Il cuore secondo Kazzenger (per usare lo stile di Crozza)

 

 

 

Trascrizione del video "Il 9, (tet, l’utero) e l'embriologia negata"
 

«Il 9 è in ebraico TET. In latino "nove" è un avverbio, che significa NUOVAMENTE.

L'embriologia negata è quella dei nove mesi necessari al NUOVO, cioè al bambino, per venire alla luce.

L'embriologia negata è quella priva di logica, in quanto, anche di fronte all'evidenza, la scienza materialistica della Rai, o dello Stato, cioè la scienza di Stato, racconta la più bella ed emozionante delle storielle affinché la civiltà della menzogna persista imperterrita nel demenziale statu quo del religionismo e/o della scienziaggine, ufficiali.

Aprite dunque gli occhi, le orecchie e - perché no? - anche il vostro cuore sulle seguenti sequenze prese da Kazzenger (per usare lo stile di Crozza), in cui si narra la storiella del primato del cuore, secondo lo stile del big bang, un big bang cardiaco, in cui non si tiene conto della differenza fra spazio e tempo.

 

Ecco dunque, fra tutte le storie dadaistiche dell'emozione, la più bella secondo Roberto Giacobbo (fonte: Voyager-Speciale-Cuore, 29 gennaio 2018 Rai2):

«Roberto: "[...] E partiamo dalla più bella di tutte, dalla nascita della vita. Anche in questo caso il cuore ha un primato, perché vedremo il primo battito e lo sentiremo. Sarà un'emozione. Stefano ci sei?"
[Stefano:] "È un piacere essere insieme anche in questo Speciale. Mi preparo e ti dico che il cuore ha proprio un bel primato. Infatti è uno dei primi organi a formarsi all'interno dell'embrione. Intorno al 22° giorno di gestazione, una cellula si contrae spontaneamente, coinvolgendo le cellule vicine e dando origine a una reazione a catena, che darà inizio ai primi battiti. È così che tutto comincia. È così che comincia la straordinaria avventura della vita. Emozionante vero? [...]».

Certo, dire le favole potrà emozionare i bambini... ma il fatto che si raccontino così le cose anche agli adulti non è un granché emozionante, a meno che si sia dei creduloni.

Gli embriologi sanno perfettamente che l'esistenza della circolazione sanguigna precede nel tempo quella del cuore e delle sue pulsazioni, dunque il primato spetterebbe casomai al sangue, non al cuore, e questo primato riguarda le caratteristiche di questa circolazione sanguigna, proveniente da quella della madre. Il movimento del sangue umano proviene da quello materno NON da una pompa materna, che poi si trasformerebbe in pompetta del bambino. Infatti la funzione cardiaca, se proprio la si vuole paragonare a qualcosa di materiale, è simile alla funzione di una diga armonizzatrice.

 

Vi è un PRIMA e un POI ed un'area detta cardiogenica primitiva. Però il PRIMA, il POI, e UN'AREA, cioè uno spazio, superficialmente semplificati materialisticamente nel cosiddetto spaziotempo einsteiniano, spariscono come per magia, così come se fosse scientifico affermare che un posteggio vuoto e un'automobile che lo riempie diventino non un posteggio occupato da un'auto nel tempo ma semplicemente un auto.

PRIMA vi è una circolazione del sangue, detta fetale, e POI grazie a questa, vi è il cuore.

Invece il materialismo si occupa solo di analizzare, differenziare, definire e sezionare aspetti della realtà, senza arrivare a una sua sintesi, cioè ad una sua caratterizzazione concreta.

Certamente ogni caratterizzazione è sempre perfettibile e mai esaustiva. Però sentite cosa dice l'"Enciclopedia della Medicina", De Agostini, p. 305, Novara 1990 - «La circolazione fetale differisce dalla circolazione adulta principalmente per il fatto che il sangue deve ossigenarsi [anche se] gli organi respiratori (polmoni) non sono ancora funzionanti».

Gli organi respiratori non sono ancora funzionanti, questo è vero, ma non sono funzionanti ESATTAMENTE COME NON È ANCORA FUNZIONANTE IL CUORE E GLI ALTRI ORGANI.

Questo però non si dice, perché si deve dire che il cuore fa pulsare il sangue o che il cuore pompa sangue. Questo imparano i bambini alle elementari. Ma chi lo pompa? La magia? Un'auto non va per magia. Ci vuole la benzina. Ma la benzina della "macchina umana" dov'è? Cos'è? Cos'è l'energia? Da dove viene?

Ma torniamo alle immagini. Se si osservano meglio si vede proprio il contrario della loro descrizione materialistica, anche se da queste immagini è stato rimosso il colore affinché non si noti il rosso del sangue in movimento. Ma non è stato rimosso del tutto. Infatti si può osservare come in alcune immagini i colori non siano stati completamente rimossi, e ciò per mostrare la cosiddetta "area cardiogenica primitiva" in cui dovrà formarsi, a partire, sì, dal 22° giorno di gestazione, un "primordio di cuore" - così viene chiamata quell'AREA anche se in quell'area vi è solo un adattamento del sangue - un "cuore" fra virgolette, che però non farà mai pulsare un sangue successivo al cuore, dato che nel feto il sangue precede il cuore.

 

Nel 22° giorno è ancora solo il sangue materno a circolare fin nel feto e solo alla fine della 4ª settimana tale movimento incomincerà ad autonomizzarsi rispetto alla rete capillare di sangue esistente, che si adatta in quell'area, come l'acqua si adatta ad una diga formando un laghetto, appunto.

 

Ripeto: un'area è come un posteggio. Se poi nel posteggio arriva un'automobile non si può confondere quell'area con l'automobile, dato che l'auto viene dopo. Per dirlo bisogna farsi einsteiniani e credere che il tempo e lo spazio NON siano differenti, e cioè che nello spaziotempo il passato, il presente, il futuro e lo spazio, cioè l'altezza, la larghezza e la profondità, tutto ciò sia un'unica realtà. Allora in base allo spaziotempo si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto.

Ma torniamo al feto. Nella vita fetale le condizioni anatomiche della circolazione del sangue subiscono varie modificazioni per cui si distinguono: una "prima circolazione" (o "circolazione vitellina"), transitoria e di breve durata, che si effettua fra cuore, vasi dell'embrione e vasi vitellini, e una "seconda circolazione" (o "circolazione placentare"), che compare già nell'embrione ma che si perfeziona nel feto con la formazione e lo sviluppo della placenta, e che fa capo ai vasi ombelicali (arterie e vena ombelicali, QUINDI SANGUE ROSSO E SANGUE BLU). Questa seconda circolazione rappresenta il dispositivo circolatorio proprio del periodo fetale E PERMANE FINO ALLA NASCITA DEL BAMBINO.

Perché lo si nasconde? Forse che la scienza odia i colori?

Forse che anche nel microcosmo si vuole nascondere il problema macrocosmico del redshift rispetto al blushift dell'astrofisica di Halton Arp? Sembra proprio di sì. Infatti se la circolazione si sviluppa prima del cuore, è impossibile che sia il cuore a generarla. Come fa il cuore a generare una circolazione se la circolazione si sviluppa prima?!

 

Questa che ho detto sembra una battuta di Grillo sull'inesistenza del debito pubblico. E la battuta era questa: se i soldi sono nostri, allora perché ce li prestano (http://creativefreedom.over-blog.it/article-se-i-soldi-sono-nostri-allora-perche-ce-108745072.html)?

 

[...]

 

Grillo aveva ragione. Eppure il grillismo crede ancora al debito pubblico, dato che i "grillini" parlano del debito pubblico come se esistesse davvero, come se fosse una realtà.

 

[...]

 

La scienza materialistica (cioè tutta la scienza, dalla giurisprudenza alla fisica teorica fino all'astrofisica, passando per l'embriologia, ecc.) sostanzialmente NON vuole aprire gli occhi, perché se aprisse gli occhi, vedendo il rosso e il blu del sangue nell'embriogenesi e il redshift ed il blushift del macrocosmo, non solo come spazio ma anche come tempo, vedrebbe che l'attività del cuore ed il big bang non sono i primi elementi di sviluppo della vita.

I movimenti del cuore non sono causa, ma effetto delle pulsazioni del sangue. Ripeto: i movimenti del cuore non sono causa, ma effetto delle pulsazioni del sangue. Ripeto ancora perché la cosa è grandissima: i movimenti del cuore non sono la causa, ma sono l'effetto delle pulsazioni del sangue.

Questa cosa non la si vuole accettare ma è strabiliante. Questo, sì, che fa realmente emozionare: non è il cuore che fa muovere o emozionare il sangue ma è il sangue che fa muovere o emozionare il cuore. E lo fa attraverso l'attività interiore dell'io.
Emozionare proviene da emozione e da mozione, cioè da movimento, movimento interiore, dall'attività interiore umana, l'anima, quello che si anima dentro l'uomo. E qui abbiamo il muoversi del sangue, cioè la circolazione del sangue.

Ma guai a parlare dell'io per questa scienza, che vede l'io come se fosse il diavolo, dato che è immateriale e quindi impossibile da misurare.

Con la scienza di oggi si entra infatti nella misurazione e nella convenzione, quindi nella superstizione, dato che si crede a qualcosa che sta sopra ogni altra cosa (quod super stat) senza verificarne il contenuto. Si crede cioè che sia scientifico solo ciò che si può contare, misurare, formulare, ecc. e questa è appunto antilogica, dato che l'immensità macrocosmica del cielo è immisurabile.

Nel microcosmo, idem: l'antilogica nell'embriologia esprime anche qui la stessa malattia dell'antilogica macrocosmica, cioè la rimozione del giudizio critico, non solo su quanto è immisurabile ma anche sul misurabile, dato che si crede agli "anni luce" come misura spaziale, cioè si crede addirittura a una misura fatta di tempo per misurare l'immensità spaziale dello spazio. La rimozione del giudizio critico è opera delle scuole di Stato, a sua volta poggiante sulla scienza di Stato.

Dunque è un cerchio chiuso di cecità volontaria, che si esprime NON SOLO nel non voler vedere l'inconsistenza della creazione dal nulla o big bang (dato che la superstizione della creazione dal nulla è la stessa superstizione del big bang, mega castroneria senza pari), ma anche nel non voler vedere che nella vita dell'embrione il sangue precede il cuore e che il cuore non può avere alcun primato.

Non occorre neanche riferirsi all'astrofisica o alla fisica per avvertire la realtà del cuore come elemento mosso dal sangue, e NON SOLO NELLA VITA FETALE MA ANCHE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI, NELLA VITA QUOTIDIANA DI TUTTI. Basta osservare in noi le dinamiche fisiologiche della paura e della vergogna. Di questo ne ho parlato molte volte, considerando il sangue come veicolo materiale dell'immateriale io. Da questo punto di vista i sentimenti di paura e di vergogna testimoniano che è il sangue a far battere il cuore, e non il cuore a pompare i battiti o a generare i battiti: se io mi spavento divento pallido perché il sangue dalla periferia va a proteggermi nel mio centro di equilibrio. Perciò divento pallido. Il cuore è un centro di equilibrio non una pompetta. Se invece mi vergogno, dal centro di equilibrio di me stesso vorrei fuggire via, oltre me stesso, fuori, nel cosmo. Qui il sangue è testimone della mia volontà centrifuga e mi fa arrossire.

Questa testimonianza però non vale per gli insegnamenti dati dalle scuole dell'obbligo (obbligo di Stato), perché in base all'insegnamento che riceviamo dalle scuole elementari fino alle università, la rappresentazione del cuore-primato o del cuore-pompa diventa così radicata in noi che concepire il vero, appare un'assurdità. Infatti se dici a un medico che non è il cuore che mette in moto il sangue, ma che è invece il sangue a mettere in movimento il cuore e l'io a mettere in moto il sangue, costui ti guarderà in modo strano...

L'uomo attraversa, nella vita embrionale, uno stadio in cui ricorda una foglia, quello appunto detto dei due e poi tre foglietti germinativi, su cui si ferma particolarmente l'attenzione di Weihs (Thomas J. Weihs "Embriogenesi. Lo sviluppo embrionale nel mito e nella scienza", Ed. Filadelfia).

Questa forma fogliare è però situata all'interno di una piccola cisti (o vescica, cavità rotondeggiante) e da ognuna delle due pagine presenta una cavità (amnios e sacco vitellino) chiusa come da una piccola volta celeste.

Ma l'uomo, cioè l'individualità che si deve incarnare, porta più oltre questa figura, con la quale la prima fase dell'embriogenesi si conclude, muovendo assieme a questa forma elementare anche lo spazio circostante che le corrisponde.

Dal primo di questi foglietti, quello dorsale, detto ECTODERMA, l'uomo trae la pelle e il sistema nervoso; dal secondo, ventrale, cioè dall'ENTODERMA, l'uomo, cioè questa individualità, trae il tubo digerente e gli organi interni; dal terzo foglietto, quello intermedio, MESODERMA, trae il cuore, i muscoli, le ossa, e i reni.

All'incirca nel tempo in cui si avviano i complessi movimenti che, dai tre foglietti, sollevano la figura umana attuale, differenziando una regione dorsale e ventrale, ed una lateralità destra e sinistra, compaiono al polo anteriore, cefalico, e a quello posteriore, caudale, l'abbozzo del cuore e quello delle vie escretrici a cui si collegheranno gli stessi organi riproduttivi.

Ciò consente alcune ulteriori riflessioni, attinenti al rapporto metamorfico tra cuore e utero.

Entrambi questi organi (cuore e utero) originano dal mesoderma per fusione successiva di una duplice struttura iniziale: il cuore dai due tubi cardiaci provenienti dalla vena ombelicale e l'utero dai due dotti di Müller (queste cose poi ve le andate a studiare, a vedere). Il cuore e l'utero sono organi impari, mediani e cavi, muscolari e con un netto parallelo nella struttura: pericardio e perimetrio, miocardio e miometrio, endocardio ed endometrio. Nel cuore e nell'utero, le fibre muscolari sono disposte in tre strati e presentano una disposizione simile: nei ventricoli del cuore la disposizione è di tipo elicoidale, nello strato medio e interno dell'utero è spiraliforme.

In questi due organi, pur se diversamente, esiste un rapporto particolare col sangue e col calore, al di là del fatto che ciascuno ha una propria vascolarizzazione: come nel cuore si riconosce un tessuto muscolare di conduzione, differenziato alla base della sua capacità contrattile e del suo ritmo, indipendente dalle vie nervose, così i fisiologi parlano oggi di un pace-maker uterino localizzato in prossimità dell'inserzione delle tube di Fallopio.

Oltre a queste apparenti analogie, tra cuore ed utero, vi è poi una polarità significativa (cioè analogie se le si vuol vedere): nel cuore le cose più importanti sono la fluidità del sangue, l'arresto momentaneo della circolazione e il vortice che vi ha luogo portando per tempi infinitesimali il sangue fuori dal peso, all'interno di un sistema che deve restare rigorosamente chiuso; nell'utero ciò che più conta è la coagulabilità e la formazione di un tessuto spugnoso, lacunare, ricco di sangue, nonché il flusso mestruale, e l'aprirsi al mondo esterno col periodico abbandono del sangue alle forze del peso.

A proposito del cuore, la veggenza di Tommaso d'Aquino si esprimeva così: "Il movimento del cuore nell'animale è come il movimento del cielo nel mondo". Il movimento, cioè l'animarsi del cuore, è infatti proveniente dall'anima ed è dotato di regolarità stellare, solare.

La veggenza di Steiner considera il cuore come l'organo che accoglie le influenze solari e che le dirama poi a tutto l'organismo.

Così come la caratteristica dell'animale è l'anima, allo stesso modo la caratteristica dell'uomo è l'io.

In altre parole, si può dire che il cuore della madre è quello che accoglie l'io, l'individualità... è il cuore della madre ad accogliere l'io, che si prepara a nascere venendo dal cosmo e che concentra sulla sua formazione le forze solari che glielo portano. Insomma, le forze del cosmo fecondano l'organismo femminile non meno del seme maschile.

 

Ripeto: le forze del cosmo fecondano l'organismo femminile non meno del seme maschile.

Il concepimento umano quindi è un evento spirituale, celeste, che precede e consente quello terreno, biologico.

Attraverso il cuore della madre si compie l'immacolata concezione di OGNI uomo che viene al mondo.

 

 

DI OGNI UOMO CHE VIENE AL MONDO...

 

OGNI = TUTTI

 

Il nuovo essere che viene alla luce guida poi il processo di fecondazione cellulare. Ecco perché la donna diventa misticamente Luna: diventa Luna per poter accogliere in sé le influenze solari. Nell'immagine della Madonna Sistina di Raffaello vi è dunque molto più di un'ingenua rappresentazione della maternità: la Madre si alza sopra la terra-luna verso i cieli e di lì accoglie uno dei molti esseri che guardano giù, lo porta sulle braccia al mondo, alla luce del mondo. È la rappresentazione del gesto cosmico del concepimento umano, dell'immacolata concezione che per OGNI UOMO precede e consente la concezione terrena.

E poiché OGNI UOMO che viene al mondo ha a che fare con un embrione caratterizzato da sangue materno che inizialmente e per 9 mesi vi circola permettendo l'autonomizzazione della circolazione del sangue dell'uomo nascente, attraverso il cuore della Madre (che qui è anche madre cosmica) si compie quell'immacolata concezione che, come dice Weihs nel suo libro "è stata rivelata nei Vangeli per la prima volta" ed è "valida per ogni concepimento umano".

Il ritmo cardiaco, che non c'entra nulla con la sua misura, è ciò che scaturisce dall'incontro di due processi opposti, quello del ricambio e quello nervoso; scaturisce perciò dal crearsi di un'alternanza, che si manifesta soprattutto a livello del respiro e del cuore, ma che è presente anche in tutto il restante organismo: "caratteristiche del ritmo - scrive Giuseppe Leonelli, un vecchio amico degli anni '80, un medico di Milano - sono la ripetizione, le pause, la variabilità nel tempo, la costanza. L'onda, col suo succedersi di convesso e concavo, ne è la rappresentazione usuale, ma non unica - continua Leonelli. - In musica per esempio si ricorre ad un'altra rappresentazione" (Giuseppe Leonelli, "Medicina antroposofica. Lezioni ordinate del Corso di formazione dei medici", Vol. 2°, p. 133 e seguenti, Aedel Edizioni Torino, 2011).

Bene. Grazie all'osservazione di quanto avviene realmente nell'embrione possiamo perciò - almeno in parte - passare dal cosiddetto inconscio (dato che i fatti che vivemmo nell'embrione non li ricordiamo in quanto il ricordo umano incomincia a partire dal 30° al 36° mese o dal 3° anno di vita circa) alla consapevolezza che non proveniamo solo da uno spermatozoo e da un ovulo ma anche da un grembo cosmico, presente in alto come in basso, come giustamente vedeva Ermete Trismegisto.

«In ogni creatura umana vi è un luogo di creazione, un "utero", senza il quale il mondo, in quanto insieme informe di impressioni, non potrebbe sussistere. Là, dove le cose prendono forma e senso, si svolge la vita psichica dell'"io" e del "sé" [...]. Il "sé" è un termine usato in psicologia e si differenzia dall'"io" sia per il fatto che quest'ultimo è in parte inconscio, sia perché gli conferisce consapevolezza di permanenza e di continuità rispetto al tempo che pur lo metamorfosa. Il "sé creativo" corrisponde altresì all'istanza e al potere di libertà, capaci di rendere significative le esperienze individuali. Come l'immagine di una "coppa" o le immagini di due simmetrici "visi", visti di profilo, dipendono dalla libertà del nostro osservare, così è anche grazie all'uomo che le cose del mondo prendono significato» (Nereo Villa, "Il sacro simbolo dell'arcobaleno", Ed. SeaR, Reggio Emilia 1998).

 

Nel 1932, Bremer di Harvard filmò nei primi stadi di un embrione il sangue che circolava in flussi a spirale, prima che il cuore iniziasse a funzionare (J. Bremer, 1932, "Presence and influence of spiral streams in the heart of the chick embryo", American Journal of Anatomy, 49: 409-440). Sorprendentemente, fu così impressionato dalla caratteristica a spirale del modello del flusso del sangue che non si rese conto che il fenomeno davanti ai suoi occhi aveva demolito il principio della propulsione per pressione.

In precedenza, nel 1920, Steiner del Goetheanum (Svizzera), aveva fatto notare in conferenze rivolgendosi a dei medici, che il cuore non è una pompa che costringe del sangue inerte a muoversi con la pressione, ma che il sangue ha una sua propria biologica dinamica. Inoltre affermava che la pressione non provoca la circolazione del sangue, ma è causata INTERROMPENDO la circolazione.

 

Ecco perché anticamente il cuore era detto SENSORIO COMUNE, dato che nel cuore fluisce per ognuno (universalmente) tutto l'apporto di pensiero formativo - "INTERROTTO" dalle oscillazioni tra il percepire dei sensi e l'intuire - proveniente dall'alto, cioè dal "cranio" ("golgota" in ebraico), dunque ben più dei tre o quattro concetti con cui ce lo rappresentiamo materialisticamente come pompetta».