POSTA E RISPOSTA  (1)

 Risponde Marco Piazza.

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21- Protocolli sul percorso formativo dell'allievo

Parma 02.06.03
 
il mio nome è Wilmer sono un infermiere. Lavoro nel reparto di Cardiochirurgia TI, sono interessato a lavori inerenti il tema:"protocollo sul percorso formativo dell'allievo". Sarei lieto di ricevere del materiale o consigli sul modo di reperirlo.
grazie per la cortese attenzione, Wilmer.

 

Ciao Wilmer,
 
domanda difficile la tua, risposta molto ardua!
Oggi esiste in ragione del decreto MURST 509/99 ampia autonomia degli atenei riguardo la didattica mantenendo solo costante il riferimento all'altro decreto sulla determinazione delle classi di laurea  circa i contenuti del percorso formativo.
In pratica tutto si traduce nel rispetto dei crediti formativi universitari CFU (1 CFU = 30 ore di impegno studente) di ciascuna disciplina o corso integrato; il contenuto può variare sensibilmente .
Solitamente queste informazioni sono più particolareggiate nei regolamenti di corso che ogni ateneo emana (trovi queste informazioni a questo link:  clickando sulla città sede di università a te più vicina o comoda) e che di solito sono pubblicati sul web.
 
Ma forse ti riferisci al ruolo dell'infermiere che affianca gli studenti negli stage formativi. Forse ciò che ti interessa è sapere esattamente come si deve comportare un infermiere coscienzioso che vuole rendere il tirocinio più istruttivo e formante possibile per gli studenti.
Questi infermieri possono assumere diverse definizioni: guide di tirocinio, tutor clinici, affiancatori ecc.
Proprio l'estrema varietà di definizioni è sintomo di una differenza, a volte non solo formale ma molto sostanziale, di approccio tra sede di tirocinio e sede di tirocinio; a volte anche all'interno della stessa struttura ospedaliera o territoriale.
Questa materia non è regolamentata con precisione e molta (a volte troppa) libertà è lasciata alla volontà del singolo infermiere.
Alcune sedi hanno attivato corsi di formazione per tutor  clinici i quali, dopo il corso, affiancheranno e valuteranno lo studente nella pratica.
Nella mia ASL le guide di tirocinio elaborano, in concerto con i tutor pedagogici ( gli infermieri che si occupano di formazione) gli obiettivi dei tirocini, affiancano lo studente e ne fanno una valutazione intermedia e finale.
Ma questo approccio non è uguale a quello di altre sedi formative per cui non so bene come risponderti dato che non conosco la tua realtà.
 
Oppure ancora vuoi materiale bibliografico sull'argomento per tua cultura personale.
Non sono in grado di fornirti direttamente il materiale ma qualche indicazione frettolosa posso dartela.
Sull'ultimo numero disponibile di International Nursing Persectives edito dalla Società editrice Universo  trovi una monografia sul ruolo tutoriale.
Interessante(anche se complicato) il libro di: Binetti P. - Pontalti S. - Santini D.; il tutorato modelli di esperienze nella didattica universitaria; Società Editrice Universo Roma 1999.
Altro lo trovi su: Binetti ed altri; la formazione del tutore clinico: l'esperienza del 3° corso di perfezionamento presso il campus biomedico; su PROFESSIONI INFERMIERISTICHE n. 2/1999
Sulle modalità per procurarti il materiale leggi il mio articolo su come di ricerca il materiale su ACNP
Spero di essere stato esaustivo
Marco Piazza
 
20- Masters: dove e quando
Ciao Marco,
vorrei tanto approfondire la conoscenza sui masters, dove come e quando e gli sbocchi per la dirigenza o per l'insegnamento; insomma tutto

Ciao e grazie

Paolo

 

Ciao Paolo,
Sul dove e sul quando ri invito a rileggere periodicamente la pagina: "Formazione post-base"  del ns sito infermierionline.
Attualmente è in fase di ristrutturazione e le notizie riportate sono naturalmente vecchiotte dato che tutti i corsi (master ed altro) sono attivati e le iscrizioni chiuse. I corsi dovrebbero riattivarsi verso l'ultimo trimestre del 2003 e il primo del 2004; i bandi li segnaleremo con link diretti nel prossimo futuro.
Sarà nostra cura tenere queste pagine aggiornate cercando di inserire e segnalare ogni evento formativo attivato dalle Università.
Certo qualche master potrà non essere segnalato se non vi è una pubblicazione dell'evento sul sito degli atenei, ma siamo sicuri di riuscire a dare un servizio utile e sufficientemente puntuale circa la formazione post-base.
Naturalmente il possesso della maturità quinquennale è requisito indispensabile per entrare in Università.
La seconda domanda che mi fai è più complicata perchè dipende dalle modalità di valorizzazione delle risorse umane adottata dalla tua ASL.
Qualche indicazione la trovi nella pagina di "Domande e risposte" dell'area Formazione dato che ho già risposto a due mail simili alla tua.
 
La strada per entrare nella dirigenza (ex caposala tanto per intenderci) non dipende più dal possesso di percorsi formativi tipo l'AFD ma dal possesso delle capacità gestionali e di una buona visibilità presso i dirigenti della tua ASL.
Il possesso di un master in management certamente è un requisito non indispensabile ma importante per ambire al coordinamento ma, come certamente sai, oggi in situazione di vacanza contrattuale non siamo in grado di dire che il futuro esigerà il possesso di questa formazione per accedere al livello DS.
 
Rispetto alla possibilità di operare nella formazione si deve essere in possesso di una solida competenza (e dei titoli  idonei) per potere rispondere ai bandi di individuazione delle docenze da parte dele università.
In definitiva rileggiti il post prima segnalato e rassegnati a studiare ancora.
 
Ciao
Marco Piazza

 

19- Docenza Universitaria
Ciao,
mi chiamo Lino e sono in possesso del diploma di infermiere conseguito nel 1993 e della laurea in economia conseguita nel 2000 presso l'università di salerno.
Poichè sono interessato all'insegnamento o a funzioni manageriali nel campo infermieristico ti chiedo informazioni a tal riguardo e in particolare su come possa "spendere" la laurea conseguita con molti sacrifici. 
Ciao Lino,
 
intanto complimenti per la tua laurea, anche se in ritardo, ma soprattutto complimenti per non esserti fermato e aver continuato a studiare.
Vengo a risponderti cercando di essere "economico" fornendoti un quadro sintetico della situazione (per come la vedo io!) che ti trovi a vivere.
Evito certamente di parlare delle possibilità "altre" che una laurea in economia ti offrirebbe al di fuori del mondo sanitario, limitandomi a parlarti di quali prospettive, e come afferrarle, si possono aprire nel SSN.
La contrattualistica vigente all'interno del comparto sanità ha superato nella forma la vecchia ingessatura circa la carriera infermieristica che, finalmente (o purtroppo per alcuni), può realizzarsi anche in assenza di titoli professionali specifici (AFD).
Tu ora ti  trovi collocato nella fascia D e stante il CCNL decaduto ma non ancora rinnovato, potresti ambire a ricoprire una fascia DS; questo è vero escludendo la possibilità di accedere alla carriera dirigenziale per la quale però sono richieste altre fasi concorsuali che evito di sfiorare.
Ignoro quale indirizzo tu abbia dato alla tua formazione in campo economico (come non conosco in quale contesto operi) ma sicuramente nel tuo curriculum formativo possono essere evidenziati gli esami di tipo gestionale che hai sostenuto e per i quali l'Università di Salerno certifica il tuo profitto.
 
Primo consiglio: lavora con attenzione al tuo "core curriculum" per dare grande evidenza alle tue credenziali.
 
Queste credenziali ti potrebbero autorizzare a concorrere (e con molto più merito di altri, se non altro per la tua appartenenza al mondo infermieristico) alla formazione universitaria degli infermieri. Questo argomento lo affronto tra poco.
Anche il coordinamento di U.O. potrebbe esserti appetibile ma questo dipende dalle modalità utilizzate nella tua Azienda per valorizzare le professionalità e le competenze degli infermieri per migliorare gli aspetti gestionali ed economici generali e particolari del proprio personale.
Mi spiego: se io fossi il tuo direttore generale ti impiegherei nella direzione assistenziale, nella direzione di dipartimento, all'interno di qualche modulo strategico del servizio infermieristico, in staff alla direzione per la gestione di pacchetti di budget, in un ufficio di audit dei fornitori e degli appalti affidandoti la responsabilità della parte economica e gestionale.
Se nella tua ASL o AO si utilizzano modalità di "promozione sul campo" di tipo clientelare non mi sento autorizzato a invitarti a seguire quella strada perchè contraria a ogni mio pensiero e principio morale; l'unica strada in questo caso è quella di acquisire crediti e valore aggiunto divenendo propositivo e attivo. Elaborare progetti, individuare strade di risparmio, scrivere e pubblicare lavori e articoli sugli organi di stampa infermieristici di carattere economico, partecipare in qualità di relatore a convegni trattando argomenti che ti vedono preparato, essere parte del tuo collegio IPASVI, dare grande visibilità alle tue conoscenze declinandole all'interno del nursing andranno a costituire uno sfondo di competenza che pochi altri infermieri possono vantare.
Questo costruirebbe un'aura importante e garantirebbe per te in moltissime occasioni che si possono presentare in futuro.
Saresti una risorsa che difficilmente potrebbe essere ignorata, a dispetto di "conoscenze" e "piaceri", da parte dei dirigenti della tua Azienda.
 
Secondo consiglio: arricchisci il tuo "core curriculum" di esperienze e titoli in modo da renderti molto appetibile.
 
Continua la tua formazione perchè i tuoi titoli attuali non ti garantiscono in alcun modo la possibilità di essere valorizzato nel management. Potresti vedere di partecipare ai corsi universitari diretti a fini speciali (DDSI, DAI, IID ecc.) con i quali potresti anche ambire alla direzione del Servizio Infermieristico.
 
Terzo consiglio: studia ancora!
 
Per inserirti nella formazione universitaria hai di fronte due strade:
1) entrare come docente nel corso di laurea per infermiere
2) entrare come tutor pedagogico nella formazione
 
La prima ipotesi ti impone di presentarti al Polo Formativo della tua Azienda e partecipare alle selezioni per il personale docente. Contatta il Coordinatore delle attività formative e professionalizzanti e proponiti con una idea precisa e con un progetto che valorizzi il rapporto tra infermiere ed economia sanitaria, prepara un programma (le caratteristiche, la durata e i contenuti li trovi nel sito della tua università) che veda l'infermiere come elemento strategico nella gestione sanitaria e nel governo clinico e, se non ti trovi di fronte ad un automa, potresti avere delle possibilità.
Devi dimostrare che sei l'elemento giusto che può sostituirsi al docente universitario di provenienza esclusivamente medica o economica, garantendo una visione dell'economia sanitaria più consona e attenta all'infermiere.
La seconda ipotesi richiede lo svolgimento di processi di mobilità che possono essere diversamente regolamentati da azienda ad azienda.
Se io fossi il direttore della scuola (per usare la vecchia definizione) farei carte false per averti nello staff!. Proponiti al Responsabile del Servizio Formazione (o come diavolo si chiama da te!) con dignità e passione prospettandogli come potresti contribuire alla preparazione degli infermieri e non solo e di come saresti una risorsa importante per il suo servizio.
 
Quarto consiglio: venditi bene senza svenderti!
 
Ma devi decidere se preferisci la carriera gestionale o formativa; sono due mondi che tendono a parlarsi poco e male.
Per adesso mi fermi sperando di esserti stato utile.
Un buon inizio per accrescere il tuo curriculum potrebbe essere quello di pubblicare qualcosa su un sito internet. Manda qualche cosa che ritieni possa interessare tutti gli infermieri e noi te lo pubblicheremo; vedresti quale risposta la nostra comunità scientifica offre alle tue sollecitazioni.
Non esitare a contattarmi se vuoi approfondire l'argomento.
Ciao
Marco Piazza

 

18- Master e carriera professionale
Vorrei frequentare il master in psichiatria ma nella mia città, Bologna, per ora è stato attivato solo quello in geriatria. A cosa dà diritto il conseguimento di un master? Volendo proseguire la carriera psichiatrica, per così dire, che cosa mi conviene fare? E' possibile, secondo te, cominciare a lavorare in dialisi e poi ottenere il trasferimento in una psichiatria, e se sì quali sarebbero i tempi eventualmente? Inoltre, la caposala presente è solo una facente funzione, conseguendo il master in psichiatria o la laure specialistica, potrei ambire a fare la caposala o non verrebbe comunque considerato essendo una struttura privata? Ti ringrazio per l'attenzione e spero in una tua risposta, purtroppo non so a chi chiedere queste cose e finora ho ricevuto risposte abbastanza incongruenti, anche dal collegio.
Grazie,
Camilla

 
Oggi per accedere alla funzione di coordinatore non è più necessario il possesso della Abiltazione a Funzioni Direttive(come stabilito dal CCNL vigente); questo vale sia per il pubblico che per il privato per cui potresti chiedere di essere ricevuta dal presidente della tua cooperativa e prospettargli le alternative che hai davati a te:
- licenziarti e andare nel pubblico
- concordare un diverso tuo ruolo nell'organizzazione cooperativa assumendo funzioni di coordinamento

Il possesso di formazione complementare (master in management o specializzate in psichiatria) è in grado di aiutare una progressione di carriera perchè garantisce il tuo possesso di requisiti e competenze maggiori rispetto a chi possiede la sola formazione di base, ma non costituisce un obbligo per il tuo datore di lavoro a valorizzare la tua conoscenza impiegandoti nelle U.O. verso le quali hai orientato il tuo core curriculum.

In caso di scelta verso il pubblico i tempi di mobilità interna sono indeterminabili da parte mia e devono essere chiesti al direttore dell'assistenza infermieristica dell'azienda presso la quale lavori.

Spero di averti chiarito le cose che volevi sapere e salutoni
Marco Piazza
 

17 -Conversione del diploma (regionale e universitario) in laurea - Atenei nel Centro-Sud d'Italia
Ciao! mi chiamo Maria Rita e da circa due anni ho conseguito il DU in infermiere. Visto che ormai è stato attivato il corso di laurea, vorrei sapere come posso fare a passare dal DU alla laurea, e in quali università del centro-sud è possibile fare questo. Se non dovessi ottenere tale passaggio nel più breve tempo possibile, a quali vincoli avrò? potrò fare corsi di specializzazione e master? Che tipo di sbocchi professionali si potranno avere con la laurea in scienze infermieristiche?
Grazie, distinti saluti 

 

Ciao Maria Rita,
 
Tor Vergata è forse l'ateneo che ha  l'atteggiamento più amichevole verso la conversione dei diplomi (regionale e universitario) in Laurea per infermiere.
Le istruzioni precise sono disponibili sul sito della Università: http://www2.uniroma2.it/index.shtml .
Ad oggi la procedura consentiva di ottenere la laurea iscrivendosi al 1° anno fuori corso in seguito a presentazione di una domanda la cui modulistica trovi sempre sulla bacheca della home page.
La commissione universitaria convertiva i titoli precedenti in crediti formativi universitari (160 se in possesso di diploma regionale, 169 per i possessori di un diploma universitario) ed in base a questi attivava una graduatoria per ricoprire i posti messi a bando.
I possessori di diploma regionale in pratica dovevano compensare i debiti formativi sostenendo gli esami delle discipline non frequentate nel corso precedente per l'equivalenza di 9 CFU corrispondenti ai tre corsi integrati del 2° semestre del 3° anno accademico(senza obbligo di frequenza) più 2 CFU attenibili con la partecipazione a seminari, ai diplomati universitari venivano riconosciuti 169 CFU.
Sappiamo tutti che la formazione di base richiede 180 CFU ma forse non tutti sanno che la presentazione dell'elaborato è in grado di fornire gli 11 crediti mancanti (9 CFU per la tesi e 2 come studio individuale).
In questo modo, si ottengono i punti necessari ad avere il famoso pezzo di carta.
La valutazione finale (in frazione su  base 110) è sensibile dei risultati del diploma precedente riparametrata. (esempio: se uno aveva col diploma univ. 65/70 [i primi diplomi avevano questo parametro] si diploma con 102/110.
La parte fastidiosa è che la procedura richiede l'immatricolazione universitaria e quindi il versamento delle tasse universitarie per un altro anno anche se le richieste di Tor Vergata sono tra le più vantaggiose: pensa che alcuni atenei richiedono una tassa universitaria di 2500 euro!; il vantaggio che non è richiesto obbligo di frequenza (per i titoli regionali vale lo stesso principio ma è necessario presentarsi agli appelli per i quali si è a debito).
Il relatore non deve necessariamente essere un docente del Corso di laurea come di solito è richiesto dagli atenei ma un infermiere con diploma diretto a fini speciali anche formato in altre università (DDSI, DAI, IID ecc.).
Il bando esce solitamente verso la fine di novembre, inizio di dicembre e ci si laurea l'anno accademico successivo (in questi giorni finiscono coloro che si sono immatricolati per l'anno 2001/2002 nel dicembre2002-gennaio 2003) e la procedura è interamente online e vengono richiesti pochi documenti.
Per finire: a quanto mi risulta Tor Vergata è l'università più meridionale che ha attivato il riconoscimento degli studi pregressi in infermieristica.
In precedenza ho parlato al passato, anche se non mi aspetto grandi differenze, perchè nulla può essere considerato definitivo in ambito accademico (se non la morte!! eheheh).
 
Per il resto il Diploma regionale, quello universitario e la laurea sono, da un punto di vista squisitamente formale, equipollenti per l'esercizio della professione e per l'accesso ai master e ai corsi di perfezionamento.
In concreto gli atenei potrebbero considerare "preferibile" favorire l'accesso a master e corsi a coloro che sono in possesso di una formazioni universitaria riconoscendo un debito formativo a quelli che non la possiedono, obbligandoli a percorsi formativi più lunghi con l'obbligo di frequentare corsi integrativi.
Dal punto di vista professionale non esiste differenza formale o sostanziale tra i diversi tipi di formazione e tutti i titoli garantiscono l'abilitazione professionale all'esercizio autonomo o di dipendenza sia pubblica che privata, nelle strutture o nel territorio.
Il possesso di master non garantisce attualmente nessun beneficio economico riconosciuto dal CCNL ma fornisce punteggi per ambire, in caso di mobilità interna alle Azienda, ad operare nell'area specialistica della quale si è frequentato il corso specialistico.
 
Marco Piazza

 

16- Crediti ECM in professionisti che operano come soci di cooperative e debito ECM per l'anno 2002.
Ciao,
sono un'infermiera diplomata nel 1996, presto servizio presso un'azienda alimentare, all'interno del servizio sanitario aziendale.
Purtroppo non sono assunta direttamente dall'azienda, ma lavoro come socia
lavoratrice di una cooperativa.
Vorrei sapere, per quanto riguarda i crediti ECM, se i vari corsi devo pagarli io e utilizzare le mie ferie per poterli seguire, oppure è la cooperativa che ci deve pensare?
Inoltre nell'anno 2002 non ho raccolto nessun credito, se io quest'anno ne raccolgo 30 o 40 sarei a posto anche per il 2002?
Grazie 1000!

Daniela
 
Ciao Daniela,
oltre a quello che ti scrivo ti invito a leggere le Domande e Risposte della sezione formazione.

Premetto che per il momento non sono ancora previste sanzioni per coloro che, tra le professioni sanitarie, possono mantenere elevato il proprio livello di competenza professionale attraverso l'ECM; forse col prossimo contratto pubblico sarà inserito qualcosa ma della contrattazione privata non sono informato si debba muovere nulla. Nulla però è detto visto che, a parte una bozza, la contrattazione pubblica, e quindi anche quella privata, sembrano procedere a velocità da lumaca.
Il DM sanità dell'agosto 2000 che trovi all'interno del sito: http://ecm.sanita.it/ invita le parti (sindacati e Aran) a prevedere meccanismi sanzionatori in sede di contrattazione generale ed integrativa;
inoltre le Aziende Ospedaliere e Sanitarie Locali potrebbero inserire nei meccanismi concorsuali specifiche clausole richiedendo da parte dei candidati la regolarità del processo di formazione continua dell'ECM.
Il non essere in regola con la progressione ECM potrebbe ostacolarti quindi se in futuro ti si offrisse (o tu volessi) entrare nel SSN.
Resta vero l'obbligo morale a formarsi come si rileva dal nostro Codice Deontologico e un dovere formale ad aggiornarsi derivante dalle leggi di Riforma (dalla 502/92 alla 229/99).
I crediti sono reperibili attraverso la partecipazione positiva a eventi formativi accreditati sia alle A.O. che delle ASL (o associazioni professionali, collegi, società scientifiche ecc.) da parte della Commissione nazionale ECM (http://ecm.sanita.it/BancaDati/info_accr.htm) o dalle regioni che hanno istituito un proprio sistema ECM di concerto colla Commissione nazionale ECM.
Informazioni sull'attività regionale la trovi nel sito della tua regione.

Veniamo alla seconda parte della domanda; i 10 crediti (minimo 5 massimo 20) che avresti dovuto ottenere per l'anno passato puoi recuperarli ancora se quest'anno ne raccogli almeno 30. Non è chiaro se la dizione minimo 5 possa configurarsi come una impossibilità di recuperare quel deficit; ritengo che la Commissione nazionale debba orientarsi ad un comportamento elastico, visto che dai dati nazionali sembra che almeno il 25% degli operatori per i quali vigeva l'obbligo, hanno raccolto meno di 5 crediti (la maggior parte nessun credito).

Per quanto riguarda i costi della formazione ECM e chi debba farsene carico, ho dato una scorsa al tuo contratto nazionale(http://www.cnel.it/archivio/contratti_lavoro/nazionali/download/N/
T011990.RTF) senza trovare nulla di rilevante anche perchè sembra che la materia sia regolata dalla contrattazione integrativa regionale e non so quale sia la tua regione per cui non sono in grado di darti una risposta precisa.
In linea di massima resta vero che dovresti fartene carico se non vi è una norma specifica nel contratto regionale e integrativo della sanità privata.
Nulla vieta però  alla tua cooperativa di essere provider formativo ECM e di organizzare eventi per i propri dipendenti e soci o di riconoscere un proprio interesse ad avere personale aggiornato e competente.
Il collegio della tua provincia potrebbe organizzare eventi formativi il cui accesso potrebbe essere gratuito.
Ti consiglio pertanto di:
1)  contattare il tuo sindacato di riferimento per verificare la situazione contrattuale e sapere se è ammissibile la formazione ECM a carico della cooperativa di cui sei socia;
2)  contattare la tua cooperativa per indagare se ti garantiscono la formazione;
3)  contattare il tuo collegio per essere informata se organizzano eventi rivolti a colleghi della sanità privata.
Ciao
Marco Piazza

 

15- Master e corsi di perfezionamento nella Regione Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino, Piemonte, Toscana , Friuli Venezia Giulia

Chiedo informazioni su quali master e corsi di perfezionamento sono attivati in italia in particolare veneto lombardia emilia romagna trentino piemonte, toscana , friuli . o corsi su tematiche di tipo geriatrico,di management infermieristico. grazie

Marta

Cara Marta,
in due righe mi chiedi di parlarti dell'universo!
Per fortuna che gran parte del lavoro è già fatto e lo trovi all'URL: http://digilander.libero.it/aiol/mondo_universita.htm del nostro sito.
E' la pagina che riporta i collegamenti alle pagine degli atenei che hanno attivato master per infermieri o altre figure sanitarie.
Attualmente sembra possa esserci un po' di polvere ma solamente perchè fino a luglio non partirà null'altro che non sia già partito.
Controlla periodicamente il nostro sito e nel momento in cui comincieranno ad apparire nuovi bandi per l'anno accademico 2003/2004 lo aggiorneremo.
Ciao
Marco Piazza

 

14- Riconoscimento delle funzioni di Coordinatore - Art.10 del CCNL comparto sanità 2000/2001
Caro collega se puoi gentilmente rispondere al quesito inoltrato alla Direzione della mia Azienda, che riporto di seguito e di cui sono personalmente interessato. Ciao grazie 

Al sig. Direttore Generale A.O.R.N.

Al sig.Direttore Amministrativo

Al sig.Direttore Sanitario

Sede

e.p.c. Al  Direttore UOSC FKT.

e.p.c. Al Dirigente Responsabile Sviluppo Organizzativo e Risorse Umane     

Il sottoscritto R R, dipendente di quest’Azienda con la qualifica di C.P.S. comunica alle S.L.che gli vennero affidate l’espletamento di funzioni di effettivo Coordinamento come risulta dalla documentazione dell’attività svolta dal sottoscritto nella UOSC FKT dal Giugno 2001 a tutt’oggi. Esse furono richieste dal sig. Primario Prof. X a codesta Direzione Sanitaria perché si era reso vacante il posto di coordinatore per il passaggio ad altro incarico dell’allora caposala sig. X. Le funzioni vennero riconfermate con una ulteriore richiesta del 16 01 2002 prot.X. Inoltre il sottoscritto porta a conoscenza che è stato dichiarato idoneo alla selezione interne di coordinatore e collocato in posizione utile in graduatoria. Nella missiva del 16 01 2002 si portava a conoscenza della Direzione Sanitaria che il compito svolto dal sottoscritto nel reparto e nelle attività del servizio veniva valutato positivamente avendo dimostrato ampiamente capacità organizzative e l’autonomia professionale adatte al nuovo compito.Poiché il secondo biennio economico 2000/2001 riconosce l’espletamento di funzioni di effettivo coordinamento a coloro che al 31 Agosto 2001 svolgevano funzioni di coordinamento, si chiede che sia confermato quanto sopra considerata l’attività di Coordinatore svolta,di fatto.Venuto a conoscenza che è stato destinata in data 16 04 03 un’unità con funzioni di coordinamento si chiede di confermare al sottoscritto le funzioni che, di fatto, ha svolto praticamente negli ultimi 2 anni. IL sottoscritto in ogni modo è in condizione di poter dimostrare inequivocabilmente che, di fatto, ha espletato nella sua interezza le funzioni di coordinatore.Si resta nell’attesa di delucidazioni e di comunicazioni in merito.Si fa presente che tale comunicazione è inoltrata alle S.L. ai sensi della L.241/90.

Nell’attesa vogliate gradire distinti saluti.                     

                                                           C.P.S. R R

 Napoli 18 04 2003    

L'articolo 10 del CCNL comparto sanità 2000/2001 è senza dubbio quello di riferimento per tentare di dare una risposta al tuo quesito. Al comma 7 si recita quanto segue:"In prima applicazione del presente contratto, al fine di evitare duplicazioni di benefici, l'incarico di coordinamento è affidato di norma al personale già appartenente alla cat. D alla data del presente contratto (31 Agosto 2001). E' rimessa alla valutazione aziendale, in base alla propria situazione organizzativa, la possibilità di applicare il comma 1 (specifica indennità per coloro cui sia affidata la funzione di coordinamento) anche al personale proveniente dalla cat. C cui sia riconosciuto l'espletamento di funzioni di effettivo coordinamento ai sensi dell'art. 8 comma 4 e 5.
Dunque, se tu risultavi già ufficialmente inquadrato in cat. D - previo superamento di una selezione - prima del 31 Agosto 2001, non ci sono dubbi che ti spetti il riconoscimento della funzione di coordinamento con la relativa indennità. Diversamente, invece, tutto verrebbe demandato alla discrezionalità aziendale, anche qualora il coordinamento sia stato svolto su precisa "delega scritta" o, bensì, con lettera firmata dal Primario della struttura.
 
Valter Fascio

 

13- Corsi di perfezionamento e Associazioni per infermieri di Sala Gessi
Vorrei avere informazioni riguardanti l'esistenza di associazioni di gessisti (non di tecnici di ortopedia) in Italia, e se sono stati attivati corsi di perfezionamento in materia.
Ringrazio per la collaborazione
Sauro  (infermieri di sala gessi osp. S.Maria alla Gruccia ASL8
Arezzo)
 
Ciao Sauro, ho fatto anche una ricerca per i corsi di perfezionamento ma al momento non mi risulta nulla.
Probabilmente si riattiveranno diversi master nel periodo ottobre - dicembre 2003; adesso le università sono ferme.
Controlla periodicamente la nostra pagina dell'area formazione/master.
Cercherò di tenerla aggioranta in modo da fornire a tutti i colleghi una finestra informativa per permettere una progressione formativa e professionalizzante che favorisca la "presa del potere(del sapere)" da parte degli infermieri.
Ciao Marco
12- Master in management per il coordinamento Reggio Calabria o Messina - Infermiere ambulatoriale: è indispensabile?
Sono Diplomata Infermiera Professionale e presto servizio presso l'Ufficio Sanitario INPS di Reggio Cal., vorrei sapere se ci sono possibilità che si facciano master in management per il Coordinamento nei pressi della mia città (Reggio Cal.) o anche a Messina.

Inoltre vorrei porVi un altro quesito:

presto servizio presso una Pubblica Amministrazione che tra le molteplici attività si occupa anche di riconoscere il diritto ad un assegno di invalidità ad alcune categorie di soggetti. Per tale ragione all’interno di tale struttura sono previste delle Aree Medico Legali con ambulatori medici e polispecialistici per l’effettuazione di alcuni esami come elettrocardiogrammi e prove di funzionalità respiratoria e le visite per il riconoscimento dello stato di invalidità. La necessità di rivolgerLe i quesiti di cui sopra è sorta dalle conflittuali affermazioni che i Dirigenti Medici nonché i Direttori della stessa Amministrazione avrebbero fatto riguardo una Tecnica di Laboratorio proveniente da mobilità interenti. Con la venuta della suddetta infatti, non viene più richiesta la presenza degli Infermieri Professionali negli ambulatori del centro dove la stessa presta servizio, in quanto secondo l’Amministrazione per un concetto di economicità efficienza ed efficacia non conviene l’invio di un Collaboratore Sanitario Infermiere Professionale presso tale centro dislocato in altra località, ma si può avvalere della presenza del Collaboratore Sanitario, anche se solo Tecnico di laboratorio, inquadrato come profilo sanitario. A questo punto mi chiedo se è cosi facilmente sopprimibile la figura dell’Infermiere Professionale negli ambulatori e se nei confronti dell’Amministrazione ci si può avvalere di un riferimento legislativo che regola la presenza di tale figura negli ambulatori o la messa in discussione della presenza di altra figura come il Tecnico di Laboratorio. Sperando di essere stata  chiara e ringraziando anticipatamente per l’attenzione, invio cordiali saluti.

 

Le mando una risposta rapida in riscontro alla sua e-mail. Altra documentazione la può ricercare sul nostro sito nell'Area Formazione dove è presente la mappa degli Atenei raggiungibili cliccando sui links delle città. Al momento non ci risulta che siano già stati attivati corsi Master in Management infermieristico presso l'Università di Reggio Calabria o di Messina.
Noi riteniamo che la regione Sicilia non potrà restare a lungo senza l'attivazione di questo canale formativo ..., quindi occorre pazientare e navigare sui siti degli Atenei per cogliere i prossimi aggiornamenti. Ulteriori informazioni in merito al suddetto Master, possono essere richieste al collega S. Lo Faro, referente del CNC (coordinamento nazionale caposala) Sicilia, all'indirizzo e-mail: cncsicil@telmedia.it

Venendo invece al secondo quesito,

la tua richiesta d' informazioni in merito ai riferimenti legislativi o disposizioni particolari che definiscono, non solo le competenze peculiari, ma l'imprescindibilità stessa della "presenza" dell'infermiere nelle strutture organizzative ambulatoriali degli Enti Statali o Parastatali, non è, purtroppo, per me di facile riscontro, occupandomi prevalentemente di coordinamento infermieristico. Non credo, comunque, che al di fuori dei tre "atti regolatori" ufficiali della professione infermieristica possa esservi molto altro in materia.
Per altro, ho impostato ugualmente una ricerca con alcuni motori, trovando il profilo del "Tecnico di laboratorio biomedico" (D.M. 745/94), i regolamenti didattici del D.U., ed anche, nello specifico, l'art. 3, comma 1 della Legge 251/2000 (che ti consiglio di leggere). Quest'ultimo disposto, in particolare, recita che: "... gli operatori delle professioni sanitarie dell' Area tecnico-diagnostica svolgono con autonomia professionale le procedure tecniche necessarie all'esecuzione di metodiche diagnostiche su materiali biologici o sulla persona, ovvero, attività tecnico-assistenziali, in attuazione di quanto previsto dai relativi profili (...)". Nel regolamento didattico del corso, si fa anche specifico riferimento ad "attività svolte seguendo protocolli stabiliti dal Dirigente Responsabile del servizio (...)".
Proprio qui, forse, potrebbe già esserci la risposta che tu cerchi...
La figura dell'infermiere, oggigiorno, deve sempre più confrontarsi in un clima di "collaborazione" con altre figure professionali, anche di nuovi profili emergenti, in modo particolare dell'area tecnico-sanitaria: in effetti, se si hanno le competenze e le capacità, molte attività potrebbero essere svolte da altre figure professionali. La sfida, e la contraddizione - mi rendo conto - che può sul momento creare grossi problemi, sta tutta qui.
In ogni caso, qualora tu ne ravvisassi gli estremi, ti consiglio di contattare con fiducia il Collegio di appartenenza, per avere un ulteriore parere professionale.
Ringraziandoti per averci contattato nell'occasione ci è gradito porgerti cordiali saluti.
 
Valter Fascio
11- Libera professione e crediti ECM. Formazione Universitaria e crediti ECM.

Caro Marco
sono un infermiere diplomato con il DUI nel 2001. Sono iscritto al collegio IPASVI dal  8/01/02. Da un anno circa ho aperto una partita iva e lavoro come infermiere libero professionista. Inoltre dall'ottobre 2001 sono iscritto al corso di laurea specialistica di medicina e chirurgia. Ora sono al secondo anno e ho dato 5 esami. Ti scrivo per la questione dei crediti ECM. Io essendo libero professionista devo pagare i corsi d'aggiornamento. Inoltre i crediti acquisiti con gli esami di medicina valgono qualcosa? I master di specializzazione sono attivati? se si in quale ateneo?

Grazie anticipatamente
Roberto
 

Ciao Roberto,

Per la precisione tu stai frequentando il corso di laurea in Medicina e Chirurgia che non è ancora quello di "specialistica ". Quello ti aspetta dopo i sei anni di corso (obbligatoriamente altrimenti niente concorsi).Riguardo alla necessità di reperire i crediti ECM:

- gli esami universitari non costituiscono credito alcuno ai fini dell'ECM

- per il periodo di durata del corso universitario sei esentato dal
dover reperire crediti ECM anche se è necessario che io indaghi più a fondo
sulla eventualità di un doppio binario: continuare la professione mentre si acquisisce una nuova e diversa formazione di base. Mi sentirei di dire
che hai il 95% di possibilità di non dover reperire crediti per i prossimi
sei anni ma ti prometto che appena ottenuta la risposta da parte della
commissione nazionale ECM ti informerò. Riguardo alla necessità di pagare i corsi che ti accreditino per l'ECM è vero che devi farlo tranne per quelli che organizza il tuo collegio e per  i quali non sia prevista una quota di iscrizione.
Ti ricordo inoltre che l'insegnare in corsi accreditati garantisce crediti ECM anche al docente ma che il limite del 50% della quota da reperire per ciascun anno.

E per finire i master. Nella sezione: "Formazione / Dal mondo dell'università - non solo master" trovi le principali offerte ancora attive (alcune scadono tra pochè settimane) anche se la maggior parte sono già attivati e quindi ad
 iscrizioni chiuse. Sembra anche che il prossimo anno (non ci scommetterei una lira però sulla  tempistica) diversi atenei partiranno con la specialistica (i +due).
Altri master partiranno in ottobre, novembre e dicembre 2003 ed alcuni nel
gennaio 2004, controlla periodicamente la sezione succitata per avere degli
 aggiornamenti.
Comunque auguroni per tutto e a risentirci a presto sul sito e sulla chat ogni giovedì sera dalle ore 21,30
Marco Piazza
 

10 - Cosa mi serve per partecipare ai Master Universitari?

Sono un'infermiera in possesso del diploma professionale conseguito nel 1996; posso io partecipare ai master universitari?

grazie

michela

Gentilissima Michela,

i requisiti imprescindibili per l'accesso ai corsi Master sono previsti dalla L. n° 1/01: possesso della Maturità quinquennale; diploma di infermiere (o titolo equiparato). Alcuni Atenei richiedono anche l' esperienza professionale documentata di tre o cinque anni (a seconda dei corsi). 

Ringraziando te per averci scritto, mi è gradito porgerti

cordiali saluti.

Valter Fascio

 

9- Iscrizione contemporanea al corso di Laurea base e al Master: è possibile?

Sono un infermiere Professionale in possesso del vecchio diploma regionale mi sono iscritto all'università a dicembre 2002 per il recupero dei crediti al fine di conseguire la lauera di 1° livello e probabilmente conseguirò il titolo da gennaio a febbraio 2004.

Ieri ho deciso di iscrivermi ad un master ma un amico mi diceva che non è possibile iscriversi a due cose contemporaneamente.

Questa norma è valida per i corsi di laurea il mio e un recupero .

In effetti per la legge io sono gia in possesso del titolo equiparato a laurea di 1° livello.

Mi potresti aiutare?

Grazie

 

Ciao Itam, 
non so a che università ti riferisci ma sostanzialmente è vero che non è possibile l'iscrizione a più di un Ateneo contemporaneamente.
A quanto mi risulta nessuna università si sottrae a questa regola. E' meglio cercare informazioni dettagliate nel regolamento di istituto che certamente sono online presso il sito della tua università.
Quindi devi scegliere tra conversione in laurea del titolo regionale o il master; è possibile che, scegliendo il master, tu perda i diritti acquisiti col versamento delle tasse di immatricolazione (oltre alle tasse stesse).
 L'ultima parola in tema di deroghe all'iscrizione spetta al rettore della prima università alla quale ti sei immatricolato. Puoi porre il quesito a lui.
Se opti per il master devi comunque fare domanda al rettore per passare ad altro corso/Ateneo (le modalità le trovi presso il sito internet della tua Università o presso la segreteria studenti).
Se il master si svolge all'interno dello stesso ateneo è possibile che le tasse di immatricolazione siano valide per il nuovo percorso formativo e non ci sia perdita di danato; se il master è organizzato presso altro ateneo puoi far ciao con la manina ai tuoi soldi.
 Fin qui gli aspetti tecnici, mi chiedi anche un aiuto (immagino a prendere una decisione tra le due possibilità).
Il titolo abilitante già lo possiedi quindi formalmente sei a posto; la legge 1/2002 riconosce il tuo diritto all'accesso alla laurea specialistica. Il convertire il titolo servirebbe solo ad essere meglio valutato nella selezione per l'accesso ai due anni specializzanti (che peraltro devono ancora partire; ad oggi non mi risulta che nessuna università abbia attivato questi corsi, se ne parlerà probabilmente per l'anno accademico 2003/2004).
Allo stesso modo un master riconosce un minimo di 60 CFU ed arricchiscono la  tua carriera accademica di titoli che possono essere spesi:
- nella tua carriera professionale consentendoti di ambire a posti di lavoro coerenti al tuo percorso formativo;
- all'interno del mondo universitario costituendo crediti per il futuro percorso formativo con la possibilità di non dover sostenere esami di profitto in discipline già frequentate;
- aumentando il tuo punteggio per l'accesso alle selezioni dei corsi a numero chiuso che potresti scegliere in futuro.
 E' utile fare una riflessione sul tuo futuro professionale e su cosa vuoi fare da grande; il concetto di "Core Curriculum" lo devi tenere fortemente presente scegliendo eventi formativi che indirizzino tutta la tua carriera professionale su di un binario da te scelto.
Se vuoi "specializzarti" in una determinata area clinica ogni scelta formativa che fai deve essere coerente e frequentare master in una delle cinque aree individuate dal DM 739/94 (profilo).
Se opti per il managemet è più utile pensare ad un master specifico.
Se pensi alla docenza è più utile mantenere la tua iscrizione per la conversione in laurea e tentare di frequentare la laurea specialistica appena esce.
 Ultima cosa: fonda la tua scelta anche rispetto ai tempi di inizio e fine degli eventi; mi spiego se la conversione finisce a febbraio 2004 non potrai iscriverti ad altro corso fino a luglio dello stesso anno (quindi in tempo per immatricolarti all'A.A. 2004/2005); se il master finisce in un altro periodo considera sempre che fino al termine del corso non potrai scegliere altro percorso.
 Spero di esserti stato utile e spero di leggerti nella nostra bacheca e durante le chat a tema del giovedì sera.
Ciao
Marco Piazza

 

8- Master in Coordinamento - Università di Genova

Sarei interessata ad avere qualche notizia sull'attivazione dei corsi per il Master in coordinamento presso l' Università di Genova. In attesa di un Vostro riscontro, porgo Distinti Saluti. Palmira
Le mando una risposta rapida. il Corso Master in coordinamento a Genova al momento, non risulta essere attivato. Altre informazioni le può trovare nel sito, Area formazione, cliccando nell'apposita cartina su "Università di Genova".
Le consiglio di seguire, con perseveranza, gli aggiornamenti nei relativi siti.
Di certo, sarà mio personale impegno informarvi, anche per il futuro, tramite quello di infermierionline.
Cordiali saluti.
Valter Fascio

 

7- Funzioni di coordinamento: reali incarichi e reale possesso dei titoli di studio (master o AFD)

Da un mese mi hanno attribuito incarico di coordinamento di cui all'art.10 vigente CCNL la funzione potrà essere confermata a seguito di positiva valutazione dei risultati ottenuti e può essere revocata, con atto scritto e motivato,in relazione ad intervenuti mutamenti organizzativi o in conseguenza di specifico accertamento di risultati negativi ovvero per inosservanza di direttive dell'Amminstrazione e di leggi.Quali previsioni ci sono per quelle persone come me che occupano l'incarico di coordinamento nel prossimo contratto,senza il certificato alle funzioni direttive "caposala" oppure senza il master per le funzioni di coordinamento ai sensi dell'art. 3 comma 8 del D.M. n. 509/99?

Sicuro di un vostro favorevole riscontro,colgo l'occasione per porgerVi distinti saluti.

Giovanni

Caro collega,

innanzitutto benvenuto sul nostro sito. Cerco di rispondere in breve alla tua domanda. Ho appena visionato, tramite internet - la nuova piattaforma contrattuale e, salvo cambiamenti, non sembrano esserci novità di rilievo in merito alle "funzioni di coordinamento" infermieristico. Ma questo non vuole dire nulla.

Le tue preoccupazioni sono legittime. Ottenuta la "sanatoria" con il precedente contratto, ora è ipotizzabile che il sindacato e la Federazione ripropongano che l'accesso alle funzioni di coordinamento avvenga previo possesso di un titolo di studio (master o afd).

Altrimenti, ci chiediamo, che senso avrebbe l'avvio dei corsi Master in management infermieristico negli Atenei, senza la corrispettiva richiesta del possesso del titolo specifico nelle ammissioni alle selezioni interne presso le ASL. Sarebbe una palese contraddizione ...

Inoltre, ha iniziato l'iter parlamentare il disegno di legge n° 1645 "Istituzione della funzione di coordinamento". L'art. 3 prevede il Master in management per le funzioni di coordinamento nell'infermieristica rilasciato dall'Università ..., esperienza triennale nel profilo ..., il certificato AFD come titolo equipollente

Questa volta il ministro sembra convinto, ma non si possono fare previsioni ... Ti consiglio comunque di iscriverti al master, se ti è possibile, poichè non si può escludere  a priori che, qualora il titolo ritorni obbligatorio, gli attuali incarichi decadano a norma di legge.

Cordiali saluti.

Valter Fascio di InfermieriOnline

6- Equiparazione dei diplomi stranieri - Quali percorsi, quali iter seguire.

Spett.li
Signori della

"Infermierionline.it",

Io sottoscritta, Maria das G de J A, brasiliana, sto progettando lavorare in Italia e vorrei ricevere le informazioni sul il processo de riconoscimento professionale per stranieri, nella profissione d'infermiera.
Ho concluso qui nel Brasile, il corso del "Infermiera Técnico Professionale", quella sarei equivalente all'escola secondaria superiore com formazioni professionalezante d'infermiera.
Ho presentato il mio diploma al consolato italiano nella mia città, in cui è stata timbrata e riconosciuto come autentica.
Vorrei conoscere che cosa ancora sarebbe necessario per esecutare la mia professione in Italia (c'è uno esame? Una tassa?).

In attesa di vostri attenzione.

Porgo distinti saluti.
Maria das G de J A

 

Gentile signora Maria das G de J A, cercherò di darle una risposta

il più possibile esaustiva, anche in riferimento a informazioni pervenutami da colleghi più informati.

La prima cosa che Lei dovrebbe fare è presentare istanza al ministero della salute (di cui al sito http://www.ministerosalute.it/ potrà trovare ulteriori informazioni), il quale le dirà quali documenti presentare.
Tale ministero, con un decreto, pubblicherà sulla gazzetta ufficiale quelle istanze di equiparazione idonee ad essere esaminate dai collegi degli infermieri.
Al Collegio IPASVI di appartenenza, Lei dovrà, quindi sostenere una prova professionale ed una prova di lingua.
In relazione al tipo di diploma conseguito all'estero e in relazione all'esito di tale prova, verrà stabilita l'equiparazione o l'eventuale percorso integrativo universitario che dovrà essere sostenuto. Per quest'ultimo, se sarà necessario, possono sussistere differenze del programma di esami che variano da ateneo ad ateneo.
I riferimenti per le sedi universitarie li può trovare anche su questo sito di Infermierionline, cliccando nell'"Area Formazione" dalla home-page.

Se può esserLe utile le invio anche la delibera regionale della Lombardia sulle procedure di riconoscimento dei titoli abilitanti nell'area sanitaria conseguiti all'estero.



Cordiali saluti e buona fortuna.
Lo staff di Infermierionline

 

5- Sulla obbligatorietà dei crediti formativi ECM - Masters e Corsi di Specializzazione

Sono un'infermiera da poco diplomata, vorrei avere maggiore chiarezza sui crediti formativi,e a quale problema si va incontro se non vengono raggiunti tot crediti. Inoltre vorrei maggiore chiarezza sui master e sui corsi di specializzazione.

Grazie M.R.
 

 

 

Cara M.R.,

la formazione ECM è figlia del D.Lgs 299/99 e del DM  5 luglio 2000 del Ministero della Salute (all'epoca Sanità), su questo non mi dilungo ma ti suggerisco il sito nel quale trovare tutto il materiale direttamente dalla fonte: http://ecm.sanita.it/

Resta vero che è necessario per l'anno in corso raccogliere tra i 20 e i 40 Crediti ECM e che non è necessario raccogliere crediti in caso di formazione di base, master o altre attività universitarie nell'area sanitaria. Ad esempio se tu ti sei diplomata nel 2002 per lo scorso anno non hai obbligo di reperire crediti.
Se lavori in una azienda pubblica è possibile che tu possa accedere a crediti attraverso corsi organizzati dalla tua stessa ASL o AO; alcune regioni, quali l'Emilia-Romagna, hanno provveduto ad attivare un sistema creditizio ECM proprio ma riconosciuto a livello nazionale.

Al momento non è prevista alcuna pena sanzionatoria o punitiva rispetto al mancato conseguimento dei crediti (o perlomeno rileggendo la normativa, anche se un pò in fretta, non appare nulla circa questa eventualità) ma è possibile che il mancato raggiungimento dei crediti previsti possa ostacolare l'accesso a momenti concorsuali, di mobilità interospedaliera, regionale ecc. come ostacoli l'assegnazione di posizioni di progressione di carriera.

Nel sito che ti ho indicato puoi anche trovare gli eventi formativi aziendali e non accreditati o in fase di accreditamento: http://ecm.sanita.it/BancaDati/info.htm

Per quanto riguarda la seconda domanda richiederebbe una risposta lunga ed articolata, vedrò di essere esaustivo e schematico ad un tempo:

I master sono momenti organizzativi individuati dal profilo professionale DM 739/94 e integrati da altre norme successive che puoi trovare nel nostro sito alla pagina dei riferimenti legislativi e che, integrato dalla riforma dei cicli universitari 509/2000 permette l'attivazione di corsi dalle seguenti caratteristiche:
- durata         >1500 ore

- CFU           60
- Ambiente Università consentano una formazione complementare in aree quali:
- Area Critica
- Area Geriatrica
- Area Pediatrica
- Area Psichiatrica
- Area Salute Pubblica
attraverso un percorso costituito da moduli specialistici, trasversali e professionalizzanti.

Ogni ateneo ha poi facoltà di individuare ulteriori aree in cui sviluppare master.

Esistono master di primo livello (alcuni già attivati anche se a volte con la dizione: "corsi di perfezionamento") accessibili con il Du o il CdL per Infermiere o con il titolo regionale e un titolo di scuola secondaria quinquennale; e master di secondo livello (ancora da attuare) accessibili col possesso della Laurea specialistica (il famoso 2 del 3+2 determinato dalla riforma).

Quindi per finire e chiarire ulteriormente:
esiste una formazione verticale ed una orizzontale:
- la formazione verticale costituita daç:
- formazione di base (3 anni)
- formazione specialistica (2 anni) forse si attiva quest'anno

- dottorato di ricerca (2 anni)    ancora da attivare
- State of art ( ? non si sa ancora bene ma è solo un progetto per il momento)
- formazione orizzontale:
- i master di primo e secondo livello si sviluppano orizzontalmente alla formazione di base e specialistica (guarda nel jpg allegato lo schema) quella che tu chiami specializzazione  forse appartiene ai master. Ulteriori informazioni le puoi reperire nei siti di ogni singola università.
Il nostro staff è impegnato a tenere aggiornata la pagina dei corsi attivati ma se vuoi informazioni molto aggiornate ti conviene andare direttamente presso le università vicine a casa tua.

Sperando di esserti stato utile e di vederti e leggerti presto sul nostro sito ti saluto caldamente

Marco di Infermierionline

4- Master in Igiene e Sterilizzazione

Salve, sono un allievo infermiere al secondo anno e mi piacerebbe

sapere se esiste la possibilità di un master in Igiene e Sterilizzazione.

Se sì, quali le facoltà e i requisiti d'accesso?

Grazie Luca

 

Ciao Luca,

intanto augurissimi per il tuo percorso formativo e un caldo benvenuto tra noi prossimamente.

Quello che mi chiedi non mi risulta sia previsto dalla vigente normativa o che sia stato ancora attivato ma credo che, nell'ambito dell'autonomia didattica che ogni ateneo ha, sia possibile che per la data della tua Laurea possa essere possibile tutto.

Ma i master (intesi come formazione complementare), per essere riconosciuti come tali, richiedono 1500 ore di corso e 60 CFU; non credo ci sia abbastanza materia per organizzarne uno in questo settore.

E' più facile trovare dei moduli inseriti all'interno del Master per Infermiere di Salute Pubblica o corsi di aggiornamento accreditati ECM che trattino l'argomento.

In passato esisteva un corso per Infermiere epidemiologo (da associare alle direzioni sanitarie per il monitoraggio batteriologico delle attività di nursing nelle unità operative ecc.) ma credo che attualmente siano stati soppressi.

Se verranno attivati i master per infermiere di salute pubblica dovresti trovare in questi corsi la risposta a quello che credo voglia essere la tua area professionale.

 

Torna a leggerci, cercheremo di tenere aggiornata una pagina che indichi le università dove è possibile iscriversi a questi master

ciao da

Marco di Infermierionline

 

3- Laurea triennale e corsi per OSS - Realtà di Torino

Gradirei avere informazioni su i corsi x infermieri e aiuto tenuti a Torino.

Grazie

M. M.

Ciao,

il link per collegarti alla pagina informativa dell'Università Statale di Torino è: http://testunito.rettorato.unito.it/immatricolazioni/Facolta/

obiettivi/cdl_trien_med_chir.htm#prof_inf  il corso di laurea è triennale e dovrebbe attivarsi per l'anno accademico 2003/2004 verso l'inizio di ottobre; alla fine di luglio dovrebbero uscire i bandi per immatricolarsi.

La prova di selezione obbligatoria prevede un quiz su: cultura generale, biologia, logica ecc. Sulla disponibilità di posti per infermiere non dirti ora ma non ci dovrebbero essere problemi.

 

Per la formazione come Operatore Socio Sanitario (OSS) devi rivolgerti all'URP della tua ASL in quanto non si tratta di formazione universitaria ma professionale di concerto tra ASL e Centri di Formazione Professionale. In questo caso si tratta di un corso di 1200 ore teorico-pratiche della durata di un anno.

 

Sperando di esserti stato utile ti saluto e torna a trovarci

Marco di InfermieriOnline

 

2- L'accesso ai Masters

Sono un'infermiera diplomatami mediante scuola regionale nella meta' degli anni '90. Posseggo la maturita' tecnica, mi chiedo quindi se posso seguire un master di 60 cfu presso l'universita'.

Nel Veneto trovo ancora poca chiarezza circa la richiesta sopra avanzata. Sarei molto grata se mi forniste qualche informazione a riguardo.

Saluti, Valeria

Ciao Valeria,

ti rispondo subito:

La legge 1/2002 riconosce il diploma regionale di Infermiere professionale come: "valido per l'accesso alla laurea specialistica" ponendo come unico requisito il possesso di un diploma di scuola superiore quinquennale.

Naturalmente per te è quindi possibile accedere a master che gli atenei, nella loro autonomia didattica (riconosciuta loro dal decreto 509/99) possono organizzare.

La Federazione dei Collegi IPASVI raccomanda che i master (che a volte non hanno tale dizione ma magari si chiamano corsi di perfezionamento) siano di durata minima di 1500 ore e riconoscano 60 CFU.

Questa indicazione è utile per evitare che vengano proposti corsi morto onerosi dal punto di vista economico ma che poi lo stesso mondo universitario non riconosce.

Il discrimine tra le numerose offerte è quindi il costo, la facilitazione alla frequenza e la qualità complessiva dell'ateneo.

E' peraltro possibile che la partecipazione a master accresca le possibilità di accedere alle selezioni per la Laurea Specialistica ma non costituisca un credito formativo per tale percorso (120 CFU) che dovranno essere frequentati in toto.

Sperando di esserti stato utile ti saluto e ti invito a partecipare al forum della nostra associazione e alle chat a tema ogni giovedì alle ore 21,30

Marco di InfermieriOnline

 

1- L'importanza del diploma di Licenza Media Superiore nella formazione infermieristica

Salve ! mi chiamo Nadia sono una I.P. diplomata nel 1993   ho un po' di confusione in testa un po' per disinformazione e un po' per il disinteresse al problema che ora esporro' :    non sono in possesso della  "maturita'"  questo mi pregiudica l'accesso ai Master ?   ho letto la legge  del 26 febbraio 1999 che ha reso il mio titolo "equipollente" e non dice nulla in proposito, potete darmi qualche ragguaglio? ci sono proposte di legge per "equiparare" questi diplomi ?  cosi da non dover spendere cifre esorbitanti per un titolo di studio non richiesto all'epoca dell'iscrizione alla scuola per I.P. 

scusandomi per il disturbo recato, soprattutto perche' fino ad ora mi sono totalmente disinteressata a questa problematica, vi ringrazio  profondamente.

Nadia

 

 

Ciao Nadia,

 l'equipollenza è unicamente per la laurea di base, e, in linea generale, non puoi accedere ai masters nè alla laurea di specializzazione se non sei in possesso di un diploma di maturità.

Ma alcuni Atenei come ad esempio Modena (http://www.infermierimo.unimore.it/link2.html ) organizzano corsi di perfezionamento/master alcuni dei quali sono accessibili anche da chi non ha la maturità.

 

Se non vuoi spendere cifre esorbitanti, per ottenere la maturità, ti conviene proseguire il biennio che hai intrapreso prima del corso per infermieri. Se deciderai di fare altra scuola tieni presente che dovrai integrare tutte quelle materie che non erano comprese nel biennio che tu hai acquisito incrementando di molto il tuo studio.

I vari collegi IPASVI mettono a disposizione corsi privati di preparazione, come ad esempio per l'acquisizione del diploma in "Dirigente di Comunità". Per esperienza personale posso dirti che lo studio è tanto e faticoso, specie se contemporaneamente devi anche lavorare. Devi preparare 3 anni scolastici in uno e non è poco. Questi corsi sono a pagamento e il prezzo varia da scuola a scuola. Se sei interessata chiedi al tuo vicino collegio. Altrimenti segui la prima ipotesi che è quella di proseguire il biennio che hai intrapreso, in una scuola pubblica, frequentando tutti gli anni con calma e sicuramente meno stress.

In bocca al lupo.

Lo staff di InfermieriOnline


 

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