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New Age Italy - Terzo Millennio

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UOMO Sapiens
Parlando del cervello dell'uomo si è soliti ricorrere a termini scientifici come neuroni, sinapsi, dendriti, assoni, o associare alcuni processi nervosi a moderne teorie dell'informazione.
Tuttavia, la fuzione del cervello non è stata sempre chiara: per esempio, dall'esame strutturale del corpo umano si deduce che le ossa sono delle leve e i muscoli sono i motori della macchina corporea mentre il cuore, attivamente pulsante, era considerato una degna sede della vita. Il cervello invece, quasi privo di sangue, veniva considerato un organo quasi inutile dagli antichi egizi, e quando questi imbalsamavano i cadaveri non esitavano a buttarlo via.
Ancora oggi sentiamo che c'è qualcosa di difficile da mettere in luce, ma ci sembra quasi impossibile formulare le domande in modo chiaro ed esatto. La prima domanda che ci si dovrebbe porre é: Può il cervello comprendere sè stesso? E noto che il cervello umano è la più complessa struttura nella quale ci si sia mai imbattuti, ed è possibile, a tutt'oggi, disporre solo di un diagramma di cablaggio molto approssimativo di un cervello umano in funzione (aprendo chirurgicamente la scatola cranica, se ne altera immediatamente il funzionamento normale). Si rilevano infatti, all'interno di esso, masse di neuroni racchiusi da una specie di feltro costituito dai loro stessi prolungamenti filamentosi e nel quale è quasi impossibile districarsi.
Si presume che alcuni milioni di neuroni costituiscano gli ingressi delle informazioni sensoriali, e circa altrettanti costituiscono le uscite per il controllo muscolare e corporeo, e il restante 99,98% rappresenta la grande rete di "interneuroni" nella quale avviene l'elaborazione vera e propria degli impulsi nervosi. Poichè questi problemi centrali sono tali da eludere ogni sforzo, si possono affrontare solo problemi locali, sperando che nell'affrontarli ci accada di imbatterci nel giusto approccio ai problemi globali.
Il numero di neuroni del cervello umano è probabilmente 10^11 (cento miliardi): il numero delle sinapsi, o contatti tra i neuroni, è 10^15. In media ogni neurone riceve, in ingresso, informazioni da migliaia (10^3) di neuroni e le ritrasmette, con una specie di cataclisma sinaptico, ad altre migliaia di neuroni della grande rete di interneuroni. Si può affermare che in media ogni neurone dei cento miliardi disponibili possiede 10^3 (e forse alcuni 10^4) contatti sinaptici con altrettanti neuroni diversi.
Il numero delle combinazioni è quindi (10^11)^(10^3)=10^33 (limite inferiore) o (10^11)^(10^4)=10^44 (limite superiore), cioè ogni impulso nervoso ha da 10^33 a 10^44 strade possibili! Per rendersi conto della spaventosa enormità di questo numero basti pensare che il numero calcolato di atomi della Via Lattea è valutato 10^66: un matematico ha già capito, a questo punto, in che misura il cervello dell'uomo può comprendere l'Universo e quali limiti esistono alla suddetta percezione e comprensione, (si tratta di 6...7 decadi di grandezze fisiche attorno al sistema MKSA, cioè la percezione umana é compresa tra la frazione di millimetro e la decina di chilometri) ed ha già trovato la risposta alla domanda dell'autocomprensione: per comprendere appieno un cervello umano è necessario un cervello molto più grande!


Perciò la descrizione dei processi di "pensiero" seguente consegue da quanto detto, nei limiti grossolani di una normale comprensibilità umana.

Vi sono, nel cervello dell'uomo, tre strati principali di tessuto cerebrale. Le informazioni elaborate sono di tipo analogico e possono provenire dai sensi (stimoli sensoriali) o dalla memoria (andando verso l'esterno: pulsione, pensiero cosciente, strategia di sopravvivenza nell'ecosistema). L'unità di elaborazione più interna e più inaccessibile (il cosidetto inconscio) contiene un programma in gran parte fisso ed inalterabile, ereditato dall'individuo alla nascita, come le informazioni per l'accrescimento corporeo e la pulsione di vita. Le unità di elaborazioni più esterne sono invece, come vedremo, in parte autoprogrammabili. Si noti che, mentre l'accresimento corporeo avviene mediante un aumento del numero di cellule costituenti, il numero di cellule costituenti il cervello è fisso (cento miliardi di neuroni) e l'accrescimento avviene mediante un aumento di volume delle stesse. Le strutture del cervello sono perciò fisse a qualunque età ed è il software contenuto in esse che rende un uomo diverso da un altro.

Ogni strato del cervello ha determinate caratteristiche: il più superficiale tiene conto degli stimoli sensoriali e provvede alla immediata soddisfazione dei bisogni corporei e comanda, come vedremo, le azioni richieste dalla realtà oggettiva.
Vi sono, in questo strato superficiale, diverse organizzazioni di memoria: la memoria a breve termine e relative unità di elaborazione (memoria buffer, quella che consente di leggere e dare un significato al presente insieme di parole: vengono "scritte" nel buffer delle frasi di senso compiuto, e quindi interpretate. La nuova frase da interpretare cancella la precedente dal buffer e la spinge in giù nello stack), la memoria a medio termine (che ci consente di ricordare l'appuntamento tra due settimane e regolarci di conseguenza), e lo stack, memoria a lungo termine, l'"anticamera" al secondo strato. Naturalmente non esistono nette separazioni tra gli strati, bensì un continuum funzionale dei processi che stiamo descrivendo.
Tutte le informazioni sensoriali vengono analizzate ed archiviate in uno stack (catasta) di "memoria a scorrimento" a struttura LIFO (Last In First Out) capace di ricordare uno o più anni. Ogni nuova informazione viene memorizzata nello stack assieme ad un giudizio di valore generato, come vedremo, dagli strati interni, e queste nuove informazioni tendono a coprire le vecchie e a spingerle più in profondità nella catasta della memoria e quindiù del passato: è perciò più facile estrarre dalla catasta le informazioni recenti rispetto alle più vecchie, essendo le prime ancora in superficie e perciò più nitide ed accessibili e le altre più lontane, più sbiadite e con giudizio di valore alterato. Infatti, man mano che le informazioni vanno in profondità nello stack, il giudizio di valore ad esse associato diminuisce, a meno che non avvengano ripetizioni atte a rinforzarne il giudizio di valore. Quando la catasta è piena di informazioni - e questo a partire da una certa età è un processo continuo poichè vi sono sempre nuove informazioni che spingono le vecchie più in fondo nella catasta - viene fatta una analisi delle informazioni più profonde: se queste sono accompagnate da un elevato giudizio di valore e se vi è una sequenza di ripetizione degli eventi tale da rinforzarlo, allora queste informazioni vengono compattate, cioè "idealizzate" ed archiviate nello strato di memoria a profondità media a determinare, assieme a quelle già presenti nello strato medio, i parametri per i successivi giudizi di valore. Siamo in presenza del processo di sensibilizzazione.
Se invece l'informazione analizzata non ha un giudizio di valore elevato e nonostante le ripetizioni degli eventi non tende ad aumentarlo, allora siamo in presenza del processo di assuefazione (nessuno ha bisogno di ricordare per 15 ore al giorno di avere le scarpe ai piedi): le informazioni vengono allora ugualmente compattate ed archiviate come "rumore" nel secondo strato.
Se infine l'analisi si riferisce ad informazioni il cui giudizio di valore non supera la "soglia di sensibilità ", allora queste informazioni vengono perdute dalla coscienza, cioè non vengono da essa sottoposte a giudizio di valore e si trasferiscono direttamente negli strati più profondi e costituiscono anch'esse "rumore". Da queste ultime considerazioni vengono le tecniche di persuasione subliminale.

Lo strato intermedio di memoria costituisce l'esperienza, la cultura, la coscienza, la personalità dell'individuo ed è sede del pensiero cosciente, che è l'espressione dell'elaborazione nello strato. In questa memoria che si estende per tutta la vita vengono elaborate ed archiviate tutte le informazioni che hanno superato i tests sullo stack di superficie e possiedono quindi un elevato giudizio di valore: da queste informazioni vengono stabiliti i parametri di selezione delle successive informazioni da archiviare nella coscienza.
Il processo di selezione si può ricondurre alla media mobile sui valori di una sequenza di eventi, dove gli eventi più antichi hanno un peso via via decrescente. Anche questo strato ha una struttura LIFO ma in questo caso, essendo le informazioni già selezionate, l'andare più in profondità non significa solo mutarne il giudizio di valore, ma anche renderle sempre più compatte e indefinite: negli stadi finali sono solo "vaghi ricordi". Vengono qui prodotti i programmi esistenziali eseguiti poi dagli strati esterni. I programmi biologici di base, ereditati alla nascita assieme alla macchina corporea vengono invece generati dagli strati profondi e sono poco suscettibili di mutamenti.

Per poter capire il movente inferenziale dei meccanismi di elaborazione, poichè lo strato medio è legato a quello profondo e tuttavia non può accedervi coscientemente mentre viceversa lo strato profondo utilizza lo strato medio per apportare delle piccole modifiche al programma biologico di base (necessarie per tenere il passo con l'evoluzione) e trasmettere il nuovo programma alla discendenza, è necessario espandere la conoscenza dei fenomeni e considerare dei casi reali, come un neonato, un adulto, e i meccanismi della percezione visiva.
Un bambino appena nato, come si sa, non è in grado di controllare il proprio corpo, nè di parlare, nè di compiere alcuna azione cosciente. Potremmo dire che gli strati esterni sono vuoti di informazione e non si hanno riferimenti per poter interpretare correttamente gli stimoli sensoriali, che oltretutto non sono ancora in grado di "funzionare". I suoi occhi non sono riconducibili semplicisticamente a una macchina fotografica stereoscopica, in quanto le immagini che si formano sulla retina sono rimpicciolite, capovolte, e deformate: sono invece i centri superiori del cervello ad elaborare le informazioni visive inviate dagli occhi con un linguaggio particolare e ricostruire un modello di realtà sensibile basata sulla propria cultura acquisita. La visione degli oggetti implica anche il concorso di varie fonti di informazione oltre a quella rappresentata dagli occhi, a cominciare dalla conoscenza precedentemente acquisita dell'oggetto, sia attraverso la vista, ma anche attraverso il tatto, gusto, odorato.
Gli oggetti hanno inoltre un passato e un futuro e sono quindi delle entità che trascendono l'esperienza sensoriale e concretano in sè una somma di conoscenze e di possibilità indispensabili per qualsiasi forma di vita.
La percezione perciò non è mai condizionata esclusivamente dagli stimoli sensoriali ma rappresenta il risultato di un processo dinamico di ricerca che tende ad offrire l'interpretatione più soddisfacente dei dati disponibili, cioe, oltre che delle esperienze sensoriali, anche delle nozioni acquisite per altra via sul conto dell'oggetto.
Gli occhi, in questo caso, non ci forniscono un'immagine fotografica del mondo esterno, ricopiando sotto forma di campi elettrici tridimensionali all'interno del cervello le immagini degli oggetti percepiti, come sostengono i sostenitori dell'isomorfismo o della teoria della forma: essi piuttosto ci permettono di avanzare ipotesi, pervenendo talvolta a conclusioni errate, come avviene negli individui soggetti ad allucinazioni.
Per esempio, il cervello "occidentale" "vede", nelle poche linee essenziali tracciate dai fumettisti, delle facce sorridenti ed espressive, uomini che galoppano, o sulla luna, ed è in grado di ricostruire mentalmente le parti mancanti, ad esempio quelle nascoste da un oggetto in primo piano, mentre invece in alcuni popoli africani che hanno una cultura di oggetti circolari o a dolce curvatura, si nota una grande difficoltà a comprendere immagini di oggetti squadrati o con angoli sensibili.

I RITMI CIRCADIANI
Giorni di pioggia tendono ad aumentare l'ansia e contri
buiscono ad una lieve depressione. L'aumento della pressione barometrica può indurre fatica, depressione, inerzia, e mal di testa.
Inversamente, le diminuzioni della pressione barometrica sono spesso accompagnate da inquetudine e da un aumentato riassorbimento dell'acqua dall'intestino nel corpo. Tali aumenti del rigonfiamento del tessuto risultanti dalla ritenzione dell'acqua, possono ridurre l'afflusso del sangue al cervello portando a un diminuito acume mentale, così pure vengono influenzati i livelli di zucchero nel sangue. Venti caldi stagionali attorno al globo terrestre posso
no esercitare un'influenza significativa. Questi venti che durano per giorni o settimane, spesso possono produrre asma, artrite, mal di testa e attacchi epilettici. Quando sono prolungati possono causare un abbassamento della pressione sanguigna, un abbassamento della glicemia, apatia, depressione, mancanza di concentrazione, confusione, mal di testa e incoordinazione. Generalmente il periodo caldo cambia l'umore e il comportamento delle persone, ne risulta irritabilità, ansia, aggressione, combattività, aumento degli incidenti stradali, degli stupri e dei crimini violenti. L'inquinamento e lo smog trattenuti da un'aria stagnante nel periodo caldo aumentano questi effetti. Temperature sotto il normale, aumentano i riflessi, mentre quelle elevate li rallentano. Il primo freddo é accompagnato da un aumento di attacchi di asma, emicrania, coliche, ictus e epilessia. Il sistema immunitario del corpo é fortemente influenzato dal tempo, e così siamo molto più suscettibili alle malattie in inverno. Attacchi mortali di cuore succedono due volte più frequentemente. Il tempo ed anche le previsioni del tempo, fortemente hanno un influsso nell'aumento del peso ed in ciò che la gente mangia. L'americano medio guadagna sette pounds e mezzo ogni inverno (1 pounds = circa mezzo Kg.). Il 25% della popolazione soffre di depressione clinica durante l'inverno. La luna piena in una notte chiara, é correlata con un notevole aumento di ricoveri presso reparti psichiatrici in tutto il paese. Le ulcere hanno emorragie più spesso appena prima della luna piena. Il 65% di un gruppo di pazienti sotto studio hanno
esperimentato un aumento di dolore anginoso al petto durante la luna piena. Donne, soprattutto obese, sopra i 30 anni, sono più fortemente influenzate dal cambiamento del tempo che non gli uomini. Gli studi mostrano che i livelli di calcio nel corpo, variano con il tempo, e che certe medicine prescritte possono avere differenti effetti in tempi diversi del
l'anno.


Gli uomini possono fabbricare anche apparecchi completamente inutili, ma nel processo della selezione naturale ogni nuovo carattere deve essere vantaggioso per chi lo possiede, e solo così questo può essere trasmesso alle generazioni future. Ma a che potevano servire degli occhi capaci di formare le immagini se poi non esisteva un sistema nervoso capace di interpretarle? E come si potrebbe sviluppare un sistema nervoso preposto alla percezione delle immagini prima di un occhio capace di fornirle? Nel processo di evoluzione non può esistere la preoccupazione di formare delle strutture che, inutili oggi, potranno avere però un preciso significato un giorno, quando altre strutture saranno sufficientemente sviluppate. E quindi logico supporre che l'occhio e il cervello si sono sviluppati attraverso un lento processo parallelo di tentativi ed errori.

Un bambino appena nato quindi non è del tutto "vuoto", ma esegue parte del programma fisso dello strato profondo trasmessogli geneticamente: egli compie, istintivamente, l'azione del cibarsi e piange quando ha fame o sente dolore. Questa è la pulsione di vita, che genera almeno due sottoprodotti: il principio del piacere e del dolore. Le pulsioni sessuali sono ancora inconsistenti. Gli stimoli viscerali hanno importanza prioritaria, mentre quelli sensoriali, provenienti da un mondo di cui non si ha conoscenza, sono genericamente considerati "pericolosi" e solo dopo qualche tempo, quando i segnali inviati dai sensi della vista, dell'udito, ecc hanno cominciato ad essere interpretati più chiaramente il bambino comincia a distinguere le sensazioni di piacere e quelle di dolore.
Il principio del piacere e quello del dolore sono i parametri coi quali egli comincia a selezionare gli stimoli esterni ed elabora una strategia di sopravvivenza atta a soddisfare tali principi.
Col passare del tempo e con l'accumulo di informazioni il controllo delle attività passa dallo strato profondo istintivo allo strato medio cosciente: il principio del piacere e del dolore viene idealizzato dalla cultura locale ed il suo posto è preso dai concetti di bene e male. Si noti che non sempre esiste un rapporto 1:1 tra il bene e il piacere o tra il male e il dolore, poichè le informazioni provenienti dall'esterno contengono già un elevato inquinamento dato dalla morale e dall'ambiente e condizioneranno l'uomo a vivere la realtà storica locale corrente.
Infatti, per esempio, il bambino può associare il fatto che quando piange la mamma gli si avvicina per coccolarlo o dargli da mangiare, ed in seguito elaborerà una strategia basata sul pianto o sul suscitare sentimenti materni o paterni come suo modo di essere nel mondo. Oppure, nel caso egli abbia genitori "deboli" e accondiscendenti può sviluppare un modo di essere capriccioso o autoritario, e basteranno poche esperienze positive coi suoi coetanei più "deboli" per fargli sviluppare una personalità autoritaria e prepotente: e naturalmente vi sono moltissimi altri casi: si ricordino le analogie tra comportamenti umani e le scimmie.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 25-11-05