BATTAGLIA NAVALE  DI ABUKIR

NAVAL BATTLE OF ABUKIR

(1° e 2 AGOSTO 1798)

LA BATTAGLIA DEL NILO


STORIA

LA BATTAGLIA NAVALE MINUTO PER MINUTO

NAVAL BATTLE MINUTE FOR MINUTE


I PREPARATIVI

(Tratto da "I gladiatori del mare", Angelo Solmi, 1980, Rizzoli Editori)

THE PREPARATIVES

Dopo questa facile vittoria Bonaparte prosegui per Alessandria d'Egitto, dove giunse tranquillamente il lo luglio facendo sbarcare l'intera armata d'Egitto.

Nelson lo cercava disperatamente, ma alla cieca.

Dopo aver operato il congiungimento con i grandi vascelli portatigli da Troubridge, lasciando indietro l'Orion e l'A/exander che erano in ritardo, attraversò il Tirreno ripetendo continuamente: Bisogna far presto.

Per meglio coordinare le ricerche, divise la squadra in tre gruppi, uno comandato da lui in persona, uno da Troubridge, uno dal capitano Samuel Hood.

Giunto a Talamone, a nord di Porto Santo Stefano, non riuscì a ottenere alcuna notizia: Bonaparte sembrava essersi dissolto.

Se Nelson fosse stato uomo da darsi alla disperazione, l'avrebbe fatto: ma non era il tipo.

Chi, d'altra parte, era egli pure profondamente addolorato per non aver potuto seguire il suo fedele amico Horatio era il collega Collingwood, di stazione al blocco di Cadice. « Quale umiliazione! scriveva Collingwood. « S'io non avessi la coscienza di non aver meritato un simile trattamento... credo che ne sarei morto di sdegno.

Il mio vascello valeva, sotto ogni aspetto, quelli spediti a Nelson... Ho veduto i vascelli che andavano a raggiungerlo prepararsi a lasciarci; li ho visti partire e... sono rimasto qua!

Spedito Troubridge a Napoli, Nelson, che l'attendeva al largo, non ebbe neppur qui utili notizie, salvo quelle che riguardavano la rotta dei Francesi su Malta.

Un veliero neutrale, fermato, diede però l'informazione che i Francesi avevano conquistato Malta e ne erano già ripartiti col ven- to in poppa: maestrale. Nelson ebbe allora un 'intuizione irt1provvisa: « Bonaparte è in Egitto!I esclamò; e ordinò: .Rotta su Alessandria. 

Sei giorni dopo avvistò la rada di Alessandria: deserta. Nessuno sapeva nulla di navi o di Francesi.

La costernazione e la delusione di Nelson e degli equipaggi britannici sono immaginabili: era la fine di giugno e da quattro settimane l'ammiraglio giocava a mosca cieca con Bonaparte. Decise, dopo aver fatto una puntata sulla Siria e su Creta, di dirigersi verso la Sicilia, a Siracusa.

Non sapeva, mentre si ritirava da Alessandria, che, nascosto in un banco di densa nebbia, gli era passato vici- nissimo il grande convoglio francese. Soltanto a Siracusa, dopo aver perso inutilmente otto settimane, Nelson venne a sapere la verità e ordinò di correre addosso al nemico, là dove stava: nella rada di Abukir.

Durante il viaggio sir Horatio prese l'abitudine di convocare i suoi capitani a bordo dell'ammiraglia, per discutere con loro i metodi d'attacco alla flotta francese.

Questi metodi erano estremamente semplici, quasi semplicistici: « Never mind manoeuvres: go al lhem », cioè « N on preoccupatevi delle manovre: dategli addosso».

In altre parole: « Riportate prima la vittoria sul nemico e fatene poi il miglior uso possibile ». E inoltre: « Basta con la rigida linea di battaglia, imposta dal timore che, avendo mano libera, un capitano avrebbe potuto approfittarne per ritirarsi». Invece ciascuno doveva assumersi le proprie responsabilità, attraverso ardite iniziative individuali, sempre considerando che la questione base era di portare a combattere forze superiori nel punto vitale.

In sostanza Nelson prescrisse ai suoi comandanti di far tutto il contrario di quel che stabiliva la tattica navale redatta a tavolino.

Intanto, dopo lo sbarco ad Alessandria d'Egitto, Bonaparte aveva appreso che la flotta inglese si era presentata qualche giorno prima davanti alla rada, e ne era rimasto molto turbato.

Convocato un consiglio di guerra sull'Orienl, aveva ordinato:

1) di non aspettare il nemico all'ancora ma di andargli incontro;

2) di trovare nel frattempo un buon rifugio per la squadra;

3) di fortificare con le artiglierie questo rifugio. Se avesse dato retta a Bonaparte il quale se ne intendeva Brueys non avrebbe fatto quella brutta fine che fece.

Ma invece l'ammiraglio francese non obbedì a Bonaparte in nessuno dei tre punti detti sopra, principalmente perchè era fermamente convinto che gli Inglesi non si sarebbero più fatti vivi.

Perciò scelse il pessimo rifugio di Abukir, troppo aperto ed esposto (anche se, come ancoraggio, era discreto), e trascurò di munire con artiglierie l'isolotto che chiudeva la rada e intorno al quale c'era una serie di secche pericolose.

Da parte sua Brueys si lamentava e se la prendeva con i marinai troppo giovani e indisciplinati che gli avevano dato.

Nell'ultima lettera scritta a Bonaparte, il 20 luglio, affermò: « Sembra, cittadino generale, che abbiano fatto una scelta davvero accurata per affibbiarmi gli elementi peggiori».

Ad aggravare la situazione sopravvennero, allo stesso Brueys, una quantità di malanni: coliche, emicranie, dissenteria.

Scarseggiavano anche i viveri e per questo egli trascurò di mandare le sue quattro fregate a incrociare allargo per avvistare il nemico. Perciò quando, nel pomeriggio del 1° agosto, la squadra britannica venne segnalata, Brueys si rese conto con spavento che c'era ampio spazio per gli Inglesi per passare tra l'isola e la lunga linea dei vascelli francesi ancorati, e altrettanto spazio per passare tra la linea e la costa, e perfino fra un vascello e l'altro, separati ciascuno da più di 150 metri.


THE PREPARATIVES

After this easy victory Bonaparte you continue for Alexandria of Egypt, where the quietly came the July making to disembark the whole one armed with Egypt.

Nelson looked for him/it hopelessly, but to the blind one.

After having operated the union with the great vessels brought him by Troubridge, leaving back the Orion and the A/exander that were late, it crossed the Tyrrhenian continually repeating: It needs to do soon.

For better coordinating the searches, divided the team in three groups, one commanded by him in person, one from Troubridge, one from the captain Samuel Hood.

Reaches Talamone, to north of I Bring Saint Stephen, he/she didn't succeed in getting some news: Bonaparte seemed to have dissolved.

If Nelson had been man to give him to the desperation, you/he/she would have done him: but it was not the type.

Who, on the other hand, it was also him deeply sorry not to have been able to follow his/her believer friend Horatio it was the colleague Collingwood, of station to the block of Cadice. «What humiliation! he/she wrote Collingwood. «You I didn't have the conscience not to have deserved a similar treatment... I believe that I would be dead of it of scorn.

My vessel was worth, on all accounts, those expeditious to Nelson... I have veduto the vessels that went to reach to get ready him/it him to leave us; I have seen them depart and... have remained here!

Expeditious Troubridge in Naples, Nelson, that attended offshore him, didn't have here neppur profits news, except those that concerned the rout of French on Malta.

A neutral veliero, stopped, it gave however the information that French had conquered Malta and already leave again with the ven of it - to in stern: mistral. Nelson had then a 'intuition irt1provvisa: «Bonaparte is in Egitto!I it exclaimed; and it ordered: . Rout on Alexandria.

Six days later it sighted the roadstead in Alexandria: desert. Nobody knew nothing of ships or French.

The dismay and the disappointment of Nelson and the British crews are imaginable: it was the end of June and from four weeks the admiral played to blind fly with Bonaparte. Definite, after having made an episode on Syria and on Clay, to go himself/herself/themselves toward Sicily, to Syracuse.

He/she didn't know, while it was withdrawing him from Alexandria, that, hidden in a bench of dense fog, had passed him deputies - nissimo the great convoy French. Only to Syracuse, after having uselessly lost eight weeks, Nelson came to know the truth and ordered to race I set to the enemy, there where it was: in the roadstead of Abukir.

During the trip sir took Horatio the habit to summon his/her captains on board of the flagship, to discuss with them the methods of attack to the French fleet.

These methods were extremely simple, almost superficial: «Never mind manoeuvres: go to the lhem», that is «N on worried you about the manoeuvres: give I set him».

In other words: «You bring first the victory on the enemy and do then you of it the good possible use». And besides: «Enough with the rigid line of battle, imposed by the fear that, having free hand, a captain would have been able to take advantage to retire him of it». Every had to take on him his/her own responsibilities instead, through game individual initiatives, always considering that the basic matter was to bring to fight superior strengths in the vital point.

In substance Nelson prescribed to his/her commanders to do all the contrary of that that the naval tactic established compiled to tavolino.

Meanwhile, after the unloading to Alexandria of Egypt, Bonaparte had learned that the fleet English was introduced a few days in front of the roadstead before, and you/he/she had remained very disturbed of it.

Summoned a suggestion of war on the Orienl, you/he/she had ordered:

1) not to wait for the enemy to the anchor but to go I meet him;

2) to find in the meantime a good shelter for the team;

3) to strengthen with the artilleries this shelter. If you/he/she had paid attention to Bonaparte which intended Brueys you/he/she would not have made that ugly end that did.

But the French admiral didn't obey to Bonaparte instead in none of the three said points above, mainly because you/he/she was firmly convinced that the English would not be more alive facts.

Therefore it chose the bad shelter of Abukir, too open and statement (even if, as anchorage, was discreet), and it neglected to provide with artilleries the islet that he/she closed the roadstead and around which was a series of dangerous shoals.

On his/her behalf Brueys complained him and if he/she picked too much her up with the sailors young people and undisciplined that had given him.

In the last letter written to Bonaparte, on July 20, he/she affirmed: «It seems, general citizen, that an accurate choice has done indeed for buckling me the worse elements».

To increase the situation they arrived unexpectedly, to the same Brueys, a quantity of illness: colics, migraines, dysentery.

The provisions were scarce and also for this he neglected to send its four rubbings to cross I widen for sighting the enemy. Therefore when, in the afternoon of August 1°, the British team was signalled, Brueys him made account with fear that there was ample space for the English to pass between the island and the long line of the anchored French vessels, and as many space to pass between the line and the coast, and even between a vessel and the other, separate every from more than 150 meters.


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