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IL METODO BIOSISTEMICO

Quale sono i
metodi generali della Scuola Biosistemica?
Il nome, “Biosistemica,” dà due indicazioni: “Bio” fa riferimento alla
dinamica del corpo, con la sua vitalità, il suo movimento spontaneo e le
sue ondulazioni fra “assertività” (il sistema simpatico) e “ricettività”
(il sistema parasimpatico). La parola “Sistemica” fa riferimento alla
Teoria dei Sistemi: La logica del circolo, del spirale, della totalità
che integra tutte le sue parte e dalla retroazione, cioè, dal feedback.
Quindi la logica lineare e della causalità semplice è rimpiazzata dalla
logica complessa con la causalità molteplice, le conseguenze con
“vantaggi e svantaggi” e una capacità di valutare queste conseguenze per
pianificare meglio per “la prossima volta,” cioè, di “imparare dei
errori”. La logica sistemica vuole dire, anche, i sistemi diversi che
co-esistono: individuo, famiglia, comunità e mondo. I problemi trovano
origine in tutti i livelli e, corrispondente, tutti i livelli possono
influire sulle soluzioni. In questa ottica, molti studenti della Scuola
Biosistemica si orientano verso un impegno sociale come una parte della
loro scelta individuale per vivere “sanamente” in un mondo profondamente
disequilibrato. (Per altri aspetti generali della “Metodologia
Biosistemica,” compreso l’Apprendimento Attivo e l’atteggiamento
rigoroso, ma creativa, chiamato, “Lezioni di Piano,” vede in questo
Sito, “Il Metodo Biosistemico.”)
Le idee ed i metodi
specifici della Biosistemica includono:
Questa gamma di concetti ed approcci sono sviluppati nei diversi libri
ed articoli della Biosistemica. (Vedi la sezione del sito Articoli e
Bibliografia) Eccone una breve descrizione:
Empatia Corporea
Questo termine è stato coniato dal Prof. Maurizio Stupiggia (vede La
Terapia Biosistemica, Cap. II) e si basa sulla ricerca di Daniel
Stern sulla relazione madre – bambino. Il punto centrale è che due
persone hanno bisogno di vivere una certa “sincronizzazione” (“attunement,”
corrispondenza) corporea a livello di ritmo ed intensità. Senza
questa “sincronizzazione,” il bambino diventa sia inibito (predominanza
parasimpatico), sia aggressivo (predominanza simpatico). Questo
bambino ha difficoltà nel creare rapporti positivi con altri bambini
perché manca questo “rispecchiamenato spontaneo” dei gesti. Il cliente
nella relazione di aiuto ha lo stesso bisogno: un’accoglienza di empatia
corporea per stabilire un rapporto di fiducia e per incoraggiare
un’espressione libera delle emozioni.
Curva Energetica
Il
simpatico ed il parasimpatico, i due componenti del sistema autonomo,
influiscono il metabolismo di ogni cellula. Il simpatico
sostiene la nostra attiva con un aumento di battiti del cuore, uno
spostamento del sangue verso i muscoli ed un aumento del respiro.
L’energia diventa spesa. Contrariamente, il parasimpatico
rallenta i battimenti del cuore e sposta il sangue verso il tubo
digestivo. Inoltre, la peristalsi è stimolata e le secrezioni di
digestione sono aumentate. In questo modo la persona aumenta la sua
energia, rinnovando l’energia spesa durante il periodo precedente di
simpatico-attivo. Le emozioni seguono la questa logica: Il simpatico
si associa alle emozioni di “forza”: aggressione, affermazione,
protesta. E il parasimpatico? Tristezza, ferita, vergogna, ecco le
emozioni di “vulnerabilità.” Questo schema aiuta il counselor
a stimolare l’approfondimento delle emozioni e trovare un sollievo.
Problema-Soluzione
Lo
sviluppo personale, secondo il metodo Biosistemico, richiede due passi:
1. L’esplorazione e l’approfondimento delle emozioni. 2. La costruzione
per il futuro. Le dinamiche sono diverse in questi due momenti: 1.
Durante l’esplorazione delle emozioni – angoscia, paura, delusione,
rabbia – il cliente è incoraggiato a rivivere, in un dosaggio
tollerabile, i sentimenti che sono la base della sua sofferenza.
L’accoglienza e il non-giudizio del Counselor permette al cliente di
“entrare dentro” e accettare le immagini, i pensieri, le sensazioni del
corpo, che costruiscono questo vissuto difficile, forse anche
traumatico. Dopo il cliente raggiunge la sensazione di “sollievo,” –
“Ecco, mi sento meglio!” – una seconda fase comincia: Come reagire nel
futuro per superare o, almeno, diminuire il problema. Che cosa è
necessario? Una nuova iniziativa? Una nuova forma di comunicazione?
Un cambiamento di relazioni? La decisione presa, da parte del cliente,
è praticato. Lo psicodramma è utilizzato per trasformare l’idea,
che rappresenta “una buona intenzione,” ad un’azione reale. In questo
modo il lavoro emotivo crea un ponte verso la vita quotidiana in cui
cambiamenti concreti sono intrapresi. Lo studio della neurofisiologia
mostra, in oltre, che una strategia di azione efficace riduce l’angoscia
e rinforza la stima personale.
La Parola Chiave, la Parola Direzionale
Il
metodo Biosistemica offre un approccio di “corpo-mente” integrato. La
vitalità del corpo è sostenuto. Allo stesso momento, c’è un’attenzione
particolare per “la parola.” Il libro, Comunicazione Ecologica,
presenta una struttura di linguaggio che favorisce il superamento dei
conflitti e lo sviluppo di ognuno mentre lo scopo del gruppo si avanza.
“La parola chiave” è la parola calda, caricata di emozione,
espressa dal cliente. Il Counselor reperisce questa parola (o frase)
particolare e utilizzarla nella sua risposta. Quindi il Counselor
ricostruisce l’esperienza emotiva del cliente. Risultato? Il cliente
sente accettato. Allo stesso momento, sentendo una ricapitolazione
della sua esperienza emotiva, il cliente è incoraggiato di esplorarla,
comprenderla e, alla fine, trovare e praticare una strategia di azione
nuova ed efficace per affrontare meglio il problema nel futuro.
E “la parola direzionale”? Questi sono piccole frase offerte in
connessione con “la parola chiave,” che aiuta il cliente di trovare
una direzione di attenzione ed esplorazione.”
Esempi: “Come ti sento nel corpo?” “Quale
situazione ha provocato questa emozione?” “Che cosa era detto che ti
hai fatto sentire schiacciato?”.
Insomma, grazie all’uso della “parola chiave” in connessione con la
“parola direzionale,” il Counselor ha un potente strumento linguistico
per rimanere vicino al cliente, mostrare la sua attenzione ed empatia
per il suo stato di anima e, allo stesso momento, evitare di giudicare,
interpretare o invadere il suo spazio individuale e la sua sensibilità.
La Mappa
Neurofisiologica delle Emozioni
Lo
sviluppo teorico e metodologico della Biosistemica va in …..(?) con la
ricerca moderna che riguarda “la neurofisiologia delle emozioni.”
Alcuni esempi:
Prof. Ernst Gellhorn: L’alternanza fra il simpatico e il
parasimpatico.
Prof. Henri Laborit: Il concetto di “paralisi davanti allo stresso”
come fattore di disturba emotiva e di patologia psicosomatica.
Prof. Bessel Van Kolk: Il problema del “trauma” e l’uso della parola,
integrata con i movimenti corporei, per superarlo.
Prof. Alan Schore: L’estensione del modello di Gellhorn per mostrare
come la dinamica “simpatica-parasimpatica” coinvolge tutti i livelli del
cervello.
Prof. Gerald Edelman: La scoperta riguardante come una strategia di
azione influenza l’attenzione (la via talamica) e contiene l’emozione
traumatica (la via del lobo frontale).
La Pratica prima di tutto
Il Metodo Biosistemico è fondato su alcuni
principi base di cui il più importante è senz'altro la grande
importanza data alla pratica, alle sperimentazioni dirette,
all'aspetto empatico dell'insegnamento e della relazione in sé.
In ogni corso biosistemico, in ogni incontro di terapia, il
coinvolgimento diretto dell'interlocutore è un punto chiave nel successo
della formazione.
L'Apprendimento Attivo
Il metodo Biosistemico rappresenta anche un concetto di
formazione: Vivere l'esperienza! I concetti teorici vengono dopo.
Infatti, sono gli allievi, e non i docenti, che elaborano una
comprensione teorica dopo l'Ascolto Profondo e la trasformazione
delle emozioni. Grazie ai cartelloni sul muro, che sono mappe
teoriche, l'allievo stesso può spiegare i concetti pertinenti.
In questo modo l'Apprendimento Attivo garantisce al suo studente di
rimanere protagonista della propria formazione. Inoltre, il momento
di concettualizzazione è integrato con l'esperienza della condivisione
profonda (in Inglese, "a living-learning experience", ossia
un'esperienza di vissuto e di apprendimento integrata)
L'Epistemologia del Rispetto
Gli interventi verbali della
Biosistemica non includono l'interpretazione, il giudizio o il
consiglio. Attraverso un orientamento semplice e rigoroso, chiamato
"la parola chiave e la parola direzionale", l'ascoltatore rispecchia
"le parole chiave" (che aprono l'inconscio) e offre un suggerimento
"direzionale": verso i sentimenti, verso il dialogo concreto, verso la
memoria visiva. Questa parallelità del linguaggio coltiva un'empatia
psicologica mentre "attunement" (sincronizzazione e reciprocità
dei gesti e del tono vitale) produce l?empatia corporea (una dinamica
basata sulla ricerca del Prof. Daniel Stern). In termine semplice,
l?Ascoltatore rimane ?vicino? alla persone che condivide la sua
infelicità e sofferenza, senza una distanza raggelante e senza
un'invasione che schiacci o intralci le emozioni che
crescono.
Altre fattori nell'Epistemologia del Rispetto: La coscienza che
l'esperienza di ognuno è invisibile. (Le interpretazione date
per certezze infrangono questa coscienza del rispetto.) La coscienza
che ogni analisi è parziale. Nessun'analisi può rappresentare una verità
assoluta. La coscienza che ogni azione non sia totalmente
sbagliata né totalmente giusta, ma produca conseguenze con "vantaggi
e svantaggi". L'Ascoltatore aiuta la persona a riconoscere la
molteplicità di vantaggi e svantaggi di ogni progetto concreto. Con
questo aiuto, il bisogno di consiglio, da parte del protagonista,
diventa, spesso, superato.
Come prendere "Lezioni di Piano":
L'esperienza dei partecipanti durante la formazione Biosistemica
(terapista, counselor, facilitatore, relazione di aiuto) può essere
paragonata a quella che affrontano gli studenti che prendono lezioni di
piano. L'accento è infatti messo sulla pratica! I concetti di
base (elencati sopra) sono semplici, ma il loro uso richiede un
periodo estensivo di prova. Perché? Perché "l'integrazione
corpo-mente" fra Sé e l'Altro in un momento di comunicazione profonda
esige che alcune dimensioni siano vissute con coerenza: emozione,
pensiero, percezione, gesti espressivi, e un'interazione ritmica con
l?altro in cui "l'attunement" venga mantenuta.
Dopo queste lezioni attive lo studente è incoraggiato a
improvvisare e scoprire la propria dimensione personale. Dopo la
pratica strutturata di formazione, lo studente può "mettere da parte
il libro" per utilizzare la propria intuizione e creatività in
questa avventura infinita: "la relazione d'aiuto".
Nota: Un approfondimento dei concetti e metodi della Biosistemica
possono essere trovati nei libri ed articoli elencati nella
Bibliografia.
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