Zastava - Brescia per la solidarietà internazionale - Onlus    

5 per mille



Archivio News - Novembre 2011

IL VIAGGIO A KRAGUJEVAC

21/11/2011

13  ottobre 2011, giovedì. Il giorno stabilito per la partenza per il viaggio a Kragujevac, ormai annuale, è arrivato. All’ appuntamento, presso il parcheggio del casello di Brescia Centro,  arrivano puntualmente Dino e Beppe, con il comodo pulmino messo a disposizione dall’ Associazione Pensionati e Volontari di Urago d’ Oglio.
Insieme con Alfredo, Bruno ( che ci aspetta a Padova ) e Riccardo, effettueranno l’ ormai consueto viaggio della solidarietà per la consegna delle quote delle adozioni del 2011 ( 310  € ) alle bambine/i e ragazze/i , sono 87 ancora, adottate da famiglie, associazioni, organizzazioni sindacali di categoria della CGIL .

In fretta carichiamo sul pulmino, già arrivato da Urago d’ Oglio quasi completo di pacchi e sacchi di roba destinata alle famiglie e ai ragazzi adottati, alla scuola e al campo profughi di Trmbas, la rimanenza dei pacchi e i nostri bagagli; per fortuna parecchie scatole di medicinali le scaricheremo a Trieste, ci penserà la Claudia, volontaria di Non Bombe Ma Solo Caramelle di Trieste, a organizzarli in modo da occupare meno spazio e passare inosservate alle varie frontiere.

Dopo le solite 12 ore, nonostante una coda interminabile di circa un’ ora a Belgrado, arriviamo a destinazione. Ci attendono Rajka,  volontaria del progetto di aiuti internazionali ed interprete, - prima della sua messa in mobilità ricopriva l’ incarico di responsabile di questo importante settore per il Sindacato Zastava -, Goza, vice segretaria  e Rajko, segretario del Sindacato Zastava, compagni che non vediamo da un anno e che, al nostro arrivo,  ci fanno molta festa. Dopo aver portato nella sede del Sindacato Zastava i pacchi che verranno consegnati alle famiglie sabato, ci viene illustrato da Rajka il programma delle due giornate di permanenza che come al solito è molto fitto di incontri e attività. Successivamente effettuiamo le verifiche degli elenchi delle adozioni e, alla fine, consegniamo a Rajko le buste contenenti le quote  che  ripone in cassaforte.

Come previsto dal programma, venerdì mattina, alle 8.30 siamo attesi in Comune dall’ assessora Slavica Savelijc, con la quale avremo l’ incontro richiesto dalla nostra Associazione e dal Sindacato Pensionati SPI/CGIL di Brescia, per avere notizie circa lo stato di un progetto iniziato già nel 2008 e che ha incontrato in questi anni alcune difficoltà a causa del ritardo con cui il ministero serbo di competenza ha effettuato i finanziamenti per la parte ad esso spettante. Si tratta della realizzazione del Centro di Prima Accoglienza per persone con alto livello di necessità vitali - persone senza fissa dimora, alcoolisti, tossicodipendenti - che troveranno presso questa struttura  alcuni posti letto per le emergenze, un ambiente pulito, dotato di tutti i servizi, con presenza di operatori sanitari del settore, e dove potranno fruire di un pasto caldo.

È un progetto al quale, sia la nostra Associazione che il Sindacato SPI/CGIL , teniamo tanto in quanto è indirizzato a persone in gravi condizioni di disagio, solitamente senza né lavoro, né casa , né affetti. Esso  obbedisce in pieno alla direttiva che ci siamo dati fin dai primi progetti, di scegliere obbiettivi che vadano ad aiutare le categorie più deboli della popolazione, quali anziani, disabili, bambini e famiglie in stato di grande necessità.

La risposta che l’ assessora ci ha dato è stata assolutamente esaustiva, nel senso che ci ha subito  dichiarato che i problemi che avevano ritardato l’ ultimazione dei lavori erano risolti e che nel giro di due mesi al massimo, il centro sarebbe stato ultimato e pronto ad entrare in funzione. Inoltre, siamo stati invitati alla inaugurazione che si terra’ al più tardi in marzo 2012. Alla nostra richiesta di visitare lo stabile in ultimazione, si è dichiarata assolutamente disponibile ed infatti il giorno dopo, abbiamo potuto verificare che lo stato dei lavori è molto avanzato, mancando soltanto i pavimenti, una scala e alcune finiture.

Subito dopo l’ incontro in Comune, abbiamo visitato  il campo profughi di Trmbas, dove è iniziato da alcuni mesi un importante intervento - realizzato grazie anche ad un grosso contributo concesso dall’ 8 per 1000 della Chiesa Valdese - diretto a dare condizioni di migliore vivibilità alle strutture dove sono ospitate, da 12 anni - in condizioni di disagio estremo - 280 persone - di cui 98 bambini e ragazzi -. Le dieci casette, che prima della dissoluzione della Jugoslavia erano adibite ad ospitare  bambini in colonia estiva, sono oggi “ affollate “ da 65 famiglie che si sono suddivise il pochissimo spazio con mille accorgimenti.

Abbiamo trasportato con il nostro pulmino una grande quantità di giocattoli, peluche, palloni, vestiti, scarpe - la maggior parte frutto di una raccolta effettuata a Urago d’ Oglio da parte degli adottanti del luogo, - che andranno in parte alla scuola del campo, dove difatti siamo attesi dai piccoli scolari che ci fanno grande accoglienza e sembrano per il momento aver dimenticato la loro condizione di bambini poverissimi che vivono in condizioni pietose in abitazioni di pochi metri quadri: essi giocano, corrono,  ci circondano, forse felici, per tutto quello che abbiamo donato loro, ma mi piace pensare che siano così gioiosi perché “ gli italiani “ sono andati a trovarli, fotografarli, abbracciarli.
Per fortuna  non possono percepire i pensieri che ci frullano in testa : personalmente penso alla distanza che li separa dai loro coetanei di oltre 20 anni fa, che si trovavano in quel posto per trascorrervi una bella vacanza a stretto contatto con la natura - il posto in effetti è molto bello e me lo immagino in piena attività con tanti bambini che non avevano mai vissuto  le conseguenze di una aggressione crudele .
All’ ingresso della piccola scuola una targa  ricorda l’ intervento di ristrutturazione effettuato grazie alla solidarietà internazionale;  la targa riporta la  scritta :

"IN MEMORIA DI ALMA ROSSI", la compagna solidale che fu tra i primi a soccorrere le famiglie dei lavoratori della Zastava, alle quali è stata tolta la possibilità di una vita dignitosa  dalla prepotenza di esseri insensibili ed avidi, gli stessi che, purtroppo ancora oggi, basano il loro potere sulla morte di tanti esseri umani e sulla distruzione del loro ambiente di vita e di lavoro. Penso a come sarebbe contenta Alma nel vedere tutto quello che siamo riusciti a fare verso tanti bambini, seguendo le tracce del suo agire solidale.

Dopo la scuola, passiamo al campo che si trova adiacente ad essa e qui l’ accoglienza è ben diversa: subito ci rendiamo conto che siamo al cospetto di persone che vivono in condizioni di grave sofferenza e degrado da troppo tempo.
È  inutile nascondere che la tensione al nostro arrivo è più che palpabile: il gruppetto di abitanti presenti in quel momento nel campo sembra disinteressarsi alla grande quantità di prodotti che scarichiamo dal nostro pulmino, e difatti nessuno di loro partecipa alle operazioni di scarico e di stivaggio nel magazzino del campo.
Abbiamo gironzolato e fotografato un po’ dovunque, notando con soddisfazione che non vi sono più tracce di quei cumuli di spazzatura sparsa per tutto il campo, evidenti nelle prime fotografie, segno tangibile che la nostra perentoria minaccia di non  iniziare i lavori se prima non fosse stata eseguita una accurata opera di pulizia del campo, è stata presa sul serio dai responsabili  del Comune. Adesso c’è l’impegno a mantenerlo in ordine e pulito con periodici  prelievi della spazzatura.

Mi rendo conto che l’ atteggiamento che le persone terranno nei nostri confronti per tutto il tempo della nostra visita va di pari passo con la loro condizione: questa consapevolezza rischia di sminuire molto la soddisfazione per il lavoro che si sta facendo in questo campo, in quanto l’ alta densità di famiglie per casetta - circa 6 famiglie per casa-, la mancanza di un lavoro stabile, l’ assenza di prospettive certe circa la fine di questa condizione di grave sofferenza che coinvolge grandi e bambini, costituiscono, al di là degli sforzi compiuti per mettere in ordine il campo, il cerchio ristretto entro cui si svolge, giorno dopo giorno, anno dopo anno, l’ esistenza di queste persone e di chissà quante altre ancora che sopravvivono in queste condizioni nei vari campi .

Durante tutto il tempo della nostra visita, siamo stati accompagnati, a distanza , da alcuni abitanti che certamente avrebbero voluto un contatto con noi ma che non hanno osato chiederlo per rispetto ed anche per quel senso di tradizionale ospitalità che caratterizza i serbi. Solo uno di loro, più audace - o forse più disperato - si è avvicinato a Rajka e a noi per chiedere un nostro intervento in favore della sua famiglia che sopravvive in condizioni estreme. Alla risposta di Rajka che ha spiegato che non è in nostro potere fare più di  quello che stiamo facendo, quest’ uomo ha avuto una reazione di rabbia e di rancore nei nostri confronti.

Certamente può aver dato fastidio questo episodio, in quanto, giustamente, non siamo noi i responsabili della loro misera condizione, ma a mente fredda possiamo chiederci come  agiremmo noi se venissimo privati di ogni possibilità di avere un futuro per noi e la nostra famiglia ?

Ultimata  la visita al campo, ci dirigiamo verso gli stabilimenti di Zastava Kamioni, dove siamo attesi per partecipare ai festeggiamenti del Santo Patrono di questo comparto.

Si, lo so, a noi volontari laici può sembrare una stranezza, ma vi assicuro che in Serbia la chiesa ortodossa è molto presente in tutti gli aspetti e in tutti i luoghi della vita, fondendosi con il nazionalismo che, anche quando non è vissuto in maniera esasperata, fa parte della vita di tutte le persone di qualsiasi idea o parte politica.  

È una lunga cerimonia alla quale partecipano lavoratori, sindacalisti, politici, corpo insegnante della vicina Scuola Politecnica - con piacere saluto il Preside Siniša Koijć, con il quale abbiamo avuto una lunga e positiva collaborazione che ha prodotto dei risultati eccellenti nella scuola da lui diretta -. Assistiamo alla messa, alla fine della quale abbiamo potuto gustare le delizie offerte da un ricchissimo buffet.
Un fuori programma ci porta a conoscere i reparti operativi di uno dei pezzetti in cui, al momento delle privatizzazioni, era stata divisa l’ azienda di Stato Zastava.
Questo impianto,  che produce rimorchi stradali per il trasporto di auto, moto, barche, cavalli, merci, si è salvato dalla privatizzazione in quanto occupa circa 250 lavoratori e tecnici, che sono invalidi per cause di lavoro, ed anche invalidi civili. Abbiamo saputo da uno dei dirigenti di questa azienda, che una ragazza adottata del gruppo della nostra associazione, affetta da una malattia che la costringe all’ uso di una carrozzina, è stata assunta con un contratto a tempo determinato a part-time. È molto positivo che in un paese come la Serbia, oggi così povero, si trovino spazi per favorire l’ inserimento nel mondo del lavoro di persone che devono fare i conti con varie forme di disabilità.

Siamo attesi per il pranzo, offerto dall’ Ente del Turismo, che gestisce e governa il campo di Trmbas, presso il ristorante della fiera di Kragujevac, la quale, nonostante le dimensioni della città - circa 180 mila abitanti - è molto piccola, segno anche questo che l’ economia stenta a ripartire.

Nel pomeriggio visitiamo la sala “ 19 ottobre “, presso la quale l’ anno scorso, con i partners - NBMSC di Trieste e  la Misericordia di San Giorgio di Nogaro -  abbiamo ristrutturato un enorme capannone da adibire a sala per eventi vari, culturali e sportivi, utilizzabile anche dalla attigua scuola del quartiere Marsić e da tutta la popolazione del popolare insediamento.
Chi ha visto la sala prima dell’ inizio dei lavori stenta a riconoscerla: è stata cambiata la copertura e la pannellatura del soffitto, è stata attrezzata come palestra di ginnastica, ed oggi è intensamente utilizzata ospitando varie manifestazioni di sport e cultura popolare.

Ogni volta che andiamo a verificare l’ utilizzo di uno qualsiasi degli ormai numerosissimi progetti realizzati in questi anni, ci stupiamo nel constatare che, in un paese ormai impoverito quale è oggi la Serbia, ci sia un così grande interesse per le varie attività artistiche e culturali, coinvolgenti bambini, giovani ed adulti. Inoltre il successo che hanno queste strutture sociali e pubbliche, di piccole e medie dimensioni, dimostra - se ce ne fosse bisogno - che non è necessario realizzare le costosissime grandi opere pubbliche per andare incontro alle esigenze della gente, ma che, anzi, è più utile creare una rete diffusa di impianti di questo tipo utilizzabili quotidianamente ed agevolmente da parte di tutti.

Sabato 15, ore 11, ci attende l’ incontro con le famiglie per la consegna delle quote, ma un’ ora prima dell’ orario previsto,abbiamo chiesto di incontrare Zoran Markovic, segretario del sindacato della FAS - Fiat Auto Serbia -. Vogliamo avere da lui notizie aggiornate circa l’ andamento dei lavori in corso per l’ avvio della produzione del modello ZERO, la prima auto che, si dice,  sarà quasi interamente prodotta in Serbia. A noi interessano molto gli aspetti occupazionali, salariali e la data di inizio della produzione, dati che toccano maggiormente gli interessi delle migliaia di famiglie che aspettano di veder realizzate le promesse che vari governi hanno loro fatto da troppi anni.
Gira una data, il marzo 2012,  come inizio della produzione, ma il sindacato è scettico, molti lavori sono ancora da fare, ed inoltre essa è stranamente vicina al giorno delle elezioni serbe ( è un classico, ricordo che l’ accordo tra Fiat e governo serbo venne siglato a ridosso delle elezioni di 4 anni orsono ).
Gli attuali occupati sono 1201 -,  in realtà da tempo molti di loro sono in cassa integrazione in quanto in Serbia è difficile vendere le auto nuove, con un salario medio pari a 250 € ed il costo di una Fiat Punto di 8000 €, tanto che i piazzali antistanti la fabbrica sono colmi di 4000 macchine nuove invendute. 

 Saranno risottoposti ai test attitudinali per verificare le loro capacità all’ uso delle nuove linee di montaggio. Quelli di loro che risultassero avere un livello  - in una scala da 0 a 100 - inferiore a 30 dovranno scegliere se restare occupati all’ assemblaggio della Punto o essere avviati al  cosiddetto “ programma sociale che consiste in una liquidazione di 550 € per anno di lavoro.
Questo metodo fa sorgere domande del tipo: è mai possibile che ogni qualvolta si inizia la produzione di un’ auto nuova sia necessario sottoporre a nuovi test psicoattitudinali tutti i lavoratori? Non è piuttosto il tentativo di disfarsi dei lavoratori più anziani per assumere forze nuove, non sindacalizzate, più disponibili a tutto, e, nel contempo, usufruire dei ghiotti incentivi previsti dallo stato serbo per ogni nuovo assunto ( da 6 a 10 mila per lavoratore )?
In ogni caso si dice che a pieno ritmo la fabbrica occuperà circa 2500 lavoratori per produrre all’ inizio 150 mila autovetture che arriveranno, nei programmi annunciati da FIAT Serbia, a 250 mila. Sarà vero ? Resta il fatto che anche se tutto questo venisse realizzato, dei 15 mila lavoratori originari di Zastava-Auto solo 2500 verrebbero occupati dalla FAS, e i rimanenti come tireranno avanti ?
Il 30 % degli attuali non occupati di Kragujevac resteranno per sempre ai margini della sopravvivenza e nessuna aleatoria promessa di ingresso nella comunità europea riuscirà a tramutare in condizioni di vita dignitose le loro speranze. E tutto questo in un paese europeo che prima di essere distrutto poteva aspirare ad un futuro normale.

Accompagnati dall’ amarezza di queste realtà, salutiamo e ringraziamo il nostro sindacalista e ci avviamo all’ incontro con le nostre modeste famiglie: eccole qui, come sempre serie e composte,  ci scrutano in silenzio, ci ringraziano e, stringendoci la mano tra le loro ruvide e possenti mani di operai e abbracciandoci, ci manifestano la loro gratitudine e la loro stima. Ma vorrei veramente essere nelle loro menti per carpire i loro più reconditi pensieri circa la loro vita, passata e futura, per comprendere cosa esse pensino di quello che è loro accaduto, delle cause, delle possibili soluzioni, del domani dei loro figli e, perché no, di questi volontari della solidarietà che continuano, dopo 12 anni, a raccontargli dei massimi sistemi del mondo, della pace, della giustizia, dei diritti universali, delle colpe del capitalismo e del liberismo, mentre anno dopo anno le loro condizioni di vita risultano immutate se non peggiorate.   

Scarica il Notiziario N.4-2011 pdf

 

LA SITUAZIONE IN SERBIA E A KRAGUJEVAC

21/11/2011

la situazione in Serbia e a Kragujevac

 

LE NOSTRE PROSSIME ATTIVITA’

21/11/2011

LA TENDA DEI POPOLI   si svolgerà da sabato 3 a domenica 11 dicembre in via San Faustino.  Anche quest’ anno la nostra Associazione vi parteciperà con una propria bancarella. Tra i vari eventi offerti dalla Tenda , vi sarà ancora  il Pranzo etnico, l’ 8 dicembre, con piatti tipici di varie parti del mondo. Visto il grande successo di questa iniziativa nelle precedenti edizioni,  consiglio a chi desidera parteciparvi, di prenotarsi per tempo presso la nostra bancarella.

Il tema della Tenda di quest’ anno è  “ POPOLI IN CAMMINO “, un percorso ad ostacoli che spesso porta alla morte, come è dimostrato dalla triste vicenda che ha visto  morire in una cella, El Hadji, migrante senegalese, ucciso dall’ asma e, forse anche, dall’ indifferenza di chi lo aveva in custodia.
Tante altre iniziative con riferimento alle varie problematiche che la solidarietà affronta  si terranno per tutto il periodo della tenda, fra i quali l’ incontro del 2 dicembre con don Ciotti a San Cristo dal titolo “ Migranti e caporali “, lo spettacolo che si terrà la sera del 7 dicembre presso la sala  San Barnaba  dal titolo “ Identità di carta “, e tanti altri eventi che sono elencati nel pieghevole della Tenda che è in distribuzione.

L’ ASSEMBLEA ANNUALE DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE  si terrà sabato17 dicembre, alle ore 15, presso la Casa del Popolo di via Risorgimento, a Urago Mella. Essa è importante perché rappresenta oltre che un momento previsto dallo Statuto che regola la vita delle associazioni di volontariato, l’ occasione per affrontare e discutere con gli associati che vi partecipano il nostro modo di essere, i nostri obiettivi, le necessità di adeguare la nostra organizzazione per realizzare le finalità per cui esistiamo.

Sarà inoltre proiettato un video realizzato da un gruppo di documentaristi, che riguarda la vicenda del passaggio di proprietà di Zastava - Auto alla Fiat .

Come abbiamo sempre fatto, al momento della discussione seguirà un aperitivo che favorirà la possibilità di scambiarci gli auguri per le vicine festività.
Come avvenuto l’ anno scorso con gradimento, anche quest’ anno l’ aperitivo sarà predisposto dai cuochi della Casa del Popolo e prevede un contributo di  5  €.

Chi pensa di partecipare all’ assemblea è invitato a comunicarlo per telefono ai numeri   347.3224436 - 347.2259942   oppure tramite mail a : zastavabrescia@libero.it

Scarica il Notiziario N.4-2011 pdf



Associazione Zastava Brescia per la solidarietà internazionale - ONLUS
c /o Camera del Lavoro Territoriale di Brescia Via Folonari, 20 - 25100 - BRESCIA