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Ripensando all'incontro di Ciampi e signora con i Feltrini in Piazza Maggiore

 

Il Presidente Ciampi ed il Sindaco di Feltre Alberto Brambilla 

Vivo stupore della coppia presidenziale Prima gli sbandieratori e al termine della visita l'inno d'Italia dei bambini delle elementari

È durata solo un’ora la visita di Carlo Azeglio Ciampi a Feltre. Tempo tuttavia sufficiente perché essa rimanga impressa nelle menti e nei cuori di chi l’ha vissuta.

In Piazza Maggiore mercoledì 8 ottobre ad attendere il Presidente della Repubblica e la sua gentile consorte erano accorsi alcune migliaia di Feltrini. Che hanno atteso con pazienza l’arrivo del corteo presidenziale, giunto alle 17,10.

Il primo impatto del Presidente con Feltre deve essere stato di quelli che non si dimenticano: salendo i gradini che portano in Piazza Maggiore, Ciampi e la signora Franca hanno guardato con visibile stupore la bellissima scenografia che si apriva ai loro occhi. Peccato che una impalcatura impedisse la visione, anch’essa affascinante, del Palazzo municipale, gioiello architettonico del ’500.

A questo spettacolo se n’è aggiunto poi un altro, quello offerto dagli “Sbandieratori città di Feltre”. Esibirsi con abilità di fronte ad un Capo dello Stato non capita tutti i giorni. Di qui la loro evidente emozione che non ha impedito di portare a termine gli esercizi che erano stati programmati. Entusiasta delle evoluzioni delle bandiere è parsa soprattutto la signora Franca che non ha nascosto il suo stupore. “Ma che bravi” pare abbia sussurrato a suo marito, tutto preso dal fascino della piazza e dal calore della folla.

Aspetto, quest’ultimo, che non tutti s’aspettano. Nel passato più di una volta i Feltrini erano stati accusati di freddezza. Un’accusa smentita proprio in occasione di questa visita: conquistati dalla semplicità e dalla disponibilità del Presidente e della sua consorte, essi si sono la sciati andare a manifestazioni di giubilo sincero e autentico.

Un ruolo primario l’hanno poi svolto i bambini delle elementari che non hanno conosciuto limiti nelle loro dimostrazioni di affetto. Poco prima della partenza del corteo alla volta di Belluno, hanno intonato l’Inno d’Italia, commuovendo il Presidente che si è sentito in dovere di violare il cerimoniale e di fermarsi fra di loro.

Sembrava di assistere ad un incontro familiare a lungo atteso e sempre rinviato.

Questa è stata l’immagine conclusiva di una visita che è durata solo un’ora, ricca però di umanità e di squisita sensibilità. Un grazie sentito va a Ciampi che si è liberato dai lacciuoli di un servizio d’ordine onnipresente, per essere più vicino anche fisicamente ai Feltrini. Che gli hanno fatto festa con la loro presenza e con un attaccamento che ha costituito una piacevole sorpresa.

Tutti motivi, questi, più che sufficienti per considerare memorabile questa visita, che resterà nella memoria della gente e nelle pagine della storia di Feltre.

Gabriele Turrin

Dal settimanale L'Amico del Popolo.

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