Il Letterato Della Seconda Metà Dell' Ottocento...PRODUCE

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LA RAPPRESENTAZIONE DEL VERO  |  IL CANONE DELL' IMPERSONALITÀ  |  TECNICHE ESPRESSIVE E SCELTE LESSICALI

 

IL VERISMO

 

 

Palizzi: Monelli di strada

Movimento letterario sorto in Italia nell'ultimo trentennio del XIX secolo. Il termine "verismo" viene impiegato specificamente per indicare la narrativa orientata verso il modello del naturalismo francese, benché il riferimento, come affermava Luigi Capuana, fosse più al metodo e ai principi del narrare che non alla materia trattata

 

 

 

LA RAPPRESENTAZIONE DEL VERO

 

Il termine aveva avuto corso in Italia, a partire dagli anni Sessanta, per indicare le esperienze narrative degli anni Cinquanta, posteriori ad Alessandro Manzoni, che si collocavano nella prospettiva del realismo, e per rendere immediatamente comprensibile l'intenzione degli scrittori di accostarsi al "vero" cogliendolo nelle forme più evidenti e dirette. Fu il caso della letteratura "campagnola", di cui il maggiore rappresentante fu Ippolito Nievo, e della scapigliatura. Un salto di qualità, nel progetto di offrire una rappresentazione non convenzionale del "vero", si verificò a partire dagli anni Settanta con la ripresa del modello narrativo francese e con la poetica del naturalismo, nutrita dei principi del sociologismo estetico. A questa ripresa si aggiunse una nuova attenzione (dopo la proclamazione dello Stato unitario) per la realtà regionale, soprattutto meridionale, i cui caratteri culturali si erano imposti come estranei e stranianti. Proprio dalla combinazione di questi due interessi (naturalismo e realtà regionale) derivarono i risultati maggiori del verismo italiano, che raggiunse il suo momento più alto negli anni Ottanta con l'opera di Giovanni Verga e di Luigi Capuana.

 

Massimo teorico del verismo, che trattò nei suoi saggi di critica letteraria e sperimentò nelle sue opere narrative, Luigi Capuana propugnò la necessità di dar vita a una nuova forma di romanzo che fosse documento della realtà e ne indagasse gli aspetti con metodo scientifico: egli riteneva che l'uomo dovesse essere analizzato nella sua completezza e la società esplorata nel suo complesso mediante il metodo dell'"impersonalità", senza cioè relazione con il pensiero individuale dell'autore. Le sue teorie letterarie furono da lui trattate nel suo saggio. Per l'arte (1885), considerato il manifesto del verismo, nel quale configurò i principi del romanzo verista: la riduzione della vita italiana a materia d'arte, ritraendola direttamente dal vero, l'abbandono del romanzo storico per il romanzo di costume contemporaneo, l'analisi psicologica dell'elemento umano, temi provinciali e personaggi presi dagli strati umili della società. Tutti elementi fatti propri da Giovanni Verga, che infatti Capuana ammirò e sostenne come l'emblema del verismo italiano.
 

 


Luigi Capuana

 

IL CANONE DELL' IMPERSONALITÀ

 

Questi autori rappresentano un mondo immobile, in cui i personaggi vivono sentimenti elementari e radicali, con pervicacia autodistruttiva entro un contesto di ingiustizie e sofferenze collettive, senza speranza di riscatto e senza capacità di elaborare un progetto di redenzione. Sono scrittori (soprattutto Verga) che raccontano in modo distaccato, senza attivare processi di identificazione tra il lettore e la materia narrata e quindi senza giocare sul transfert narrativo. È questo uno dei modi di applicare il principio dell'impersonalità. Un altro modo di garantire il distacco da parte dall'autore (ma, in prospettiva, anche del lettore) è quello di non proporre il mondo narrato come un modello o come carico di valori, bensì di presentarlo come se si trattasse di un reperto scientifico.


TECNICHE ESPRESSIVE E SCELTE LESSICALI

 

 

L'applicazione del canone dell'impersonalità favorì l'elaborazione di alcune tecniche espressive come il dialogo o il discorso indiretto libero e l'impiego di registri linguistici più bassi fino, in qualche caso , al ricorso al dialetto. Una delle ambizioni di questi narratori era quella di elaborare una lingua adatta a tutta l'Italia borghese.  Teorico del verismo è considerato Luigi Capuana, che è anche uno scrittore interessante: nell'insieme, la sua opera è un vasto interrogativo sul ruolo determinante giocato dai luoghi, dall'epoca e dalle condizioni sociali e professionali sul carattere dell'individuo, secondo il procedimento del romanzo sperimentale francese.