Perché fu ucciso G. Falcone

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Luca Tescaroli
PERCHE' FU UCCISO GIOVANNI FALCONE

Dalla quarta di copertina:

Luca Tescaroli PERCHE' FU UCCISO GIOVANNI FALCONECorredato dalle presentazioni dell'inviato speciale del quotidiano "la Repubblica" Francesco Viviano e da quella dell'inviato speciale de "il manifesto" Guido Ruotolo, il volume mira a delineare il movente della strage di Capaci e della più ampia strategia criminale in cui la stessa si è inserita, correlativamente all'evolversi del contesto politico-istituzionale di quel periodo e ben sintetizza la voluminosa requisitoria scritta del processo di appello, esposta oralmente nelle sue linee essenziali nel corso delle udienze del 26-28 gennaio e del 2 febbraio 2000 dal dott. Luca Tescaroli, che ha sostenuto l'accusa nel corso del giudizio di primo grado e quale rappresentante del Procuratore Generale di Caltanissetta, unitamente alla collega Vincenza Sabatino.

Quando il 23 maggio 1992 sembrò che nell'apocalisse della strage di Capaci dovesse sprofondare per sempre la speranza degli italiani onesti, pochi immaginarono la possibilità di cominciare a fare giustizia in un breve volgere di tempo. Dopo appena otto anni, in un Paese dove le stragi rimangono quasi sempre un mistero, il processo di appello nei confronti dei quaranta responsabili dell'esecrando crimine volge al termine, così dimostrando l'effimera convinzione dell'invincibilità di "Cosa Nostra". 

L'opera consente di individuare la portata e, al contempo, la pericolosità della strategia criminale che detto sodalizio ha concepito anche grazie a complicità occulte in settori deviati e corrotti delle Istituzioni e del mondo politico-economico-finanziario. Un programma destabilizzante, divisato sul finire del 1991 e attuato nel biennio 1992-1993 che ha prodotto un profondo condizionamento della vita democratica del Paese. Le finalità dell'azione terroristico-eversiva erano rappresentate da un progetto di aggressione nei confronti dello Stato, promosso e pianificato dai vertici dell'organizzazione "Cosa Nostra" al fine di incidere sugli assetti di potere esistenti e di creare le premesse per la formazione di nuovi aggregati politici correlativamente all'evolversi della vita istituzionale del Paese, in un intreccio di rapporti tra rappresentanti dello Stato e i vertici di "Cosa Nostra", volto ad individuare nuovi referenti politici capaci di assicurare benefici e di intervenire sulla legislazione vigente di contrasto al crimine organizzato. Obiettivo divisato per la prima volta da "Cosa Nostra", che in passato aveva prescelto strategie selettive nei confronti dei suoi avversari e che si è potuto conoscere in virtù soprattutto dell'insostituibile apporto dei collaboratori di giustizia.

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Luca Tescaroli, nato a Lonigo il 18 marzo 1965, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Caltanissetta, Pubblico Ministero nel processo di Capaci nel corso dei giudizi di I e II grado.

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