SOCIETA' ITALIANA DI BIOSISTEMICA

 

 

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S.I.B.

Scuola Italiana di Biosistemica

riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione
D.M. 98088080 del 464


CHE COS'E' LA BIOSISTEMICA?
La biosistemica è un approccio psico-corporeo applicato alla formazione, all'aiuto emotivo, e alla gestione delle riunioni.
I suoi principi base sono lo sviluppo delle capacità personali e relazionali attraverso un metodo "attivo" di apprendimento che coinvolge mente e corpo.
Le attività di cui si occupa il Metodo Biosistemico sono la Formazione Attiva, le pratiche di Auto-Aiuto, l'affrontare con efficacia problemi di Disagio emotivo come l'Isolamento e la Depressione e la creazione di un Insegnamento che coinvolga pienamente gli alunni.

I vari corsi della Scuola Italiana di Biosistemica sono pertanto rivolti a:

  • Medici

  • Psicologi

  • Assistenti sociali

  • Infermieri

  • Insegnanti, Educatori e Formatori

  • Fisioterapisti e Logoterapisti

  • Volontari

  • Genitori interessati alla comunicazione familiare

  • Leader e membri di organizzazioni
    Professionisti della relazione (direttori del personale, responsabili del front office, divisioni delle risorse umane, operatori del turismo e del commercio)

Le diverse competenze dei membri, la comune ricerca di metodi efficaci per operare attorno all'Uomo, per combattere efficacemente la sofferenza emotiva, anche quella della "normale" vita quotidiana, la capacità di non farsi rinchiudere da dogmatismi scolastici, hanno costituito un ambiente aperto e dinamico in cui le conoscenze e gli approcci metodologici venivano trasmessi con disponibilità e facilità.
Nel giro di breve tempo un sempre maggior numero di persone si è avvicinato al gruppo portando sempre nuove competenze.
Oggi nella SIB vi sono anche medici, pedagogisti, naturopati ed altri operatori dell'approccio olistico della cura.


LA STORIA
La Società Italiana di Biosistemica si è costituita ufficialmente nel 1986, ma già prima di quella data un folto gruppo di psicoterapeuti di scuole talora molto diverse e in luoghi diversi (Francia, Svizzera, Belgio) si era via via raccolto attorno alle teorie e alle tecniche di Jerome Liss, fondatore della Psicoterapia Biosistemica dopo aver studiato ed insegnato psicoterapia psicoanalitica a Harvard.
Il Prof. Liss si è formato nella Psicoterapia di Comunità con Maxwell Jones e  nei Gruppi d'Incontro con Bill Schutz. Il suo approccio terapeutico è influenzato dall'attiva collaborazione con Henri Laborit (neurofisiologia delle emozioni), Ronald Laing (psichiatria fenomenologica) e David Boadella (modello embriologico)..

Durante i primi anni dell'attività formativa è stato pubblicato in Italia nel 1986 il libro di Liss (scritto in collaborazione con David Boadella) La Psicoterapia del Corpo, ed. Astrolabio, e sono apparsi numerosi suoi articoli su riviste come "Psicologia Clinica", "Psicologia e Società", ecc.
Contemporaneamente è iniziata la collaborazione tra Liss e alcuni studiosi italiani operanti nelle Università di Roma, Genova e Bologna: ne è testimonianza la serie di lezioni e di conferenze tenute in queste Università da Liss. Si è così formato negli anni un nucleo di studiosi, e di loro allievi, intorno ad un progetto di ricerca teorica e clinica che ha come elemento di interesse fondamentale le emozioni, per la loro complessità psico-corporea, per i loro aspetti neurofisiologici, per la loro ricaduta sui territori dell'immunologia e più in generale della psicosomatica, e per la loro centralità in qualunque argomento clinico e psicopatologico.

La scuola si è così consolidata in una costante collaborazione tra alcuni professionisti italiani dell'area privata, vari studiosi stranieri già molto conosciuti ed apprezzati quali, fra gli altri Henri Laborit, Daniel Stern, Max Pages, Joyce McDougall, e alcuni docenti italiani che rendono così possibile la collaborazione tra i vari dipartimenti universitari.
Fanno infatti parte della scuola i Proff. Battacchi, Codispoti, Farneti e Mucciarelli (Università di Bologna), i proff. Venturini e Cancrini (Università di Roma),  i proff. Ragni, Rugiati , Giorgi e Baldaro Verde (Università di Genova).


LA TEORIA
Il modello teorico Biosistemico può essere compreso attraverso le sue due componenti: biologica e sistemica.
Le radici biologiche dei nostri processi emotivi, vengono comprese secondo i concetti di numerosi ricercatori, tra cui due sono cruciali per la sostanza del modello:

- Henry Laborit dimostra che un'inibizione prolungata dell'azione crea una serie di squilibri psicologici inclusa la soppressione dell'adrenalina ed un anormale innalzamento dei corticosteroidi e della nonaradrenalina (tutti "ormoni dello stress"). La conseguenza è la creazione dei presupposti per: a) una disfunzione organica (per es. indebolimento del sistema immunitario, alta pressione sanguigna, difficoltà nella digestione) e  b) una disfunzione mentale (per es. pensieri negativi, distorsione percettiva, assenza di soluzioni possibili, ecc.).     Questo giustifica i metodi di "attivazione" della Terapia Biosistemica.

- La ricerca di Ernst Gellhorn ha dimostrato che le componenti simpatiche e parasimpatiche del sistema nervoso autonomo (SNA) devono lavorare in alternanza al fine di mantenere in salute l'organismo. Quando condizioni di stimolo creano disturbo nello SNA in modo tale che quest'alternanza si perda e venga sostituita dalla scarica "simultanea" di entrambi i sistemi, si osserva mancanza di coordinazione a livello psicologico e disagio emozionale. Questa ricerca ha condotto allo sviluppo della "curva d'energia" e giustifica l'approfondimento emozionale (che aiuta il SNA a tornare alle sue normali funzioni).

Anche la teoria sistemica fornisce numerosi contributi alla Terapia Biosistemica.

Essa aiuta ad integrare processi fisiologici complessi a livelli diversi di specificità. molecolare, tissutale, organico, ed a scoprire le loro interconnessioni con campi differenti nelle funzioni mentali: logico-verbale, immaginativo-visivo, cinestetico.
Permette di connettere tra loro processi di  natura diversa in unità complesse di ordine superiore, in sistemi caratterizzati da un'organizzazione di parti in reciproca alterazione.

E' così possibile riflettere ed intervenire non solo sui processi individuali ma anche su livelli più complessi, come le relazioni familiari, o quelle professionali, fino a trattare questioni riguardanti grandi gruppi e comunità.
L'importanza epistemologica della Teoria Sistemica è quella di andare oltre il pensare legato alla causalità lineare e di applicare un pensare interattivo a tutti i livelli: all'interno dei sottosistemi e tra i livelli del sistema.


LA CLINICA

Tutto ciò ha delle importanti implicazioni nella teoria, ma anche nella pratica clinica. Non siamo alla ricerca di cause isolate ma di cause interattive.

Un contributo della Teoria Sistemica è la nozione che i processi fisici e fisiologici sono dovuti alla interazione dei sottosistemi semi-autonomi. (Vedi l'articolo "Psychothèrapie et Psycoanalyse: La Complexitè en Question", Le Journal des Psychologues, n° 119, Juillet-Aout, 1994). Ciò significa, a livello psicologico, che le sensazioni corporee, le emozioni, le funzioni cognitive, le funzioni percettive, l'immaginazione visiva, le espressioni non verbali, e così via, sono tutti sistemi funzionali che devono svilupparsi, ognuno a proprio modo. Non sarà un'intuizione o una particolare rivelazione emotiva che potrà sbloccare tutti i sottosistemi, ma tutti i sottosistemi dovranno essere portati ad un'interazione funzionale affinchè ci sia un completo sviluppo mente-corpo della persona. Il processo terapeutico viene portato avanti in modo tale da favorire l'emergenza di molteplici sistemi psicofisiologici della persona. (Vedi "The System Model in Biosystemic Therapy, Psychology and Psychosomatic Medicine", Energy and Character (a cura di David Boadella), Vol.13, N° 2, Agosto, 1982, pp. 12-28, e Vol.14, N°1, Aprile, 1983, pp. 18-36).

La teoria Biosistemica si basa sull'idea che ci siano processi fisiologici inconsapevoli che sono alla base delle nostre difficoltà emotive e questi processi fisiologici devono essere trasformati.  

Ci riferiamo alle dinamiche del sistema limbico, considerato il "cervello emozionale" da Paul McLean, e a tutti i processi cerebrali al di sotto di questo livello subcorticale : l'ipotalamo (per il controllo del simpatico e del parasimpatico e le funzioni immunologiche), i gangli basali (per l'azione motoria), il ponte e il midollo (centri vitali per la respirazione e la circolazione del sangue), il nervo vago (per gli impulsi di stimolazione degli organi viscerali), il cervelletto (per la coordinazione motoria).
Questi sono tutti centri cerebrali che partecipano alla nostra vita esperienziale e comportamentale, ma il loro funzionamento non è direttamente collegato ai campi d'azione della coscienza.

La terapia Biositemica, perciò, parte "dalla radice organica" che influenza i processi corporei inconsapevoli che si trovano al di fuori del regno della coscienza.  Le psicoterapie orientate sulla parola possono reclamare che il loro particolare uso del linguaggio può penetrare nell'ambito fisiologico non consapevole, ma l'utilizzo di specifici metodi corporei, congiuntamente al linguaggio, offre una maggiore garanzia che tali processi fisiologici inconsapevoli saranno mobilitati e trasformati in corrispondenza con i processi fisiologici consapevoli.

La catena causale non è unilaterale. La Teoria dei Sistemi ci ha mostrato di essere prudenti, quando abbiamo a che fare con qualsiasi sistema organico complesso, e specialmente, quando trattiamo con il più complesso dei sistemi organici ( il sistema umano psico-fisiologico ) per evitare le semplificazioni della causalità unilaterale.

In Psicoterapia Biosistemica abbiamo perciò due modalità di accesso, il canale corporeo e quello mentale che mettono in luce il fatto che corpo e mente funzionano in modo parzialmente autonomo e parzialmente integrato.

Da queste considerazioni derivano le tecniche specifiche di intervento che si caratterizzano per livelli crescenti di complessità e che si applicano in maniera "aperta", senza cioè presupporre effetti o conclusioni.   Per l'approccio sistemico tutto ciò che libera la conoscenza e sblocca l'immaginazione è il benvenuto: esso si immagina aperto, come i sistemi che studia.


I DOCENTI

Prof. Jerome Liss M.D., psichiatra e psicoterapeuta, professore di Psicologia alla Westdeutsche Akademie (Dusseldorf); direttore dinamico della S.I.B.; dirige la formazione di psicologi e facilitatori; ideatore dei sistemi della "Comunicazione ecologica" è autore dell'omonimo libro-base (ed. La Meridiana).

D.ssa Rita Fiumara, psicologa. Formata nella Terapia Biosistemica, nella Terapia  Famigliare (Scuola di L. Cancrini), la Terapia del Movimento (con Marcia Levinson), e ha  terminato una psicoterapia Jungiana di cinque anni.  Autrice: "La Terapia Biosistemica  Integrata" e "Dalla Sofferenza all'Emozione".

Prof. Maurizio Stupiggia, psicologo: Vice-Presidente della Società Italiana di Biosistemica e Docente del Corso di Perfezionamento in Teoria e Tecnica dei Gruppi all?Università di Bologna. Coautore (con il Prof. J. Liss) della Terapia Biosistemica, Ed. Franco Angeli. 

Dr Eugenio Roberto Giommi, psicologo: laureato in Lettere a Firenze ed in Psicologia a Padova. Iscritto all'Albo degli Psicologi della Toscana dal dicembre 1989 e all'elenco degli Psicoterapeuti. Socio fondatore della SIB, socio ordinario della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC). Direttore del Corso di Formazione in Counseling Biosistemico di Prato e della sede di Firenze della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Biosistemica (). Membro del Direttivo della Associazione Italiana di Psicoterapia Corporea. Presidente della Società dell'Ascolto Onlus e direttore del quadrimestrale Giornale dell'Ascolto. Studi e ricerche sulla Comunicazione e il self help.

Stefano Cristofori, psicologo e psicoterapeuta. Svolge  attività di psicoterapia  a S.Omero (Teramo), da alcuni anni si occupa dei problemi nella relazione bambini -genitori con il metodo della video microanalisi, un metodo che combina il lavoro verbale con il lavoro corporeo attraverso registrazioni audiovisive. Con il metodo della video microanalisi svolge attività di supervisione e formazione in diversi ambiti (scuole, comunità per minori, tossicodipendenti, ecc.). Fondatore e docente S.I.B., è presidente e docente di "Macroscopio" - Centro Psicopedagogico per la Ricerca e la Formazione all'Apprendimento/Cambiamento Attivo con sede a Trinitapoli (FG) per cui ha realizzato numerosi corsi di Facilitazione e gruppi di Counseling. Coatore del libro "La Terapia Biosistemica", Franco Angeli Milano 1994. Tel./Fax 0861/887486 E-mail: stefano.cristofori@libero.it

Dr. Giorgio Giorgi, .

Dr. Andrea Farneti, .

Dr. Baldoni, .

ASSOCIATI:

Dr. Pino De Sario, psicologo e formatore, formatosi presso la S.I.B., ha quindi orientato la sua ricerca sull'applicazione della comunicazione ecologica nei contesti organizzativi, di orientamento al lavoro, di partecipazione sul territorio; membro Aif; cura consulenze e formazione presso aziende, amministrazioni pubbliche e associazioni.

Felice Di Lernia Operatore da oltre 20 anni nel campo sociosanitario in ambiti di prevenzione e di cura; direttore della Comunità Oasi 2 San Francesco Onlus e della Cooperativa Sociale Compagni di Strada (Trani - BA) che gestiscono numerosi servizi alla persona sia di tipo residenziale che diurno e di strada; presidente di NOVA Onlus - Consorzio Nazionale per l'Innovazione Sociale, organismo di secondo livello che associa alcune tra le più significative esperienze italiane di lavoro di strada e di impegno nel campo della sicurezza sociale; consigliere nazionale ed ex vice-presidente del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza, la più grande federazione di organizzazioni che attraversano trasversalmente l'intero scenario del privato sociale; formatore di lunga esperienza in ambito psico-sociale e come supervisore di gruppi di lavoro sociosanitario: in particolare si occupa di interventi di prevenzione e cura della sindrome da Burn-Out e di comunicazione; realizza da tempo laboratori di comunicazione ed empatia corporea.

Piero D'Argento, .

Riccardo Ciccolella, .

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