b     IL MUSEO DEL FANGO DI GIAMPILIERI        c

arte, poesia, musica e altro ancora in omaggio alla dignità di esistere

il 5 ottobre 2009 gli artisti Cannaò, Sara Montani, Togo e il poeta Guido Oldani,

chiamano a raccolta i colleghi al Palazzo della Permanente di Milano

per un happening dedicato alla tragedia occorsa alla gente di Sicilia.

Da qui l’idea di Cannaò di creare in quella terra un Museo del Fango fatto di dipinti, sculture, filmati, poesie, racconti e quanto dell’arte possa costituire argine culturale.

“La confusione, spacciata per crisi, diventa una cartella di rendita in mano ai confusionari” - così Eduardo spiegava i suoi tempi al Prefetto di turno in una commedia del 1964. E, come lui, noi sosteniamo che mai, come nei nostri tempi, fare Arte “significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano male”.
Viviamo tempi di confusione, di confusionari e di derive in cui anche una tragedia (annunciata, come tutte le tragedie) si trasforma in dramma farsesco dove ciascuno gioca il proprio ruolo da caratterista consumato.

Tempi in cui gli esseri umani e i luoghi non hanno più valore in sé ma solo se rappresentano l’“unicità di un sito”, ignorando che “[ ] ogni faccia è un miracolo. È unica. Non potrai mai trovare due facce assolutamente identiche. Non hanno importanza bellezza o bruttezza: sono cose relative. Ogni faccia è simbolo della vita, e ogni vita merita rispetto” (Tahar Ben Jelloun).

Pertanto, il paese di Giampilieri, che non avrebbe pregio sotto il profilo dell’unicità, secondo la “moralità” dei nuovi soloni, potrà tranquillamente essere “rimosso” dopo il disastro prevedibile, come fu dimenticato prima del disastro (e anche questo era prevedibile). Ignorato ieri quando, dopo l’ottobre del 2007, gridava la paura di un altro smottamento a valle della montagna. Inascoltato (e dileggiato) oggi, quando dice che non vuole lasciare una terra che ha alimentato le sue radici per ottocento anni.

Tanto basta affinché alcuni artisti abbiano deciso di adottare Giampilieri a simbolo di valori imprescindibili a cui è impossibile rinunciare quale la vita e la cultura di una terra. Quegli artisti affermano la loro appartenenza dichiarandosi residenti di Giampilieri attraverso la donazione di un’opera al “loro paese” per la costituzione del “Museo del Fango” di Giampilieri. Un sito di pregio, e unico, che virtualmente risiederà nel paese straziato e deserto, fino a quando quel territorio non sarà ricomposto nelle sue abitazioni civili e messo in sicurezza: allora anche il museo troverà la sua sede definitiva. A Giampilieri.

La commissione dei garanti si occuperà di scegliere le opere che costituiranno il patrimonio del museo in cui troveranno casa anche i racconti di scrittori, i versi di poeti, le note di musicisti, i video di registi e operatori, donati alla popolazione di Giampilieri: opere d’arte, poesie, musiche, racconti e video donati insieme ai diritti di diffusione e pubblicazione dell’opera.

Dopo l'happenig al Museo della Permanente di Milano, le opere della collezione verranno esposte in anteprima a Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina (Fondazione Mazzullo) da gennaio a febbraio 2010. Una sede di prestigio per un omaggio dovuto al ricordo di quanti sono morti, seppelliti dalla montagna di Giampilieri, e in onore della dignità di quanti vogliono continuare a vivere la loro terra da cittadini e non da deportati.

                                                                                                                      Michele Cannaò