Gesù e i fanciulli Il giovane ricco

"Lasciate a me i fanciulli" e il loro incanto

e non ponete alcun impedimento

a quanti me li guidano qui accanto

perché è di loro il mio rallegramento.

 

Lasciatemi ai sorrisi e ai loro canti

che sollevando un soffio di allegrezza

disperdon gli sgomenti ed i rimpianti

diffusi dal levar della tristezza.

 

Lasciate ai bimbi un'ora di speranza,

o voi che per saziar le aspirazioni

vi fate un gaudio sol di somiglianza.

 

Lasciate che essi restino i garanti

dell'umile obbedire a quelle azioni

che solo a loro svelano gli impianti.

“Che debbo fare per la vita eterna?"

un tale che pur sa i comandamenti

e cerca intorno quasi una lucerna

per dar più luce ai suoi proponimenti.

 

“Vendi quel che hai” e dallo agli affamati

per farti il tuo tesoro senza usura

e vieni poi con gli altri designati

a sparger nei villaggi la mia cura.

 

Si è fatto già più triste perché ricco

quel giovane che vanta uno spessore,

sottratto nel suo corso ad ogni appicco.

 

"E' certo assai più facile a un cammello

passare in una cruna..." il buon Signore,

che non il ricco in ciel col suo fardello.

La profezia della Passione Il cieco di Gerico

Prendendo ancor gli Apostoli in disparte

per ragguagliarli intorno alla passione,

Gesù predice loro quella parte

che porta al sommo della Redenzione.

 

"Saliamo adesso alla città di Dio

per dare compimento alla Scrittura

che impregna nei suoi passi il gemitìo

alzato ormai da tutta la natura”.

 

"Ecco che nelle mani dei Gentili

il Figlio affronterà tutto lo sdegno"

serbato per i crimini più vili.

 

"Sarà deriso e avvinto ad ogni scorno

e infine flagellato e appeso a un legno,

ma tornerà di nuovo il terzo giorno".

Entrato in Gerico tra folle attente,

il Cristo incontra un mendicante cieco

che steso su un mantello senza niente

ha fatto della strada ora il suo speco.

 

“Figlio di David” grida Bartimeo

che già avverte il passo del Messia;

"pietà” ripete il figlio di Timeo,

sfogando intera lì la litania.

 

Senza tacer, pur scosso da rampogne,

accorre presso l'uomo che lo chiama,

lasciando il suo mantello e le vergogne.

 

“Signor, ch’io veda” grida il mendicante

facendo della fede il suo proclama,

davanti a quel portento ormai pressante.

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