In questa sezione sono stati trattati argomenti di Biologia Marina
, sono stati elenacati alcuni "tipi" di specie Ittiche,
e si sono descritti a grandi linee i principali attrezzi da pesca (professionale) in uso nelle marinerie italiane.

Argomenti Trattati

  • Cap. 1: RETI A STRASCICO
  • Cap. 2: RETI A CIRCUIZIONE
  • Cap. 3: RETI DA POSTA
  • Cap. 4: LA LAMPARA
  • Cap. 5: IL PALANGARO
  • RETI DA POSTA

    Reti da Posta

  • Descrizione.

    Le reti da posta sono le reti da pesca più note, più ingegnose e di più antico uso. Sono reti passive , cioè reti lasciate ferme in mare in attesa che il pesce nei suoi movimenti vi incappi e vi resti prigioniero.

    Per l'uso delle reti da posta non sono indispensabili strumenti sofisticati o motori potenti. La pesca con tali attrezzi può essere fatta anche completamente a mano solo con l'esperienza e la conoscenza delle zone di pesca da parte del pescatore.

  • Appunto per questo le reti da posta erano note anche nell'antichità e nel tempo sono cambiate abbastanza poco se si esclude l'uso delle fibre sintetiche che ha consentito una efficienza ed un rilancio di questi attrezzi.
    È noto che le reti da posta debbono essere formate da fili molto sottili e flessibili per "ammagliare" meglio i pesce che vi incappa ed inoltre debbono essere il meno visibili possibile per evitare che il pesce si spaventi e non vi incappi. In passato erano costruite con fibre naturali principalmente canapa o cotone, con due grossi inconvenienti. Il filo , per quanto sottile, per reggere agli strappi cui lo avrebbe sottoposto il pesce catturato nei sui tentativi di liberarsi, era sempre troppo grosso ed inoltre, per lo stesso colore della fibra, abbastanza ben visibile al pesce.
    Il secondo inconveniente è rappresentato dalla putrescibilità della fibra naturale che obbligava a una continua cura delle reti con frequenti asciugamenti al sole.

    La fibra sintetica ha eliminato ambedue questi inconvenienti. Infatti per l'alta tenacità intrinseca nelle fibre sintetiche (per le reti da posta si usa praticamente solo nailon) si possono armare reti con fili sottilissimi, comunque sicuri che il pesce non riuscirà a romperli.

    Inoltre le reti in fibra sintetica, è noto, non sono putrescibili e possono restare in pesca, bagnate , a tempo indeterminato senza subire danni.

    Negli ultimi tempi poi sono stati introdotti, nella costruzione delle pezze di rete per reti da posta, i monofili che oltre alle altre caratteristiche hanno anche quella di essere quasi trasparenti.
    Le reti da posta armate con pezze di rete in monofili vengono localmente chiamate : "reti giapponesi" o "barracuda".

    Le reti da posta sono tipiche reti artigianali e come tali possono essere calate e salpate a mano. Negli ultimi tempi però, per alleviare la fatica a bordo e quindi per calare e salpare più "lunghezze" di rete, si sono introdotti particolari ausiliari di coperta che facilitano molto la manovra e la rendono più razionale. Si tratta di particolari bozzelli meccanici che consentono di salpare senza eccessiva fatica reti anche molto lunghe e calate a grandi profondità. Questi strumenti vengono generalmente chiamati salpatremagli anche se naturalmente con essi è possibile salpare qualunque rete da posta.

    Le reti da posta come produttività non possono competere con le reti a circuizione o con le reti da traino, ma comunque hanno qualche caratteristica positiva che le rende tuttora economicamente competitive.

    Basti pensare che per il loro uso non è necessaria o, nei casi di natanti motorizzati, è necessaria una esigua quantità di carburante. Le catture poi sono formate esclusivamente da individui di buona taglia ed in perfette condizioni per cui spuntano prezzi elevati al mercato.

    Inoltre non su tutti i fondi si può operare con reti a strascico ; dove , appunto per le asperità presenti, lo strascico è impedito , anche se vi sono buone concentrazioni di pesce pregiato, in quei fondi la rete da posta consente buone catture non altrimenti effettuabili. Dopo un lungo periodo di stasi della piccola pesca con reti da posta, rimasta viva ed operante solo dove lo strascico era impossibile per le caratteristiche del fondale, in questi ultimi tempi sembra di assistere a una tendenza al ritorno a questi metodi di pesca, ciò naturalmente è favorito anche dai consecutivi forti aumenti del gasolio che penalizzano la pesca a strascico.
    Rete ad Imbrocco
    Con le reti da posta si possono catturare pressoché tutte le specie economicamente importanti basta variare le dimensioni delle maglie e/o i rapporti di armamento. Si hanno così reti da posta mastodontiche per tonni, reti da poste per aragoste, per aguglie, per seppie, per sarde.

    Ogni zona ha alcuni tipi di reti da posta particolarmente adatti alle specie ed ai fondali su cui si opera. La varietà dei tipi di reti da posta è praticamente illimitata, possono comunque essere individuati alcuni tipi principali di reti da posta usate dai pescatori italiani che si cercherà brevemente di descrivere.

  • Tremaglio : E' la più nota tra le reti da posta ed è formata da tre pezze di rete sovrapposte ed armate con diverso rapporto di armamento sulle stesse due lime da sughero e da piombo.
    Le due pezze esterne identiche e formate da maglie molto grandi sono armate sulle lime con un rapporto di armamento abbastanza alto (0,6-0,7) mentre la pezza intermedia ha maglie piccole e rapporto di armamento basso (0,4-0,5). Ciò permette una sovrabbondanza di rete nella pezza a maglia piccola.
    Il pesce quindi che incontra nel suo cammino la rete e cerca di superarla , da qualunque parte provenga, supera abbastanza agevolmente la maglia grande della pezza esterna (il maglione) e preme sulla pezza a maglia piccola che essendo sovrabbondante fa una sacca delimitata dalla maglia grande della terza pezza di rete.
    In questa sacca il pesce resta inviluppato senza nessuna possibilità di fuga ; da qui verrà prelevato dal pescatore quando salpa la rete. Il tramaglio viene generalmente calato sul fondo per la cattura di specie pregiate. Le dimensioni delle maglie e dei maglioni come i rapporti di armamento sulle lime variano da zona a zona e da un pescatore ad un altro. Questo fa si che generalmente il tremaglio , come dopotutto la quasi totalità degli attrezzi da pesca, sia armato direttamente dal pescatore che lo deve pescare , nei momenti di intervallo tra una pescata e l'altra per mare cattivo.

  • Reti ad imbrocco : è formata da un'unica pezza di rete. La rete ad imbrocco ha praticamente una cattura monospecifica e monotaglia. Ciò dipende dalla misura della maglia con cui è armata. Il pesce non resta prigioniero in una sacca come nel tremaglio, ma generalmente penetra con la testa nella maglia e vi resta prigioniero, impossibilitato ad andare avanti e a tornare indietro.
    Se la maglia fosse più piccola non riuscirebbe a penetrare con la testa nella maglia stessa, se d'altra parte fosse più grande passerebbe tutto intero dalla parte opposta, evitando in ambedue i casi la cattura.
    Non mancano comunque casi di intreccio nella rete, più che di imbrocco. Un esempio è rappresentato dalla rete da posta per tonni in cui i pesci più che ammagliarsi nella maglia, si avvoltolano nella rete, nei loro disperati tentativi di liberarsi, tentativi che sortiscono l'effetto contrario.
    Nella pesca professionale si hanno casi di rete da posta contemporaneamente tremaglio e ad imbrocco. Si tratta di reti che nella loro parte inferiore, due o tre metri di altezza, sono armate a temaglio per la cattura del pesce di fondo, mentre nella parte superiore sono armate ad imbrocco per la cattura del pesce di volo. In pratica si hanno tre lime : la lima da piombi su cui sono armate le tre pezze del tremaglio e la pezza della rete ad imbrocco, la lima da sugheri su cui è armata la pezza della rete ad imbrocco.
    Questa rete permette la cattura di più specie contemporaneamente, sia pelagiche che bentoniche.

  • Reti da posta fisse : La distinzione tra tremaglio e rete ad imbrocco riguarda il tipo di armamento delle due reti. Per quanto riguarda l'uso , le reti da posta si distinguono in fisse, derivanti , circuitanti.
    Le reti da posta fisse vengono calate sul fondo marino, o in prossimità di esso o anche a mezz'acqua, ma sono in ogni caso ancorate ad intervalli regolari al fondo marino stesso. In superficie vengono segnalate da galleggianti che hanno lo scopo di permettere il recupero. Le reti da posta fisse vengono calate ed abbandonate in mare lasciando sul posto un galleggiante ad esse collegato. Quando passato il tempo di cala, variabile da zona a zona noto al pescatore per lunga esperienza di pesca, le si vuole salpare, ci si dirige sul galleggiante lo si recupera e con esso la rete col pesca ammagliato.

  • Reti da posta derivanti: In alcuni casi non è conveniente ancorare la rete al fondo. Questo avviene soprattutto quando si vuole operare in prossimità della superficie e il fondale è molto profondo.
    La rete viene calata e lasciata in balia delle correnti marine. Ad una estremità della rete ,più propriamente dell'ultima rete calata dato che uno stesso natante cala normalmente molte reti una di seguito all'altra, resta collegato il natante in attesa di salpare. Le reti derivanti non vengono quindi abbandonate a sé stesse ma tenute sotto costante controllo. Inoltre dato che spesso operano molto vicino alla superficie è necessario per evitare incidenti alla navigazione, segnalarle ad intervalli regolari. Le reti infatti potrebbero finire nell'elica di una nave e, da una parte essere distrutte, dall'altra provocare , cosa avvenuta in qualche caso, il blocco dell'elica della nave stessa. L'esempio più tipico di rete derivante è rappresentato dalla rete da posta per tonni lunga chilometri e che, operando in superficie, deve essere ben segnalata ed evitata dalle navi per non incorrere in spiacevoli incidenti.
    Generalmente le reti derivanti sono ad imbrocco e non a tremaglio.

  • Reti da posta circuitanti : Le reti da posta fisse e derivanti generalmente vengono calate in linea retta o discostandosi poco da questa. Anche quando vengono calate a zigzag comunque non racchiudono mai un tratto di mare, restano solo e sempre reti di sbarramento. La rete da tonni non può essere calata esattamente in linea retta per evitare l'effetto pedale, l'effetto cioè di incanalamento proprio del pedale della tonnara, ma in ogni caso è una rete calata sulla rotta dei tonni per sbarrarne il cammino.
    La rete circuitante viene invece volutamente calata a cerchio, o a semicerchio se in prossimità della costa, allo scopo di imprigionare i pesci che si trovano nello spazio delimitato dalla rete stessa. Si cerca poi in qualche modo di impaurirli, con rumori ad esempio, in modo che cercando la fuga si dirigono contro le reti e vi restano ammagliati. La rete da posta circuitante è la meno usata , anche se non mancano zone in cui questa tecnica è molto conosciuta e sofisticata.


  • Il Tremaglio
  • Caratteri distintivi.

    Le reti da posta nel loro insieme hanno alcuni caratteri distintivi che permettono di riconoscerle speditamente da qualunque altro tipo di rete. Innanzi tutto il filo è generalmente molto sottile , soffice e flessibile in modo da aderire perfettamente al corpo del pesce impedendogli ogni via di fuga. Le maglie generalmente sono formate con nodo doppio per evitare lo scorrimento dei nodi.
  • Le lime sono cordicelle o fili anche essi abbastanza sottili. Si va da lime in monofilo di circa 1 mm di diametro a lime in cordicella generalmente trecciate con diametro 3 - 4 mm per le reti da tonni. La lima da piombi in alcuni casi è più grossa perché ha nel suo interno pallini di piombo. Sulla lima da sugheri sono montati tanti piccoli galleggianti ovali, cilindrici o a disco a distanze regolari l'uno dall'altro. Se si esclude la rete da tonni il volume di una rete da posta è generalmente molto limitato. La rete da tonni infine contrariamente alle altre reti da posta è formata con filo abbastanza grosso, ritorto e colorato ( generalmente un colore rosso-rosa ) con lime poco più grosse del filo costituente la maglia. Caratteristica comunque specifica della rete da tonno è la dimensione di maglia che è molto grande rispetto a qualunque rete simile ( 80 -120 mm di lato).

  • Tremaglio : è naturalmente facilmente distinguibile per i due tipi di maglie diverse usate per il suo armamento. Si può comunque osservare che oltre a questo carattere ben visibile a colpo d'occhio vi è pure da ricordare che le lime sono armate sulle tre pezze di rete con due diversi rapporti di armamento. Ciò naturalmente è evidenziato da una sovrabbondanza in dimensioni della pezza a maglia piccola. Da osservare infine che uno stesso tremaglio è formato da due soli tipi di pezze di rete ognuno con un solo tipo di filo costituente ed una sola dimensione di maglia.
  • Reti ad imbrocco: è ancora più facile da individuare. È formata da un'unica pezza di rete costruita con lo stesso tipo di filo e lo stesso tipo di maglia.
  • Questo naturalmente a meno di eventuali riparazioni dovute ad usura o a rottura con l'uso.

    La Lampara

    La Lampara - Descrizione

    La Lampara e una rete a fonte di origine italiana ( secondo il Costa fu inventata a Napoli intorno al 1830 - 1840 ), e una rete le cui dimensioni vanno in genere dai 150 ai 250 metri per i tonnaioli e fino ai 450 metri per i pescatori di pesce azzurro; essa è costituita da tre parti , il sacco e le due ali. Il Sacco è generalmente un pezzo di rete rettangolare che porta sul lato maggiore (inferiore) un altro pezzo di rete rettangolare, inserito in modo da formare, con i suoi tre lati cuciti, una specie di tasca del sacco stesso.
    In tal modo, riferendoci sempre al modello che stiamo descrivendo, prende la consistenza e la forma di una sassola. Il predetto pezzo è prolungato da una o più strisce di rete e l'insieme di questi pezzi costituiscono la trappola esca ( amorce ) al cui orlo libero vanno fissate le ali. L'altezza delle ali è all'incirca metà della lunghezza delle strisce della trappola esca; secondo il modello di lampara le ali possono avere sia la stessa altezza per tutta la loro lunghezza, ad allora la dimensione della maglia cresce spostandosi dal sacco verso le strisce, sia di altezza decrescente, in modo da terminare con alcune file di grandi maglie riunite in una sola legatura. Il figura si può osservare la Lampara napoletana, che è in sostanza una rete ad imbuto con due ali o bande assicurate a due stazze di legno. E' costituita dalle seguenti parti : - cappuccio - fonte - fondo - mappa - tonnollela - parete Il montaggio dei teloni (nella Lampara in genere ) e costruito sui Gratili con un Imbando variabile secondo i pezzi dell'attrezzo ; la lunghezza del cavo dei galleggianti è di gran lunga superiore a quella del cavo dei piombi . Praticamente la lunghezza del cavo dei piombi circonda solamente il "lungo" delle ali, in modo il cavo dei galleggianti cintura le ali più il perimetro del sacco. La lampara un attrezzo leggero, di rapida manovra, fatta eccezione per quella per la cattura delle acciughe di modello americano impiegato sulle coste californiane. La Lampara per la sua corta caduta è utilizzabile nelle acque tropicali, frequentemente il pesce ben visibile nelle acque chiare, lo si vede stazionare sui bassi fondali. Nei casi più comuni i pescatori operano di notte attirando e mantenendo il pesce sotto la luce ( vedi fig. ); il banco viene circondato da un attrezzo e la nave porta - lampada si sposta verso la bocca della rete.

    Il Palangaro o Palamito

    Il Palangaro (Palamito) è formato da un insieme molto numeroso di ami uniti insieme. Su di un cavetto (può essere formato da filo o cavo ritorto, filo o cavo trecciato, monofilo o anche da una piccola fune in acciaio) chiamato trave o madre del palangaro, ad intervalli regolari sono montati gli ami, con spezzoni di filo ciamati braccioli.

    LA distanza tra un amo ed un altro è normalmente poco superiore al doppio della lunghezza dei barccioli.

    I palangari possono essere calati in prossimità del fondo e qui ancorati (palamiti fissi) per la cattura del pesce di fondo oppure possono essere calati a mezz'acqua o in superficie per la cattura dei grossi pesci pelagici (tonnidi e pesce spada) -palamiti da superficie. In quest'ultimo caso vengono lasciati alla deriva in balia delle correnti e dei venti.

    Nella pesca profesionale per ottenere una cattura che ricompensi del lavoro sono necessari moltissimi ami; si calano quindi varie ceste di ami (ciascuna con massimo 200 ami per cesta). La cesta è praticamente l'unità di misura di palangaro. Il recupero èmanuale e questo è lungo, faticoso e pericoloso.

    Negli ultimi tempi sono stati introdotti strumenti atti a ridurre la fatica e i tempi di lavoro, in modo che si possano calare più ami e quindi si possa avere un rendimento superiore. Si hanno infatti strumenti per l'innescamento automatico mentre si cala con continuità e strumenti che permettono il recupero più o meno automatico "salpa-palangari".

    In generale la pesca con il palangaro è una pesca che si effettua con limitaticonsumi energetici ed è molto rispettosa delle risorse che si stanno sfruttando. E' infatti un metodo di pesca fortemente selettivo.
    Nasse
    Pagina a scopo didattico:
    (Legge 18 Agosto 2000, n°248 che regola la pubblicazione e la diffusione di materiale informatico sul Web)
    Fonte Autore Casa editrice / Anno
    Documento Tecnico di Pesca Dot. M.Ferretti Federcopesca