TRA LEGGENDA E REALTA'....
Riù dai Bês
Attorno ad uno degli affluenti del torrente Chiarsò, il Riù dai
Bês (ruscello dei soldi), aleggia un velo di mistero.
Si narra che, nella località “Pecol di Peraria”, verso la metà
del 1700 “in una forra ripida, stretta, nascosta fra gli sterpi, quindi di difficile
entrata, mediante un abile e astuto artifizio della cessata polizia austriaca,
venne scoperta una macchina per le monete false”(Pagine Friulane, periodico
mensile di Storia e letteratura della regione friulana”, Anno XVI, n. 11, Udine,
31 dicembre 1904, pag. 188).
Il confine tra realtà e leggenda non è ben definito e certo il
nome del ruscello sito vicino al luogo del ritrovamento alimenta la fantasia.
Sembra che i falsari preparassero a Raveo le monete che venivano poi indorate
a Venezia.
Per non essere scoperti viaggiavano nella veste di commercianti di carni, ma
i vitelli o i maiali che trasportavano erano in realtà “imbottiti” di
monete false.
La loro avventura terminò nel 1850 quando il loro camuffamento venne
scoperto.
Re Vejo
Nel 568 a.C. i Longobardi,
guidati dal re Alboino, invasero il Friuli. Ma pare che, durante la dominazione
longobarda, approfittando di un momento di incertezza della reggenza,
“trenta tirannelli” si impadronirono delle province friulane, proclamandosi
re e duchi delle stesse. Tale situazione dovette persistere fino al momento in cui il legittimo sovrano non riassunse le redini del regno, costringendo alla fuga i temerari signorotti. |
Tra di essi, doveva esservene uno in particolare,
un tale Vejo, che si rifugiò e sottomise con le sue milizie proprio
la zona ove sorge oggi Raveo. Il tiranno, che vi si stabilì, fece
edificare un castello sulla collina della Nuvolaja, da cui imponeva il
suo dominio e la sua volontà all’esiguo “regno”, che chiamò
tra l’altro proprio Revejo (Re Vejo), termine da cui si dice derivi il
nome attuale del paese. Vejo era spesso impegnato come ausiliare nelle guerre sostenute dai duchi di Carinzia, di Baviera e delle zone limitrofe che ricorrevano frequentemente a lui ed alle sue truppe e dovette essere che, proprio approfittando di una sua temporanea assenza, un tale duca Guidone, proveniente dalla Francia, gli “soffiasse” l’area di Sorantri ove fece erigere a sua volta un forte frontalmente al castello sulla Nuvolaja. Al ritorno di Vejo lo scontro fra i due antagonisti, scontro che dovette verificarsi lungo la strada che conduce al Monte Castellano (o Monte Sorantri), fu inevitabile ed ebbe come epilogo la capitolazione di Guidone che dovette riconoscere la supremazia di Vejo. Riappacificati gli animi, i rapporti si fecero addirittura amichevoli al punto da scavare un passaggio sotterraneo che collegasse i due castelli: quello di Vidons (sotto il Monte Sorantri) e quello della Nuvolaja. Un giorno Vejo non fece ritorno da una delle tante spedizioni cui era stato ancora una volta chiamato a partecipare con le sue truppe in Germania, sicché i discendenti di Guidone si godettero pacificamente il possesso dei due castelli fino al momento in cui l’ultimo castellano fece atto di soggezione al patriarca Nicolò, convertendosi al cattolicesimo. Se Raveo ospitò davvero questi personaggi non è dato, in realtà, sapere. |
Rapum o Rava...