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 sezione  "IN VIAGGIO"

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Il VOLO

L'aereo era in volo ormai da quattro ore.
I resti del frugale pasto, poggiati un po' alla rinfusa ed instabilmente, erano ancora davanti a lei. La cuffia, posta già da tempo alla tempia, continuava ad inviare musica soffusa.
Marta dormiva da più di un'ora. Col viso accostato all'oblò, sulla sua tendina, vagamente tirata ad evitare la luce. Aveva dormito tra i ronzii e le voci di sottofondo. Era il suo primo vero volo, intercontinentale. Fuori il cielo era splendente, sopra un oceano profondo e lontano. Le sembrava un immaginario viaggio in treno, che avanzava silenzioso su piste sospese, senza soste e senza arrivo.
Per Marta il viaggio ideale era proprio così, un moto perpetuo fine a sé stesso, lineare in uno stato di torpore e di pensiero rilassato e vago.
La supposizione del riposo e della serenità passava su quell'ipotesi fantasiosa.
Nel dormiveglia mosse impercettibilmente le ciglia, ci fu un riaffiorare dello stato vigile, della cognizione, con un innato istinto a verificare la situazione, a controllare l'ambiente: l'hostess stava passando a ritirare i vassoi.
Subito si immerse di nuovo, quasi in coincidenza d'un movimento d'ali, bello da guardare, suggestivo nel suo esemplificare una tecnologia accurata e complessa. Fuori il mare sfumava i propri colori e nell'aria strati di nuvole bianche davono più consistenza e rilievo al panorama.
Lasciò le braccia molli lungo il corpo, le dita verso il basso, senza contrazioni. Si riaddormentò.

Il viaggio proseguiva.


Giampietro De Angelis