CAÀNTO
(C1)
Figlio di Oceano
e di Teti.
Uccise il fratello Ismeno durante una disputa nata per il possesso della sorella
Melia.
Sarebbe diventato così il primo fratricida.
CABIRI
(IS-C1-C2)
Erano i servitori della Grande Madre Cibele. Erano considerati i protettori dei
marinai che li invocavano chiamandoli Megaloi theoi, mentre i romani li
chiamavano Dii magni potentes valentes, sull'isola di Lemno, erano
chiamati Haphaistoi.
CACODÈMONE
(C1)
Era un Genio malefico.
CADMO
(C1)
Figlio del re fenicio Agenore di Sidone e di Telefassa, era fratello di Europa,
la fanciulla rapita da Zeus in forma di toro. Fondò il primo nucleo di Tebe e
sposò Armonia,
dalla quale ebbe le sfortunate figlie Autonoe, Ino, Agave
e Semele
. Verso la fine della loro vita Cadmo e Armonia sparirono misteriosamente da
Tebe lasciando il trono al nipote Penteo.
Si riteneva che Cadmo avesse introdotto in Grecia dalla Fenicia l'alfabeto.
Mentre Cadmo cercava per tutta la Grecia la sorella Europa, rapita da Zeus in
sembianza di toro, l'oracolo di Delfi gli impose di seguire una vacca che
portava su entrambi i fianchi il disegno bianco della luna piena: sul terreno in
cui essa per la prima volta avesse poggiato la testa, là Cadmo avrebbe
edificato la sua città, Cadmea, nucleo della futura Tebe. La bestia lo guidò
passo passo fino a una terra che da allora venne chiamata Beozia, il "paese
della vacca", e quando, sfinita dalla stanchezza, si adagiò sul
fianco poggiando il muso sull'erba, Cadmo capì che l'oracolo si era compiuto e
volle offrire la giovenca in sacrificio ad Atena. Ma per attingere l'acqua
lustrale dovette combattere contro il drago, figlio del dio Ares, che custodiva
la fonte Areia e riuscì a ucciderlo armato non di spada né di lancia, ma
impugnando semplicemente una pietra. Poi seminò i denti del drago e,
immediatamente, dalla terra uscirono uomini armati, gli Sparti ossia gli "Uomini
Seminati", che Cadmo debellò astutamente lanciando loro dei sassi.
Convinti di essere stati colpiti dai loro stessi compagni, gli Sparti
si avventarono l'uno contro l'altro, uccidendosi a vicenda finché solo cinque
di essi rimasero in vita. Cadmo, uomo senza armi, aveva creato il nucleo di un
popolo guerriero famoso in età classica per la sua tecnica militare. Compiuta
la sua opera di fondatore, egli ricevette da Atena il ruolo di re della città
di Tebe e, da Zeus, la sposa Armonia come risarcimento per la perdita di Europa.
CALAI e ZETE
(C1)
Nome di due venti figli di Bòrea
e di Orìzia. Parteciparono alla spedizione degli Argonauti e alla cacciata
delle Arpíe dalla Tracia. I due fratelli furono uccisi da Eracle e poi mutati
dagli dèi in venti. Si dice avessero le spalle coperte da scaglie d'oro, le ali
ai piedi e lunga capigliatura.
CALCÀNTE
(C1)
Calcante, indovino e sacerdote di Apollo che accompagnò il suo
popolo all'assedio di Troia. Predisse che i venti sarebbero stati contrari finché
non si fosse sacrificata Igenia figlia di Agamennone e che la guerra
sarebbe durata 10 anni. La sua profezia infatti si avverò. Dopo la presa di
Troia andò a Colofone, dove secondo la leggenda sarebbe morto per il rammarico
d'esser stato superato da Mopso nell'arte divinatoria. Era consigliere di
Agamennone.
CALIDONE
(C1)
Enèo re di Calidone era solito celebrare dei sacrifici in onore di tutti gli dèi
per ringraziarli della benevolenza e dell'abbondanza dei raccolti, una volta si
scordò di Artemide, la quale risentita si vendicò mandando a Calidone un
terribile cinghiale che distruggeva i campi e assaliva i passanti. Enèo per
finire questo flagello organizzò una battuta di caccia, invitando i più famosi
eroi tra cui Meleagro ed Atalanta. La caccia al cinghiale di Calidone causò
molte vittime. Atalanta riuscì per prima a scoccare una freccia e a colpire
l'animale dietro l'orecchio ed infine Meleagro lo finì.
CALIPSO
(C1)
Figlia di Oceano e di Teti, abitava in una grotta nell'isola di Ogigia.
Trattenne l'eroe per sette anni ed invano gli offerse l'immortalità purché
rimanesse con lei, lo rilasciò dietro comando di Zeus.
CALLÌOPE
(C1)
una delle nove Muse. Presiedeva alla poesia epica e all'elegia. Era
rappresentata giovane e bella, coronata d'alloro e nell'atto di scrivere con lo
stilo su tavolette cerate, oppure di svolgere un rotolo di pergamena. Il nome
significa: dalla bella voce. Figlia di Zeus e di Mnemosine,
dea della memoria.
CALLÌROE
(C1)
Era figlia del dio Achelòo,
e moglie di Alcmeóne. Quando le fu ucciso il marito dai fratelli della
prima moglie, chiese od ottenne dagli dèi che i suoi due figlioletti
divenissero immediatamente adulti per vendicare la morte del padre, come fecero.
Altra Callìroe, era una ragazza di Calidone, della quale si era invaghito Coréso,
sacerdote di Bacco. Siccome ella si rifiutava di amarlo, Coréso pregò Bacco
perché lo vendicasse, il dio allora fece perdere il senno ai Calidonesi.
Interrogato l'Oracolo egli rispose loro che per recuperare il senno dovevano
sacrificare a Bacco Callìroe, o chiunque fosse disposto a morire al posto di
lei, e siccome non ci fu nessuno disposto a prenderne il posto la ragazza fu
portata all'altare, dove Coréso gran sacerdote, vedendola tutta coperta di
fiori, invece di colpire lei, si ficcò il coltello nel petto e morì. Callìroe
mossa a pietà di lui, allora si immolò per placare l'ombra di Coréso.
CALLISTO (C1)
Figlia di Licaone e progenitrice degli Arcadi. Callisto il cui nome significa
bellissima era sempre al seguito della dea Artemide e come alla dea era restia a
parlare d'amore. Zeus che se n'era infatuato fu costretto a ricorrere ad un
travestimento dal duplice scopo: non farsi scoprire dalla gelosissima Era ed
ingannare la dolce Callisto, quindi le si avvicinò nelle vesti di Artemide. La
ragazza non trovò niente di strano che la dea la accarezzasse, ma quando Zeus
passò al sodo era troppo tardi per poter sfuggire. Dopo qualche tempo, le
conseguenze diventarono visibili e Artemide, indignata scacciò la povera
Callisto che si mise a vagare senza meta per i boschi, finché non partorì un
bimbo, Arcade. Era scoperto l'ennesimo tradimento del marito se la prese con
Callisto e la mutò in orsa, lasciandole però la mente umana. Passati degli
anni, Arcade, che, ormai era giovanotto, un giorno mentre era a caccia vede
un'orsa (l'orsa che era sua madre) e mentre stava per ucciderla, Zeus trasformò:
Callisto nella costellazione dell'Orsa Maggiore e Arcade nella costellazione di
Boote.
CALPE
(C1)
antico nome del promontorio roccioso all'estremità SE della Spagna, che
con il monte africano di Abila, che sorge sulla sponda opposta formava le
Colonne d'Ercole. La leggenda dice che i due monti ne facessero uno solo ed
Eracle lo divise per fare comunicare il Mediterraneo con l'Atlantico.
CANÀCE (C1)
Figlia di Èolo ed amante del proprio fratello Macarìo. Ebbe un figlio che
affidò alla nutrice perché lo facesse sparire, ma le grida del bimbo
richiamarono l'attenzione di Èolo che indignato coi figli, fece divorare il
piccolo ai cani e diede un pugnale a Canàce perché si uccidesse con le proprie
mani onde evitargli di macchiarsi di parricidio. Macarìo scappò a Delfi dove
si fece sacerdote di Apollo.
CANÈFORE (C1)
Ad Atene erano le giovani vergini che portavano sulla testa la cesta che
conteneva le offerte propiziatorie, le vesti e gli arredi sacri, nelle feste
religiose.
CÀOS
(C1)
Lo spazio immenso, l'abisso vuoto che secondo le antiche cosmologie
esisteva prima della creazione del mondo e dal quale nacquero gli dèi. Il
concetto del Caos e delle divinità che lo separano è comune in molti
popoli.Questo disordine era in ogni caso una divinità capace di generare e da
essa nacquero inizialmente delle divinità oscure, malevoli, capricciose e chi
più ne ha più ne metta. Ecco la prima lista delle nascite: Il Destino o
Fato dai voleri imperscrutabili chiamato anche col nome
di Ananke era una divinità ora benigna e ora ostile, in ogni modo
divinità potentissima ed inesorabile alla quale tutti gli altri dèi dovevano
sottomettersi e ubbidire. Niente e nessuno poteva cambiare ciò che egli aveva
stabilito. Dal Caos nacquero l'Erebo, una specie di abisso senza fondo
fatto di tenebre; la Notte, buia e misteriosa che dava però riposo e
portava buoni consigli; le Moire, ministre del Destino e figlie
dell'Erebo e della Notte; inoltre la Discordia, la Vecchiaia, la
Morte, il Sonno, il Biasimo, la Pena, Cere,
i Sogni, Nemesi, l'Inganno, la Brama, la Rissa,
il Travaglio, l'Oblio, la Fame e... e non
continuo oltre perché questa lunga lista già mette angoscia ai miei pensieri.
Quindi vedrò di toglierla scrivendo il nome delle buone divinità venute dal
Caos: la Concordia, l'Amore o Eros, il Giorno, Urano
(il cielo) e Gea (la terra). A questo punto, per virtù dell'Amore
le varie divinità iniziarono ad armonizzare ed acquisire delle personalità più
clementi quindi il Caos da miscuglio indescrivibile ed inestricabile incomincia
a delinearsi nell'Universo equindi nell'ordine.
CAPANÈO (C1)
uno dei sette capi che assediarono Tebe. Figlio d'Ipponoo e di Astinome,
marito di Evadne, salì sulle mura di Tebe assediata e giurò temerariamente che
neppure Zeus l'avrebbe fatto retrocedere. Egli si era vantato di espugnare
Tebe anche se l'avessero difesa gli dèi, e sulle mura della città osò
offendere Zeus dicendo che i fulmini del dio gli sembravano i raggi del sole a
mezzogiorno. Zeus, sdegnato, lo fulminò, allora tutto l'esercito assediante si
ritirò disordinatamente. Evadne si fece bruciare viva insieme al cadavere di
Capanèo Dante lo colloca nell'Inferno (canto XIV) rendendolo il simbolo
dell'uomo anarchico che, contro ogni evidenza, vuole vivere e agire
indipendentemente da Dio. Fu uno dei sette condottieri che mossero guerra a Tebe.
CARÌDDI (C1)
figlia di Posidone e di Gea. Mostro rapace, rubò a Eracle una mandria di
buoi e Zeus la punì fulminandola e facendola cadere nel Mediterraneo, di fronte
a Scilla
; qui rimase sotto forma di grande scoglio, pericoloso per i naviganti. Omero
immaginò che questo scoglio inghiottisse tre volte al giorno le onde dello
stretto che separa la Sicilia dalla costa italica, e tre volte le vomitasse. Per
evitare lo scoglio o i vortici di Cariddi, i naviganti dovevano avvicinarsi a
quello di Scilla. Rappresentava i pericoli della navigazione nello stretto
di Messina.
CARIO (C1)
Fondatore della città di Megara.
CARITI
(C1)
divinità greche, figlie di Zeus e di Eurinome, o di Zeus e di Era, chiamate
dagli antichi romani Grazie, poiché riferite a tre personificazioni
della bellezza armoniosa e della grazia femminile, Eufrosine la Gioia,
Aglaia lo Splendore, Talìa la Floridezza; esse seguivano
Afrodite ed erano compagne delle Muse. Nelle illustrazioni, sono rappresentate
allacciate per mano tra di loro, generalmente nude. Gli ateniesi, invece,
veneravano due sole Càriti, Auxo (colei che favorisce la crescita)
ed Egemone (colei che guida). A Sparta ne erano conosciute
solo due: Cleta e Faenna. Non occupato molto spazio nella mitologia e sono
delle astratte personificazioni della bellezza, della gentilezza e
dell'amicizia.
CARONTE
(C1)
figlio di Erebo e della Notte, traghettava le anime dei defunti attraverso l'Acheronte
nel Tartaro. Sulla barca di Caronte potevano salire solo coloro che erano stati
seppelliti e dovevano pagare un obolo moneta alla portata di tutte le tasche. Da
tale leggenda derivò l'usanza degli antichi Greci di porre una moneta nella
bocca dei cadaveri.
CARPO (C1)
Era una delle Ore.
CARRI DEL SOLE E DELLA LUNA (AV)
Il concetto della Luna e del Sole come carri. Gli antichi immaginavano che
questi corpi celesti erano dei carri che volavano nel firmamento. L'idea del
carro del sole e della luna si ritrova nella cosmogonia di molti popoli, quali:
Egizi, indiani d'America, germanici, Indiani, Israeliti, Greci, Romani ecc.
ecc..
CASSANDRA
(C1)
Cassandra, personaggio della leggenda omerica; figlia di Priamo e di Ecuba, ebbe
il dono della profezia da Apollo ma, avendo respito le sue profferte amorose, fu
condannata a non essere mai creduta. Previde i lutti di Troia e la rovina di
tutti i suoi abitanti. Presa prigioniera da Aiace Oileo, fu assegnata ad
Agamennone, il quale la condusse a Micene, dove fu uccisa da Clitemnestra. Il
suo nome designa, per antonomasia, chi prevede sventure..
CASSIOPEA (C1)
Sposa di Cefeo re di Etiopia. Per essersi dichiarata più bella delle Nereidi,
incorse nelle ire di Poseidone, che pretese il sacrificio di sua figlia Andromeda.
Fu poi trasformata in una costellazione.
CASSÒTIDE
(C1)
Fontana di Delfi le cui acque davano virtù profetiche alle sacerdotesse di
Apollo.
CASTALIA
(C1)
Ninfa mutata da Apollo in fonte. Le sue acque avevano la proprietà di ispirare
il genio della poesia a chi ne bevesse, o che ne ascoltasse il mormorio.
CÀSTORE
(C1)
uno dei due Dioscuri,
fratello di Polideuce Polluce, figlio di Zeus e di Leda. Ha
tale nome anche una stella di seconda grandezza, nella costellazione dei
Gemelli.
CÀUMA (C1)
Uno dei centauri. Gli altri erano: Ànico, Arnèo, Càutra, Chirone, Eurìto, Fòlo,
Grinèo, Lìcida, Medòne, Pisènore e Roèto.
CÀURO
(C1)
Era un vento, raffigurato come un vecchio barbuto, malvestito e con in mano un
vaso pieno d'acqua, in atto di versarla. Soffiava da Nord-Ovest.
CEBRÈNO
(C1)
Padre di Astèrope e della ninfa Enòne. Era un dio fluviale della Frigia.
CEBRIONE
(C1)
Uno dei Giganti
che fecero guerra a Zeus.
CÈCROPE
(C1)
Mezzo uomo e mezzo serpente, fu ritenuto il fondatore di Atene. Fu Cècrope ad
introdurre la monogamia e la sepoltura dei morti. Votò a favore di Atena nella
disputa fra la dea e Poseidone per chi avrebbe dato il dono più utile e di
conseguenza il proprio nome alla futura Atene. Atena creò l'ulivo e Poseidone
il cavallo. Vinse Atena. Aveva costruito l'Acropoli, per questo detta anche Cecròpia.
Introdusse il culto di Zeus e di Atena.
CÈCULO (C1)
Figlio di Efesto e di Prenèsta. Da adulto si mise a commere furti e rapine e
col ricavato dei suoi illeciti fondò la città di Prenèste.
CEDALIONE
(C1)
Era il Ciclòpe che si offerse di accompagnare Orione,
quando questi divenne cieco.
CEFALO
(C1)
Figlio di Ermes e di Erse.
Cefalo aveva sposato Procri, i due vissero inizialmente innamoratissimi l'uno
dell'altro. Una mattina mentre Cefalo stava cacciando, lo vide Eos e lo rapì,
volendolo fare suo, ma il giovane innamorato com'era della moglie rifiutò le
offerte amorose della dea. Eos allora insinuò il dubbio nel cuore del giovane,
dicendo che Procri lo avrebbe tradito se fosse offerto un bel regalo e siccome
Cefalo ribatteva, Eos lo mutò in altra persona in modo che Procri non poteva
riconoscerlo, e gli disse di offrire a Procri un diadema d'oro in cambio dei
suoi favori. Visto che Procri accettò, Cefalo sdegnato abbandonò la moglie e
tornò da Eos senza rimorsi. Dalla loro unione nacque Fetonte
che fu adottato da Afrodite. Procri delusa per dimenticare si mise a viaggiare e
un giorno approdò a Creta, dove si concedette a Minosse
che gli regalò una freccia e il cane Lelapo
che non mancavano mai una preda. Erano stati regali di Artemide a Minosse. Dopo
quell'avventura Procri per paura della gelosia di Pasifae,
moglie di Minosse, si rimise in viaggio. Cambiato nome in Pterela e le
sembianze in ragazzo ritornò ad Atene e qui incontrò Cefalo che visti il cane
e la freccia gli piacquero tanto da offrire una grossa quantità di argento in
cambio. Ella, invece, disse che era disposta a separarsi da quei doni in cambio
di una notte d'amore, ovviamente Cefalo non ci pensò due volte, a letto Procri
si fece riconoscere come sua moglie. Così i due si riconciliarono e Cefalo fu
entusiasta dei doni. Artemide vedendo che i suoi doni servivano da richiamo per
amori da piazza. Per vendicarsi insinuò nel cuore di Procri il sospetto che
Cefalo uscendo all'alba non lo facesse per andare a caccia ma per incontrarsi
ancora con la dea Eos. Così una mattina lo seguì, Cefalo udendo dei rumori
venire dai cespugli e credendo si trattasse di selvaggina scagliò la freccia
infallibile che andò a colpire Procri. Condannato all'esilio per l'omicidio
della moglie Cefalo andò a Tebe da re Anfitrione al quale rese vari servigi, il
re lo compensò dandogli l'isola di Cefalonia così chiamata in suo onore. In
preda al rimorso un giorno si gettò in mare da una scogliera.
CEFÈO (C1)
Re di Tegèa, aiutò Eracle nella guerra contro i Lacedèmoni. Fu uno degli
Argonauti, diede la propria figlia Àuge in sposa ad Eracle e fu mutato dagli dèi
in astro.
CEFISO
(C1)
1) Cèfiso o Cefisso, nome di tre fiumi della Grecia Il Cefiso dell'Attica
attraversa la pianura di Atene e sfocia nella Baia del Falero, il Cefiso della
Beozia oggi Mavroneri sorge dal Parnaso e si versa nel Lago
Copaide; anche nel Peloponneso esiste un piccolo corso d'acqua che porta questo
nome.
2) Divinità fluviale a cui gli Olimpi diedero il compito di arbitro nella
contesa tra Era e Poseidone per l'assegnazione della signoria sull'Argolide.
Viene citato anche come padre di Narciso,
generato con Liriope.
CÈICE (C1)
Era il marito di Alcione,
erano tanto felici ed innamorati che osarono paragonarsi a Zeus ed Era. Questo
fatto non era gradito agli Olimpi, che per punirli del sacrilego paragone un
giorno mentre Cèice a bordo di una nave stava andando a consultare l'Oracolo,
gli mandarono contro una furiosa tempesta. Nel naufragio Cèice perse la vita e
il suo spirito apparve ad Alcione che era rimasta a Trachine. Dal dolore Alcione
si buttò a mare, gli dèi impietositi li trasformarono in uccelli.
CELENO (C1)
1) Una delle Arpie che a Salmidesso insozzavano la tavola di Fineo.
Incontrata da Enea alle isole Strofadi, gli predisse difficoltà e dolori.
2) Una delle Pleiadi che si concesse a Poseidone che la rese madre di Lico e di
Nitteo.
CÈLTINA
(C1)
Ninfa amata da Eracle.
CÈLTO
(C1)
Figlio di Eracle e della ninfa Cèltina.
CENÈO (C1)
Fanciulla che venne mutata in uomo invulnerabile da Poseidone. Partecipò alla
guerra fra Centauri e Làpiti alleato a quest'ultimi. I Centauri non riuscendo
ad ucciderlo dato che era invulnerabile lo catturarono e lo seppellirono vivo
sotto una catasta di grossi tronchi. Cenèo venne allora trasformato in uccello.
CENTAURI
(C1)
Erano per metà uomini (dalla cintola in su) e per metà cavalli; abitavano sul
monte Pelio, nella Tessaglia. Famosi Chirone, maestro d'Achille, Folo e Nesso,
personaggi del mito di Eracle. Alle nozze di Piritoo e Ippodamia i centauri
vennero a rissa coi Lapiti che ne fecero strage. I superstiti si rifugiarono sul
Pindo. Numerose nell'arte antica le raffigurazioni di centauri in statue e
bassorilievi. Virgilio mette alcuni centauri all'ingresso dell'Ade. Erano
litigiosi, sensuali, senza limiti nel godimento di donne e bevevano vino a
fiumi. Il loro progenitore fu Issione,
il primo assassino. Issione dopo tanto tempo chiese agli dèi il perdono delle
sue pene, Zeus volle perdonarlo e nella sua magnanimità lo invitò alla mensa
degli dèi. Ma Issione, che era un essere malvagio, osò insidiare Era per farle
delle proposte oscene. Zeus volle metterlo alla prova per vedere fin dove
arrivavano le sue brame, allora diede le forme di Era ad una nuvola (Nefele).
Issione sfogò le sue voglie su quella nuvola che partorì il primo Centauro (era
ancora totalmente umano), che si accoppiò con delle puledre che
partorirono degli esseri metà uomo e metà cavallo. Questi esseri erano
dominati da Chirone che sebbene fosse un Centauro, era mentalmente diverso.
anche la sua origine era diversa.
CENTIMANI
(C1)
Detti anche Ecatonchiri, erano esseri dotati di cinquanta teste e di cinquanta
braccia. Si riteneva fossero tre: Cotto, Briareo e Gige. Figli di Urano e di
Gea, appartenevano alla stessa generazione dei Ciclopi e si schierarono con Zeus
nella lotta contro i Titani.
CÈO
(C1)
Figlio di Elio e Gèa, fece guerra a Zeus assieme ai giganti. Era il padre di
Latonia e d'Asteria. Anche un'isola ha il nome Ceo è la più
occidentale delle isole Cicladi (Mare Egeo). Secondo una tradizione, i vecchi di
Ceo si avvelenavano con la cicuta per lasciar posto ai giovani; ne poetò G.
Pascoli nei I vecchi di Ceo.
CERÀSTI
(C1)
Popolo crudele dell'isola di Cipro che sacrificava gli stranieri agli
dèi. Afrodite per punirli mutò in tori gli uomini e alle donne tolse il senso
del pudore, che si prostituivano pubblicamente. Abitavano la città di Amatunta.
CÈRBERO
(C1)
Era il cane dalle tre teste che custodiva l'Ade. Egli aveva l'incarico di
impedire ai morti di uscire ed ai vivi di entrare. Esiodo lo descrive con
50 teste, ma scrittori posteriori gliene attribuiscono soltanto 2 e, infine, 3,
ed è sempre tricipite nelle figurazioni. Era figlio di Echidna
e Tifone.
Solo tre esseri eccezionali riuscirono ad affrontarlo per entrare negli inferi,
essi furono: Eracle, che lo incatenò per riprendere Alcèsti; Orfèo
che lo addormentò col suono della sua lira, per chiedere a Ade che gli
rendesse la sua dolce Euridice; e infine Enea lo assopì, dandogli da
mangiare una focaccia magica consigliata dalla Sibilla.
CÈRCEIS
(C1)
Una delle Oceanine.
CERCIONE
(C1)
Re di Arcadia, figlio di Poseidone o di Efesto, aveva una forza eccezionale.
Assaliva i viandanti e obbligandoli a lottare, dopo averli sopraffatti piegava
le cime di due pini e legava i malcapitati che venivano così squartati. Tèseo
l'affrontò e gli fece fare la stessa terribile fine.
CÈRCOPI
(C1)
personaggi mitologici, mutati da Zeus in scimmie per le loro ribalderie e
ruberie. Prima della trasformazione erano due fratelli ribaldi e deformi che
Eracle tenne prigionieri presso Efeso ma che poi liberò, tanto lo divertirono i
loro lazzi e le loro facezie.
CERVA DI CERINÈO
(C1)
Cerva che aveva le corna d'oro e i piedi di rame, era velocissima nella corsa,
tanto che nessun cacciatore riusciva a catturarla e fu una delle dodici fatiche
di Eracle.
CHETO
(C1)
Figlia di Ponto
e di Gea,
sposò il proprio fratello, Forchi,
al quale diede le Graie
e le Gorgoni.
CHIMERA
(C1)
Mostro favoloso, figlio di Tifòne
e Echidna.
Aveva la testa di leone, la coda di drago e il ventre di capra. Fu ucciso da Bellerofonte.
Vomitava fuoco e fiamme e col suo alito (molto pesante) seccava tutta la vita
vegetale. Dopo aver devastato per molto tempo la Licia, la Chimera fu uccisa da
Bellerofonte, montato sul cavallo alato Pègaso. Si tratterebbe, secondo alcuni
interpreti, della personificazione di un vulcano della Licia, abitato in alto da
leoni, a mezza costa da capre, alle falde da serpi.
CHIO (C1)
Ninfa figlia di Oceano.
CHÌONE (C1)
Sposa di Apollo e di Ermes in seconde nozze. Dal primo ebbe Filamondo, grande
suonatore di cetra; e dal secondo, Autolico famoso ladro che fu avo materno di
Ulisse. Orgogliosa dei suoi figli Chìone si vantò di essere più feconda e più
bella di Artemide. La dea per punirla della sua vanagloria, con una delle sue
frecce le tagliò la lingua in due. Altra Chìone, fu figlia di Borea e di
Orizia e sposa di Poseidone dal quale ebbe un figlio chiamato Eumòlpo.
CHIRONE
(C1)
Era il più famoso e sapiente dei Centauri, figlio di Crono e di Fillira.
Partecipava spesso alle cacce con Artemide e da essa apprese la conoscenza della
medicina e delle erbe medicinali. Fu maestro di Asclepio, Bacco, Achille, Eracle,
Giasone, Tèseo, Càstore e Polluce, Nèstore, Enèa, Ippolito, Ulisse, Diomede,
e Cefalo. Zeus gli fece dono dell'immortalità. Chirone fra le tante cose,
insegnò agli uomini la pratica della venerazione agli dèi, l'inviolabilità
del giuramento e le leggi. Anche se aveva la forma di Centauro non aveva nulla a
che vedere e a spartire coi figli di Issione, in quanto egli era figlio di Crono
che per avere la dolce Fillira si era mutato in cavallo per eludere la
sorveglianza della gelosa Rea. La causa della morte di Chirone fu Eracle, che
nella foga della guerra mossa ai centauri per errore colpì al ginocchio Chirone
con una freccia avvelenata col sangue dell'Idra,
e siccome il buon centauro era immortale e l'inguaribile ferita lo faceva
soffrire atrocemente, Zeus commosso per sottrarlo ai tormenti del dolore lo mutò
nella costellazione del Sagittario.
CIÀNE (C1)
nella mitologia greca, nome di una ninfa, personificazione di una sorgente
presso Siracusa. Fu associata al mito e al culto di Persefone. Più tardi fu
anche assimilata alla figlia di Cianippo e alla figlia di Liparo, re degli
Ausoni. Quando Ade rapì Persefone, volendo ella aiutarla a sfuggire al dio
degli inferi fu da lui mutata in fonte.
Ciane, piccolo torrente, lungo circa 7 km., affluente dell'Anapo, in provincia
di Siracusa. Famoso per i papiri, che crescono rigogliosamente lungo le sue
rive.
CIANIPPO
(C1)
Era un sacerdote di Bacco a Siracusa, in una cerimonia avendo offeso il dio
cadde in uno stato di ubriachezza tale da violentare la propria figlia Ciàne.
La Sicilia allora fu desolata da una pestilenza provocata da Bacco indignato del
terribile incesto. Interrogato l'Oracolo, rispose che solo se si fosse
sacrificato Cianippo tutto sarebbe cessato. La figlia stessa lo sacrificò poi
agli dèi, per distogliere la pestilenza che essi avevano diffusa nella città
per punire il turpe atto del padre. Subito dopo immolò sull'ara anche se
stessa, col medesimo ferro con cui aveva ucciso il padre.
CIBÈLE (C1-C4)
Al tro nome di Rhea, sposa di Crono e quindi madre di Hestia o Vesta,
Demetra o Cerere, Hera o Giunone, Hades o Plutone, Poseidone o Nettuno,
Zeus o Giove. Personificazione della Madre Terra, protettrice della vegetazione
e della agricoltura.Dea della terra feconda, chiamata la Gran Madre degli dei,
identificata con Rea, probabilmente di origine frigia. Aveva tanti nomi quanti
erano i luoghi nei quali si adorava. Così era detta Pessinunzia, Idea, Dindimea,
Berecinzia, dalle città di Pessinunte e Berecinto e dai monti Ida e Dindime,
tutti nella Frigia. S'innamorò del pastore Attis e lo tramutò in pino. Il
suo culto si diffuse in Grecia e poi a Roma verso la fine del III sec. a.C. I
suoi sacerdoti Coribanti e Galli usavano evirarsi per ricordare il gesto
dell'infedele Attis, che s'era così punito. Veniva raffigurata come una matrona
seduta in trono fra due leoni. A Roma era chiamata Magna Mater Deum Idaea.
CICLADI
(C1)
Ninfe che furono mutate in isole del Mar Egeo, colpevoli di non avere fatto
sacrifici a Poseidone.
CICLOPI
(C1)
Erano i tre giganteschi figli di Urano e Gea. Essi avevano un solo occhio al
centro della fronte. Si chiamavano Bronte il tuono, Stèrope il
fulmine e Arge lo splendore. Essi si rivoltarono contro il padre
Urano, il quale li rinchiuse nel Tartaro. Quando Crono detronizza Urano, su
invito di Gea libera i Ciclopi ma col tempo sentendosi minacciato dalla presenza
di questi giganti, li richiude nuovamente nel Tartaro. Saranno liberati
definitivamente da Zeus, quando parte alla conquista dell'Olimpo, con l'aiuto di
Ade e Poseidone, allora i Ciclopi per sdebitarsi donarono il fulmine a Zeus, a
Ade l'elmo dell'invisibilità e il tridente a Poseidone. Grazie a queste armi
Zeus riesce nel suo intento e apprezzando le arti dei Ciclopi, se li tenne per
essere sempre rifornito di fulmini. Li uccise Apollo per vendicare Asclepio,
saettato da Zeus coi fulmini da essi fabbricati. Omero sembra farli abitare
sulla costa napoletana da Baia al Vesuvio, mentre Virgilio li pone sulla costa
orientale della Sicilia presso l'Etna. Il pastore antropofago Polifemo,
personaggio dell'Odissea, è senz'altro il ciclope più noto.
CILICE
(C1)
Fratello di Euròpa e figlio di Càdmo.
CILLA
(C1)
Sorella di Priamo fu da lui uccisa perché Esaco aveva profetizzato che per la
salvezza di Troia bisognava uccidere assieme al bambino, la donna della casa
reale che avrebbe partorito quel giorno. La sera dello stesso giorno Ecuba mise
al mondo Paride figlio di Priamo.
CILLENE (C1)
1) Il monte più alto del Peloponneso, al confine tra Arcadia e Acaia. Sulla sua
vetta nacque Ermes a cui la montagna era sacra.
2) CILLENE antica città dell'Elide, già conosciuta da Omero, teatro di varie
guerre, più volte distrutta e riedificata, ora scomparsa. Nei pressi si trova
la moderna Glarenza.
CINIRO o CINIRA
(C1)
Sacerdote di Afrodite, dalla quale ebbe una figlia, Mirra che amò
incestuosamente il padre. Altro Ciniro era anche un re di Cipro ed aveva
cinquanta figlie che Zeus mutò in Alcioni.
CINOSURA e ELICE (C1)
Erano le due orse che si occuparono di Zeus quando era ragazzo. Il dio per
gratitudine le mutò nelle costellazioni dell'Orsa Maggiore e Minore.
CINZIO e CINZIA (C1)
Così furono chiamati Apollo
e Artemide
perché nati sul monte Cinto.
CIPARISSO (C1)
Giovane molto caro ad Apollo. Tormentato dal dolore, per avere involontariamente
ucciso un cervo che egli stesso aveva allevato, voleva lasciarsi morire. Apollo,
commosso lo mutò in cipresso.
CIRCE
(C1)
Famosa maga che abitava l'isola Eèa, la sua storia è largamente narrata
nell'Odissea. Ulisse scampato alla tempesta approda nell'isola della maga, i
suoi uomini vanno ad ispezionare l'isola e incontrano la maga che dando loro del
cibo non appena lo mangiano vengono mutati in porci. Uno degli uomini che non
fidandosi non aveva mangiato, corre ad avvisare Ulisse del fatto. Ulisse si arma
e corre contro la maga, per strada incontra Ermes che gli dà un amuleto che lo
protegge dagli incantesimi della megera. Grazie a questo amuleto Ulisse può con
la forza costringere la maga a dare le forme umane ai suoi uomini. Fermatosi un
anno nell'isola Ulisse ebbe da Circe un figlio, Telègono.
Quando l'eroe decise che era il momento di ripartire la maga lo lasciò andare
senza troppe storie, anzi gli diede dei buoni consigli.
CIRENE (C1)
Figlia di Ipseo e della ninfa Clidanope. Disprezzava i lavori tipici delle donne
e per questo diventò un'abile cacciatrice. Un giorno mentre lottava senza armi
contro un leone, la vide il dio Apollo che volle farne la sua amante, con un
cocchio trainato da cigni Apollo portò Cirene in Libia, e là, la fece sua.
Dalla loro unione nacquero Aristeo ed Idmone. Cirene ebbe rapporti anche con
Ares dal quale ebbe Diomede.
CIRNO (C1)
Figlio di Eracle e primo regnante della Corsica.
CITÈRA (C1)
Isola del Peloponneso, sulla spiaggia della quale Afrodite, emerse nuda dalla
spuma del mare.
CITERONE
(C1)
Catena montuosa che divide la Beozia dalla Megaride e dall'Attica, sacra a
Dioniso e alle Muse. Sulle sue pendici trovarono la morte Penteo e Atteone; Zeus
ed Era vi avrebbero consumato il loro matrimonio segreto, anche se altre
tradizioni indichino l'isola di Samo o il monte Ida nella Troade.
CIZICO
(C1)
Re del popolo dei Dolioni che discendevano da Poseidone. Fu ucciso per
errore da Giasone.
CLÀRO (C1)
Isola dell'Egèo, famosa per uno degli Oracoli di Apollo.
CLEOBI e Bitone (C1)
erano i figli di Cidippe, sacerdotessa di Era. famosi per la pietà filiale.
Si aggiogarono al carro per trasportare al tempio la madre. Cidippe pregò
quindi la dea affinchè li premiasse col dono più grande. In risposta, Era
concesse loro di morire in modo indolore, passando insensibilmente dal sonno
alla morte.
CLIMENE
(C1)
1) Figlia di Oceano e Teti, sposa di Giapeto
al quale generò Atlante, Prometeo
e Epimeteo.
2) Una della Nereidi, moglie di Prometeo e madre di Deucalione.
CLIO (C1)
Una delle Muse,
presiedeva alla Storia. Avendo rimproverato Afrodite perché innamorata di Adone,
la dea per vendicarsi la fece innamorare incestuosamente del proprio padre;
dall'unione dei due nacque Giacinto.
CLITENNESTRA
(C1)
Secondo la leggenda nacque assieme a Castore,
Polluce ed Elena,
dall'uovo che Leda
aveva concepito dopo il rapporto con Zeus che si era unito a lei sotto forma di
cigno. Siccome Leda la stessa notte si accoppiò col marito Tindareo,
Clitennestra nacque dal seme di Tindareo. Clitennestra sposò in prime nozze
Tantalo (un omonimo del più famoso per il supplizio), re di Pisa (città del
Peloponneso). Agamennone, gli fece guerra, lo uccise, assieme al figlio e ne
sposò la vedova Clitennestra. Castore e Polluce, suoi fratelli, indignati
mossero contro Micene (città di Agamennone). Ma Agamennone, scaltro com'era si
recò subito da Tindareo che benedì il suo matrimonio e così si salvò dalla
vendetta dei due Dioscuri. Dall'unione dei due nacquero: Elettra, Ifigenia,
Crisotemi e Oreste. Quando Agamennone
ebbe il comando delle truppe per la spedizione contro Troia, alla partenza
mancava il vento. Allora interrogato l'oracolo Calcante, disse che ciò era
dovuto ad uno sgarbo che Agamennone aveva fatto alla dea Artemide e per calmare
la dea egli doveva sacrificare la propria figlia Ifigenia. Agamennone
tergiversava, ma quando i Greci minacciarono di togliergli il comando, acconsentì
al sacrificio anche se poi non fu consumato. Per questo fatto Clitennestra gli
serbò rancore eterno. Egisto
che aveva dei rancori nei confronti di Agamennone, non partecipò alla guerra e
rimanendo a corte insinuò il dubbio nel cuore Clitennestra che già aveva molto
sofferto. Al ritorno dalla spedizione Agamennone, venne dai due ucciso assieme
ai suoi uomini.
CLITO (C1)
Giovane amato da Eos.
CLIZIA (C1)
Figlia di Ocèano e di Teti, fu amata da Apollo. Trascurata dal dio si lasciò
morire di fame. Apollo, commosso la mutò in Girasole.
CLOE (C1)
epiteto di Demetra, in quanto protettrice del verde delle messi.
CLORI (C1)
nome della dea dei fiori, sposa di Zefiro: corrispondente alla dea Flora dei
Latini.
CLÒTO (C1)
Una delle tre Moire.
COCITO
(C1)
Uno dei fiumi infernali, le sue acque erano ingrossate dal pianto dei morti.
Emissario dello Stige, sboccava nell'Acheronte.
COÈFORE (C1)
Così erano chiamate le donne che nei riti funebri distribuivano i cibi.
COIO (C1)
Titano padre di Latona,
e nonno di Apollo e di Artemide. Sua amante fu Tebe.
COLCHIDE (C1)
Regione dell'Asia dove era custodito il Vello
d'oro.
COLONNE
D'ERCOLE
(C1)
Erano i due monti di Àbila e di Càlpe, che Eracle ottenne separando una
montagna per mettere in comunicazione il Mediterraneo con l'Atlantico.
COMÈTO (C1)
Sacerdotessa di Artemide, nota per avere profanato il santuario col suo amante
Melanippo.
CÒMO (C1)
Dio Greco di ogni tipo di piaceri anche quelli licenziosi. Era raffigurato come
giovane massiccio, colorito in volto con i segni marcati degli stravizi, con una
corona di rose e con in mano una fiaccola.
CORE
(C1)
Epiteto che significa la fanciulla con il quale, soprattutto in Attica,
veniva chiamata Persefone.
CORONIDE
(C1)
Principessa arcade amata da Apollo al quale però fu infedele. Il dio fu
avvertito del suo tradimento da un corvo bianco, animale a lui sacro, e volle
punirla facendola uccidere dalle frecce della sorella Artemide. Nell'esalare
l'ultimo respiro, Coronide pregò il dio di salvare il figlio che aveva
concepito da lui e Apollo trasse Asclepio dal ventre della madre consegnandolo
al centauro Chirone perchè lo allevasse. Quanto al corvo, latore dell'infame
notizia, Apollo cambiò da bianco a nero il colore del suo piumaggio.
CORUNÈTE o PERIFÈTE (C1)
Brigante figlio di Efesto che aggrediva tutti quelli che incontrava
uccidendoli a mazzate. Tèseo pose fine ai suoi misfatti.
CÒTTO (C1)
Uno dei Centìmani.
CREÙSA
(C1)
Figlia di Priamo e moglie di Enèa. Nella fuga da Troia in fiamme Enèa smarrì
la moglie Creùsa perciò ritornò indietro a cercarla, ma per strada incontrò
l'ombra della moglie che lo scongiura di continuare in viaggio.
CRINI (C1)
Sacerdote di Apollo, noto perché non sacrificava quasi mai al dio.
CRINISO (C1)
Principe troiano, aiutato da Poseidone e Apollo alla costruzione delle mura
della città. Alla fine dei lavori non volle dare ai due dèi il compenso
pattuito. Allora, Poseidone, irato mandò un mostro contro la città e come
tributo voleva una giovane donna ogni volta che appariva. Ma quando fu il turno
di Crinise, figlia del re, il padre per sottrarla alla atroce fine, la mise in
una barca e la abbandonò alle onde del mare. Quando, dopo avere ucciso il
mostro, andò alla ricerca della figlia, non trovandola pianse tanto che gli dèi
commossi gli fecero dono del potere di potersi mutare in tutto quello che
volesse. Criniso fece largo uso di questo potere per sorprendere le ninfe che
gli piacevano, e per amore della ninfa Egesta, lottò contro il dio fluviale
Achelòo e vintolo sposò la ninfa che gli diede una figlia, Alcèsti.
CRIO
(C1)
Titano che personificava l'ideale della forza e della potenza.
CRISAORE
(C1)
Figlio di Poseidone.
CRÒCO (C1) Amò talmente tanto la ninfa Smilàce,
che gli dèi, commossi mutarono lui in Zafferano, e la ninfa nel verde albero
del Tasso.
CRONO (C1) I latini lo
identificarono con Saturno, era il più giovane dei Titani. Sua sposa fu Rhea,
nota anche col nome di Cibele, dal nome della dea frigia chiamata Madre
degli déi o Grande Madre. Figlio di Urano (il cielo) e di Gea
(la terra). Su istigazione di Gea irata con Urano per aver rinchiuso nel Tartaro
i Titani (altri loro figli), Crono con una falce datagli da Gea evirò Urano e
lo privò del potere. Divenuto il supremo degli dei, Crono sposò Rhea con essa
generò: Ade, Demetra, Era, Estìa, Poseidone e Zeus. << E mano a mano
che ciascuno veniva dal sacro utero alle ginocchia della madre, tutti li
ingoiava il grande Crono, mirando che nessun altro che lui degli illustri
Uranidi avesse tra gli immortali dignità regale>>.(Esiodo,
Teogonia 453). Li divorò tutti tranne Zeus che Rea nascose in una grotta sul
monte Ida nell'isola di Creta, e al suo posto gli diede una pietra avvolta in
delle fasce. Crono ingoiò la pietra senza accorgersi dell'inganno. Quando Zeus
fu cresciuto si fece assumere come coppiere da Crono e su consiglio di Meti
somministrò senape e sale nell'idromele di Crono. La pozione emetica fece
vomitare Crono che rigettò in ordine inverso prima la pietra (Abadir) e poi i
fratelli e le sorelle di Zeus. Quest'ultimi grati della liberazione pregarono
Zeus perché li conducesse nella lotta contro i Titani seguaci di Crono. I
Titani erano guidati da Atlante dato che Crono era troppo vecchio. Crono
sconfitto venne esiliato su una isola occidentale.
CRÒTO (C1) Uno dei figli di Pan e di Eufème,
noto come cacciatore infallibile, fu dalle Muse mutato nella costellazione del
Sagittario. La stessa mutazione viene anche riferita al centauro Chirone.
CUPIDO o EROS (C1) Vedi Amore.
CURÈTI (C1) Erano i giovani che danzavano
e facevano grande rumore battendo le lance contro gli scudi per non fare sentire
i vagiti di Zeus infante, quando Rea lo nascose a Crono perché non lo
divorasse.