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Il Drago d’Acqua o “DRACO SPLENDENS”, è una razza meno diffusa rispetto al Drago Comune.
Abita sia nei mari sia nei laghi, che predilige; molto abile nel nuoto e molto meno sulla terra dove ha dei problemi con le gambe posteriori che si sono adattate a pale per il nuoto.
Riescono a volare anche se per tempi molto brevi: la vita in acqua fà si che la portata di aria dei loro polmoni sia maggiore di quella dei Draghi delle altre famiglie, per dipiù aumentata dallo stomaco, utilizzato come deposito supplementare di aria, permettendogli di rimanere in immersione per diverse ore.
Il Drago d’Acqua si alimenta esclusivamente di ragazze vergini.
Egli è fisicamente più bello ed elegante di quello di terra: ha una voce dolce ed armoniosa ed apprezza la bellezza più di ogni altra cosa.
La ragazza che diventerà suo pasto non è più che bella, vestita e acconciata in maniera regale non viene accettata; al contrario, quando la donzella è di eccezzionale beltà, può innamorarsene ed essa diviene la dama del suo cuore.
E’un grande combattente e se deve difendersi lo fà con ferocia sino alla morte.
E’ un animale molto timido e difficilmente si lascia vedere anche quando cattura una preda.
questo delicato animale non sopporta nessun tipo di catene o lacci, infatti uno dei modi più efficaci per catturarlo consiste nel legargli una corda al collo, per renderlo mansueto e non fargli opporre alcuna resistenza (in questo modo vennero catturati i Draghi di San Giorgio, Sant Mer de Banyoles, Santa Margherita e del lago Nero).
Gli avvistamenti di Draghi d’Acqua sono stati molti durante la storia: gli ultimi noti risalgono all’inizio del XX secolo, anche se l’avvistamento più affidabile avvenne nel 1860 ad opera del Direttore zoologico dell’AJA, Peter Karl Van Elsing, che insiema all’equipaggio della nave durante un viaggio di ricerca nell’Atlantico diciarò che l’essere era serpiforme, lungo circa sette metri e, nuotando in modo molto elegante, si era avvicinato alla nave, con la testa ornata da creste azzurro brillante e verdi e, con la schiena provvista di creste o ali; un marinaio dichiarò di aver visto delle zampe con artigli, per cui venne battezzato col nome di “Megophias”.
Nel periodo della maturità sessuale la femmina in calore della specie dei Draghi Splendens cerca un giaciglio coperto da alghe per illuminarsi di colori luminescenti; a questa vista i maschi iniziano a esibirsi in giochi di capriole e salti in aria tornando a immergersi velocemente sembrando lampi di luce.La femmina corteggiata nuota con rapidità verso la profondità, seguita dai maschi, di cui solo i più rapidi e resistenti riescono a apossederla.
Dopo l’accoppiamento la Draghessa consegna l’uovo fecondato al suo compagno che lo depositerà sulla sabbia calda e sicura vigilandovi sino alla schiusa con l’uscita del cucciolo dal guscio.
Durante la sua infanzia il piccolo è prettamente vegetariano; crescendo i suoi colori si ravvivano, diventando più luminosi, risultando sempre più attratto dall’acqua dove presto proseguirà la sua vita, abbandonando definitivamente la terra.
In questo periodo si nutrirà di anemoni che non risultano tossici per il suo organismo; il primo vero viaggio lo affronterà per raggiungere la corte del Drago Padre; dove crescerà e verrà educato alla parola e alle arti magiche.
Dopo questo periodo il giovane Drago partirà alla ricerca di un posto dove proseguire la sua vita, avendo raggiunto la lunghezza, ormai di sette metri, acquisendo colori brillanti e diventando un animale di bell’aspetto.
La sua dimora è quasi sempre con l’entrata sotto acqua ed è formata da diverse stanze, tutte asciutte e ricoperte di sabbia che trasporta dalle spiaggie ed usa adornare oltre che gemme e ori, di coralli e perle che negli anni raccoglie; molte volte le caverne sono attraversate da fiumi sotterranei.
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