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Data di creazione : 21 aprile 2005

Ultima modifica : 01 giugno 2005

 

Questo racconto nasce il 21 dicembre 2003. Credo di averlo scritto a seguito di alcune riflessioni sulla bontà, sullo spirito di sacrificio, sulla generosità scaturite in me dall'avvento del Natale. O forse a seguito di un sondaggio in cui si chiedeva alla gente quale fosse il super potere che, se avesse potuto, avrebbe desiderato avere.

Da tutto questo è nato il racconto che segue, calato in un'atmosfera tendente al fantasy, in cui il protagonista ha la possibilità di scegliere un particolare dono, un potere che gli permetta di cambiare completamente la propria vita.

Di sicuro, decidere tra un'infinità di possibilità non è semplice anche perché si tratta di una scelta importante, che permette di cambiare la propria vita.

E al contempo si parla di una scelta radicale, di un cambiamento di vita irreversibile.

Non è facile scegliere, se non si ha ben chiaro che cosa si vuole esattamente..

Buona lettura.

 

 

 

-=Mist=-

 

 

Una spaventosa visione prende forma.

Un demone è fermo nella nebbia.

Le zampe taurine, la figura terribile e possente. Il corpo di colore nero, forte, liscio ma ricoperto di piccolissime squame.

Orribili, sopra il volto infernale, spiccano due corna.

Le braccia forti sono tese lungo i fianchi mentre, alle spalle del mostro, la coda ondeggia calma.

Nei suoi occhi spaventose visioni degli inferi.

La tenebra lo avvolge e la nebbia non tocca nemmeno la creatura maledetta dal cielo.

In piedi, nella nebbia che lui stesso genera attraverso la magia, attende un segno.

Attende il suo arrivo.

Avanza nella nebbia una seconda figura.

Avanza stancamente, senza paura alcuna: riconosce la magia che genera quella nebbia, la loro unica difesa dagli occhi del mondo.

La sua presenza è luce e la magia si dirada al suo cospetto, accogliendola.

La figura divina avanza barcollando verso il demone feroce.

Le candide ali di luce sono a brandelli mentre la veste risulta strappate e intrisa di sangue.

E' un angelo divino, bella e irreale, una creatura di luce e di calore.

Avanza a fatica, esausta e debilitata dalle innumerevoli ferite.

Quando finalmente lo vede, un lieve sorriso le compare sul volto.

E mentre chiude gli occhi e crolla a terra il demone scatta verso di lei: la sua velocità non ha eguali e raggiunge la sua compagna prima che essa tocchi il suolo.

La stringe tra le braccia, nei suoi ultimi istanti di vita.

Le accarezza il volto, contemplandone la bellezza.

Le scosta una ciocca di capelli dal volto.

Incapace di reagire tace e le rimane a fianco mentre un nuovo sentimento cresce dentro di lui.

Le ferite del suo corpo sono state inflitte con la magia: da esse non vi è cura e ad esse egli non può porre rimedio, capace soltanto di distruggere e di ingannare.

E la giovane angelo appare allo stremo, in fin di vita, incapace di parlare e di utilizzare la propria magia per salvare se stessa.

E' la condanna, la punizione per il loro amore clandestino.

La giovane angelo solleva una mano cercando un contatto, un ultimo disperato contatto con la creatura demoniaca a cui ha donato il suo amore.

Entrambi non posseggono anima, nati con l'unica missione di obbedire alla forza da cui sono stati creati, la Tenebra o la Luce.

Tuttavia, qualcosa di anormale accadde nel giorno del loro primo incontro: i due eterni rivali non combatterono.

Anzi, rimasero turbati, immobili, l'una di fronte all'altro, incapaci di respirare, incapace di capire.

Qualcosa di blasfemo accadde ed essi ingannarono tutti vivendo un amore clandestino, scoprendo l'universo dei sentimenti umani da sempre negato ad angeli e demoni.

Insieme giocavano ad essere come gli umani, negando e fuggendo il mondo intero, coltivando quel sentimento che i mortali chiamano amore.

Ma come non è concesso, ad angeli e demoni, di provare morte e dolore, così è loro negata la vita e l'amore.

Per questo quando gli angeli scoprirono cosa accadeva nel cuore della loro sorella di luce, eseguirono la condanna colpendola a morte, ferocemente e senza pietà al fine di estirpare la menzogna in lei insinuata dal demone che lei seguiva.

E ora,  insieme nella nebbia, l'una accanto all'altro, pagano per i loro sentimenti.

Non riescono a parlare, sopraffatti dalla disperazione della separazione, dalla forza del dolore cui non sanno dare un nome.

Nella nebbia i due amanti si separarono per sempre, senza nemmeno una parola.

Per la prima volta, le lacrime sul volto di un demone.

Nascono dagli occhi nati nel fuoco dell'inferno e scendono sul volto della sua amante.

Giungono i sicari della giovane angelo: una luce immensa illumina la nebbia e si abbatte violenta sui corpi degli amanti maledetti.

Una tremenda battaglia ingaggiano gli angeli ed il demone, una lotta di folgori e magia, di luce e di tenebra mortale.

Grande e tremendo è il potere della creatura infernale e la rabbia che cova nel suo cuore nero grida vendetta.

La sua furia e il suo dolore spazzano via la squadra degli angeli, ridotti a brandelli dal fuoco maledetto dell'inferno, dilaniati e squartati dalla forza dei suoi possenti artigli, trucidati da quel demone innamorato che li combatte ignorando la loro magia, i loro colpi e le loro arti divine.

La nebbia tenebrosa avvolge l'intera zona mentre gli angeli e il demone combattono.

Solo una figura emerge dalla nebbia fatta di tenebra, un demone feroce ferito a morte, ricoperto di ferite e di sangue nero, bruciato dalla luce degli angeli.

Avanza a fatica, zoppo, reggendo il corpo di una giovane angelo.

Non l'avrebbe abbandonata, non avrebbe permesso che la sua esistenza finisse nel vuoto, condannata per sempre all'oblio.

Avanza lentamente, mentre occhi soprannaturali osservano i movimenti della loro preda: compaiono tre demoni feroci, spaventose visioni di terrore, di gelo e di morte, di fuoco e veleno. Abominevoli a vedersi, tremendi e feroci, avevano atteso l'esito dello scontro tra gli angeli e il loro fratello blasfemo.

Attaccano all'improvviso.

Senza tregua e senza sosta un vento maledetto si abbatte sui corpi degli amanti: tremendi attacchi di fiamme e gelo, infine, completano l'opera di distruzione di cui erano incaricati.

La condanna è stata eseguita.

Così quel demone cade e si estingue vicino al corpo di un angelo.

E poco prima di spegnersi, muovendo con immane fatica quel poco che rimane del suo corpo orrendamente mutilato e devastato dalla vendetta del cielo e degli inferi, tendendo l'unico braccio che gli rimane, la sua mano incontra quella di lei.

Nonostante la furia dei suoi fratelli, nessuno dei loro colpi aveva intaccato il corpo dell'angelo, essendosi egli sempre frapposto quale scudo fra la magia infernale ed il cadavere di colei che chiamava Amore.  

Un accenno di sorriso si dipinge sul volto della creatura infernale, un immagine di serenità poco prima di estinguersi nel nulla assieme a colei che gli aveva permesso di vivere come un umano.

 

 

Leonardo Colombi

 

 

-=Commenti ricevuti=-

 

Commenti ricevuti dal sito scrivendo :

da dany (30 mar 05):

Un bellissimo racconto,le immagini intense fortemente delineate di luci e di ombre, mi hanno fatto pensare ad un quadro di Caravaggio per la loro drammatica evidenza visiva ed emotiva.L'amore come incontro improbabile di estreme diversità da tutti ferito e infine ucciso è un tema profondo e sempre attuale, è grande la fortuna di essere uomini capaci di sentire ed anche si soffrire, insomma di essere, comprendento quello che in ognuno di noi c'è di delicato angelo e di orrendo demone e sapendo che le parti a volte sono intercambiabili, l'angelo uccide e il demone piange,ciao, daniela

da WEST (15 apr 05):

Anche a me è piaciuto moltissimo, uno scritto pieno di significati, molto bello e particolareggiato nelle descrizioni compreso l'aspetto del demone, il mostro con un cuore. L'unico neo ma facilmente eliminabile è tutta quella spiegazione prima del testo. Non c'è bisogno secondo me. Se vuoi dire qualcosa fallo dopo, prima non spiegare mai nulla.
Complimenti. :)
Ciao!

 

Commenti dal sito e dalla mailing list di Fantasy Story:

da Poice (14 mar 05):

Ciao Leonardo sono Cate

mi è piaciuto molto il tuo racconto-poesia. Se ti riesce dovresti metterlo un po' di più in prosa. Per il finale, anche se forse un po' scontato li farei diventare esseri umani... ricordi "Il cielo sopra Berlino"?

Penso che le due battaglie siano centratissime ma esiste una Forza Superiore l'Armonia dell'Universo che può intervenire per questo... se si tratta di Amore allora l'Amore è invincibile!

Compimenti ancora

 

da Astfelia (14 mar 05):

La tua storia d'amore e morte fra il demone e l'angelo mi è piaciuta: la trovo struggente e poetica, anche per i toni con cui l'hai scritta.
Ho notato che hai uno stile descrittivo, tendi a spiegare molto, ma, a mio modesto avviso, in alcuni casi qui sarebbe stato meglio suggerire, sottintendere qualcosa, lasciando un po' più spazio all'intuito di chi legge. esempio:
> Entrambi non posseggono anima, nati con l'unica missione di obbedire alla
> forza da cui sono stati creati, la Tenebra o la Luce, non hanno bisogno di
> provare nulla.
> A loro non era concesso il dono di provare gioia e dolore, né amore e
> sofferenza, né alcuno dei sentimenti umani.
Mi sembra un po' prolisso, forse basterebbe dire che a loro non è concesso provare umani sentimenti, non so se mi spiego. Inoltre eviterei nessi come "Per questo", "Purtroppo" etc.. Penso che ciò renderebbe la storia ancora più lieve e suggestiva.
Comunque bello, complimenti! ^___^

 

da iliannrs (15 mar 05):

Molto bello! E' davvero un'idea valida, secondo me.

La metrica però mi sembra imperfetta, consiglio di trasformarlo in prosa, o meglio spaccare i periodi lunghi a metà in modo da ottenere una specie di poema, perlomeno.
Ricorda: l'enjambment fa comunque un bell'effetto.

Riguardo all'Amor Vincit Omnia, mi sembra più corretto lasciare che sia il dogma cristiano a dominare in una mitologia cristiana, quindi per me va bene così

 

da Selena (21 mar 05):

E' un tema piuttosto classico, quello dell'amore infelice tra due esseri di razze diverse. Credo che mi piacerebbe molto come poesia...

Il titolo è evocativo, ma non rende la forza del combattimento... ^.^ però rende benissimo l'immagine iniziale, e l'ambientazione.

Concordo sull'ampliamento del finale, se vuoi tenerlo come racconto.

Vista però l'idea, e l'avvenire degli eventi, l'idea di renderlo in rima o almeno in poesia, con un tono di epicità, mi piacerebbe molto.

 

da Straniero (23 mar 05):

Ciao Leo!
ho letto il tuo " Mist " solo adesso e devo dire che mi è piaciuto molto.
bella l'idea dell'Amore impossibile fra demone ed angelo, anche se io ho sempre avuto dubbi sul sesso di queste creature immortali! :-)
credo che la forma sia azzeccata: né poesia né prosa, ma una via di mezzo che ha sprazzi di lirica davvero intensi, con rime interne azzeccatissime.
se riuscissi ad ampliarlo con qualche digressione, ne potresti fare un bel poema in versi sciolti e prosa, certo, cosa non del tutto nuova, ma se una storia è bella... che ci frega?
davvero, complimenti

 

Commenti dal sito Penna d'Oca:

da Nefti/Cinzia Baldini (27 gen 06):

Molto bello, molto romantico e molto commovente. Mentre lo leggevo sembrava che le parole accarezzassero i protagonisti del racconto: l'angelo ed il demone. Veramente bello e originale. Ottimo testo Leo, complimenti!

 

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