Il Cireneo Veronica

Tornando a mezzogiorno dal podere

s'imbatte il Cireneo in quel corteo

che urlando insiem gli sdegni e le preghiere

conduce verso il Golgota un ebreo.

 

È forse quello il tratto più spaccato

che in vista ormai del luogo convenuto

si mostra assai gravoso al condannato,

lasciato già una volta senza aiuto.

 

Non c’è un seguace in mezzo a quei vocianti

che al pari di Simone di Cirene

accenni, pur costretto, a farsi avanti.

 

Non c'è nessuno, fuor d'uno straniero,

che levi un po' quel carico di pene

nel lento andar di un tempo di mistero.

Raggiunta quasi in corsa ormai l'uscita

che si apre da una porta delle mura,

Veronica si ferma alla salita

per farsi tra la calca un'apertura.

 

C'è il Cristo col patibolo nel mezzo

che urtato, nel l'andare, dai soldati,

si attira dalla folla quel disprezzo

scagliato con orror sui condannati.

 

Chiedendo un po' di largo con crudezza,

la donna si avvicina al buon Signore

che esprime ancor più viva la mitezza.

 

È un uomo quello ormai senza più mire

che fissa dentro un velo un nuovo amore,

mostrandolo nel volto del patire.

Le pie donne Il buon ladrone

Ai piedi della Croce ancora in gruppo

confuse tra la folla dei curiosi,

le donne osservan mute lo sviluppo

che chiude ormai dei fatti ignominiosi.

 

Calato il vespro su quel giorno oscuro

che mette in fila i vari avvenimenti,

insieme ancora in cerca di un futuro

discendon per l'acquisto degli unguenti.

 

Già montano la guardia quei soldati

che sorvegliando un Essere già morto

diventan per la storia dei giurati.

 

Seguendo attento poi le due Marie,

sapran dopo tre giorni di un Risorto

che lascia le sue bende come spie.

Issato in Croce accanto all'Innocente

che indulge ancor coi suoi crocefissori,

il buon ladrone subito si pente

chiedendo la pietà per tanti errori.

 

È il farsi Dio la grave esecrazione

che causa al suo vicino quella sorte,

fissandogli perfino un'iscrizione

a prova della legge del più forte.

 

"Ricordati, Signore", di un "predone”

che condannato ad una giusta pena

ti affida la sua fede per cauzione.

 

Con quel "ti dico”, in margine al contratto,

che fa dell'uomo quasi una patena,

si firma per l'eterno un nuovo patto.

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