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9. Il personale

Come già accennato, questa attività prevede una quota di personale fisso — almeno annual-mente — e una quota di personale variabile.
L’annualità è connessa al fatto che i progetti vanno rinnovati all’inizio di ogni anno scolastico con i relativi responsabili, pertanto è da prevedersi che lo stesso personale “fisso” possa variare, in tutto o in parte, ogni anno.

La differenza fra personale “fisso” e personale “variabile” è quindi connessa non alla durata in sé del servizio prestato, ma al tipo di compiti che è tenuto a svolgere.

Le attività da considerarsi “fisse”, o a tempo indefinito nei termini appena esposti, sono:

gestionale-amministrativa

— 

normativa (svolta dai componenti dei due comitati)

Sono invece da considerarsi“ variabili” le attività di definizione dei contenuti di una disciplina specifica — attività che ha un inizio e un termine, a parte le revisioni, — e le attività esecutive di inserimento dei dati, che a loro volta sono legate a un corso specifico e quindi a un tempo delimitato.

Il mantenimento in attività e in rete di un certo corso non vincola chi lo ha scritto e svolgere il tutoring.36L’autore che decide tuttavia di svolgerlo (o chi per lui) affronta di fatto un’attività che è al di fuori da quella di redazione, e il suo rapporto professionale è ormai con l’Istituto in quanto estensore ufficiale del corso,37 almeno finché non si decida una revisione. In tale ultimo caso l’attività dell’autore rientra nell’ambito e sotto la responsabilità della redazione. Nella fase di solo tutoring gli aspetti economici sono concordati con l’Istituto, il quale raccoglie le iscrizioni e quindi gestisce i relativi aspetti contabili.38
Va da sé, a questo riguardo, che la remunerazione dell’autore e/o tutor dipende dal successo del suo corso, e quindi, in definitiva, dalla qualità del corso stesso. Lo stimolo a formare corsi di buona qualità è quindi anche economico, oltre che didattico e ideale.


36.

Anche perché non è detto che un certo corso sia approntato da una sola persona. È anzi politica suggerita per questa redazione che i corsi vengano condivisi da più insegnanti della stessa disciplina, e che uno qualunque di essi possa quindi svolgere l’attività di tutoring. Come esposto nell’allegato 1, questi corsi vogliono essere “cultura d’istituto” e non il punto di vista di un singolo, a meno che non siano altamente specialistici e perciò difficilmente approntabili a più mani.

37.

O del gestore della piattaforma. Questo tipo di rapporti è da definire proprio nella fase iniziale dell’attività.

38.

V. sezione 6.

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