Ragioni che impongono misure di difesa e di vitalizzazione

A questo punto ci si potrebbe chiedere se il voler
rimanere legati ad una tradizione i cui motivi fondanti sono da tempo
tramontati non sia altro che una specie di battaglia contro i mulini
a vento . Non sono forse i radicali mutamenti nella struttura sociale,
nella mobilità delle persone, nella disponibilità di nuove
tecniche costruttive che impongono l’abbandono dei vecchi concetti
dell’abitare?
A prima vista sembrerebbe di sì, considerando l’estensione
del fenomeno nello spazio e nel tempo, tuttavia l’argomentazione
merita di essere approfondita per verificare innanzitutto se si tratti
veramente di un caso di ineluttabilità, o se invece si possa
giungere ad una mediazione.
In secondo luogo si tratta di valutare costi e benefici, rispettivamente
della opzione corrente e di quella della riappropriazione, in termini
di standard di vita attuali, degli insediamenti tradizionali.
Tutto considerato, credo che si possa affermare che nella seconda ipotesi
i benefici in termini di qualità della vita siano di gran lunga
superiori ai costi.
Ciò non significa che l’immagine dei vecchi centri si debba
“congelare”, bensì mantenere viva con mutamenti che
tuttavia garantiscano la permanenza della sua identità.

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3 - Persereano (Pavia di Udine) - La scarsa considerazione in cui sono
spesso tenute le vecchie strutture edilizie porta come conseguenza al
deterioramento sia fisico che visivo, riducendosi a supporti per pubblicità
e “graffiti”.

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4 - Carpeneto (Pozzuolo del Friuli) - Da un lato l’aspirazione
a “modernizzare” la casa vi ha introdotto elementi estranei
e conflittuali rispetto all’ambiente costruito circostante (casa
in primo piano), dall’altro la più recente tendenza, in
un certo senso opposta, a rivalutare gli aspetti tradizionali dell’edilizia
rurale, ha prodotto gli eccessi “kitsch” che si vedono nella
casa più lontana.

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5 - S. Maria di Sclaunicco (Lestizza) - L’effetto “frattura”
si evidenzia ancora di più quando si inseriscono nel tessuto
tradizionale edifici di altezza eccedente la media (determinata da due
piani fuori terra e da una soffitta) e provvisti di ingombranti terrazze,
assolutamente estranee alla tipologia locale

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6 - Mereto di Capitolo (S. Maria la Longa) - Quando l’edificio
“modernizzato” si trova in una posizione chiave dello spazio
urbano, l’effetto di disturbo si ingigantisce e ne viene ulteriormente
accentuato dal confronto con l’articolata e armoniosa sequenza
di edifici e recinzioni sul lato sinistro. |