Il primo Mistero doloroso

Or dopo Cena la stanza si svuota

e quell'Amor che sublìma i suoi cari

già vien tradito dal tristo Iscariota

che nella notte ha pattuito i denari.

 

Saranno Cristo quel pane e quel vino

che sulla tavola affida a conforto,

saranno il cibo domani al destino

dopo il sudore di sangue nell'orto.

 

Tutto il Sinedrio è già sulla strada

e una gran folla gli è dietro in tumulto,

aprendo un varco perfin con la spada.

 

Nessun sostegno gli danno gli eletti ,

né alcun valore ha quel colpo inconsulto

che ormai tardivo non muta i progetti. 

La notte degli abbandoni

Cantato l'inno e ancora un po' confusi

per quanto han visto insiem con la lavanda,

ancor dietro gli van, come son usi

da quando li ha chiamati da ogni banda.

 

Ma in questa notte che si scioglie al male

e il volto quasi copre all'abbandono,

si stringe ormai la trama su un segnale,

unendo gente e capi in un frastuono.

 

Con spade e con bastoni son venuti

fra gli ampi ulivi aperti sulla quiete

da un Dio che il Padre lascia senza aiuti.

 

In questa notte fonda che è spergiura

e ormai da sfogo e satura ogni sete

anche il buon Pietro appar nella congiura.

Accanto al fuoco che giù nel cortile

scalda le guardie e tien desta la tresca

per ben tre volte Pietro si fa vile

giurando il falso fino a una fantesca.

 

Non c'è nessun che più strappi un affetto

e dolce lo rifletta sull'attesa,

non c'è più un bacio che bocci il progetto

e là nell'orto ripari la pesa.

 

"Non c'è la mamma che è corsa da Giuda",

né più le donne gli danno i servigi

in questa notte sì cupa e sì nuda.

 

Fuor dalle case non esce un graziato,

non un fra i tanti che porti i prodigi

per poi narrarli a discolpa a Pilato.

Gesù davanti al Sinedrio

Davanti a quel Sinedrio ormai completo

che appena fatto giorno si raduna,

il Cristo torna a dire del segreto

che in tutto al Dio suo Padre lo accomuna.

 

"Se ti fai Cristo, come vuol l'accusa,

e questa è una bestemmia contro il Vero,

a noi dovrai pur dare una tua scusa

che serbi ad Israele il suo mistero ".

 

"Son io, vi dico, il Dio della promessa

che a lungo mantenuta e riprodotta

si compie con la grazia a voi concessa.

 

“ Non servon più degli altri testimoni

che portin delle prove a una condotta

non degna certamente di condoni”.

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