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Ortonesi veraci

- Armando D'Ascanio -

 

 

Armando D'Ascanio è nato il 10 febbraio 1922 ed è morto il 12 dicembre 2000

 

 

La rubrica Ortonesi Veraci,  attraverso delle interviste, ha lo scopo di raccogliere le memorie di alcuni abitanti di Ortona. Anche per nonno Armando l'intervista si è svolta con grande entusiasmo ma, poco prima che venisse pubblicata, il nostro caro nonnino è venuto a mancare.

Le nipoti che avevano raccolto il racconto di Armando lo hanno allora trasformato in un caro ricordo racchiuso in una affettuosa lettera.

 

Caro Nonno,

con queste poche righe non vogliamo solo ricordare gli eventi importanti che hanno segnato la tua vita di "grande saggio" o di "ortonese verace" come da tante persone sei stato definito, ma salutarti per sempre, poiché la tua morte improvvisa lo ha impedito.

Caro nonno, saremmo rimaste ore intere ad ascoltare la storia della tua infanzia, ci facevi ridere quando raccontavi che, da bambino, poiché i tuoi genitori commercianti erano sempre in giro per fiere e mercati dei paesi vicini, tu, oltre a prenderti cura della casa e dei tuoi due fratelli Amleto ed Arturo, dovevi persino "ammassare le sagne".

Una volta, addirittura, alla Vigilia di Natale, hai preparato un bell’arrosto di maiale ai tuoi genitori che tornavano stanchi dal lavoro e la tua mamma, Raffaella, per non rattristarti ti disse: "Bravo Armando, lo mangeremo domani che è Natale, perché oggi è vigilia e la carne non si mangia".

Sono passati in fretta e felici gli anni della tua infanzia e subito ti si è presentata la dura e cruda realtà della guerra.

Come tanti giovani della tua età anche tu sei stato chiamato a "servire la patria" e dopo varie destinazioni ti hanno mandato in Francia, dove, a seguito delle ferite riportate ad un piede a causa dello scoppio di una bomba a mano, sei rimasto per un lungo periodo ricoverato in un ospedale militare. Soltanto dopo nove mesi i medici ti hanno permesso di tornare a casa, dove, proprio durante quei giorni di licenza, hai appreso la notizia che tutti aspettavano: finalmente l’armistizio!

Le tue sofferenze, però, non sono ancora finite, un destino crudele sembra perseguitare te e la tua famiglia: è l’11 giugno 1944 quando tuo fratello minore Arturo, di appena 18 anni, muore in un campo, dilaniato dallo scoppio di una bomba. Una parte di te e della tua vita vanno via per sempre insieme con tuo fratello; quella tragedia segna per sempre la tua esistenza, da allora anche gli eventi felici della tua vita saranno quasi "adombrati" dal ricordo di quella terribile disgrazia. Ci raccontavi che quell’11 giugno ,"giorno maledetto", i tuoi genitori avevano cercato di salvare tuo fratello, che ancora respirava, adagiandolo sul vostro carro e portandolo all’ospedale di Pescina. Purtroppo lui era spirato poco dopo e tu, che allora avevi solo 22 anni, mentre correvi verso Pescina, hai incontrato i tuoi genitori che tornavano ad Ortona ed ai tuoi occhi si è presentata una scena veramente straziante: sul vostro carro c’era la tua mamma disperata che abbracciava suo figlio morto, tu dicevi sempre che tua madre e tuo fratello ti sembravano l’immagine della Madonna con Gesù morto fra le braccia. Chissà quanto dolore avrai provato nel vederli!

Trascorsi quattro anni da quella terribile disgrazia finalmente un po’ di felicità, infatti il 25 settembre 1948 hai sposato nonna Adelina e con lei hai dato vita ad una grande, meravigliose ed unita famiglia. Eri così contento quando ci riunivamo tutti a casa tua, eravamo sempre tanti, ora però manchi tu, quel destino crudele ti ha portato via all’improvviso, in un pomeriggio d’inverno, con un cielo così azzurro da sembrare primavera. Te ne sei andato in silenzio e "senza disturbare", come dicevi sempre tu, e questo ci rattrista ancora di più, perché, avremmo voluto aiutarti ed almeno salutarti per sempre, ma non ce lo hai permesso poiché tu volevi sempre essere "originale", e lo sei stato anche nel momento della tua morte.

Caro Nonno, proprio tu, così modesto e riservato, nel gennaio dello scorso anno, sei finito sulla copertina dell’ "Inquirer Magazine"di Philadelphia come esempio di longevità e salute! Persino la Rai nazionale si è mobilitata per intervistarti e tu hai risposto alle domande del giornalista con spontaneità, semplicità e correttezza, se sapessi, nonno, quante persone ti hanno fatto i complimenti per le tue parole e noi siamo state veramente orgogliose di te. In quell’occasione in molti hanno detto: "Che nonno colto avete!". Tu però non avevi la cultura dei libri, ma quella della vita, e, forse, tutte le sofferenze che il destino ti ha riservato non sono state vane: ti hanno reso un uomo molto maturo quando eri ancora giovane, ed un "grande saggio" ora che avevi qualche anno e qualche capello grigio in più.

Ora, però, dobbiamo salutarti per sempre e vogliamo farlo con la tua stessa dignità, quella che ha sempre contraddistinto la tua vita.

Alla piccola Sara tra qualche anno parleremo di te, le diremo che, anche se per una sola settimana, ha avuto un bisnonno davvero speciale.

Grazie nonno per tutto quello che ci hai insegnato, ti porteremo sempre nel nostro cuore. Addio per sempre.

 

Ortona dei Marsi, 2 aprile 2001

 

nonno Armando è stato ricordato da Silvia e Annalisa Puglielli

 

 

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