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21- Protocolli sul
percorso formativo dell'allievo |
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Parma 02.06.03
il mio nome è Wilmer sono un
infermiere. Lavoro nel reparto di Cardiochirurgia TI, sono interessato
a lavori inerenti il tema:"protocollo sul percorso formativo
dell'allievo". Sarei lieto di ricevere del materiale o consigli sul
modo di reperirlo.
grazie per la cortese attenzione,
Wilmer.
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Ciao Wilmer,
domanda difficile la tua, risposta molto ardua!
Oggi esiste in ragione del
decreto MURST 509/99 ampia autonomia degli atenei riguardo la
didattica mantenendo solo costante il riferimento all'altro
decreto sulla determinazione delle classi di laurea circa i
contenuti del percorso formativo.
In pratica tutto si traduce nel rispetto dei crediti formativi
universitari CFU (1 CFU = 30 ore di impegno studente) di ciascuna
disciplina o corso integrato; il contenuto può variare sensibilmente .
Solitamente queste informazioni sono più particolareggiate nei
regolamenti di corso che ogni ateneo emana (trovi queste informazioni
a
questo link: clickando sulla città sede di università a te più
vicina o comoda) e che di solito sono pubblicati sul web.
Ma forse ti riferisci al ruolo dell'infermiere che affianca gli
studenti negli stage formativi. Forse ciò che ti interessa è sapere
esattamente come si deve comportare un infermiere coscienzioso che
vuole rendere il tirocinio più istruttivo e formante possibile per gli
studenti.
Questi infermieri possono assumere diverse definizioni: guide di
tirocinio, tutor clinici, affiancatori ecc.
Proprio l'estrema varietà di definizioni è sintomo di una differenza,
a volte non solo formale ma molto sostanziale, di approccio tra sede
di tirocinio e sede di tirocinio; a volte anche all'interno della
stessa struttura ospedaliera o territoriale.
Questa materia non è regolamentata con precisione e molta (a volte
troppa) libertà è lasciata alla volontà del singolo infermiere.
Alcune sedi hanno attivato corsi di formazione per tutor clinici i
quali, dopo il corso, affiancheranno e valuteranno lo studente nella
pratica.
Nella mia ASL le guide di tirocinio elaborano, in concerto con i tutor
pedagogici ( gli infermieri che si occupano di formazione) gli
obiettivi dei tirocini, affiancano lo studente e ne fanno una
valutazione intermedia e finale.
Ma questo approccio non è uguale a quello di altre sedi formative per
cui non so bene come risponderti dato che non conosco la tua realtà.
Oppure ancora vuoi materiale bibliografico sull'argomento per tua
cultura personale.
Non sono in grado di fornirti direttamente il materiale ma qualche
indicazione frettolosa posso dartela.
Sull'ultimo numero disponibile di
International Nursing Persectives edito dalla Società
editrice Universo trovi una monografia sul ruolo tutoriale.
Interessante(anche se complicato) il libro di: Binetti P. - Pontalti
S. - Santini D.; il tutorato modelli di esperienze nella
didattica universitaria; Società Editrice Universo Roma 1999.
Altro lo trovi su: Binetti ed altri; la formazione del tutore
clinico: l'esperienza del 3° corso di perfezionamento presso il campus
biomedico; su PROFESSIONI INFERMIERISTICHE n. 2/1999
Sulle modalità per procurarti il materiale leggi il mio articolo su
come di ricerca il materiale su ACNP
Spero di essere stato esaustivo
Marco Piazza
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Ciao Marco,
vorrei tanto approfondire
la conoscenza sui masters, dove come e quando e gli sbocchi per la
dirigenza o per l'insegnamento; insomma tutto
Ciao e grazie
Paolo
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Ciao Paolo,
Sul dove e sul quando ri invito a
rileggere periodicamente la pagina:
"Formazione post-base" del
ns sito infermierionline.
Attualmente è in fase di ristrutturazione
e le notizie riportate sono naturalmente vecchiotte dato che tutti i
corsi (master ed altro) sono attivati e le iscrizioni chiuse. I corsi
dovrebbero riattivarsi verso l'ultimo trimestre del 2003 e il primo
del 2004; i bandi li segnaleremo con link diretti nel prossimo futuro.
Sarà nostra cura tenere queste pagine
aggiornate cercando di inserire e segnalare ogni evento formativo
attivato dalle Università.
Certo qualche master potrà non essere
segnalato se non vi è una pubblicazione dell'evento sul sito degli
atenei, ma siamo sicuri di riuscire a dare un servizio utile e
sufficientemente puntuale circa la formazione post-base.
Naturalmente il possesso della maturità
quinquennale è requisito indispensabile per entrare in Università.
La seconda domanda che mi fai è più
complicata perchè dipende dalle modalità di valorizzazione delle
risorse umane adottata dalla tua ASL.
Qualche indicazione la trovi nella pagina
di "Domande e risposte" dell'area Formazione dato che ho già risposto
a due mail simili alla tua.
La strada per entrare nella dirigenza (ex
caposala tanto per intenderci) non dipende più dal possesso di
percorsi formativi tipo l'AFD ma dal possesso delle capacità
gestionali e di una buona visibilità presso i dirigenti della tua ASL.
Il possesso di un master in management
certamente è un requisito non indispensabile ma importante per ambire
al coordinamento ma, come certamente sai, oggi in situazione di
vacanza contrattuale non siamo in grado di dire che il futuro esigerà
il possesso di questa formazione per accedere al livello DS.
Rispetto alla possibilità di operare nella
formazione si deve essere in possesso di una solida competenza (e dei
titoli idonei) per potere rispondere ai bandi di individuazione delle
docenze da parte dele università.
In definitiva rileggiti il post prima
segnalato e rassegnati a studiare ancora.
Ciao
Marco Piazza
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Ciao,
mi chiamo Lino e sono in possesso del
diploma di infermiere conseguito nel 1993 e della laurea in economia
conseguita nel 2000 presso l'università di salerno.
Poichè sono interessato
all'insegnamento o a funzioni manageriali nel campo infermieristico ti
chiedo informazioni a tal riguardo e in particolare su come possa
"spendere" la laurea conseguita con molti sacrifici.
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Ciao Lino,
intanto complimenti per la tua laurea,
anche se in ritardo, ma soprattutto complimenti per non esserti
fermato e aver continuato a studiare.
Vengo a risponderti cercando di essere
"economico" fornendoti un quadro sintetico della situazione (per come
la vedo io!) che ti trovi a vivere.
Evito certamente di parlare delle
possibilità "altre" che una laurea in economia ti offrirebbe al di
fuori del mondo sanitario, limitandomi a parlarti di quali
prospettive, e come afferrarle, si possono aprire nel SSN.
La contrattualistica vigente all'interno
del comparto sanità ha superato nella forma la vecchia ingessatura
circa la carriera infermieristica che, finalmente (o purtroppo per
alcuni), può realizzarsi anche in assenza di titoli professionali
specifici (AFD).
Tu ora ti trovi collocato nella fascia D
e stante il CCNL decaduto ma non ancora rinnovato, potresti ambire a
ricoprire una fascia DS; questo è vero escludendo la possibilità di
accedere alla carriera dirigenziale per la quale però sono richieste
altre fasi concorsuali che evito di sfiorare.
Ignoro quale indirizzo tu abbia dato alla
tua formazione in campo economico (come non conosco in quale contesto
operi) ma sicuramente nel tuo curriculum formativo possono essere
evidenziati gli esami di tipo gestionale che hai sostenuto e per i
quali l'Università di Salerno certifica il tuo profitto.
Primo consiglio: lavora con attenzione al
tuo "core curriculum" per dare grande evidenza alle tue credenziali.
Queste credenziali ti potrebbero
autorizzare a concorrere (e con molto più merito di altri, se non
altro per la tua appartenenza al mondo infermieristico) alla
formazione universitaria degli infermieri. Questo argomento lo
affronto tra poco.
Anche il coordinamento di U.O. potrebbe
esserti appetibile ma questo dipende dalle modalità utilizzate nella
tua Azienda per valorizzare le professionalità e le competenze degli
infermieri per migliorare gli aspetti gestionali ed economici generali
e particolari del proprio personale.
Mi spiego: se io fossi il tuo direttore
generale ti impiegherei nella direzione assistenziale, nella direzione
di dipartimento, all'interno di qualche modulo strategico del servizio
infermieristico, in staff alla direzione per la gestione di pacchetti
di budget, in un ufficio di audit dei fornitori e degli appalti
affidandoti la responsabilità della parte economica e gestionale.
Se nella tua ASL o AO si utilizzano
modalità di "promozione sul campo" di tipo clientelare non mi sento
autorizzato a invitarti a seguire quella strada perchè contraria a
ogni mio pensiero e principio morale; l'unica strada in questo caso è
quella di acquisire crediti e valore aggiunto divenendo propositivo e
attivo. Elaborare progetti, individuare strade di risparmio, scrivere
e pubblicare lavori e articoli sugli organi di stampa infermieristici
di carattere economico, partecipare in qualità di relatore a convegni
trattando argomenti che ti vedono preparato, essere parte del tuo
collegio IPASVI, dare grande visibilità alle tue conoscenze
declinandole all'interno del nursing andranno a costituire uno sfondo
di competenza che pochi altri infermieri possono vantare.
Questo costruirebbe un'aura importante e
garantirebbe per te in moltissime occasioni che si possono presentare
in futuro.
Saresti una risorsa che difficilmente
potrebbe essere ignorata, a dispetto di "conoscenze" e "piaceri", da
parte dei dirigenti della tua Azienda.
Secondo consiglio: arricchisci il tuo
"core curriculum" di esperienze e titoli in modo da renderti molto
appetibile.
Continua la tua formazione perchè i tuoi
titoli attuali non ti garantiscono in alcun modo la possibilità di
essere valorizzato nel management. Potresti vedere di partecipare ai
corsi universitari diretti a fini speciali (DDSI, DAI, IID ecc.) con i
quali potresti anche ambire alla direzione del Servizio
Infermieristico.
Terzo consiglio: studia ancora!
Per inserirti nella formazione
universitaria hai di fronte due strade:
1) entrare come docente nel corso di
laurea per infermiere
2) entrare come tutor pedagogico nella
formazione
La prima ipotesi ti impone di presentarti
al Polo Formativo della tua Azienda e partecipare alle selezioni per
il personale docente. Contatta il Coordinatore delle attività
formative e professionalizzanti e proponiti con una idea precisa e con
un progetto che valorizzi il rapporto tra infermiere ed economia
sanitaria, prepara un programma (le caratteristiche, la durata e i
contenuti li trovi nel sito della tua università) che veda
l'infermiere come elemento strategico nella gestione sanitaria e nel
governo clinico e, se non ti trovi di fronte ad un automa, potresti
avere delle possibilità.
Devi dimostrare che sei l'elemento giusto
che può sostituirsi al docente universitario di provenienza
esclusivamente medica o economica, garantendo una visione
dell'economia sanitaria più consona e attenta all'infermiere.
La seconda ipotesi richiede lo svolgimento
di processi di mobilità che possono essere diversamente regolamentati
da azienda ad azienda.
Se io fossi il direttore della scuola (per
usare la vecchia definizione) farei carte false per averti nello
staff!. Proponiti al Responsabile del Servizio Formazione (o come
diavolo si chiama da te!) con dignità e passione prospettandogli come
potresti contribuire alla preparazione degli infermieri e non solo e
di come saresti una risorsa importante per il suo servizio.
Quarto consiglio: venditi bene senza
svenderti!
Ma devi decidere se preferisci la carriera
gestionale o formativa; sono due mondi che tendono a parlarsi poco e
male.
Per adesso mi fermi sperando di esserti
stato utile.
Un buon inizio per accrescere il tuo
curriculum potrebbe essere quello di pubblicare qualcosa su un sito
internet. Manda qualche cosa che ritieni possa interessare tutti gli
infermieri e noi te lo pubblicheremo; vedresti quale risposta la
nostra comunità scientifica offre alle tue sollecitazioni.
Non esitare a contattarmi se vuoi
approfondire l'argomento.
Ciao
Marco Piazza
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18- Master e carriera
professionale |
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Vorrei frequentare il master in
psichiatria ma nella mia città, Bologna, per ora è stato attivato solo
quello in geriatria. A cosa dà diritto il conseguimento di un master?
Volendo proseguire la carriera psichiatrica, per così dire, che cosa mi
conviene fare? E' possibile, secondo te, cominciare a lavorare in
dialisi e poi ottenere il trasferimento in una psichiatria, e se sì
quali sarebbero i tempi eventualmente? Inoltre, la caposala presente è
solo una facente funzione, conseguendo il master in psichiatria o la
laure specialistica, potrei ambire a fare la caposala o non verrebbe
comunque considerato essendo una struttura privata? Ti ringrazio per
l'attenzione e spero in una tua risposta, purtroppo non so a chi
chiedere queste cose e finora ho ricevuto risposte abbastanza
incongruenti, anche dal collegio. Grazie, Camilla |
Oggi per accedere alla funzione di
coordinatore non è più necessario il possesso della Abiltazione a
Funzioni Direttive(come stabilito dal CCNL vigente); questo vale sia per
il pubblico che per il privato per cui potresti chiedere di essere
ricevuta dal presidente della tua cooperativa e prospettargli le
alternative che hai davati a te: - licenziarti e andare nel pubblico - concordare un diverso tuo ruolo nell'organizzazione cooperativa assumendo funzioni di coordinamento Il possesso di formazione complementare
(master in management o specializzate in psichiatria) è in grado di
aiutare una progressione di carriera perchè garantisce il tuo possesso
di requisiti e competenze maggiori rispetto a chi possiede la sola
formazione di base, ma non costituisce un obbligo per il tuo datore di
lavoro a valorizzare la tua conoscenza impiegandoti nelle U.O. verso le
quali hai orientato il tuo core curriculum. |
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Ciao! mi chiamo Maria Rita e da circa
due anni ho conseguito il DU in infermiere. Visto che ormai è stato
attivato il corso di laurea, vorrei sapere come posso fare a passare
dal DU alla laurea, e in quali università del centro-sud è possibile
fare questo. Se non dovessi ottenere tale passaggio nel più breve
tempo possibile, a quali vincoli avrò? potrò fare corsi di
specializzazione e master? Che tipo di sbocchi professionali
si potranno avere con la laurea in scienze infermieristiche?
Grazie, distinti saluti
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Ciao Maria Rita,
Tor Vergata è forse l'ateneo che ha
l'atteggiamento più amichevole verso la conversione dei diplomi
(regionale e universitario) in Laurea per infermiere.
Le istruzioni precise sono disponibili
sul sito della Università:
http://www2.uniroma2.it/index.shtml .
Ad oggi la procedura consentiva di
ottenere la laurea iscrivendosi al 1° anno fuori corso in seguito a
presentazione di una domanda la cui modulistica trovi sempre sulla
bacheca della home page.
La commissione universitaria convertiva
i titoli precedenti in crediti formativi universitari (160 se in
possesso di diploma regionale, 169 per i possessori di un diploma
universitario) ed in base a questi attivava una graduatoria per
ricoprire i posti messi a bando.
I possessori di diploma regionale in
pratica dovevano compensare i debiti formativi sostenendo gli esami
delle discipline non frequentate nel corso precedente per
l'equivalenza di 9 CFU corrispondenti ai tre corsi integrati del 2°
semestre del 3° anno accademico(senza obbligo di frequenza) più 2
CFU attenibili con la partecipazione a seminari, ai diplomati
universitari venivano riconosciuti 169 CFU.
Sappiamo tutti che la formazione di base
richiede 180 CFU ma forse non tutti sanno che la presentazione
dell'elaborato è in grado di fornire gli 11 crediti mancanti (9 CFU
per la tesi e 2 come studio individuale).
In questo modo, si ottengono i punti
necessari ad avere il famoso pezzo di carta.
La valutazione finale (in frazione su
base 110) è sensibile dei risultati del diploma precedente
riparametrata. (esempio: se uno aveva col diploma univ. 65/70 [i
primi diplomi avevano questo parametro] si diploma con 102/110.
La parte fastidiosa è che la procedura
richiede l'immatricolazione universitaria e quindi il versamento
delle tasse universitarie per un altro anno anche se le richieste di
Tor Vergata sono tra le più vantaggiose: pensa che alcuni atenei
richiedono una tassa universitaria di 2500 euro!; il vantaggio che
non è richiesto obbligo di frequenza (per i titoli regionali vale lo
stesso principio ma è necessario presentarsi agli appelli per i
quali si è a debito).
Il relatore non deve necessariamente
essere un docente del Corso di laurea come di solito è richiesto
dagli atenei ma un infermiere con diploma diretto a fini speciali
anche formato in altre università (DDSI, DAI, IID ecc.).
Il bando esce solitamente verso la fine
di novembre, inizio di dicembre e ci si laurea l'anno accademico
successivo (in questi giorni finiscono coloro che si sono
immatricolati per l'anno 2001/2002 nel dicembre2002-gennaio 2003) e
la procedura è interamente online e vengono richiesti pochi
documenti.
Per finire: a quanto mi risulta Tor
Vergata è l'università più meridionale che ha attivato il
riconoscimento degli studi pregressi in infermieristica.
In precedenza ho parlato al passato,
anche se non mi aspetto grandi differenze, perchè nulla può essere
considerato definitivo in ambito accademico (se non la morte!!
eheheh).
Per il resto il Diploma regionale,
quello universitario e la laurea sono, da un punto di vista
squisitamente formale, equipollenti per l'esercizio della
professione e per l'accesso ai master e ai corsi di perfezionamento.
In concreto gli atenei potrebbero
considerare "preferibile" favorire l'accesso a master e corsi a
coloro che sono in possesso di una formazioni universitaria
riconoscendo un debito formativo a quelli che non la possiedono,
obbligandoli a percorsi formativi più lunghi con l'obbligo di
frequentare corsi integrativi.
Dal punto di vista professionale non
esiste differenza formale o sostanziale tra i diversi tipi di
formazione e tutti i titoli garantiscono l'abilitazione
professionale all'esercizio autonomo o di dipendenza sia pubblica
che privata, nelle strutture o nel territorio.
Il possesso di master non garantisce
attualmente nessun beneficio economico riconosciuto dal CCNL ma
fornisce punteggi per ambire, in caso di mobilità interna alle
Azienda, ad operare nell'area specialistica della quale si è
frequentato il corso specialistico.
Marco Piazza
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16- Crediti
ECM in professionisti che operano come soci di cooperative e debito ECM per
l'anno 2002. |
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Ciao, sono un'infermiera diplomata nel 1996, presto servizio presso un'azienda alimentare, all'interno del servizio sanitario aziendale. Purtroppo non sono assunta direttamente dall'azienda, ma lavoro come socia lavoratrice di una cooperativa. Vorrei sapere, per quanto riguarda i crediti ECM, se i vari corsi devo pagarli io e utilizzare le mie ferie per poterli seguire, oppure è la cooperativa che ci deve pensare? Inoltre nell'anno 2002 non ho raccolto nessun credito, se io quest'anno ne raccolgo 30 o 40 sarei a posto anche per il 2002? Grazie 1000! Daniela |
Ciao Daniela, oltre a quello che ti scrivo ti invito a leggere le Domande e Risposte della sezione formazione. Premetto che per il momento non sono ancora previste sanzioni per
coloro che, tra le professioni sanitarie, possono mantenere elevato il
proprio livello di competenza professionale attraverso l'ECM; forse col
prossimo contratto pubblico sarà inserito qualcosa ma della
contrattazione privata non sono informato si debba muovere nulla. Nulla
però è detto visto che, a parte una
bozza, la contrattazione pubblica, e quindi anche quella privata,
sembrano
procedere a velocità da lumaca. |
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15- Master e corsi di perfezionamento nella Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino, Piemonte, Toscana , Friuli Venezia Giulia |
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Chiedo informazioni su quali master e
corsi di perfezionamento sono attivati in italia in particolare veneto
lombardia emilia romagna trentino piemonte, toscana , friuli . o corsi
su tematiche di tipo geriatrico,di management infermieristico. grazie
Marta |
Cara Marta,
in due righe mi chiedi di parlarti
dell'universo!
Per fortuna che gran parte del lavoro è
già fatto e lo trovi all'URL:
http://digilander.libero.it/aiol/mondo_universita.htm del nostro
sito.
E' la pagina che riporta i collegamenti
alle pagine degli atenei che hanno attivato master per infermieri o
altre figure sanitarie.
Attualmente sembra possa esserci un po' di
polvere ma solamente perchè fino a luglio non partirà null'altro che
non sia già partito.
Controlla periodicamente il nostro sito e
nel momento in cui comincieranno ad apparire nuovi bandi per l'anno
accademico 2003/2004 lo aggiorneremo.
Ciao
Marco Piazza
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14- Riconoscimento
delle funzioni di Coordinatore - Art.10 del
CCNL comparto sanità 2000/2001 |
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Caro collega se puoi gentilmente
rispondere al quesito inoltrato alla Direzione della mia Azienda, che
riporto di seguito e di cui sono personalmente interessato. Ciao
grazie
Al sig. Direttore Generale A.O.R.N. Al sig.Direttore Amministrativo Al sig.Direttore Sanitario Sede e.p.c. Al Direttore UOSC FKT. e.p.c. Al Dirigente Responsabile Sviluppo Organizzativo e Risorse Umane Il sottoscritto R R, dipendente di quest’Azienda con la qualifica di C.P.S. comunica alle S.L.che gli vennero affidate l’espletamento di funzioni di effettivo Coordinamento come risulta dalla documentazione dell’attività svolta dal sottoscritto nella UOSC FKT dal Giugno 2001 a tutt’oggi. Esse furono richieste dal sig. Primario Prof. X a codesta Direzione Sanitaria perché si era reso vacante il posto di coordinatore per il passaggio ad altro incarico dell’allora caposala sig. X. Le funzioni vennero riconfermate con una ulteriore richiesta del 16 01 2002 prot.X. Inoltre il sottoscritto porta a conoscenza che è stato dichiarato idoneo alla selezione interne di coordinatore e collocato in posizione utile in graduatoria. Nella missiva del 16 01 2002 si portava a conoscenza della Direzione Sanitaria che il compito svolto dal sottoscritto nel reparto e nelle attività del servizio veniva valutato positivamente avendo dimostrato ampiamente capacità organizzative e l’autonomia professionale adatte al nuovo compito.Poiché il secondo biennio economico 2000/2001 riconosce l’espletamento di funzioni di effettivo coordinamento a coloro che al 31 Agosto 2001 svolgevano funzioni di coordinamento, si chiede che sia confermato quanto sopra considerata l’attività di Coordinatore svolta,di fatto.Venuto a conoscenza che è stato destinata in data 16 04 03 un’unità con funzioni di coordinamento si chiede di confermare al sottoscritto le funzioni che, di fatto, ha svolto praticamente negli ultimi 2 anni. IL sottoscritto in ogni modo è in condizione di poter dimostrare inequivocabilmente che, di fatto, ha espletato nella sua interezza le funzioni di coordinatore.Si resta nell’attesa di delucidazioni e di comunicazioni in merito.Si fa presente che tale comunicazione è inoltrata alle S.L. ai sensi della L.241/90. Nell’attesa vogliate gradire distinti saluti. C.P.S. R R Napoli 18 04 2003 |
L'articolo 10 del CCNL comparto
sanità 2000/2001 è senza dubbio quello di riferimento per tentare di
dare una risposta al tuo quesito. Al comma 7 si recita quanto
segue:"In prima applicazione del presente contratto, al fine di
evitare duplicazioni di benefici, l'incarico di coordinamento è
affidato di norma al personale già appartenente alla cat. D alla data
del presente contratto (31 Agosto 2001). E' rimessa alla valutazione
aziendale, in base alla propria situazione organizzativa, la
possibilità di applicare il comma 1 (specifica indennità per coloro
cui sia affidata la funzione di coordinamento) anche al personale
proveniente dalla cat. C cui sia riconosciuto l'espletamento di
funzioni di effettivo coordinamento ai sensi dell'art. 8 comma 4 e 5.
Dunque, se tu risultavi già
ufficialmente inquadrato in cat. D - previo superamento di una
selezione - prima del 31 Agosto 2001, non ci sono dubbi che ti spetti
il riconoscimento della funzione di coordinamento con la relativa
indennità. Diversamente, invece, tutto verrebbe demandato alla
discrezionalità aziendale, anche qualora il coordinamento sia stato
svolto su precisa "delega scritta" o, bensì, con lettera firmata dal
Primario della struttura.
Valter Fascio
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13- Corsi di
perfezionamento e Associazioni per infermieri di Sala Gessi |
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Vorrei avere informazioni
riguardanti l'esistenza di associazioni di gessisti (non di tecnici di
ortopedia) in Italia, e se sono stati attivati corsi di perfezionamento
in materia. Ringrazio per la collaborazione Sauro (infermieri di sala gessi osp. S.Maria alla Gruccia ASL8 Arezzo) |
Ciao Sauro, ho fatto anche una ricerca per i corsi di
perfezionamento ma al momento non mi risulta nulla. Probabilmente si riattiveranno diversi master nel periodo ottobre - dicembre 2003; adesso le università sono ferme. Controlla periodicamente la nostra pagina dell'area formazione/master. Cercherò di tenerla aggioranta in modo da fornire a tutti i colleghi una finestra informativa per permettere una progressione formativa e professionalizzante che favorisca la "presa del potere(del sapere)" da parte degli infermieri. Ciao Marco |
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12- Master
in management per il coordinamento Reggio Calabria o Messina -
Infermiere ambulatoriale: è indispensabile? |
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Sono Diplomata Infermiera
Professionale e presto servizio presso l'Ufficio Sanitario INPS di
Reggio Cal., vorrei sapere se ci sono possibilità che si facciano master
in management per il Coordinamento nei pressi della mia città (Reggio
Cal.) o anche a Messina. Inoltre vorrei porVi un altro quesito: presto servizio presso una Pubblica Amministrazione che tra le molteplici attività si occupa anche di riconoscere il diritto ad un assegno di invalidità ad alcune categorie di soggetti. Per tale ragione all’interno di tale struttura sono previste delle Aree Medico Legali con ambulatori medici e polispecialistici per l’effettuazione di alcuni esami come elettrocardiogrammi e prove di funzionalità respiratoria e le visite per il riconoscimento dello stato di invalidità. La necessità di rivolgerLe i quesiti di cui sopra è sorta dalle conflittuali affermazioni che i Dirigenti Medici nonché i Direttori della stessa Amministrazione avrebbero fatto riguardo una Tecnica di Laboratorio proveniente da mobilità interenti. Con la venuta della suddetta infatti, non viene più richiesta la presenza degli Infermieri Professionali negli ambulatori del centro dove la stessa presta servizio, in quanto secondo l’Amministrazione per un concetto di economicità efficienza ed efficacia non conviene l’invio di un Collaboratore Sanitario Infermiere Professionale presso tale centro dislocato in altra località, ma si può avvalere della presenza del Collaboratore Sanitario, anche se solo Tecnico di laboratorio, inquadrato come profilo sanitario. A questo punto mi chiedo se è cosi facilmente sopprimibile la figura dell’Infermiere Professionale negli ambulatori e se nei confronti dell’Amministrazione ci si può avvalere di un riferimento legislativo che regola la presenza di tale figura negli ambulatori o la messa in discussione della presenza di altra figura come il Tecnico di Laboratorio. Sperando di essere stata chiara e ringraziando anticipatamente per l’attenzione, invio cordiali saluti.
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Le mando una risposta rapida in
riscontro alla sua e-mail. Altra documentazione la può ricercare sul
nostro sito nell'Area Formazione dove è presente la mappa degli Atenei
raggiungibili cliccando sui links delle città. Al momento non ci
risulta che siano già stati attivati corsi Master in Management
infermieristico presso l'Università di Reggio Calabria o di Messina.
Noi riteniamo che la regione
Sicilia non potrà restare a lungo senza l'attivazione di questo canale
formativo ..., quindi occorre pazientare e navigare sui siti degli
Atenei per cogliere i prossimi aggiornamenti. Ulteriori informazioni
in merito al suddetto Master, possono essere richieste al collega S.
Lo Faro, referente del CNC (coordinamento nazionale caposala) Sicilia,
all'indirizzo e-mail:
cncsicil@telmedia.it
Venendo invece al secondo quesito,
la tua richiesta d' informazioni
in merito ai riferimenti legislativi o disposizioni particolari che
definiscono, non solo le competenze peculiari, ma l'imprescindibilità
stessa della "presenza" dell'infermiere nelle strutture organizzative
ambulatoriali degli Enti Statali o Parastatali, non è, purtroppo, per
me di facile riscontro, occupandomi prevalentemente di coordinamento
infermieristico. Non credo, comunque, che al di fuori dei tre "atti
regolatori" ufficiali della professione infermieristica possa esservi
molto altro in materia.
Per altro, ho impostato
ugualmente una ricerca con alcuni motori, trovando il profilo del
"Tecnico di laboratorio biomedico" (D.M. 745/94), i regolamenti
didattici del D.U., ed anche, nello specifico, l'art. 3, comma 1 della
Legge 251/2000 (che ti consiglio di leggere). Quest'ultimo disposto,
in particolare, recita che: "... gli operatori delle professioni
sanitarie dell' Area tecnico-diagnostica svolgono con autonomia
professionale le procedure tecniche necessarie all'esecuzione di
metodiche diagnostiche su materiali biologici o sulla persona,
ovvero, attività tecnico-assistenziali, in attuazione
di quanto previsto dai relativi profili (...)". Nel regolamento
didattico del corso, si fa anche specifico riferimento ad
"attività svolte seguendo protocolli stabiliti dal Dirigente
Responsabile del servizio (...)".
Proprio qui, forse, potrebbe già
esserci la risposta che tu cerchi...
La figura dell'infermiere,
oggigiorno, deve sempre più confrontarsi in un clima di
"collaborazione" con altre figure professionali, anche di nuovi
profili emergenti, in modo particolare dell'area tecnico-sanitaria: in
effetti, se si hanno le competenze e le capacità, molte attività
potrebbero essere svolte da altre figure professionali. La sfida, e la
contraddizione - mi rendo conto - che può sul momento creare grossi
problemi, sta tutta qui.
In ogni caso, qualora tu ne
ravvisassi gli estremi, ti consiglio di contattare con fiducia
il Collegio di appartenenza, per avere un ulteriore parere
professionale.
Ringraziandoti per averci
contattato nell'occasione ci è gradito porgerti cordiali saluti.
Valter Fascio
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Caro Marco
Grazie
anticipatamente |
Ciao Roberto, Per la precisione tu stai frequentando il corso di laurea in Medicina e Chirurgia che non è ancora quello di "specialistica ". Quello ti aspetta dopo i sei anni di corso (obbligatoriamente altrimenti niente concorsi).Riguardo alla necessità di reperire i crediti ECM: - gli esami universitari non costituiscono credito alcuno ai fini dell'ECM - per il
periodo di durata del corso universitario sei esentato dal E per finire i
master. Nella sezione: "Formazione / Dal mondo dell'università - non
solo master" trovi le principali offerte ancora attive (alcune scadono
tra pochè settimane) anche se la maggior parte sono già attivati e
quindi ad |
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10 - Cosa mi
serve per partecipare ai Master Universitari? |
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Sono un'infermiera in possesso del diploma professionale conseguito nel 1996; posso io partecipare ai master universitari? grazie michela |
Gentilissima Michela, i requisiti imprescindibili per l'accesso ai corsi Master sono previsti dalla L. n° 1/01: possesso della Maturità quinquennale; diploma di infermiere (o titolo equiparato). Alcuni Atenei richiedono anche l' esperienza professionale documentata di tre o cinque anni (a seconda dei corsi). Ringraziando te per averci scritto, mi è gradito porgerti cordiali saluti. Valter Fascio
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9- Iscrizione contemporanea al corso di Laurea base e al Master: è
possibile? |
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Sono un infermiere Professionale in possesso del vecchio diploma regionale mi sono iscritto all'università a dicembre 2002 per il recupero dei crediti al fine di conseguire la lauera di 1° livello e probabilmente conseguirò il titolo da gennaio a febbraio 2004. Ieri ho deciso di iscrivermi ad un master ma un amico mi diceva che non è possibile iscriversi a due cose contemporaneamente. Questa norma è valida per i corsi di laurea il mio e un recupero . In effetti per la legge io sono gia in possesso del titolo equiparato a laurea di 1° livello. Mi potresti aiutare? Grazie
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Ciao Itam,
non so a che università ti
riferisci ma sostanzialmente è vero che non è possibile l'iscrizione a
più di un Ateneo contemporaneamente.
A quanto mi risulta nessuna
università si sottrae a questa regola. E' meglio cercare informazioni
dettagliate nel regolamento di istituto che certamente sono online
presso il sito della tua università.
Quindi devi scegliere
tra conversione in laurea del titolo regionale o il master; è
possibile che, scegliendo il master, tu perda i diritti acquisiti col
versamento delle tasse di immatricolazione (oltre alle tasse stesse).
L'ultima parola in tema di
deroghe all'iscrizione spetta al rettore della prima università alla
quale ti sei immatricolato. Puoi porre il quesito a lui.
Se opti per il master devi
comunque fare domanda al rettore per passare ad altro corso/Ateneo (le
modalità le trovi presso il sito internet della tua Università o
presso la segreteria studenti).
Se il master si svolge
all'interno dello stesso ateneo è possibile che le tasse di
immatricolazione siano valide per il nuovo percorso formativo e non ci
sia perdita di danato; se il master è organizzato presso altro ateneo
puoi far ciao con la manina ai tuoi soldi.
Fin qui gli aspetti tecnici, mi
chiedi anche un aiuto (immagino a prendere una decisione tra le due
possibilità).
Il titolo abilitante già lo
possiedi quindi formalmente sei a posto; la legge 1/2002 riconosce il
tuo diritto all'accesso alla laurea specialistica. Il convertire il
titolo servirebbe solo ad essere meglio valutato nella selezione per
l'accesso ai due anni specializzanti (che peraltro devono ancora
partire; ad oggi non mi risulta che nessuna università abbia attivato
questi corsi, se ne parlerà probabilmente per l'anno accademico
2003/2004).
Allo stesso modo un master
riconosce un minimo di 60 CFU ed arricchiscono la tua carriera
accademica di titoli che possono essere spesi:
- nella tua carriera
professionale consentendoti di ambire a posti di lavoro coerenti al
tuo percorso formativo;
- all'interno del mondo
universitario costituendo crediti per il futuro percorso formativo con
la possibilità di non dover sostenere esami di profitto in discipline
già frequentate;
- aumentando il tuo punteggio
per l'accesso alle selezioni dei corsi a numero chiuso che potresti
scegliere in futuro.
E' utile fare una riflessione
sul tuo futuro professionale e su cosa vuoi fare da grande; il
concetto di "Core Curriculum" lo devi tenere fortemente presente
scegliendo eventi formativi che indirizzino tutta la tua carriera
professionale su di un binario da te scelto.
Se vuoi "specializzarti" in una
determinata area clinica ogni scelta formativa che fai deve essere
coerente e frequentare master in una delle cinque aree individuate dal
DM 739/94 (profilo).
Se opti per il managemet è più
utile pensare ad un master specifico.
Se pensi alla docenza è più
utile mantenere la tua iscrizione per la conversione in laurea e
tentare di frequentare la laurea specialistica appena esce.
Ultima cosa: fonda la tua
scelta anche rispetto ai tempi di inizio e fine degli eventi; mi
spiego se la conversione finisce a febbraio 2004 non potrai iscriverti
ad altro corso fino a luglio dello stesso anno (quindi in tempo per
immatricolarti all'A.A. 2004/2005); se il master finisce in un altro
periodo considera sempre che fino al termine del corso non potrai
scegliere altro percorso.
Spero di esserti stato utile e
spero di leggerti nella nostra bacheca e durante le chat a tema del
giovedì sera.
Ciao
Marco Piazza
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8-
Master in Coordinamento - Università di Genova |
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| Sarei interessata ad avere qualche notizia sull'attivazione dei corsi per il Master in coordinamento presso l' Università di Genova. In attesa di un Vostro riscontro, porgo Distinti Saluti. Palmira |
Le mando una risposta rapida. il Corso
Master in coordinamento a Genova al momento, non risulta essere
attivato. Altre
informazioni le può trovare nel sito, Area formazione, cliccando
nell'apposita cartina su "Università di Genova".
Le consiglio di seguire, con perseveranza,
gli aggiornamenti nei relativi siti.
Di certo, sarà mio personale impegno
informarvi, anche per il futuro, tramite quello di infermierionline.
Cordiali saluti.
Valter Fascio
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7-
Funzioni
di coordinamento: reali incarichi e reale possesso dei titoli di studio
(master o AFD) |
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Da un mese mi hanno attribuito incarico di coordinamento di cui all'art.10 vigente CCNL la funzione potrà essere confermata a seguito di positiva valutazione dei risultati ottenuti e può essere revocata, con atto scritto e motivato,in relazione ad intervenuti mutamenti organizzativi o in conseguenza di specifico accertamento di risultati negativi ovvero per inosservanza di direttive dell'Amminstrazione e di leggi.Quali previsioni ci sono per quelle persone come me che occupano l'incarico di coordinamento nel prossimo contratto,senza il certificato alle funzioni direttive "caposala" oppure senza il master per le funzioni di coordinamento ai sensi dell'art. 3 comma 8 del D.M. n. 509/99? Sicuro di un vostro favorevole riscontro,colgo l'occasione per porgerVi distinti saluti. Giovanni |
Caro collega, innanzitutto benvenuto sul nostro sito. Cerco di rispondere in breve alla tua domanda. Ho appena visionato, tramite internet - la nuova piattaforma contrattuale e, salvo cambiamenti, non sembrano esserci novità di rilievo in merito alle "funzioni di coordinamento" infermieristico. Ma questo non vuole dire nulla. Le tue preoccupazioni sono legittime. Ottenuta la "sanatoria" con il precedente contratto, ora è ipotizzabile che il sindacato e la Federazione ripropongano che l'accesso alle funzioni di coordinamento avvenga previo possesso di un titolo di studio (master o afd). Altrimenti, ci chiediamo, che senso avrebbe l'avvio dei corsi Master in management infermieristico negli Atenei, senza la corrispettiva richiesta del possesso del titolo specifico nelle ammissioni alle selezioni interne presso le ASL. Sarebbe una palese contraddizione ... Inoltre, ha iniziato l'iter parlamentare il disegno di legge n° 1645 "Istituzione della funzione di coordinamento". L'art. 3 prevede il Master in management per le funzioni di coordinamento nell'infermieristica rilasciato dall'Università ..., esperienza triennale nel profilo ..., il certificato AFD come titolo equipollente Questa volta il ministro sembra convinto, ma non si possono fare previsioni ... Ti consiglio comunque di iscriverti al master, se ti è possibile, poichè non si può escludere a priori che, qualora il titolo ritorni obbligatorio, gli attuali incarichi decadano a norma di legge. Cordiali saluti. Valter Fascio di InfermieriOnline |
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6- Equiparazione dei diplomi stranieri - Quali percorsi, quali iter
seguire. |
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Spett.li "Infermierionline.it",
Io sottoscritta, Maria das G de J A, brasiliana, sto
progettando
lavorare in Italia e vorrei ricevere le informazioni sul il processo de
riconoscimento professionale per stranieri, nella profissione d'infermiera.
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Gentile signora Maria das G de J A, cercherò di darle una risposta il più possibile esaustiva, anche in riferimento a informazioni pervenutami da colleghi più informati.
La prima cosa che Lei dovrebbe fare è presentare istanza al ministero della
salute (di cui al sito
http://www.ministerosalute.it/ potrà trovare ulteriori
informazioni), il quale le dirà quali documenti presentare.
Se può esserLe utile le invio anche
la delibera
regionale della Lombardia sulle procedure di riconoscimento dei
titoli abilitanti nell'area sanitaria conseguiti all'estero.
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5- Sulla obbligatorietà dei crediti formativi ECM - Masters e Corsi di
Specializzazione |
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Sono un'infermiera da poco diplomata, vorrei avere maggiore chiarezza sui crediti formativi,e a quale problema si va incontro se non vengono raggiunti tot crediti. Inoltre vorrei maggiore chiarezza sui master e sui corsi di specializzazione.
Grazie M.R.
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Cara M.R.,
la formazione ECM è figlia del D.Lgs 299/99 e del DM 5 luglio 2000 del
Ministero della Salute (all'epoca Sanità), su questo non mi dilungo ma ti
suggerisco il sito nel quale trovare tutto il materiale direttamente dalla
fonte: http://ecm.sanita.it/
- CFU
60
- dottorato di ricerca (2 anni) ancora da attivare |
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4-
Master in Igiene e
Sterilizzazione |
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Salve, sono un allievo infermiere al secondo anno e mi piacerebbe sapere se esiste la possibilità di un master in Igiene e Sterilizzazione. Se sì, quali le facoltà e i requisiti d'accesso? Grazie Luca
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Ciao Luca, intanto augurissimi per il tuo percorso formativo e un caldo benvenuto tra noi prossimamente. Quello che mi chiedi non mi risulta sia previsto dalla vigente normativa o che sia stato ancora attivato ma credo che, nell'ambito dell'autonomia didattica che ogni ateneo ha, sia possibile che per la data della tua Laurea possa essere possibile tutto. Ma i master (intesi come formazione complementare), per essere riconosciuti come tali, richiedono 1500 ore di corso e 60 CFU; non credo ci sia abbastanza materia per organizzarne uno in questo settore. E' più facile trovare dei moduli inseriti all'interno del Master per Infermiere di Salute Pubblica o corsi di aggiornamento accreditati ECM che trattino l'argomento. In passato esisteva un corso per Infermiere epidemiologo (da associare alle direzioni sanitarie per il monitoraggio batteriologico delle attività di nursing nelle unità operative ecc.) ma credo che attualmente siano stati soppressi. Se verranno attivati i master per infermiere di salute pubblica dovresti trovare in questi corsi la risposta a quello che credo voglia essere la tua area professionale.
Torna a leggerci, cercheremo di tenere aggiornata una pagina che indichi le università dove è possibile iscriversi a questi master ciao da Marco di Infermierionline
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3-
Laurea
triennale e corsi per OSS - Realtà di Torino |
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Gradirei avere informazioni su i corsi x infermieri e aiuto tenuti a Torino. Grazie M. M. |
Ciao, il link per collegarti alla pagina informativa dell'Università Statale di Torino è: http://testunito.rettorato.unito.it/immatricolazioni/Facolta/ obiettivi/cdl_trien_med_chir.htm#prof_inf il corso di laurea è triennale e dovrebbe attivarsi per l'anno accademico 2003/2004 verso l'inizio di ottobre; alla fine di luglio dovrebbero uscire i bandi per immatricolarsi. La prova di selezione obbligatoria prevede un quiz su: cultura generale, biologia, logica ecc. Sulla disponibilità di posti per infermiere non dirti ora ma non ci dovrebbero essere problemi.
Per la formazione come Operatore Socio Sanitario (OSS) devi rivolgerti all'URP della tua ASL in quanto non si tratta di formazione universitaria ma professionale di concerto tra ASL e Centri di Formazione Professionale. In questo caso si tratta di un corso di 1200 ore teorico-pratiche della durata di un anno.
Sperando di esserti stato utile ti saluto e torna a trovarci Marco di InfermieriOnline
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2-
L'accesso ai Masters |
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Sono un'infermiera diplomatami mediante scuola regionale nella meta' degli anni '90. Posseggo la maturita' tecnica, mi chiedo quindi se posso seguire un master di 60 cfu presso l'universita'. Nel Veneto trovo ancora poca chiarezza circa la richiesta sopra avanzata. Sarei molto grata se mi forniste qualche informazione a riguardo. Saluti, Valeria |
Ciao Valeria, ti rispondo subito: La legge 1/2002 riconosce il diploma regionale di Infermiere professionale come: "valido per l'accesso alla laurea specialistica" ponendo come unico requisito il possesso di un diploma di scuola superiore quinquennale. Naturalmente per te è quindi possibile accedere a master che gli atenei, nella loro autonomia didattica (riconosciuta loro dal decreto 509/99) possono organizzare. La Federazione dei Collegi IPASVI raccomanda che i master (che a volte non hanno tale dizione ma magari si chiamano corsi di perfezionamento) siano di durata minima di 1500 ore e riconoscano 60 CFU. Questa indicazione è utile per evitare che vengano proposti corsi morto onerosi dal punto di vista economico ma che poi lo stesso mondo universitario non riconosce. Il discrimine tra le numerose offerte è quindi il costo, la facilitazione alla frequenza e la qualità complessiva dell'ateneo. E' peraltro possibile che la partecipazione a master accresca le possibilità di accedere alle selezioni per la Laurea Specialistica ma non costituisca un credito formativo per tale percorso (120 CFU) che dovranno essere frequentati in toto. Sperando di esserti stato utile ti saluto e ti invito a partecipare al forum della nostra associazione e alle chat a tema ogni giovedì alle ore 21,30 Marco di InfermieriOnline
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1-
L'importanza del diploma di Licenza Media Superiore nella formazione
infermieristica |
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Salve ! mi chiamo Nadia sono una I.P. diplomata nel 1993 ho un po' di confusione in testa un po' per disinformazione e un po' per il disinteresse al problema che ora esporro' : non sono in possesso della "maturita'" questo mi pregiudica l'accesso ai Master ? ho letto la legge del 26 febbraio 1999 che ha reso il mio titolo "equipollente" e non dice nulla in proposito, potete darmi qualche ragguaglio? ci sono proposte di legge per "equiparare" questi diplomi ? cosi da non dover spendere cifre esorbitanti per un titolo di studio non richiesto all'epoca dell'iscrizione alla scuola per I.P. scusandomi per il disturbo recato, soprattutto perche' fino ad ora mi sono totalmente disinteressata a questa problematica, vi ringrazio profondamente. Nadia
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Ciao Nadia, l'equipollenza è unicamente per la laurea di base, e, in linea generale, non puoi accedere ai masters nè alla laurea di specializzazione se non sei in possesso di un diploma di maturità. Ma alcuni Atenei come ad esempio Modena (http://www.infermierimo.unimore.it/link2.html ) organizzano corsi di perfezionamento/master alcuni dei quali sono accessibili anche da chi non ha la maturità.
Se non vuoi spendere cifre esorbitanti, per ottenere la maturità, ti conviene proseguire il biennio che hai intrapreso prima del corso per infermieri. Se deciderai di fare altra scuola tieni presente che dovrai integrare tutte quelle materie che non erano comprese nel biennio che tu hai acquisito incrementando di molto il tuo studio. I vari collegi IPASVI mettono a disposizione corsi privati di preparazione, come ad esempio per l'acquisizione del diploma in "Dirigente di Comunità". Per esperienza personale posso dirti che lo studio è tanto e faticoso, specie se contemporaneamente devi anche lavorare. Devi preparare 3 anni scolastici in uno e non è poco. Questi corsi sono a pagamento e il prezzo varia da scuola a scuola. Se sei interessata chiedi al tuo vicino collegio. Altrimenti segui la prima ipotesi che è quella di proseguire il biennio che hai intrapreso, in una scuola pubblica, frequentando tutti gli anni con calma e sicuramente meno stress. In bocca al lupo. Lo staff di InfermieriOnline |