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IL ROSPO
di Beatrice Sanchi e Andrea Bedetti |
Il
rospo, anfibio diffusissimo, ha un aspetto sgradevole e ripugnante,
che contrasta con la sua natura pacifica. Il corpo è tozzo
e massiccio e misura tra i 10 e 20 cm. La pelle, ruvida e asciutta,
è ricoperta di verruche e
di numerose ghiandole che producono sostanze velenose.
Gli occhi grandi e sporgenti hanno la pupilla orizzontale. Gli arti,
lunghi e
robusti, hanno le dita palmate. La colorazione della pelle varia
dal grigio-bruno al verde olivastro, dal marrone al rossiccio, con
numerose
macchie irregolari di colore diverso.
Il rospo vive in vari ambienti, purchè umidi, come la campagna,
i giardini e gli orti, ma il suo ambiente preferito è il
bosco.
Di giorno è poco attivo e preferisce nascondersi in luoghi
bui e freschi, mentre la notte esce allo scoperto per dedicarsi
alla caccia.
Animale voracissimo, divora insetti, larve, lombrichi, ragni, molluschi
e piccoli roditori, ma è anche capace di sopportare lunghi
digiuni e condizioni climatiche sfavorevoli.
In primavera, durante la stagione degli amori, i maschi lasciano
i boschi e si portano in prossimità dei corsi d'acqua. Dopo
alcuni giorni arrivano anche le femmine ed inizia così l'accoppiamento.
Le uova sono deposte nell'acqua unite in lunghi cordoni gelatinosi
appesi alle piante: il numero delle uova va da 1.000 a 10.000 per
volta.
In pochi giorni le uova si schiudono ed escono i girini che nell'arco
di 2 o 3 mesi si trasformano in individui completamente formati
lunghi appena 1 cm.
Solo dopo 5 anni questi giovani esemplari sono pronti per la riproduzione. |
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