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Museo archeológico" Antonini"

Centro italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane

(CISRAP) - Filiale di Nasca - Perú.

Centro de Estudios Arqueológicos Precolombinos ( CEAP).

antonini archaeological museum

Museo arqueológico Antonini

 

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Il Museo Archeologico Antonini è amministrato dal Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane (CISRAP), in base a un accordo con il Governo Peruviano.

In esso si custodisce e si analizza il patrimonio archeologico proveniente dalle attività di ricerca realizzate dagli studiosi del "Progetto Nasca" nel centro cerimoniale di Cahuachi ed altri importanti siti della Valle del Río Nasca, fin dal 1982. Ogni reperto, quindi, appartiene ad un contesto certo ed è documentato scientificamente, completo d’ogni sua associazione culturale.

http://www.geocities.com/proyectonasca/

Il complesso museale si sviluppa su di una superficie interna di 750 m2 e comprende un parco archeologico all’aperto di 1600 m2, dove si può ammirare l’Acquedotto di Bisambra, vestigia del talento degli antichi abitanti nel campo dell’ingegneria idraulica

Nel parco archeologico sono visibili delle ricostruzioni di tombe, in dimensione reale, con imitazioni delle sepolture e del relativo corredo funerario, alcune riproduzioni delle micropitture rupestri di Huayhua ed un fedele modello, in scala ridotta, dei geoglifi della Pampa di Nasca.

Il percorso segue un criterio che tiene in considerazione i diversi fattori che condizionarono lo sviluppo delle società che s’insediarono nella Valle di Nasca e nel territorio confinante.

Uno dei più importanti fu l’ambiente, nel quale l’uomo del Bacino del Río Grande di Nasca apprese ad impiegare le risorse naturali. Un altro, fu il modo di utilizzare e trasformare lo spazio fisico disponibile, con finalità economiche e di controllo, sia politico, sia religioso.

La prima sala del Museo introduce alla sezione dedicata all’ambiente ed alla descrizione dei principali siti e monumenti archeologici dell’area: Pueblo Viejo, Cahuachi, Estaquería, Paredones e gli acquedotti o gallerie filtranti.

I reperti esposti comprendono dei campioni di piante coltivate, ritrovati durante gli scavi, oltre ad alcuni esemplari di recipienti ceramici, appartenenti a differenti fasi cronologiche e culturali dei siti oggetto delle ricerche.

 Tazza sfondo.jpg (67735 byte) Pueblo Viejo, tazzone policromo con rappresentazione ornitomorfa di vencejos.

I pannelli che illustrano questa sezione comprendono quadri cronologici, mappe, fotografie aeree, immagini dei principali siti archeologici ed un’ampia descrizione dell’arte rupestre presente nel territorio di Nasca e Palpa, con la riproduzione dei disegni più significativi. Segue una sezione dedicata ai geoglifi, con una ricca varietà d’immagini e disegni corredati da testi descrittivi ed interpretativi.Da questo punto, le tematiche del Museo affrontano tutti gli aspetti della società Nasca. Gli oggetti che sappiamo essere stati associati ad altri o con il luogo in cui furono ubicati, permettono di ricostruire, con un elevato livello d’approssimazione, svariati dettagli della vita quotidiana, dell’economia e dell’organizzazione del popolo di cui ammiriamo la produzione.

Tazzone S_Calara.jpg (19569 byte) Santa Clara, recipiente policromo antropomorfo.

Le tre ampie sale successive sono dedicate ai siti di San José, Pueblo Viejo e Cahuachi, con una ricca esposizione di ceramiche, tessuti, manufatti d’osso, conchiglia, legno, terracotta, esemplari di cesti, di zucche incise o pirografate, resti ossei e vegetali, ognuno proveniente da contesti specifici, meticolosamente descritti e studiati sistematicamente con metodi adeguati.

Per ottenere una presentazione didattica delle tecniche costruttive adottate nel campo dell’architettura Nasca, il Museo conta su alcune ricostruzioni d’elementi murari, di colonne, delle tipiche scalinate, oltre ad esempi dei diaframmi più semplici, come le pareti in canniccio e argilla. Per poter comprendere appieno la monumentalità che caratterizzò Cahuachi nella sua fase di massimo splendore, è stata realizzata la ricostruzione in scala 1:1 di una parte della facciata nord del “Templo del Escalonado”, scoperto nel 1987. Si tratta dell’unico esempio di parete decorata con un fregio continuo, sinora conosciuto nella Valle di Nasca.

Mummia.jpg (144985 byte) Corpo mummificato con evidente deformazione craneale rinvenuto in una tomba di Usaka, durante gli scavi del 1989.

Le cerimonie ed i rituali associati alle sepolture oppure ai momenti costruttivi, sono rappresentati da un’importante collezione di teste-trofeo o da offerte di differente natura, oltre che dalla ricostruzione di una tomba contenente un individuo mummificato autentico, con deformazione craneale.

Anche l’arte tessile, grazie alla quale i Nasca raggiunsero un gran prestigio, è rappresentata da alcuni reperti che sono unici per gli elementi iconografici che li caratterizzano. Sono esposti anche gli utensili impiegati per la loro fabbricazione.

 Cahuachi. Dettaglio di un  tessuto dipinto con motivo allegorico.            Textiles0001.jpg (108654 byte)

La musica rivestì anch'essa un ruolo importante, soprattutto se la consideriamo come l'elemento necessario alla celebrazione di rituali durante le cerimonie officiate a Cahuachi o nel corso d'azioni relazionate a riti funebri. Il Museo custodisce uno dei più importanti complessi di "antaras" (Flauti di Pan) di ceramica esistenti al mondo.

L’ultima sala comprende materiali appartenenti alle fasi medie e finali di Nasca, ritrovati durante gli scavi ad Estaquería e nel settore più tardo di Pueblo Viejo. Sono esposti, inoltre, manufatti provenienti dalle ricerche in siti ubicati in altre valli, tra cui quelli di Usaka, Santa Clara e Jumana. Per quanto concerne il Periodo Intermedio Recente, precedente alla dominazione incaica, i materiali provengono prevalentemente dalla "Ciudad Perdida" di Huayurí, scavata nel 1984 e 1985, oltre che dal settore corrispondente all'occupazione finale di Pueblo Viejo in epoca preispanica.

Acquedotto_Museo.jpg (73897 byte) ACQUEDOTTO PRECOLOMBIANO DI BISAMBRA

 Nell'area compresa tra il Rio Nasca ed il Rio Las Trancas, le antiche popolazioni adottarono un ingegnoso sistema di captazione idrica, quello delle gallerie filtranti o puquios, provvedendo così alla raccolta delle acque ed al loro convogliamento in speciali depositi nella stessa area. Ciò permise d'usufruire di riserve utili all'irrigazione nel corso di tutto l'anno, senza dover dipendere dalle piogge stagionali.

Quello di Bisambra, restaurato dal comune di Nasca nel 1991, in collaborazione con il C.I.S.R.A.P., è uno dei puquios con maggiore portata d'acqua di tutto il territorio. Sebbene in gran parte il suo percorso sia stato distrutto dall'urbanizzazione incontrollata degli anni'70, costituisce ancora oggi una considerevole riserva idrica necessaria al fabbisogno della popolazione. La porzione restaurata dell'acquedotto si può ammirare all'interno del parco archeologico del M.A.A.

 

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