la pizia weblogs
giugno.01

Questa sono io, senza filtri, senza diplomazia, senza inibizioni, come tutti voi mi conoscete


30 giugno 2001
A.I. e' la storia di uno stupro.
Il protagonista e' massacrato dall'inizio alla fine del film. Il film stesso viene massacrato a colpi d'accetta, senza pieta', che si crede sempre sia finita ma no, arriva puntuale l'ennesimo colpo anche quando oramai la cosa e' chiaramente una poltiglia di carne. Lo spettatore e' stuprato da un didascalismo che qui supera ogni precedente. Il gusto di un regista dovrebbe essere quello di seminare significati qua e la' e strizzare l'occhio ogni tanto, cosi' che a chi guarda rimane il gusto di scoprire cosa si nasconde sotto, strizzare l'occhio a sua volta, come dire "ahh, t'ho capito qui...". Invece ogni volta che avanzi un'iniziativa arriva puntuale il sottotitolo, come se in 2001 Odiseea nello spazio, con il monolite si sentisse una voce fuori campo che dice "e la conoscenza arrivo' sulla terra trasformando quelle scimmie che vedete li' in basso a destra negli uomini pensanti che siamo noi oggi, e adesso faro' uno stacco con musica a contrasto preparatevi tutti per bene".
L'inizio promette ad essere sinceri, zoppicano i dialoghi, ma la regia e' originalissima, stupenda oserei dire. Poi c'e' un salto e arriva il momento dell'assolo barocco: scenografie mozzafiato, effetti speciali sofisticati, ma l'idea comincia a traballare. Il terzo momento e' quando il film dovrebbe finire, ovvero con una poetica e filosofica conclusione del tutto ignara alla moderna cinematografia americana. Infatti la ignorano del tutto perche qui Spielberg, o chi per lui, va a farsi un cappuccino e al suo posto arriva una marmaglia di cazzoni che decide di infilarci dentro di tutto. E via cosi...fino all'esaurimento di ogni misericordia del povero spettatore.
La morale del film? Boh, forse che l'amore non e' di questa terra e solo gli alieni ne sono capaci? Non saprei veramente...
Divertente la scena in cui - sono sicura per niente voluta - si ha l'impressione che Han Solo e' diventato una porno-star col torcicollo, Wookie un batuffoloso orsacchiotto parlante e Luke Skywalker un caso da Telefono Blu o da Protezione Animale, a seconda della chiave di lettura che gli si vorra' dare durante i primi 15 minuti del film.
Di sicuro mai ciocca di capelli e' stata cosi' importante in nessuna storia mai filmata.
Il cliche' americano in ogni caso e' salvo. Sono state pronunciate tutte le parole chiave: Love, Home, God, Happiness.
A subire l'ultima violenza e' il povero Collodi (che la storia si ispiri al nostro burattino di legno il film ne fa un punto ben evidente, perche' non sfugga proprio a nessuno, nemmeno al cane della commessa all'entrata). Ci si domanda alla fine del film "Ma Spielberg, Pinocchio, l'ha mai letto o ha solo dato uno sguardo alle figure?". Robbberto, salvaci tu.
[
11.30am]

29 giugno 2001
"Ma noi che dobbiamo fare quando i nodi vengono al pettine? Questa indagine è stata laboriosissima, lunga, ne sono a conoscenza tutti, non riguarda solo il caso All Iberian, ma il bilancio consolidato, e per noi c'è il reato. Che vogliono dalla nostra vita e dalla nostra professione? Se faranno altre norme, noi in nome del popolo italiano, che ha votato questo legislatore, che cambia le regole, le applicheremo. Nel frattempo le regole sono queste, il falso in bilancio è reato e si chiede di fare il processo". (G. D'Ambrosio - La Repubblica di oggi)
E' cosi' semplice...
[
1.10pm]



La New Economy e' speculazione pura.
E' non far niente, ma far molto rumore. Produrre molto, ma solo bolle di sapone. E' un enorme spostamento di aria fritta, al prezzo di ore passate a fingere di fare. E' auto-trip. E' realta' virtuale. E' la negazione di ogni libero arbitrio.
Se non fosse lavoro sarebbe il Nirvana.
Ma siamo cosi' stupidi da credere ancora che 14 ore di schiavitu' al giorno nobiliti l'uomo.
[
9.43am]

27 giugno 2001
Ma questo CD e' fantastico...
[
8.45pm]

26 giugno 2001
In linea con la mia oramai appurata schizofrenia io posseggo due principali indirizzi di posta elettronica (sono molti di piu'...ma come le mie identita' d'altronde): uno che do' agli amici "analogici" (grazie Fred, appropriatissima immagine geek), insomma a chi mi conosce da anni, e uno che ha solo chi mi ha beccato sulla Rete (e non e' scappato).
Ho notato con non poco interesse che da parecchi mesi a questa parte (calcolando solo l'arco di tempo dei miei "arresti domiciliari" nella terra a stelle e a strisce) la mia posta #1 riceve molto meno della posta #2. Certo...bisognerebbe anche valutare la qualita' delle email (sebbene a volte sentirsi chiamare "stronzette" nel titolo puo' anche significare una dichiarazione d'amore nel corpo del messaggio...misteri dell'espressione umana), ma la cosa mi incuriosisce, tanto tanto. Io credo che la Rete sia una cosa gigantesca di questo secolo, e della storia del genere umano, e non ho paura di sembrare esagerata. Ci sara' qualcosa se ci si sente contemporaneamente attratti e respinti, se avvicinarla troppo o scendere troppo nel profondo ci fa male alla salute ma starne lontani ci da' la smania.
Io non bevo, non fumo, non tiro, non mi buco. Ma sono diventata una net-addicted. Ancora peggio che l'essere piu' digitali che analogici (ovvero i geek che vivono SOLO sulla rete e non fanno mai piu' ritorno) c'e' l'essere analogici in maniera digitale...ovvero fare avanti e indietro, portare la' quello e' qua e viceversa. Portare nella Rete il proprio intimissimo Io e riportarlo nel mondo tridimensionale una volta spellatosi da....e qui non so continuare. Da cosa si libera l'Io quando va in Rete? Si libera o si maschera? Si espone o si nasconde?
Caro Max gira che ti rigira alla fine invece mi freghi, e mi tiri dentro i tuoi discorsi che lanci li' in attesa che qualche allocco abbocchi. Ma che vuoi, per citare liberamente qualcuno che sto imparando a stimare "se la mia zona erogena preferita viene stimolata non posso fare a meno di rispondere". E in barba all'ambiguita' sottolineo che questa e' la mia testa, la mia testa; discutere delle tette delle diciottenni neo-maturande, infatti, non me ne puo fregare di meno (invidia?).
Continuiamo allora?
Lo so sara' pure un po' "meta" parlare sui blog dei blog (oops, che idea...meta-blog), ma primo: chissenefrega e secondo: non sono i libri migliori (i miei preferiti perlomeno) quelli che insieme ad un'indagine socio-storico-umanistica sottintendono anche i segreti della scrittura e dello stesso raccontare?
Adoro intrufolarmi e perdermi cosi'...
[
1.10pm]



Andrea...sei sicuro di quello che fai? The Big Blog risucchiera' anche te! Ti sentirai osservato da fuori, misurerai per bene tutte le parole che dici, ti dovrai preouccupare di trovare un divano o una tenda dove nasconderti quando vorrai un po' di intimita'. E comunque ne sentirai di tutti i colori.
Preparati una coperta d'emergenza e nel frattempo...get ready for the show.
[Benvenuto ovviamente :)]
[
3.00am]



Stavolta Boschini non mi ci freghi ;-)
[
2.11am]



Si'. Credo che mi tratterro' ancora per qualche giorno sotto questa coperta, al buio. E' un po' cupa ma fa il suo dovere.
Sto usando cosi' tanto le parole in questi giorni che arrivo a sera e non ne ho piu' nessuna che mi avanza. Ma sono dell'idea che se uno ha fame deve mangiare. Per le diete c'e' sempre tempo.
[
1.57am]

25 giugno 2001
OoooOOOooo...che week end!
Special THX to: Vx.Tabe.Fred.Ana.Ema.F.Cop.LDC.
anche se il piu' speciale va da un aristogatto :)



In quanto agli specchi e compagnia le cose stanno cosi'.
[
2.20am]

24 giugno 2001
Brutale tentativo di crackaggio della Pizia nel we. Tenete le manine a posto che e' meglio.
[5.40pm]



re-gett
[12.40am]


23 giugno 2001
Non sono un'idiota. E neanche ingenua come sembro. Io scelgo. Non inciampo.
Lasciarsi andare. Ho scelto di aprire le porte, tutte, sempre di piu', ed e' entrata una marea di mondezza.
Allora meglio vedere solo la mia faccia, e al limite il mio stesso vomito, che vedere mostri.
Il buono c'e'. Eccome. Ma stavolta dovra' bussare per entrare. Forte. Per giorni. E settimane. E mesi.
Io non ci sono piu'.
[8:15 PM]


21 giugno 2001
Narcisismo. Guardare un monitor e aspettarsi le risposte che noi daremmo. Non volere davvero gli altri. Volere solo se' stessi. Volersi vedere e rivedere, continuamente.
E' ora di finirla.
[8:11 PM]



Il mio viaggio si allunga. Lo sapevo. Dopo la traversata in solitario mi muovero' presto via terra, in lungo e in largo tra i sublimi mortali e qualche visione futurista. L'unione tra due punti puo' essere un arabesco a volte, diceva Eugenio Barba. Ed io ho una gran voglia di indugiare lungo le strade secondarie, le case altrui e le stazioni ferroviare prima di stendermi al sole in qualche campeggio sul mare.
Il conto alla rovescia e' cominciato. La foschia si dipana e presto avro' tutto di tempo di respirare, finalmente. Il tempo...il tempo...e' solo lui il mio attuale e piu' sfuggente seduttore.
[12:22 PM]



La Vane mi manda a dire che non e' scappata verso mete esotiche ma che sta dal meccanico e ci ci fara' al piu' presto il riassunto delle puntate precedenti. (Intanto io mi gusto una sua mail ogni mattina appena arrivo in ufficio...che piacere mi fa!).
[8:46 AM]


20 giugno 2001
Il tema di oggi e' lasciarsi andare si/no.
Lasciarsi andare a quello che il primo pensiero suggerisce o pensare ad una soluzione piu' saggia. Sperimentare, andare sul sicuro. Scrivere, non scrivere. Avere aspettative, non averle. Mostrare la propria faccia, nascondersi. Dire tutto, dire poco. Concedersi, tirarsela. Avere paura, fregarsene. Perdersi nell'oblio, rimanere svegli.
La domanda non e' cosa e' meglio, ma a cosa porta e da dove viene ora una scelta oppure l'altra. Perche' in un'eta' della vita, o in un'ora del giorno, siamo tutti belli abbottonati e in un'altra vorremmo gridare per essere diversi e totalmente sinceri? E che cosa comporta lasciarsi andare a quello che viene, scrivere, fare, dire e fregarsene, confessare le proprie paure, il proprio amore, i propri bisogni, le proprie manie lanciando tutto in pasto al prossimo?
Saper lasciarsi andare e' una virtu' o una debolezza? Ci si lascia andare perche' si "perde" come un rubinetto rotto o ci si lascia andare perche' si e' forti e capaci di resistere ai giudizi della gente?
La misura e' una virtu' dell'eta' adulta, si dice. Quando si cresce si dovrebbe diventare capaci di misurare tutto: le proprie emozioni intanto, i propri giudizi poi, le aspettative in finale. Perche' non riesco a concepire tutto cio' altro che come rassegnazione e appiattimento? Perche' non la accetto questa misura? Perche' non sono ancora stanca di litigare e discutere, desiderare forte e blaterare anche di cio' che non so? perche' sta rompipalle che sono non mi ha ancora rotto?
Non ci credo ancora alla pace interiore. Abbiamo un'intera vecchiaia per la pace dei sensi e dell'ego. In fondo ci sono poche eta' di mezzo; si rimane completamente bambini finche' non si invecchia di botto (e la morte, forse, a quel punto non e' lontana). Insomma bisogna sentirsela sulla pelle questa esistenza che abbiamo. Aumentarne il contrasto, alzarne il volume, usarla, gettarla quando si e' arrabbiati e riandarla a cercare quando ci si e' calmati. Prestarla a qualcuno per un po', riprendersela tutta quando si vuole stare soli, non averne paura perche' non e' un'esame di maturita', non c'e' la bella copia, non ci danno un voto. Il gusto e' tutto qui. Tutto quello che ci serve e' qui a portata di mano. Si puo' avere, si puo' prendere, e' nostro.
Perche' misurarsi? per quale Inverno tenere da parte una meta' di tutto? Perche' chiudersi le tasche, la testa, le mani, la bocca, il cuore e i pantaloni? per quale sogno di martirio? per quale paura di giudizio supremo?
La mela e' sempre stata li', appesa al suo albero. E sono millenni che ci domandiamo se coglierla o meno. E intanto stringiamo i pugni nelle tasche, incapaci di agire secondo natura.
[10:41 PM]



Questa cosa del "soddisfare" una donna, caro Max...bho, non mi e' mai piaciuto metterla sotto quest'ottica. Sembra un'esame al quale l'uomo e' chiamato a presentarsi in tutta la sua prestanza con l'unico e supremo fine di far godere la sua compagna (che si immagina li' in curiosa osservazione...alla "e vabbe' va, fammi vedere che sai fa' su'..."). Non e' proprio un' immagine felice devo dire.
Le donne che si lamentano forse non hanno capito che concedersi non significa mettersi in cattedra, ma predisporsi al piacere.
Io piuttosto lamenterei un'altra cosa: questa dilagante mancanza di auto-stima da parte dei maschietti. Certo non aiuta...
[11:46 AM]



Oggi sento gli odori fortissimi. Mi investono lo smog e l'olio delle macchine, i profumi della gente cosi' diversi, e le cucine dei bar e dei fast food che preparano le bagel e il caffe'. Mi capita spesso di essere in balia degli odori. E' come sentirsi chiamare continuamente per nome. Non si puo' fare a meno di girarsi.
[9:10 AM]


19 giugno 2001
Mhh...Luglio sara' decisamente un mese caldo della mia agenda. Ma visto che passero' da Chicago a Londra a Roma a Padova a Venezia in una sola settimana potrei aggiungerci un finale caldissimo a Genova e chiudere in bellezza. Ma devo pensarci prima. Per bene.
[12:39 PM]


18 giugno 2001

Chapeau!
[11:30 PM]



Sto tornando.
Sto tornando.
Torno perche' mi piace l'Italia. E voler bene all'Italia e' come voler bene a qualcuno al quale siamo indifferenti, che non ci ricambia, che a volte ci tratta pure un po' male, ma che non riusciamo a dimenticare perche' la sua sola presenza ci riempie, perche' il suo carattere ci affascina, cosi' scorbutico ma solare, un po' ignorante ma intelligente, soprattutto bellissimo da lasciarci il fiato!
Mi lascio cosi' alle spalle un adolescente brufoloso pieno di soldi e finte buone maniere che mi adula mostrandomi i suoi calzini spaiati, per gettarmi nelle braccia abbronzate e avvolgenti di un disinibito - benche' bigotto - trentacinquenne mediterraneo. Vediamo chi la spunta...
[9:25 PM]


17 giugno 2001
Il calcio mi addormenta, il campionato non l'ho seguito, ma quando si e' sentito odore nell'aria di scudetto per la Roma o per la Lazio onde di agitazione hanno cominciato a raggiungermi perfino qui ogni volta che sentivo qualcuno della mia famiglia o gli amici. Perche' nella mia famiglia laziali hanno sposato romanisti (e buffo che il binomio abbia partorito sempre romanisti e mai laziali...specie in estinzione?), e quindi quest'anno - nella mia famiglia - si devono essere rischiati parecchi divorzi, davanti alla tv e ai frittatoni di cipolle o simili che accompagnano il sacro evento domenicale.
Per tali ragioni mi sono sentita di spendere queste parole - le uniche in tutta la mia vita credo - sul calcio italiano.
Ma credo sia perche' non sono la' e mi tocca solo immaginarle le grida di gioia e i pianti dei miei cugini, di mio zio, dei miei nipotini, di Marco, Roberto, Giulio e Gianni, Enrico, e dall'altra parte le grida di rabbia e i pianti delle mie zie, di mio nonno dal nulla, di mia mamma (che in questo caso avra' fatto finta che il calcio non le interessa), e di...bhe i laziali sono meno rumorosi e non me ne vengono in mente tanti.
E insieme alla gente mi immagino Roma (e la lacrimuccia cresce). Che sara' Roma oggi? Una trottola giallorossa in festa per i prossimi due giorni...o due mesi...?
Ma anche se mi sono persa pure questo pezzo sono sicura che fra due mesi mi verra' raccontato ancora tutto nei minimi dettagli, con la stessa passione e con quella colorazione in piu' che il tempo vi aggiunge, e che ne fa sempre un racconto migliore.
[11:00 AM]



Ho avuto mezzo ufficio a cena. Ho cucinato tutto il pomeriggio ma mi hanno dato soddisfazione. Gli americani son troppo divertenti! Si sono messi in coda (dico in coda!) per riempirsi il piatto. Dopo due birre si tolgono le scarpe, gridano, ballano la danza del cowboy picchiandosi il culo, pestano i piedi per terra blaterando in slang cose irripetibili e ridono, ridono, ridono...(mi mancheranno le mie "girls", cavolo).
La coincidenza della serata: parlavo delle lingue con il ragazzo, turco, di Deverie e mi dice "...ma la mia preferita e' il portoghese...ah il portoghese, e' come velluto...". Ci sono rimasta!
(pics coming soon...)
[12:42 AM]


16 giugno 2001
Appena tornata dalla pizzata degli Italians che incontrano Beppe. Serata davvero piacevole. Lui ha stretto la mano a tutti quelli che arrivavano, e ha girato per i tavoli come lo sposo ai matrimoni, a scambiare due chiacchiere con tutti. Ho conosciuto gente nuova tra cui l'ennesima coppia mista (lui fiorentino, lei giapponese, con bambina bilingue - gentilissimi), tutti intorno ai 35/40 anni. Si e' mangiato (io un crostino di vera mozzarella e prosciutto!!) e poi il Beppe si e' alzato e ha voluto ringraziare l'organizzatrice e fare un discorsetto. Ha elencato tutti gli organizzatori di queste pizzate uniche, una per ogni citta' diversa del mondo, e poi ha parlato degli Italians, questa che non e' una comunita' e non e' una setta, ma qualcosa che non funzionerebbe lo stesso se fosse Germans o British. Poi ha risposto alle domande piu' svariate: dal perche' porta un impermeabile "sospetto" in tutte le illustrazioni che lo ritraggono, al rapporto d'amicizia con Montanelli, a cosa ne pensa di Ruggero ministro, e del conflitto d'interessi di Don Berluska.
Un po' mi sono pentita di aver lasciato a casa macchinetta fotografica e i suoi libri che ho letto e che avrei potuto far autografare. Ma ecco, il ricordo l'ho fermato qui, e della foto o della firma...importa davvero?
Grazie al Boschini per l'hint, by the way.
[3:24 AM]


15 giugno 2001
Manard, ma dove l'hai scovato quel fado portoghese? Credevo di essere la sola ad averlo. Ah...che lingua il portoghese...un velluto di un rosso intenso che scivola via da un fianco.
[6:59 PM]



"Freedom? As you live out your desolation, you can either be happy or unhappy. Having that choice is what constitutes your freedom. You're free to melt your own individuality into the cauldron of the moltitude either with a feeling of defeat or with euphoria. Our choice, my dear lady, is euphoria."
(M. Kundera, Identity)
I capitoli 42 e 43 valgono l'intero libro...
[12:07 AM]


14 giugno 2001
Barbara veniva a scuola con me, era la carina della classe, piu' grande di noi di un paio d'anni, non particolarmente intelligente ma quel che si dice "strana". Amava presentarsi come melaconico-romantica-artistoide, dal sorriso angelico ma lo sguardo ammaliante, un po' Lolita un po' Brigitte Bardot. Anche un po' stronza pero'.
Dopo la scuola e' partita per gli Stati Uniti e non se ne e' saputo piu' nulla. Un anno fa e' tornata in Italia per organizzare il suo matrimonio con un giamaicano - mi dicono mozzafiato - e la scorsa settimana ha partorito in casa un bambino di nome Sidney.
La sua vita e' sempre sembrata perfetta, come il suo abbigliamento e la sua postura. Una favola. Ma senza pathos ne' catarsi. Ed io qui a fare avanti e indietro, a provarle tutte per scoprire che cavolo voglio dalla vita...questo no, quest'altro neppure, provo e riprovo e ogni volta che raggiungo uno scopo mi accorgo che non mi piace. Un continuo di pathos e catarsi.
Come si puo' essere cosi' diversi?
E non poter, soprattutto, essere altro che se' stessi?
Benvenuto Sidney, comunque. Enjoy the journey.
[10:53 PM]



Giornata di merda: alla mia boss oggi le giravano per cui prima ha mandato in mail a tutti quanti questo lieto buongiorno:
"Folks,
sick days (3) are to be used only when you are sick. That's why they're called sick days. They are not extra vacation days. Some of you healthy folks may never use a sick day. ( I think judi has taken 2 sick days in 20 years; and emily 1 in 7 years.) If you feel you need to take a mental health day off, then use a personal, vacation or unpaid day off.(2)
Of course, we always give special consideration if you are really really sick and need to take several days off."
poi ha cambiato idea sul telelavoro (la donna e' mobile...) e il mio progettino e' andato a puttane (almeno finche' non rigira il vento).
Massy dice che rosica perche' ha capito che me ne vado davvero e che non era un mossettina per avere l'aumento. Magari quando le passa si fara' viva.
Meno male che c'e' un'altra meta' del globo...con il quale chiacchierare e' sempre cosa piacevolissima :)
[7:52 PM]



Sono a Chicago e i Radiohead mi cantano in Italia. Saro' in Italia e ovviamente loro mi vengono a cantare a Chicago. La vita e' fatta di appuntamenti mancati...
[7:34 PM]


13 giugno 2001
Ho dormito 3 ore e gia' mi stanno per girare le palle. La 194. Ma come? Adesso ci si lamenta che il Governo la stia maneggiando e cominci con un incentivo finanziario per arrivare oltre, ben oltre? Ehi, sveglia! E' questo che era nel loro programma (e c'e' anche di peggio nel loro programma), la maggioranza li ha votati, e adesso governano. Perche' sapete, e' cosi' che si dovrebbe fare quando il proprio programma viene votato, si dovrebbe metterlo in pratica. Di cosa ci si lamenta? Io questo odio, molto piu' dell'azione di Buttiglione. Che ci si lamenti e che non si sia fatto assolutamente nulla, o se si e' fatto - ma non e' servito - con chi vuoi lamentarti? Contro chi ha idee diverse e crede che gli abortisti debbano bruciare all'inferno? Libera opinione (per un po' ancora). Esistono metodi ben piu' efficaci per cambiare le cose nella societa'. Intanto bisogna essere in tanti e poi, tutti quanti, bisogna essere coerenti, determinati, coerenti, pronti all'argomentazione, coerenti, ma soprattutto coerenti. L'ho detto coerenti? Lamentarsi non smuove proprio niente, se non la mia bile.
[7:17 AM]



Siamo ancora svegli...Massy sui cgi ed io sulla presentazione del sito che voglio dare domani a Deborah. Ho fatto una cosa moooolto corporate ma daltronde..."per dipingere una parete grande ci vuole un pennello grande!". Yawn....
[2:54 AM]



Stasera ho avuto un'idea meravigliosa, c'ho lavorato finora, e tutto pare funzionare. Ho pensato che per continuare a lavorare da Roma per la mia agenzia la cosa migliore sarebbe potersi scambiare i file sul mio server anziche' via email, cosi' ho creato un mini-sito dentro al mio dominio, con un form che permette loro di mandarmi tutte le informazioni necessarie e i file utili al progetto, e che genera un report in una pagina web per loro e in un file di testo per me, in posta elettronica. Ci ho aggiunto anche una pagina iniziale "current working on", dove potranno controllare periodicamente lo stato di avanzamento del mio lavoro. Col mio portatilino potrei lavorare dal bordo piscina al Grand Opening dei loft a sud di Chicago, e contribuire cosi' da Roma allo sviluppo urbanistico e archittettonico del Midwest statunitense...non e' assurdo?!? Argh...non so se adoro la Rete o se mi fa paura! Speriamo intanto che l'idea piaccia anche alla mia boss...
[1:22 AM]


12 giugno 2001
Sono proprio una deficente! Prima faccio tante storie contro il copyright e poi in fondo al blog ci metto il copyright...ma saro' idiota?! Mi ci ha fatto pensare Francesco. E stasera lo cambio al volo!
[3:07 PM]


11 giugno 2001
dai, come si intitola quella canzone che fa: na-na naaaa, na-na naaaa, na-na na-na...?
cavolo non mi viene...
[11:23 PM]



Ho sempre creduto di avere poca forza di volonta' ma non e' cosi' perche' quando voglio fare qualcosa la faccio, e pure d'impegno. E' quando devo fare qualcosa che non ho voglia di fare che non sento ragioni. E' il senso della disciplina quindi a mancarmi. E pure parecchio :-(
[7:09 PM]



Sto bene e c'e' poco da dire.
Ho fatto molte cose piacevoli questo week-end e altrettanto mi attende nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Questa estate me la voglio godere tutta. Peccato per Massy che vuole rimanere qui, forse sara' piu' responsabile di me, ma secondo me qui gli piace, e non poco (de gustibus...).
[12:27 PM]


9 giugno 2001
[...] Oggi e' una giornata in cui mi sento scomoda, come se tutto mi desse un leggero fastidio. Credo che un termine efficace sarebbe "poca convinzione". Cioe' sono poco convinta dalle cose. Niente in particolare e tutto in generale. O forse il contrario...
Quando sento odore di inerzia nell'aria mi viene la smania. Se si tratta di me mi metto a fare, ma se la vedo negli altri e' insopportabile. A volte avrei voglia di prendere della gente per il colletto e scuoterla, quella gente che sembra vivere in un perenne stato comatoso, che fa per fare, parla senza significare nulla, che nulla smuove...ecco...persone cosi' le prenderei a schiaffi. Ora, mi sta bene che vengano al mondo e conducano la loro esistenza come meglio credono, ma perche' intralciano il mio vivere quotidiano? perche' me le ritrovo tra i piedi? perche' mi ritrovo a doverci interagire quando alla fine risulta essere ad un senso solo? un monologo? una totale masturbazione mentale? e perche' mi ci arrabbio e non sono capace semplicemente di voltare le spalle e andarmene per i fatti miei?
A parte questo fastidio di fondo oggi c'e' il sole, ho praticamente trovato casa a Roma, e il fatto di avere il biglietto in mano e i giorni contati mi ha messo una pace interiore che mi sta facendo apprezzare le cose che ho avuto e quelle che ho ancora da sfruttare in queste settimane che mi restano. [...]
[5:03 PM]


8 giugno 2001
A Marzo decisi che volevo un portatile. Un Mac. Usato. Vado su Ebay e dopo qualche tentativo trovo un bel G3 con tanti programmini, e punto fino a 2000 dollari. Me lo aggiudico ma la riserva non e' stata raggiunta quindi Ebay ritiene nulla la trattazione. Quando e' cosi' ci si puo' mettere daccordo privatamente con chi vende (in questo caso un negozio di elettronica in Arizona). Con questo tipo infatti mi metto daccordo. Pago 2000 dollari via Paypal e aspetto il mio computer. Dopo una settimana non arriva. Controlliamo sul sito dell'UPS e il pacco e' stato "traccato" ma mai spedito. Telefoniamo all'UPS, e dichiarano di esserselo perso. Telefoniamo al tipo e richiediamo i soldi indietro "No" ci fa lui "Dovete aspettare che l'UPS mi ripaga a me e poi io ripago voi", ma scopriamo dall'UPS che il tipo ha assicurato il pacco solo per meta' del suo valore (perche' on-line il tetto e' proprio di 1000 dollari). Ci incazziamo con il tipo dicendogli che avrebbe dovuto avvertirci perche' non avremmo mai permesso una spedizione scoperta. Non riuscendo a smuoverlo, neanche accusandolo di frode, blocchiamo il pagamento su Paypal, che pero' e' solo una formalita' giacche' lui i soldi li ha gia' incassati. Questa operazione gli vieta semplicemente l'accesso all'account. Gli arrivano i 1000 dollari dall'UPS e lo chiamiamo per riavere almeno quelli, lui ci dice che se non sblocchiamo Paypal non ci da' niente. A quel punto passiamo alle cattive e riceviamo una mail dove, in perfetto stile legale, dichiara che lui ha fatto tutto entro la legge, che noi lo abbiamo accusato e minacciato di non ben determinate ripercussioni sulla sua persona. Cerchiamo un avvocato ma nessuno si presta per cifre "cosi' piccole".
Risultato: abbiamo perso 4 milioni di lire. Lui ne ha incassati 6. Io mi sono comprata il Titanium per affogare la mia rabbia e oggi scopro che abbiamo avuto a che fare con un professionista che l'FBI cerca da mesi.
[7:45 AM]



Ops, il sole...questo sconosciuto.
[7:07 AM]



Stamattina camminavo come sempre lungo la mia Randolph St. e cosa ti vedo nelle vetrine sciantosissime di Marshall's Fields (la Rinascente americana)? Le sculture di una mia amica, il suo ineguagliabile neon e plexiglass che mi piace tanto, li' al posto di stupidini manichini con vestiti americani addosso. Che forte!
[12:26 AM]


6 giugno 2001
L'anno scorso ho pensato fosse un caso particolare, adesso mi sono convinta che se in inverno a Chicago la temperatura scende a -12, non ci si deve stupire se in primavera fanno 15 gradi di media, anche se d'estate ci si puo' godere quei 30 anche 35 gradi, sebbene con un 85% di tasso di umidita'.
Bhe...Massimo si arrabbia ogni volta che maledico il tempo, ma io davvero non riesco a sopportare il 6 di giugno a dovermi mettere ancora il cappotto, e di poter contare le giornate tiepide avute finora su due mani. Questa landa piatta che e' l'Illinois, ma che dico, tutto il Midwest, acchiappa ogni corrente che arriva, calda o fredda che sia (piu' fredda che calda essendo ad un passo dal Canada), in balia dei capricci della natura, e nessun picco ripara dal vento, che e' una costante, che rende vano l'essersi pettinati la mattina e ti impedisce di portare gonne sopra il ginocchio (a meno che non si voglia fare pubblicita' alla marca della propria biancheria intima...quando si e' fortunati...).
Forse qui sono bruttini per questo. Con 15 gradi non hanno pudore a mostrare braccia e gambe nude bianchissime (e ti credo...se vedono il sole solo 2 mesi all'anno!!!), sotto ai tranch da pioggia, e con le inseparabili e fascinosissime scarpe da ginnastica ai piedi (tuta o talleur non fa differenza).
Io ho un bisogno fisico del sole. Non c'e' nient'altro da dire. I'm out of here.
[7:29 AM]


5 giugno 2001
Oggi esce Amnesiac dei Radiohead. A mezzanotte e dieci lo avevo gia' comprato, non per fanatismo ma perche' dopo aver passato la serata ad ascoltare diversi gruppi suonare le loro canzoni (e non tutti hanno accarezzato il mio udito...) l'ho considerato come un premio di resistenza. Il locale era pieno e la serata molto piacevole. A parte diversi cloni di Thom Yorke ho notato un sacco di bella gente, e mi chiedevo "dove cavolo finisce durante il giorno?!".
[9:04 AM]


3 giugno 2001
On my way home...
Ci sono quasi. Il biglietto e' comprato per meta'. Il lavoro e' lasciato per meta'. E meta' di me e' pronta a tornare a casa. Ora l'altra meta'. Che dice? Dice che un pochino le manchera' tutto questo (ma certo, perche' non dovrebbe in fondo), si chiede che fine fara' questo blog, se rimarra' la voglia di comunicare oltreoceano quando non ci sara' piu' nessun oceano, si chiede se e' davvero la scelta giusta.
Io dico che non ci sono scelte giuste. Solo cambiamenti. In fondo non si puo' neanche dire che io stia tornando perche' le cose non saranno come le ho lasciate, ed io non saro' come ero quando sono partita.
E sono sicura che non mi succedera' come al buon Renzo, che di ritorno alla sua Pescarenico ritrova solo i resti di incendi e saccheggi, piante morte, ed erbacce in ognidove (anche se i Bravi saranno ancora in giro purtroppo e nessuna peste avra' colto Don Berluska in quel di Milano). Ma quello che conta e' il racconto, ed io mi sento ottimista finche' la mia storia prosegue. Che ne sara' del nostro eroe nel prossimo capitolo? Quali impreviste eta' dell'oro prepari tu, malpadroneggiato, tu, foriero di tesori pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro...
[1:26 PM]


2 giugno 2001
E' uscito ieri "L'ultima lezione" il primo lungometraggio di Fabio Rosi, un giovane regista che conosco. Da vedere!
[8:30 PM]



Emozione, il mio primo articolo in Rete. Lo so, manca di verve (troppo poco acido per gli standard di Pioggia Acida e miei soprattutto), ma avrei voluto dire cosi' tanto...parlare di Chicago come citta', degli americani come fenomeno sociale, del mio amoreodio per questa terra, ma intanto dovevo restringere il campo al mio lavoro, e poi...l'ho scritto alle 2.30 del mattino.
[11:36 AM]


la verita' resiste in quanto tale finche' non la si tormenta