Mi sono resa conto che quando, in attimi di luce, il mio intelletto viene illuminato e portato a "comprendere" certi misteri, è come se afferrasse qualcosa di troppo grosso, che non è alla propria portata. E' tutto chiaro ma solo in quel momento: è una conoscenza profonda, a sprazzi. Ed è come se tutto ciò fosse afferrato e percepito più dall'anima che dall'intelletto...infatti, dopo l'effusione di questa luce, l'intelletto stesso fa fatica a riorganizzare in sé la conoscenza appena appresa. L'esperienza tangibile di quel dato mistero o di quella conoscenza soprannaturale è avvenuta nell'anima e, quindi, ci si può ricordare la sensazione provata, la luce ricevuta, ma non la si può di nuovo sperimentare dentro di sé, se non per ulteriore grazia. Quindi rimane sempre una conoscenza oscura...si sa di averla capita ed appresa nell'essenza dell'anima...questo si sa con certezza, il resto rimane vago...
Come una mamma si china verso il suo bambino, lo prende e si alza tenendolo in braccio, così Dio si è inchinato nell'Incarnazione, abbassandosi al nostro stesso livello, per poi innalzarci con Lui nella Resurrezione! ( P. Enrico)
Esperienza bellissima di Dio dentro di me!
Mistero dell’ Incarnazione?
Oggi
ho capito quanto è grande Dio! Più leggo e più mi accorgo di quanto sarebbe
difficile, per noi creature, esser sante o perfette. Impossibile raggiungere da
noi la perfezione delle virtù. Ed ho pensato che Dio, che ci ha creato, conosce
bene (e chi meglio di Lui?) i nostri limiti ed ha provveduto e provvede a tutto!
Egli ci infonde le virtù, le grazie…basta, man mano che procediamo,
rispondere ai Suoi inviti, alle Sue grazie. Se cresciamo è merito
nostro solo perché accogliamo l’aiuto che ci vien dato da Gesù stesso…e
questa accoglienza da parte nostra invita Gesù a mandarci nuove grazie, più
grandi…c’è “un’infusione” in noi delle virtù: della carità,
dell'umiltà…di
tutto ciò che ci serve nel nostro cammino di fede. Ed è tutto
così armonicamente collegato in un disegno che è perfetto! Più mi avvicino a
Dio e più Lo conosco, anche se in una infinitesima frazione ma già questa
conoscenza, anche se imperfetta, mi fa afferrare l’enorme grandezza, la
bellezza delle perfezioni, degli attributi di Dio…Questo mi rende felice
perché è un qualcosa di cui quest’Essere così perfetto mi rende partecipe e
questa partecipazione di Lui (come imperfetta conoscenza) avviene dentro di
me…è proprio, questo Esser Suo dentro il mio, che me Lo rende così
straordinariamente vicino, concreto, tangibile…non parlo della perfezione di
un Dio lontano, "nei cieli", lontananza che me Lo renderebbe astratto…no.
E’
come se potessi sfiorare la bellezza di quest’Essere perfettissimo, è come se
Egli, essendo dentro me, partecipasse il mio essere del Suo Essere,
partecipasse me dei Suoi attributi e delle Sue meraviglie. E, il fatto stesso di
percepirle, mi dà la felicità immensa di “sentirle mie”. E’ stupendo
sentire Dio dentro di noi. Questo contatto c’è, è concreto…ci fa sentire
il Suo Amore immenso e ci apre lo spirito ad un incontro, per uno scambio
d’amore con Lui. Sentirci così amati, ci porta ad amarLo teneramente,
profondamente…ci sentiamo” liquefare” d’amore in un Oceano d’Amore. E’ l’incontro con lo Spirito Santo, con lo
Spirito d’Amore che feconda l’anima. Non so come esprimerlo, ma posso dire
di aver sentito Dio dentro di me in modo altrettanto tangibile di quanto sentii
dentro me le mie figlie. Come un’incarnazione di Dio in me, come pure in ogni
anima in grazia. Ho pensato alla Vergine Maria…chissà, forse ogni cristiano
può vivere dentro di sé la stessa esperienza fatta dalla Madonna: forse è
questo il mistero dell’Incarnazione? Sentire dentro il Verbo Incarnato e
partorirLo al mondo? PortarLo al di fuori di noi, dopo averLo fatto crescere in
noi? Dobbiamo sentire concretamente in noi questa Incarnazione, per poter
veramente, autenticamente, efficacemente, partorire il Cristo? Per poter donare l’Ostia
che è in noi? Allora ogni anima in grazia è veramente “Tabernacolo”,
“Tempio della SS. Trinità”. Ogni anima in grazia è figlia di Maria perché
può esser come Lei: il Signore Gesù è con lei, è un’anima benedetta, ha
incarnato, in sé, Gesù Cristo, diventa madre di Dio nel senso che partorisce il
Dio che ha dentro di sé e, può intercedere, attraverso il suo donare Cristo, per
i peccatori. Partorire significa dolore: il dolore della testimonianza, del
martirio, della croce, per donare il Cristo. E’ il nostro dolore che ci rende
corredentori…Scopro come questi tre Misteri (Incarnazione, Eucarestia,
Redenzione) sono presenti nell’anima in grazia! Posso imitare
Maria nel suo duplice ruolo di Vergine
e Madre. Solo in un’anima vergine Cristo può incarnarsi, in un’anima pura,
sgombra da altri idoli ed affetti, un’anima che è solo di Dio e che ha
consacrato a Lui la sua verginità, la sua purezza, il suo essere. Dio è dentro
ciascun’ anima, anche dentro l’anima del peccatore incallito. La differenza
è che l’anima, che ha fatto di Dio l’Unico Signore della propria vita, vede
incarnarsi, in sé, il Cristo. Cristo
s’incarna cioè prende reale possesso del suo cuore, delle sue viscere, di tutta
la sua vita considerata nella sua fisicità e spiritualità, delle profondità
dell’essere, creando un connubio, un vincolo come carnale: nelle sue vene
scorre il Sangue di Cristo, nel suo corpo è presente il Corpo di Cristo: i due
sono uniti in “una cosa sola”, in un unico corpo in cui circola, si mescola,
lo stesso sangue, lo stesso nutrimento, in uno scambio reciproco, in un’unione e
donazione reciproca.
Ciò che mi dà la possibilità di sentire Dio dentro di me e di partecipare del suo Essere è la grazia. Senza la grazia santificante forse avrei conosciuto Dio come fuori di me...è con Cristo che è iniziata l'Incarnazione di Dio in una creatura (Maria) e in tutte le creature in grazia. Prima della venuta di Gesù non era ancora discesa la grazia santificante (lo Spirito Santo)...si tendeva a Dio come "fine", solo perché creati da Lui stesso e perché la nostra anima è stata fatta con la tendenza a ritornare a Lui. I giusti, prima di Cristo, erano coloro che assecondavano questa tendenza naturale della loro anima.
Nel progetto divino di creazione dell'essere umano era prevista l'inabitazione in esso della SS. Trinità infatti Dio disse "facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". Secondo me, in Adamo, quest' inabitazione non c'era...come non c'era nei giusti prima della venuta di Cristo, perché lo stesso Spirito Santo è disceso nel mondo e nel profondo dell'uomo dopo la venuta di Cristo...forse per questo con Gesù è giunta "la pienezza dei tempi"? In quanto, il progetto sul mondo e sull'uomo del Dio Trino ed Uno, si era concluso, nel senso che era giunto a compimento? Adamo allora non era ancora "un uomo completo", completo secondo il progetto e l'intenzione di Dio? Quest' incarnazione, o innesto in noi del Cristo, avviene nel Battesimo ma è un'incarnazione latente, è un seme nascosto...quando prendiamo coscienza di ciò che avviene dentro di noi e dell'enorme tesoro nascosto, del mistero di Dio in noi, allora si ha un'incarnazione vera e propria in quanto Gesù cresce dentro noi e noi ci identifichiamo sempre più con Lui.
Mistero dell' Eucaristia e della Redenzione
Se il Sacramento della Penitenza è un immergersi dell'anima nelle acque del Battesimo per uscirne pura e degna di poter salire al Padre... cosa rappresenta il Sacramento dell' Eucaristia? Secondo me è un immergersi della mia anima e, nello stesso tempo, di tutta la Creazione ( io e i fratelli riuniti siamo rappresentanti di tutta l'umanità) nel Sangue di Cristo per essere purificati dal peccato...è un calarmi nel Corpo di Cristo per fondermi con Lui, per essere trasformata e divinizzata in Lui, per poter salire al Padre. La S. Messa è un'abluzione nel Sangue di Cristo...vi entriamo con tutte le nostre imperfezioni, malati e peccatori, per uscirne trasformati e divinizzati, in un'ascesa (in una resurrezione) al Padre...Tutto il nostro fare si riduce a quest'offerta: offerta di noi stessi, della nostra vita, del nostro peccato. In questo immergerci in Lui, Cristo opera, in ciascuno di noi, un innesto, una fusione, oltre che in Lui, anche negli altri...ecco perché nella Santa Messa, attraverso l'Eucarestia, ci troviamo uniti con l'Umanità in uno solo Corpo (unione in Dio e nei fratelli nella carità) e in un vincolo di Sangue (unione in Dio e nei fratelli nella sofferenza redentrice), formando il cosiddetto Corpo Mistico. Grazie al Sangue di Cristo che circola, in questa nostra abluzione, in tutto il Corpo Mistico siamo consanguinei come lo siamo con i nostri familiari più intimi (ed ancor di più!). In tutto ciò rientra il mistero della Redenzione non solo operata da Gesù ma anche da noi: sangue significa croce e croce significa sofferenza. Grazie a questa circolazione del Sangue di Cristo in noi, tra noi c'è uno scambio reciproco: le nostre sofferenze oltre a servire a noi ( sofferenza espiatoria) servono ad altri e quelle di altri a noi, proprio perché, facenti parte, del medesimo Corpo (è la Comunione dei Santi - a questa Comunione dei Santi partecipano anche i defunti? Sono anch'essi uniti a noi nella Santa Messa?). E', quindi, una Redenzione attraverso il Sangue ed una Unione ( Comunione) attraverso il Corpo?
Mentre nel Sacramento del Battesimo e della Penitenza la grazia agisce nell'anima singola...nel Sacramento dell'Eucarestia si ha un duplice effetto: sull'anima singola e sull'umanità (Comunità) intera. Siamo fratelli in Cristo nella misura in cui siamo uniti singolarmente a Lui e...siamo uniti singolarmente a Lui nella misura in cui sappiamo offrire in offerta come pane la nostra vita e come sangue la nostra sofferenza. Noi dobbiamo essere come il pane che si ottiene da un seme che muore per poter dar frutto e come un chicco d'uva che viene spremuto e torchiato per poter dare il vino!
Quando parliamo di "poter tornare al Padre" possiamo intenderlo come resurrezione: immersi in questo Corpo e Sangue, questi operano in noi una purificazione simile a quella del Battesimo (dal peccato alla grazia) e della Penitenza (dal peccato alla grazia santificante) ma qui è come un assurgere dalla morte alla vita, dalla Passione alla Resurrezione e...la Resurrezione è un salire a Dio. Divinizzati portiamo Dio al di fuori di noi, diventiamo come Cristo evangelizzatori, "figliamo" anime...in questo modo immergiamo tutti (tutti coloro che stanno accanto a noi) nella Santa Messa.