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   sezione  "IN VIAGGIO"
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DESERTO



Lunghe distese di sabbia. In lontananza le dune formavano sagome d'aspetto misterioso, mentre oltre, ben più lontano e nel dubbio che fossero vere, dovevano esserci delle oasi.
Ancora più lontano c'erano un'auto ed un camper. Oltre, la città, con le sue case di terra bruciata e le strade di polvere asciutta. I mercatini chiusi, la gente altrove.
Ad estendere la memoria, a seguire il volo di un uccello, ancora in grado di farlo, c'erano i confini, il mare ed una costa conosciuta. C'erano città di cemento, e giardini ordinati. C'erano scuole, uffici, fabbriche, ristoranti. Luoghi d'incontro, di culto, luoghi per ogni cosa ed ogni dove. Luoghi per conoscere, per essere e per dare. Luoghi per avere, per amare. Eppure...
La lunga distesa di sabbia, la breve carovana guidata dal tuareg in direzione del villaggio, facevano una differenza.
La differenza delle apparenze è un calcolo semplice. Togli qualcosa, aggiungi altro. Togli il tragitto, i palazzi, gli uffici, i condizionatori, l'ultimo modello dell'auto e l'abito da gran riunione. Aggiungi il silenzio, poca gente, il cielo terso, poche parole.
La differenza sostanziale è più sottile.

Ad ogni passo aggiunto lo sguardo si fa interiore, così come il silenzio. All'inizio c'è il tumulto delle emozioni e delle incertezze. Si percepiscono le novità, si confrontano gli stili, le abitudini. Si revisiona la propria vita: le banalità vestite da evento, la routine che interpreta il grande ruolo del quotidiano.
Poi il silenzio. Cala il sipario, nella guerra mai vinta - mai persa - dei problemi irrisolti, dei piccoli - grandi - conflitti personali.
Cala il sipario, ad ogni passo aggiunto sulla sabbia, lungo un sentiero che non c'è, in una direzione che, senza la guida, non avrebbe direzione.
Tra cielo e terra, il silenzio diventa presenza, il passo si fa liberatorio, il respiro essenziale. Le ombre degli amici - compagni dell'avventura - sono la compagnia del proprio pensiero sedato. E' la quiete cercata. Trovata. E' l'assenza del tumulto interiore, l'inesistenza dell'orologio, l'inconsistenza del tempo, l'inutilità della competizione, se non per gioco.
Si arriverà ad un villaggio, ad ogni passo aggiunto.
Un tè ed un giaciglio saranno il massimo dei desideri. Appagati.


Giampietro De Angelis