa di S.Canziano. Saliremo, poi, su un promontorio su cui sorge il borgo abbandonato di Vrŝič. Con la successiva discesa, guadagneremo il fondovalle del Dragogna Grande e, un poco più avanti, l’interessante mulino Mazurinov, uno dei pochi ancora ben conservati di quella ventina di mulini, ora in disuso, che sorgevano in questa valle. Nell’ultimo tratto del percorso seguiremo il selvaggio corso superiore del torrente, guadandolo alcune volte, sino a raggiungere il paesetto di Poletici, posto sulle pendici da cui sgorgano le principali sorgenti del Dragogna.


Difficoltà: (E) stradine e facili sentieri; le uniche difficoltà potrebbero essere costituite dai guadi necessari per l’attraversamento del torrente (in dipendenza dalla portata)

Dislivello in salita: 300 metri circa

Mezzi propri

Capogita: Roberto Balbi (un grazie a Silvano Toffoletti)


 

DOMENICA 10 FEBBRAIO

“CIASPADA”: ESCURSIONE INVERNALE

PASSEGGIATA DELLE MALGHE DI PIANCAVALLO

PREALPI CARNICHE


Giro ad anello nell’altipiano di Piancavallo.

Facile e tranquillo itinerario che non presenta difficoltà di sorta e si snoda tra boschi di faggi, doline e panoramiche carrarecce da cui nelle giornate più limpide il paesaggio spazia dal mare alle dolomiti.
Provenendo da Aviano si raggiunge la località turistica di Piancavallo percorrendo la suggestiva strada panoramica. Lasciata l’automobile nello spazioso parcheggio che troviamo lungo la via Collalto, si prosegue a piedi sulla stessa via fino ad incontrare sulla sinistra un cartello che indica la “Passeggiata delle Malghe” e di cui si segue l’indicazione inoltrandosi nel sentiero che si snoda nel bosco. Si seguono i bollini giallo e blu che evidenziano il percorso in falsopiano, raggiungendo evidenti doline fino alla panoramica sella tra il Colle delle Lastre ed il Col Spizzat. Seguendo il tracciato si arriva ad intravvedere la casera Caseratte (m 1.349) che si raggiunge in breve e, una volta raggiunta, si abbandona la “Passeggiata delle Malghe” e si prosegue lungo il segnavia CAI 985 abbandonandolo su un’insellatura: mentre il sentiero prosegue in direzione Forcella di Giais, si dovrà proseguire verso un’ampia pista che porta al punto più elevato dell’escursione (m 1.542), da cui potremmo ammirare (ignorando le antenne che lo sormontano) il gruppo del Cimon del Cavallo, dal monte Tremol al monte Caulana. Poi si ridiscende alla sella prendendo la strada che porta all’ampio catino di casera Val Fredda (m 1.390) e proseguendo ci si raccorda nuovamente con la “Passeggiata delle Malghe” che proviene da casera Caseratte e si prosegue sul percorso principale deviando solamente per ascendere al panoramico balcone del monte Caseratte. Si continua passando per casera Del Medico (m 1.220), toccando i ruderi della casera Barzan (m 1.153) e successivamente raggiungendo l’ultima tappa del percorso, la casera Collalt (m 1.238). Dopo un poco ci si inoltra in una faggeta che ci porta fino alle porte dell’abitato di Piancavallo, chiudendo l'anello con il punto di partenza.

Difficoltà: (E)

Dislivello in salita: 400 metri circa

Mezzi propri

Capogita: Stefano De Monte


 

“DA VENERDI’ 8 A DOMENICA 10 MARZO”

“CIASPADA”: ESCURSIONE INVERNALE NEI GRUPPI DELLE TOFANE,
DELLE TRE CIME DI LAVAREDO E DEL MONTE ARNESE

RIFUGIO GIUSSANI (m 2580), VALLE DELLA RIENZA (m 2405) E MONTE COVOLO (m 1908)

DOLOMITI ORIENTALI, DOLOMITI DI SESTO E ALPI CARNICHE

 


Dalla strada per il Passo Falzarego (m 1732) salita al Rifugio Giussani passando per il Rifugio Dibona (m 2083). Pernottamento. Dall’Hotel Tre Cime di Lavaredo in Val di Landro (m 1406) salita al Rifugio Locatelli (m 2405) per la Valle della Rienza e discesa ai Piani Fiscalini (m 1454). Pernottamento. Dalla stazione di arrivo della Cabinovia Prati di Toro (m 2030) discesa alla Malga Klammbach (m 1944) ed alla stazione di partenza della Cabinovia Prati di Toro (m 1450) passando per il Monte Covolo.

Anche quest’anno pernotteremo al Garni Bergsteiger a Sesto in Val Pusteria. Gli amici Gottfried e Martina ci hanno già ospitati varie volte in occasione di altre riuscite escursioni con le ciaspe. Le tre giornate permetteranno agli escursionisti di raggiungere, per una larga sterrata, il Rifugio Giussani situato in ambiente severo fra la Tofana di Mezzo e la Tofana di Rozes, vicino a Cortina d’Ampezzo; il Rifugio Locatelli salendo per la lunga e solitaria Val Rienza e scendendo per la più facile ed altrettanto lunga Val Fiscalina; infine, la vetta del modesto Monte Covolo, inaspettatamente panoramica. In caso di pericolo valanghe elevato o di neve particolarmente “faticosa”, sono previste svariate alternative.


È indispensabile l’adesione entro lunedì 4 marzo previo versamento di una caparra.

Difficoltà: percorso privo di difficoltà eccetto l’incedere su manto nevoso. Necessario idoneo abbigliamento ed attrezzatura da neve (E)

Dislivello in salita: I giorno m 850 (oppure m 350); II giorno m 1000 (oppure m 600); III giorno m 155

Mezzi propri

Capogita: Sergio Matelli (Hugo)


 

DOMENICA 24 MARZO

“ESCURSIONE STORICO-NATURALISTICA”

LUNGO L’ISTRIA MERIDIONALE: DA ALTURA A MEDOLINO

ISTRIA ROSSA – CROAZIA

 

 


Traversata da Uŝičovi Dvori (m 72), nei pressi di Altura, a Medolino (Medulin, m 21) lungo la linea della costa sino a Porto Cuie (Luka Cuje) e salita ai paesi di Lisignano (Ližnjan, m 61) e Medolino.

Proseguiamo nella scoperta della costa sud-orientale dell’Istria con una lunga, ma poco faticosa traversata che ha inizio nei pressi di Altura, punto di arrivo della gita dell’anno precedente, e che termina nella nota località turistica di Medolino. La maggior parte dell’itinerario si sviluppa su sterrati e carrareccie in piano che seguono, a livello del mare, tutta la linea costiera. E’ questo un tratto di costa completamente disabitato dove la natura si è mantenuta praticamente intatta (salvo i ricordi dei turisti estivi!). Rispetto ai tratti percorsi negli anni precedenti, caratterizzati da coste alte, molto frastagliate e solcate da profonde insenature, l’itinerario di quest’anno si mantiene continuamente in vicinanza del mare lungo una linea costiera più bassa ed uniforme senza profonde insenature, che risulta bellissima per le sue piccole punte, baie, calette e per la limpidezza delle acque. Da Porto Cuie, nei cui pressi sorge l’antica chiesetta della Madonna di Cuie, abbandoneremo la riviera per raggiungere Lisignano e Medolino, paesi che hanno tuttora conservato degli interessanti edifici storici.


Le iscrizioni per questa gita si apriranno lunedì 11 marzo.

Difficoltà: E/T; c’è la possibilità di evitare la pur lieve risalita a Lisignano e Medolino salendo in pullman a Porto Cuie

Dislivello in salita: 80 metri circa

Viaggio in pullman con cena finale

Capigita: Roberto Balbi, Claudio Sain e Franco Stener

In collaborazione con la Fameja Mujesana



SABATO 30 MARZO

Presso la Sala Roma di Muggia, alle ore 20.30

SERATA DELLA MONTAGNA

a seguire...

“2018: LE IMMAGINI PIU’ BELLE DELLE NOSTRE GITE”

Scatti e commenti a cura dei soci della Sottosezione


 

DOMENICA 7 APRILE

“CICLOESCURSIONANDO”

NELLA REGIONE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


Purtroppo nell'anno precedente, a causa delle condizioni avverse, si è dovuto sospendere l'uscita prevista per gli appassionati di bici e per questo i capigita Fiorella ed Edy ripropongono per il 2019, pari pari, il programma dell’anno passato. Un’escursione in mountabike nel territorio regionale. L’itinerario già definito precedentemente potrà subire modifiche per variazioni logistiche territoriali del momento. Si svolgerà su un percorso di circa 40 chilometri su tracciato misto di asfalto, sterrato e argine erboso tra Aquileia, Cervignano e Laguna. Attraverseremo boschi, costeggeremo fiumi e oltrepasseremo campi coltivati, compiendo possibilmente un anello che ci riporterà al punto della partenza. Nel periodo in cui è prevista l’escursione troveremo una fiorita vegetazione, assaporeremo il profumo dei boschi e apprezzeremo la bellezza dell’estensione dei campi coltivati con i primi germogli. Sebbene il percorso sia tutto pianeggiante e di modesta lunghezza, ogni partecipante dovrà prendere in considerazione il manto erboso e lo sterrato che richiede particolare abilità ed allenamento: non sono, pertanto, consigliabili bici da strada.

Difficoltà: E

Durata: circa sei/sette ore compresa la sosta pranzo

Mezzi propri

Capigita: Fiorella ed Edy Paoli



DOMENICA 14 APRILE

NEL BOSCO DI TRAMONTANA

IL BORGO DI KONAC E LA PUNTA JABLANAC

ISOLA DI CHERSO - CROAZIA

 

 

Percorso ad anello da Porozina (Feresina), passando per il borgo di Ivanje ed il borgo abbandonato di Konac (m 250) e ritorno passando per la valle di Kosmacev ed Ivanje.

Escursione tranquilla nella parte più settentrionale del bosco di Tramontana, sull'isola di Cherso. Lasceremo quasi tutte le auto sulla costa istriana sopra Brestova, sede dell'imbarco sul traghetto e sbarcati a Porozina attraverseremo il paese e ci inoltreremo nel bosco seguendo il sentiero n° 200. Al primo bivio proseguiremo diritti seguendo l'indicazione Ivanje. Dopo un pò attraverseremo un piccolo canyon e saliremo dolcemente nel bosco fino ad arrivare su un primo tratto più brullo con vista sul canale di Feresina e sulla costa istriana con il paese di Bersezio. Proseguiremo sempre nel bosco seguendo i segnavia fino a scendere in una piccola dolina dove troveremo uno stagno: saremo arrivati a Ivanje, piccolo borgo abitato da pochissime persone. Attraverseremo il bosco sottostante il paese per giungere al borgo abbandonato di Konac, che si trova sopra la baia Uvala Bok e la punta Jablanica, il punto più estremo dell'isola da cui si può godere della vista sulla città di Fiume (Rjieka).
Per il ritorno passeremo a vedere la valle di Kosmacev con il suo laghetto e il labirinto Rusalka. Ritorneremo indietro fino a raggiungere per un'altra carrareccia l'abitato di Ivanje e proseguire per il sentero 200 fino a Porozina.

Difficoltà: E

Dislivello in salita 250 m , sviluppo 15 km

Mezzi propri

Capogita: Claudio Sain



DOMENICA 28 APRILE

“LUBIANA VISTA DALL’ALTO”

MONTE KRIM (m 1.107)

NOTRANISKA - SLOVENIA

 

 

 

Da Jezero (m 295) al monte Krim (m 1.107) e discesa a Jezero passando per la chiesa di Sv. Ana (m 484)

L'itinerario si svolge sul bordo sud della piana di Lubiana dove finisce il Ljubliansko Barie, zona piatta e paludosa, e si innalzano, all'improvviso, i contrafforti dell'altopiano della Notraniska. La cima del Krim è la più alta di questa serie di rilievi. La zona è denominata Krimsko/Hribovje (catena del Krim) ed è particolarmente ricca di grotte: una delle quali vicina al paese di Jezero con una lunghezza di oltre 200 m. Da Jezero alla Ledena Jama (grotta di ghiaccio) lungo un itinerario molto ben segnalato. Dopo breve ispezione continueremo sempre nel bosco sino in vetta al monte Krim. Durante la salita è bene che i velocisti rimangano col gruppo in quanto il monte è coperto da alti alberi in tutti i suoi lati ed è ricchissimo di sentieri (chi si perde è inutile che telefoni al capogita dicendo di trovarsi tra gli alberi.....). In vetta troveremo un bel rifugio molto frequentato, quindi fornito di cibi e bevande. Al ritorno faremo una sosta alla chiesetta di Planica (m 550) poi continueremo sino a Preserje da dove una ampia carrareccia in leggera salita ci porterà alla chiesa di sv.Ana. Sosta indimenticabile per la vista su Lubiana, Ljubliansko Barie, Kamniske Alpe e sugli innumerevoli paesetti sottostanti, compreso Jezero che raggiungeremo dopo ripida discesa nel bosco. Sosta finale al lago (jezero) con simpatico ristorantino.

Le iscrizioni si effettuano soltanto in sede o tutt'al più via telefono negli orari (lunedì e giovedì dalle 18.30 alle 20.00) e nei tempi previsti (di norma dal lunedì che cade due settimane prima della gita e cioè 14 giorni prima). Considerate le festività di lunedì 22 aprile (lunedì dell’Angelo) e di giovedì 25 aprile (festa della liberazione) e per poter accogliere le iscrizioni alla gita della domenica 28 aprile, si segnala che la sede sociale sarà aperta mercoledì 24 aprile 2019 nel consueto orario 18.30 – 20.00 (tel. 040.2039470)

Difficoltà: E (da considerare 18 km di percorso tutto boschivo)

Dislivello in salita: 900 metri

Mezzi propri

Capogita: Luciano Ceschin


 

DOMENICA 12 MAGGIO

ALPE DI UGOVIZZA

PUANINA TOUR

ALPI CARNICHE

 

 

 

Percorso ad anello tra le malghe di Ugovizza alla scoperta dei sapori della tradizione.

Il sentiero del Puanina Tour ci condurrà nell'Alpe di Ugovizza, nel cuore della Valcanale, un territorio nel quale l'allevamento del bestiame si fa ancora con metodi tradizionali. Lungo il percorso troveremo su apposita cartellonistica ed alcune testimonianze della vita contadina di un tempo, immagini di un passato non troppo lontano che costituisce le radici di un popolo di cultura secolare. Una cultura che a Ugovizza non si vuole abbandonare. Questa escursione sarà un rilassante trekking di montagna che ci porterà a scoprire i buoni sapori dei formaggi locali, delle erbe aromatiche e dei dolci casalinghi che i vari agriturismo propongono. Gacceman, Michael, Rosic, Camoscio e Gortani sono le strutture che segneranno le tappe del nostro percorso che partendo dal paese collega le malghe di Ugovizza. Uno spazio minimo nelle Alpi Carniche, collocato ai margini della regione nel cuore della millenaria Foresta di Tarvisio, un luogo di boschi, pascoli e cime incantate in bilico tra Italia e Austria. Il Puanina è un percorso nella natura, ma è soprattutto una promessa di luoghi e sapori, di silenzio e panorami infiniti.

Difficoltà: sentieri e carrarecce (E)

Dislivello in salita: m 300 circa

Mezzi propri

Capogita: Giorgio Geromella



 


DOMENICA 26 MAGGIO

NEL GRUPPO ALPINO DEL KREUZECK

TRAVERSATA DA NÖRSACH (TIROLO ORIENTALE) A OBERDRAUBURG (CARINZIA)

AUSTRIA

 

Salita alla sella Rabant (m 1.303) dal versante tirolese (m 735) per l’omonima malga Rabantalm (m 1.209) ed il villaggio minerarario di Glader. Discesa sul versante carinziano per la trattoria alpina Gladerhof (m 1.240), le frazioni di Schrottenberg e Rosenberg con meta Oberdrauburg (m 632).

L’ambiente che visiteremo era rinomato per l’estrazione del semimetallo antimonio, elemento ricercato come agente antifiamma e per la produzione di vernici, smalti, ceramiche e gomme, nonché per un'ampia gamma di leghe metalliche. Le operazioni di estrazione,  inizialmente gestite con mezzi inimmaginabili e semplici, erano già note dal 1524. Nei pochi manufatti rimasti (una galleria e qualche trincea) potremo captare marginalmente come le vene di antimonio  venissero portate alla luce manualmente, con turni di 12 ore quotidiane. L’attività conobbe anche momenti di stasi prolungate. L’ultimo momento di “gloria” lo visse ancora nel periodo 1938-1945, quando l’Austria era annessa alla Germania nazista, per contribuire alla produzione di proiettili traccianti. Nel 1950 si giunse definitivamente alla chiusura, in quanto la miniera era diventata obsoleta e non rispettava più le nuove norme di sicurezza di allora.
Il gruppo alpino del Kreuzeck è un gruppo montuoso delle Alpi centro orientali. Insieme con i gruppi dell’Ankogel, del Goldberg, del Glockner, dello Schober, del Granatspitz, del Venediger, del Villgraten e delle Vedrette di Ries, questo complesso montuoso, che si estende da Lienz/Tirolo a Spittal-Millstättersee/Carinzia (circa 70 km) è il più grande di tutti gli Alti Tauri. Le cime più alte sono il Polinik (m 2.784), il Striedenkopf (m 2.749), il Hochkreuz (m 2.709) e il Kreuzeck (m 2.701). Il gruppo del Kreuzeck è composto principalmente da gneiss e mica scisti, geograficamente delimitato dai fiumi Möll, a nord, e Drava, a sud. Il percorso proposto prevede uno “sconfinamento” fra i due Länder/Regioni federali austriache con una piacevole sosta, presso la sella, in una malga privata che per l’occasione dell’escursione si adopererà per l’organizzazione di una tipica merenda tirolese generosa (Tiroler Brettljause su prenotazione) con grappe e birre, con vista sulle Dolomiti di Lienz e delle Alpi Carniche. Dopo il superamento della sella si accederà alla discesa sul versante opposto che passerà, nel tratto finale presso una rocca, parzialmente recuperata, che contraddistingue il nome della località di Oberdrauburg, ovvero la prima cittadina a monte del fiume Drava, in territorio carinziano.

Difficoltà: E

Dislivello in salita: m 600 circa (lunghezza 12 km circa)

Mezzi propri

Capogita: Emilio Abbiati



DOMENICA 9 GIUGNO

A PICCO SULLA VAL CANALE

MONTE SCHENONE (m 1.950) E JOF DI DOGNA (m 1.961)

ALPI GIULIE OCCIDENTALI

 

Dalla Malga Peccet (m 1312) per il Ricovero Jeluz (m 1515) alla vetta del Monte Schenone prima ed allo Jof di Dogna poi. Rientro per lo stesso itinerario (quasi).

Si raggiunge Malga Peccet lungo una strada asfaltata, stretta ed in alcuni punti un po’ deformata, ma senza alcuna difficoltà. Parcheggiate le automobili si segue per pochi metri la strada che prosegue prima di prendere sulla destra una comoda, ma ripida, mulatteria che permette di tagliare un lungo tornante. Ripresa la strada, ora sterrata, si raggiunge in breve il Ricovero Jeluz. Si continua ancora per la stessa prima di lasciarla definitivamente in prossimità di una radura per prendere un sentiero sulla destra. Si attraversa un rado bosco, prevalentemente di larici, per arrivare in prossimità della parete settentrionale del Monte Schenone. Qui il sentiero si alza regolare permettendo la vista delle maggiori cime della Alpi Giulie sino a raggiungere la forcella a quota 1.800 circa che apre la visione sulla Val Dogna. Lasciato sulla sinistra il sentiero da cui rientreremo, proseguiamo nella direzione opposta per avvicinarci alla vetta del Monte Schenone che da qui si raggiunge in circa mezz’ora. Doverosa una sosta per gustare il panorama che raggiunge anche vetta del Grossglockner prima di ritornare per pochi minuti sui nostri passi e raggiungere il bivio per lo Jof di Dogna; qui si scende rapidamente per una traccia di sentiero che alla fine risulta molto incerta, ma oramai in prossimità del sentiero che si deve imboccare. Questo è anche il punto in cui c'è il bivio per il sentiero basso che si ripercorre al ritorno. Da qui, però, ora ci si dirige verso ovest con vari saliscendi tra rocce, colatoi e pini mughi, fino a sbucare sul versante settentrionale dove si incontra un punto in cui prestare attenzione prima di risalire, sempre tra i mughi, ancora un dosso prima dell'ultima salita che porta alla vetta dello Jof di Dogna. Anche in questo caso grandioso il panorama che si arricchisce anche della vista della Grossvenediger. In discesa si ripercorre il medesimo sentiero fino a dove ci ha portato la traccia dalla vetta del Monte Schenone e da qui si prosegue quasi in orizzontale, se non in discesa, dapprima attraversando una galleria e poi lungo le tracce della vecchia mulattiera fino ad incrociare il bivio per il sentiero 601. Da questo punto si risale alla forcella a quota 1.800 circa per poi riprendere il sentiero dell’andata.

Difficoltà: (E) (in due punti EE)

Dislivello in salita: 900 m ca

Mezzi propri

Capogita: Alessandro Groppazzi


DOMENICA 23 GIUGNO

NEL BEL MEZZO DELLA CARNIA

MONTE TERSADIA (m 1959) E BIVACCO VALUTA (m 1588)

ALPI CARNICHE


Dal parcheggio poco sotto Forcella Duron (m 1075) salita al Monte Tersadia passando per il Bivacco Valuta e la Casera Tersadia Alta (m 1802).

Ci troviamo nella parte meridionale del gruppo della Creta di Timau e, più precisamente, sulle sue ultime propaggini che cadono nel Canale d’Incaroio. Partiremo da un parcheggio situato un po’ più in basso della Forcella Duron, in comune di Ligosullo, e raggiungeremo il Bivacco Valuta dove si potrà interrompere la camminata. I più allenati potranno continuare l’escursione verso la Casera Tersadia Alta e salire in vetta al Monte Tersadia che, oltre ad un vastissimo panorama, offre un bell’ambiente carsico sulla sua parte sommitale caratterizzata da un pianoro inclinato. Al termine della gita è prevista, per chi lo vorrà, una cena conviviale in un locale da definire.

Difficoltà: E

Dislivello in salita: m 885; Casera Tersadia Alta m 730; Bivacco Valuta m 515

Mezzi propri

Capogita: Raffaella Sepulcri



SABATO 6 e DOMENICA 7 LUGLIO

SULLA CIMA PIU’ ALTA DELLE ALPI DI KAMNIK

MONTE GRINTOVEC (m 2558)

ALPI DI KAMNIK E DELLA SAVINJA (SLOVENIA)

 

Dal Dom v Kamniski Bistrici (m 600) alla Cojzova Koča (Kokrsko Sedlo, m 1793). Pernottamento. Salita alla cima del Grintovec.

Dopo, per così dire, l’iniziazione dello scorso anno con la turistica Velika Planina, ritorniamo nella regione della Osrednjeslovenska (Slovenia Centrale) proponendo una dura salita, ma altamente remunerativa e soprattutto facile per il suo approccio, alla maestosa cima del Grintovec, la più alta delle Kamniske in Savinjske Alpe (Alpi di Kamnik e della Savinja, Steiner Alpen in tedesco).
Una due giorni davvero interessante che prenderà le mosse dalla cittadina medioevale di Kamnik che dà, in parte, il nome a questa catena montuosa che guarda a nord alle Karavanke e all’Austria e a sud alla piana di Lubiana e alla valle della Sava. Kamnik è situata a pochi chilometri dal capoluogo della regione nonché capitale della Slovenia, Lubiana. Prima di incamminarci alla volta del Kokorsko Sedlo, daremo uno sguardo al ponte naturale (Naravni Most) e alla sorgente della Kamniška Bistrica, il fiume che dà il nome alla valle e che dopo 33 km va a tuffarsi nella Sava. Una volta in Rifugio non lesineremo su nulla pur di recuperare appieno le energie spese e prepararci per il giorno successivo. La domenica mattina, infatti, ci porterà… soltanto a salire sulla cima del Grintovec in poco più di 2 ore, per godere appieno dello splendido panorama a 360°, ma dovremo soprattutto caricarci mentalmente per affrontare la lunga e interminabile discesa del ritorno, ben 1958 metri di dislivello negativo (!).
Probabilmente ci sarà la possibilità di partire a piedi dalla quota di m 890 (parcheggio permettendo), cioè dalla stazione di partenza della teleferica per il Rifugio, risparmiando così quasi 300 metri di dislivello.

Difficoltà: EE

Dislivello primo giorno: m 1193+ Dislivello secondo giorno: m 765+ e 1958-

Mezzi propri

Capogita: Luciano Comelli


 

DOMENICA 21 LUGLIO

NEL GRUPPO DEL MANGART

SALITA ALLA PONZA GRANDE (m 2.274)

ALPI GIULIE

 


 

Dal Lago Superiore di Fusine (m 929) passando per il Rifugio Zacchi (m 1.380), per arrivare in cima alla Ponza Grande.

La Ponza Grande è una bella cima che si alza all’estremità settentrionale della catene delle Ponze in posizione dominante la val Planica, ad est, e la conca dei laghi di Fusine, ad ovest. Raggiunto il parcheggio presso il lago Superiore di Fusine si sale inizialmente lungo la carrareccia e poi per sentiero fino a raggiungere il rifugio Zacchi. Subito dopo il rifugio parte il sentiero che porta alla sperone che sale con una diagonale e successivo canalone verso l’inizio della ferrata. Da qui, salendo lunga la poderosa parete della Ponza Grande con l’aiuto di alcune tacche e scale metalliche si arriva alla vetta. Per la discesa si segue il sentiero che porta alla Forcella Planizza (SLO) da dove si scende per ricongiungersi all’itinerario di salita.

Difficoltà: EEA; via ferrata

Dislivello in salita: circa 1250 metri

Mezzi propri

Capogita: AE Maurizio Bertocchi


 

DA SABATO 27 LUGLIO A SABATO 3 AGOSTO

SETTIMANA TURISTICO-ESCURSIONISTICA IN PIEMONTE

VALSESIA, IL VERSANTE PIEMONTESE DEL MONTE ROSA

ALPI PENNINE

 

 

Salita delle seguenti vette e rifugi: Rifugio Pastore (m 1575), Rifugio Barba Ferrero (m 2247), Rifugio Crespi Calderini (m 1836), Bocchetta delle Pisse (2396), Lago del Turlo (m 2493), Colle del Turlo (m 2738), Passo dei Salati (m 2936), Rifugio Città di Mantova (m 3498), Capanna Gnifetti (m 3647), Colle delle Pisse (m 3112), Corno del Camoscio (m 3026), Rifugio Ferioli – Alpe Mud (m 2264), Colle Mud (m 2324), Rifugio Zar Senni (m 1664), Alpe Pianmisura (m 1848). Visita di: Varallo (m 450) con il Sacro Monte (m 608) e di Novara (m 162).
Pernottamento ad Alagna Valsesia (m 1191) in hotel a tre stelle con trattamento di mezza pensione.

L’ormai consueta settimana ci vedrà soggiornare ad Alagna Valsesia, tipico borgo montano di cultura Walser, antica popolazione di origine germanica, situato alla fine della Valsesia in provincia di Vercelli, ai piedi del gigantesco massiccio del Monte Rosa, ampiamente visibile dalla Pianura Padana e che conta una quarantina di cime superiori ai quattromila metri ed un centinaio di ghiacciai. La sua parete valsesiana ha uno sviluppo in altezza di quasi 1800 metri, in larghezza di più di 4 chilometri e mezzo e comprende un vasto semicerchio di cime che superano i quattromila metri di altezza.
La zona offre varie peculiarità sia dal punto paesaggistico che culturale ed è meta ambita dagli escursionisti sia in estate che in inverno, quando si copre di una spessa coltre di neve. Avremo modo di raggiungere numerosi rifugi, alcuni dei quali edificati vicino ai grandi ghiacciai del Monte Rosa, in ambiente spettacolare ed imponente. Il tetto della settimana sarà raggiunto con l’ascensione alla Capanna Gnifetti.
Fra le altre attrattive, osserveremo la tipica architettura Walser che trova la sua migliore rappresentazione nella splendida Valle d’Otro, dove il tempo sembra essersi fermato, e visiteremo il Museo Walser di Pedemonte. Le rocce magmatiche e metamorfiche che compongono il massiccio presentano una gran varietà di minerali che furono sfruttati già anticamente dall’uomo, come dimostrano le numerose miniere sparse sul territorio, ormai dismesse. La fauna e la flora sono ben rappresentate da numerosissimi esemplari animali di tutte le dimensioni e vegetali di ogni specie. Il Monte Rosa detiene, fra tutti i gruppi dell’arco alpino, il primato assoluto degli estremi altitudinali raggiunti dalla vegetazione boschiva, con i larici che si spingono fin oltre i 2500 metri, e da quella di altissima quota che, con il ranuncolo dei ghiacciai, la genzianella bavarica e l’eritrichium nano, arriva a 3700 metri. Godremo di una ricca e gustosa cucina accompagnata dai notissimi vini piemontesi.
Durante i viaggi di andata e ritorno, visiteremo le città di Varallo, il cui Sacro Monte ospita un complesso religioso ricco di interessanti opere d’arte, e di Novara, patria del gorgonzola, con la celebre Basilica di San Gaudenzio. Il clima è di carattere prettamente alpino, per cui per le escursioni si consiglia un abbigliamento estivo ma d’alta montagna.

Seguirà il programma dettagliato delle escursioni ed attività varie. Prezzo ed altre informazioni presso la sede.


La gita sarà effettuata previo raggiungimento di un numero minimo di partecipanti;
le iscrizioni cominceranno a gennaio 2019 e dovranno essere accompagnate dal versamento
di una caparra di euro 150, con saldo entro i primi di luglio.


Difficoltà: T, E, EE a seconda dell’itinerario

Viaggio in pullman. Gli spostamenti da una valle all’altra, altrimenti di difficile attuazione, saranno garantiti, anche questa volta, da Paolo “cucer”.

Capogita: Sergio Matelli (Hugo)


 

DOMENICA 25 AGOSTO

NEL GRUPPO DEI MONFALCONI – SPALTI DI TORO

IL CAMPANILE DI VAL MONTANAIA

DOLOMITI D’OLTRE PIAVE

 


Dal parcheggio (m 1205) sottostante il rifugio Pordenone (m 1249) in val Cimoliana, lungo il sentiero n. 353 sino al bivacco Perugini (m 2060) e giro attorno al Campanile di Val Montanaia. Discesa per lo stesso itinerario.

Il Campanile di Val Montanaia è una cima delle Dolomiti d’Oltre Piave che si trova nel comprensorio dell’alta Val Cimoliana. Con l’automobile si percorrono i 13 km da Cimolais lungo la valle sino al parcheggio sottostante il rifugio Pordenone. La camminata si effettua lungo il sentiero CAI segnalato risalendo la Val Montanaia che porta al bivacco. Con calma raggiungeremo il nostro obiettivo in circa 3 ore. Il Campanile ci apparirà verso la fine e ci passerà sicuramente la stanchezza, vedendo tale meraviglia. L’impressionante monolite, slanciato ed isolato, alto 300 metri e con una base di circa 60 metri, è stato annoverato nel 2009 nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Napoleone Cozzi, indimenticato alpinista triestino, ha definito il Campanile: “la pietrificazione dell’urlo di un dannato”. Chi va per i monti sa che, prima o poi, dovrà andare a vedere questo splendido monumento naturale.

Difficoltà: E

Dislivello in salita: m 860 circa

Mezzi propri

Capogita: Luciano Ceschin



SABATO 7 E DOMENICA 8 SETTEMBRE
(OPPURE DA MERCOLEDI’ 4 A DOMENICA 8 SETTEMBRE)

MARMAROLE RUNDE PARTE II
TRAVERSATA DA RIFUGIO A RIFUGIO NEI GRUPPI DELLE MARMAROLE E DELL’ANTELAO

FORCELLA PARADISO (m 2045), FORCELLA SAN PIETRO (m 2298), FORCELLA DEL FROPPA (m 2790), FORCELLA PIRIA (m 2096) E FORCELLA DEL GHIACCIAIO (m 2584)

DOLOMITI ORIENTALI

 

Sabato 8 e domenica 9: dall’ex Rifugio Prapiccolo (m 1366) salita al Rifugio Antelao (m 1796). Pernottamento. Salita alla Forcella del Ghiacciaio (m 2584) passando per la Forcella Piria (m 2096). Rientro al Rifugio Antelao ed all’ex Rifugio Prapiccolo.
Traversata da mercoledì 5 a domenica 9: dal Rifugio Monte Agudo (m 1573) salita al Rifugio Ciareido (m 1969). Pernottamento. Salita alla Forcella Paradiso, alla Forcella San Pietro e traversata al Rifugio Baion – Boni (m 1828). Pernottamento. Salita alla Forcella del Froppa e rientro al Rifugio Baion–Boni. Pernottamento. Discesa in Valle Vedessana (m 1150), trasferimento macchine all’ex rifugio Prapiccolo (m 1366) e salita al Rifugio Antelao (m 1796). Pernottamento. Salita alla Forcella del Ghiacciaio passando per la Forcella Piria. Rientro al Rifugio Antelao ed all’ex Rifugio Prapiccolo.

La Sottosezione di Muggia ripropone la collaudata escursione di più giorni che ci porterà, nel corso degli anni, a visitare la regione dolomitica nella sua interezza, tracciando un percorso logico che unirà i principali massicci e le più famose Altevie. L’escursione lunga sarà abbinata alla tradizionale due giorni settembrina così da avere più soluzioni per soddisfare le esigenze dei vari partecipanti.
Quest’anno ci sposteremo dalle montagne di Auronzo alle Dolomiti di Pieve di Cadore, nei gruppi delle selvagge Marmarole e del regale Antelao, con pernottamento ai rifugi Ciareido, Baion – Boni e Antelao. In particolare, percorreremo una parte dell’Altavia recentemente battezzata Marmarole Runde, che ci permetterà di conoscere il versante meridionale di questo gruppo e le possenti balconate dolomitiche del Re delle Dolomiti.
Il mercoledì, inizieremo la gita preoccupandoci di sistemare adeguatamente le macchine e raggiungendo il Rifugio Ciareido. Il giovedì, ci trasferiremo al Rifugio Baion – Boni che ci ospiterà per due notti e ci farà da punto di appoggio per la salita del venerdì nel Vallon del Froppa. Il sabato, scenderemo a valle e, dopo aver spostato le macchine, raggiungeremo il Rifugio Antelao. Domenica, infine, saliremo fra detriti glaciali e branchi di stambecchi alla Forcella del Ghiacciaio che, oltre a costituire il tetto della nostra escursione, ci farà affacciare sul Ghiacciaio Superiore dell’Antelao.


Le iscrizioni cominceranno lunedì 19 agosto.
È indispensabile l’adesione entro giovedì 29 agosto previo versamento di una caparra.


Difficoltà: E, EE a seconda dell’itinerario

Dislivello in salita: I giorno m 570; II giorno m 450; III giorno m 960 (oppure m 500);
IV giorno m 430; V giorno m 790 (oppure m 330).

Mezzi propri

Capogita: Sergio Matelli (Hugo)


 

DOMENICA 22 SETTEMBRE

TRA CARNIA E COMELICO

MONTE BRENTONI (m 2.548)

ALPI CARNICHE

 


Dal rifugio Tenente Fabbro a Sella Ciampigotto (m 1.783) alla cima dei Brentoni per la via della Rampa Sud. Discesa lungo la via normale.

Il massiccio roccioso del monte Brentoni si eleva ben delineato e costituisce la maggior elevazione del gruppo a cui dà il nome. E’ delimitato a nord e ad ovest dalla valle del fiume Piave, a sud dalla Val Piova e ad est dalla Val Frison. Dopo 32 anni, riproponiamo la salita a questa panoramica cima.  Partendo dal Valico Cima di Ciampigotto, poco dopo il Rif. Tenente Fabbro, attraverseremo con qualche saliscendi le zone boscose a sud-est della cima. Raggiunto l'inizio delle rocce, seguiremo la via della Rampa Sud che su buona roccia di condurrà alla cresta sud. Da qui, attraversando due passaggi un po' esposti su solida roccia, arriveremo in cima.  Scenderemo, poi, lungo la via normale, ora attrezzata ottimamente con fittoni e cavi, fino alla Forcella Brentoni e, da qui, ritorneremo al punto di partenza lungo lo stesso sentiero dell'andata.

Difficoltà: EEA; qualche passaggio di I, due passaggi di II grado. 

Dislivello in salita: 900 metri circa

Obbligatorio : caschetto e kit da ferrata

Mezzi propri

Capogita: Fabio Costanzo


DOMENICA 6 OTTOBRE

SUI MONTI DI BOHINJ

ČRNA PRST (m 1844)

ALPI GIULIE ORIENTALI - SLOVENIA

 


Da Kal (m 817) alla cima del Črna prst e discesa per lo stesso itinerario di salita.

Era qui che il nostro mentore Julius Kugy saliva molto spesso ad ammirare le sue amate Giulie! Il nostro percorso non parte da Podbrdo (Piedicolle) come soleva fare il grande cantore, ma da Kal, ultima ed isolata borgata disposta sulle falde meridionali del monte. Attraverseremo tipici ambienti boschivi e prativi, dal piano montano fino a quello subalpino. Vedremo la fascia di rocce nere che caratterizza e dà il nome alla montagna. La salita ci farà aprire lo sguardo su orizzonti sempre più ampi verso il meridione, fino al mare. Ma sarà soprattutto la vista libera verso il lago di Bohinj e il trono immenso del Triglav (Tricorno) a riempirci il cuore quando i versanti settentrionali saranno alla portata dei nostri occhi.

Difficoltà: E

Dislivello in salita: 1027 metri

Mezzi propri

Capogita: g.n. Renzo Ferluga


 

DOMENICA 20 OTTOBRE

GITA DI CHIUSURA DELL’ATTIVITA’ ESTIVA

ESCURSIONE STORICO-NATURALISTICA
AL PARCO GEOMINERARIO INTERNAZIONALE DI CAVE DEL PREDIL

ALPI GIULIE

 


Giro del lago del Predil (Raibl) e visita al Polo Museale di Cave del Predil.

La mattina sarà dedicata alla scoperta del territorio di Raibl e del suo lago. Quello di Predil è il secondo lago naturale della regione dopo quello di Cavazzo. Si trova a 959 m.s.l., è lungo 1,5 km, largo 500 m e profondo 30. E’un lago d’origine glaciale ed è circondato dalle alte cime del gruppo dello Jof Fuart, dalle 5 Punte, dalla Torre Guardia e dalla Cima Mughi.
Al pomeriggio ci si recherà al Polo Museale di Cave, facendo dapprima un “viaggio” nel cuore della terra utilizzando un trenino a trazione elettrica, per scoprire i segreti della miniera dove si estraeva piombo e zinco. La miniera fu scoperta già in epoca romana ed è rimasta attiva dal 18° secolo fino al 1991. Il giacimento, tra i principali dell’arco alpino, si caratterizza da un sistema di gallerie e pozzi. Si visiterà poi il Museo Storico Militare delle Alpi Giulie con reperti, oggettistica e collezioni dedicate principalmente alla prima Guerra Mondiale.
La cena sociale con le sue leccornie ci consentirà di fraternizzare attorno ad un tavolo e concluderà la giornata escursionistico-culturale.

Difficoltà: T/E;

Viaggio in pullman (posti limitati a 44 persone per capienza massima trenino elettrico);

Capigita: Caterina Depretis e Francesca Mereu


DOMENICA 3 NOVEMBRE

IL BOSCO IN AUTUNNO

MONTE FAEIT (m 734), MONTE CAMPEON (m 759) E SENTIERO DELLE CASCATE

PREALPI GIULIE

 


Da Artegna salita al monte Faeit e al monte Campeon. Discesa passando per il sentiero naturalistico delle cascate del torrente Orvenco.

Il monte Faeit, che sovrasta Artegna, è una delle prime alture delle Prealpi Giulie ad affacciarsi sulla pianura e presenta degli aspetti naturalistici molto interessanti, sia per la fauna che per la flora. La sua breve cresta sommitale presenta un andamento est-ovest, caratteristico delle dorsali prealpine; costituisce una balconata naturale sull’anfiteatro morenico e il Campo di Osoppo - Gemona che si estendono ai suoi piedi. A fianco del monte Faeit facilmente si raggiunge la cima del monte Campeon che rientrava nel sistema difensivo del Medio Tagliamento. Considerata una postazione secondaria, era composta semplicemente dal classico spiazzo per ospitare quattro cannoni da 149 mm e da delle piccole costruzioni per la riserva delle armi. Nonostante non si tratti di una quota elevata, da qui si gode un bellissimo panorama sulle colline e sulla pianura.
Il rientro avverrà sul percorso che segue un suggestivo tratto del torrente Orvenco, conosciuto come “Troi des cascades”. Immerso in una cornice boschiva di aceri, frassini e carpini, il sentiero costeggia l’argine sinistro del torrente che in più punti compie degli spettacolari salti in corrispondenza di una serie di briglie. Queste opere, costruite dall’uomo, hanno lo scopo di diminuire la pendenza naturale dell’alveo, rallentando così la corrente e diminuendone il potere erosivo. L’aspetto scenico generato da queste cascate è particolarmente suggestivo: ognuno di questi salti crea ai suoi piedi pozze d’acqua smeraldina, dove, nelle giornate particolarmente calde d’estate, è possibile anche indugiare in un bagno.

Difficoltà: E

Dislivello in salita: circa 600 metri

Mezzi propri

Capogita: Cristina Antonaz


GIOVEDI’ 7 NOVEMBRE

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

VIDEOPROIEZIONI, FILMATI E DIAPOSITIVE A CURA DEI SOCI

Nel corso delle serate si svolgerà la consueta rassegna di immagini, video e diapositive a cura dei soci della Sottosezione, frutto di esperienze personali turistiche, escursionistiche, alpinistiche o di altro genere.


GIOVEDI’ 14 NOVEMBRE

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

Presentazione della gita della domenica successiva

FENOMENI CARSICI NELLA ZONA DI FERNETTI

Relatore: Sergio Dolce


DOMENICA 17 NOVEMBRE

FENOMENI CARSICI NELLA ZONA DI FERNETTI

GROTTA DELLE TORRI DI FERNETTI

CARSO TRIESTINO

 


La zona di Fernetti è ricchissima di fenomeni carsici sia superficiali che sotterranei. In superficie troviamo affioramenti calcarei, campi solcati e doline piccole e grandi come quella famosa di Percedol. Le grotte sono molto numerose. Alcune sono piccole caverne come la Grotta dei Ciclami, importante per i ritrovamenti preistorici, ma non mancano quelle profonde a sviluppo verticale come l'abisso Debeliak che raggiunge m 202,6 di profondità. Non dimentichiamo che nella zona è raggiungibile pure il corso sotterraneo del Timavo scendendo nella Grotta Lazzaro Ierko a 298 m di profondità.  Nel corso dell'escursione sarà possibile passare in rassegna molti di questi fenomeni combinando assieme vari sentieri sia al di qua che al di là del confine. La possibilità di sconfinare senza problemi ci porterà nella vicina Slovenia dove sarà possibile visitare la Grotta delle Torri di Fernetti. Si tratta di una caverna molto ampia che si può esplorare senza attrezzatura speleologica. La grotta è adorna di molte concrezioni tra le quali predominano alte stalagmiti e bellissime "canne d'organo". La fauna cavernicola è composta da cavallette, ragni, lepidotteri e chirotteri, tutti rappresentati da specie troglofile.

Difficoltà: T/E; è necessario essere provvisti di una torcia elettrica o, ancora meglio, di un casco con luce frontale.

Dislivello in salita: non significativo

Mezzi propri

Capogita: Sergio Dolce



GIOVEDI’ 21 NOVEMBRE

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

VIDEOPROIEZIONI, FILMATI E DIAPOSITIVE A CURA DEI SOCI

Nel corso delle serate si svolgerà la consueta rassegna di immagini, video e diapositive a cura dei soci della Sottosezione, frutto di esperienze personali turistiche, escursionistiche, alpinistiche o di altro genere.


 

DOMENICA 24 NOVEMBRE

NELLA CICERIA CROATA

MONTI JAČEMICA (m 466) E KUK (m 502)

ISTRIA BIANCA - CROAZIA

 



Percorso lungo il ciglione carsico sopra il paesino di Črnica (Strped) a ridosso del confine sloveno.

Proponendo questa escursione non si è pensato a quanti chilometri percorrere o ai metri di dislivello da superare, bensì a cercare di trovare un angolo di territorio vicino a noi, poco frequentato e che meriti di essere conosciuto: questo è uno di quelli.
La nostra escursione, partendo dalla chiesetta di Sv. Lovreč e passando fra le antiche case di arenaria del caratteristico borgo di Črnica, ci permetterà, dopo un tratto di ripido sentiero, di superare la verticale barriera del ciglione carsico e di arrivare sui pascoli e pinete del vasto ed ondulato territorio che si estende fino a sotto il rilievo della Žbevnica. Dopo l’obbligatoria sosta sul Jačemica per godere di un panorama eccezionale sulla valle di Buzet, seguiremo il bordo del ciglione ammirando in più punti i caratteristici aspetti naturali provocati dal fenomeno del carsismo: solcati, torrioni, scanalature verticali. Oltrepassata con attenzione la ferrovia, risaliremo con leggera pendenza il costone carsico fino allo splendido balcone del monte Kuk per poter nuovamente ammirare da un’altra prospettiva Buzet ed il suo territorio. Ritornati alla ferrovia, scenderemo sul sottostante fertile, agricolo pendio arenaceo che attraverseremo per tutta la sua estensione, toccando i borghi di Krbavčići e Perci per poi arrivare a Sv. Lovreč.

Difficoltà: T E (solamente per alcuni tratti sul ciglione carsico)

Dislivello complessivo in salita: metri 400 circa; sviluppo complessivo km 10 circa

Mezzi propri

Capogita: Sergio Costanzo



GIOVEDI’ 28 NOVEMBRE

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

VIDEOPROIEZIONI, FILMATI E DIAPOSITIVE A CURA DEI SOCI

Nel corso delle serate si svolgerà la consueta rassegna di immagini, video e diapositive a cura dei soci della Sottosezione, frutto di esperienze personali turistiche, escursionistiche, alpinistiche o di altro genere.



GIOVEDI’ 5 DICEMBRE

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

VIDEOPROIEZIONI, FILMATI E DIAPOSITIVE A CURA DEI SOCI

Nel corso delle serate si svolgerà la consueta rassegna di immagini, video e diapositive a cura dei soci della Sottosezione, frutto di esperienze personali turistiche, escursionistiche, alpinistiche o di altro genere.



DOMENICA 8 DICEMBRE

SUI MONTI DI CAPODISTRIA

PLANINSKA POT VINKA LOVREČIČA (SENTIERO ALPINO VINKO LOVREČIČ)

ISTRIA VERDE - SLOVENIA

 



Questo percorso, di recente creazione, è dedicato ad uno dei past-president del O.P.D. Koper, Vinko Lovrečič, perito una ventina di anni fa in tragiche circostanze. Si tratta di un percorso ad anello con partenza da Vrgaluca (strada per Vanganel), che dapprima in traversata, nella zona denominata Kampel, e poi per ripidissima salita attraverso uno splendido bosco, raggiunge il Sentiero Europeo E6, e da qui, Pomjan per poi ridiscendere nella piana del Vanganelsko Polje. Ma noi, per completare la giornata magari con un pranzo in agriturismo affacciato sui panorami della vicina Croazia, ci aggiungeremo qualche meta, già raggiunta tempo fa, ma con percorso inverso, quale i paesi di Puče, Koštabona e quindi Pomjan.

Difficoltà: E

Dislivello in salita: m 500 circa

Mezzi propri

Capogita: Luciano Comelli




SABATO 21 DICEMBRE

Presso la Sede Sociale (ore 20.30)

 

RINFRESCO DI NATALE

 

Tradizionale appuntamento natalizio per ritrovarci tutti assieme a scambiarci gli auguri