Fine del torneo
(Terza Parte)
By Lara85
 
Marron, la figlia di Crilin, sapeva riconoscere cosa pensava davvero una persona, ma nel caso di Lara non aveva avuto bisogno di sforzarsi. Le lacrime che scendevano, il volo improvviso, l’espressione spaventata, aveva capito subito che c’era qualcosa non andava.
“Diavolo, non serviva essere così diretto!” Goten se l’era presa con Vegeta.
“Qualcuno doveva pur dirlo!” era la sua scusa. Il ragazzo non seppe più cosa aggiungere.
Era stata lei a suggerire a Goten di cercarli. Fu felice quando li vide tornare.
“Lara… come va?” chiese, quasi indecisa. La Timidezza era la più grande nemica di Marron.
“Adesso bene… ci siamo chiariti e si è risolto tutto.” Rispose con un sorriso. Lanciò uno sguardo verso Trunks, lui lo ricambiò.
Felicità, gioia, amore. Adesso erano questi i pensieri della ragazza.
Pure Marron sorrise, i suoi capelli biondi erano legati da due code alte. Sembrava ancora una bambina, ma in realtà era già molto responsabile per la sua età. Sentiva i sentimenti della gente, ma non li usava mai contro di loro.
 
Il torneo era ormai finito, aveva vinto la piccola Pan, per ovvio volere del nonno Satan. Il pubblico aveva acclamato entrambi con entusiasmo. Era stato un bel torneo in fondo.
Anche la giornata si era svolta meglio di quanto Lara sperava. Nuovi amici, nuove lotte… nuovo ragazzo. Si strinse a Trunks con più forza e gli diede un bacio. Lui restituì il bacio e le toccò i capelli.
“Come siete carini- la ragazza bionda li sorprese- da quanto tempo è che state insieme?”
“Bhe… veramente… da oggi!” rispose Trunks leggermente imbarazzato.
“A già… scommetto che è stato lui a consolarti” stavolta rivolta a Lara
“E’ così- rise- senti… oddio… mi ridici il tuo nome… accidenti, mi ci vuole un sacco di tempo prima di impararli!”
“Però il mio l’hai imparato subito!” intervenne Trunks.
“He he! Io mi chiamo Marron!”
“Ok- Lara portò la mano alla fronte come i militari- non ti preoccupare, te lo chiederò altre 30 volte prima di impararlo!”
Si è ripresa perfettamente, non c’è che dire. Pensò la figlia di Crilin.
Marron l’aveva subito colpita, era tutto il contrario di lei, femminile, timida, ma la era sembrata subito simpatica. Aveva un’aura sviluppata per una ragazza terrestre. Chissà se anche lei si è allenata di nascosto si chiese Lara mentre la guardava, ma sembrava indifesa, il corpo era ben proporzionato, ma non muscoloso. Marron guardava sempre in basso, tenendosi il braccio. Un chiaro segno d’insicurezza, pure Lara era così quando era piccola, quando aveva paura del padre che la obbligava a quei massacranti allenamenti. Ma aveva smesso d’essere insicura da molto tempo, da quando aveva capito la sua forza rispetto agli altri terrestri. Ricordò divertita i compagni spaventati, ma le sparì il sorriso pensando che il giorno dopo li avrebbe dovuto rivedere a scuola. …e non potrò vedere Trunks finché sto lì!!!
Un altro pensiero, che la spaventò “Goten!”
Il ragazzo si girò.
“Domani la Funny ha detto che interroga?”
“No, a me ha detto che continua a spiegare! Perché? Non hai studiato?”
“He he… Già!” ammise.
“E Inglese? Gli esercizi?”
“E no… quelli li ho fatti!”
“Bene… allora poi me li passi!”
“Okay!”
Era sempre stato così, da quando si erano conosciuti Goten e Lara si erano aiutati l’un l’altro, nella scuola come nella vita.
Marron alzò lo sguardo sul ragazzo, ma si girò subito appena gli vide gli occhi, fingendo di seguire i festeggiamenti. Sperò che nessuno l’avesse notata.
“Che ne dite se domani usciamo tutti insieme?” chiese Trunks.
“Io… domani ho da fare… ho l’appuntamento con Dania.” Intervenne Goten.
Ha… un appuntamento… con una ragazza…
“Allora martedì?”
“Per me va bene!” rispose Lara.
“Anche x me!”
Marron non rispose.
“Te? Vieni?” chiese la ragazza dopo un po’.
Non ci posso credere, sono stata invitata pure io. “Io… devo chiedere a mamma… torno subito!”
Sparì tra la folla, per poi ricomparire qualche attimo dopo felice di annunciare che non sarebbe mancata.
“Te invece domani che fai?” chiese Trunks a Lara.
“Niente- rispose, facendo finte di non aver capito- Perché?”
“Oh… bhe… volevo uscire con te, ma vedo che non ne sei molto entusiasta.” Fece una faccia furba.
“... e dove vorresti andare?”
“Un posto vale l’altro” l’abbracciò.
“A che ora?”
“Quando vuoi tu!” le diede un bacio sul collo.
“Dai, Trunks, fermo!”
Marron guardò Goten mentre rideva. Avrebbe dato qualsiasi cosa per essere al posto di Dania. Arrossì pensando a loro due da soli. Probabilmente farei una cattiva impressione, non farei altro che balbettare, accidenti alla mia Timidezza!
Quando Goten si accorse di essere osservato si girò e sorrise. Lei abbassò lo sguardo, diventando ancora più rossa. Adesso era lei ad essere osservata!
Il ragazzo si rese conto solo in quel momento di quanto fosse carina. I capelli biondi e gli occhi blu erano degni di sua madre, Marron non usava né trucco né gioielli, aveva solo un vestito rosso e degli scarponcini dello stesso colore. Semplici, come lei.
Intento i festeggiamenti erano finiti ed era ora di tornare a casa.
“Goten, sbrigati, o partiamo senza di te!” lo chiamò Chichi.
“Ci vediamo ragazzi.” Salutò gli altri e raggiunse sua madre.
Dopo di lui pure Marron li lasciò.
“E’ ora che vada pure io, Trunks!” disse Lara.
“Ora che ci penso… Tu dove abiti?”
“Alla città dell’Ovest”
“Allora ti posso dare uno strappo. Ti va’?”
“Certo!”
Il viaggio in aereo era senz’altro più comodo e piacevole che volare da sola nel fresco della sera.
Dentro il veicolo però c’era un silenzio davvero imbarazzante, almeno per la ragazza. Bulma guidava, Vegeta guardava fuori osservando il paesaggio, e lei si stava tormentando una pellicina su dito. Solo Trunks riuscì a farla sentire a suo agio, le lasciò la mano e la strinse, lasciandole appoggiare la testa sulla sua spalla, le scostò i capelli e le baciò la fronte. Bra guardò i due con aria seccata, quasi di sfida. Solo il fratello se ne accorse.
“Lara! Tu con chi vivi?” Bulma ruppe il silenzio
Lei si alzò dalla spalla del ragazzo prima di rispondere “Solo con mia madre!”
“Mi piacerebbe conoscerla”
“Quando vuole, signora Brief!”
“Oh, chiamami Bulma e dammi del tu.”
“Va bene, Bulma!”
La donna sorrise “Bene, siamo arrivati, allora a presto!”
Lara scese “Ci vediamo!” lanciò un bacio a Trunks. Lui la salutò con la mano finché non si girò per andare a casa.
“Bhe? Che hai da fissare?” disse lui guardando la sorellina. Lei aveva le braccia incrociate e la stessa espressione di prima, ma si limitò a girare lo sguardo in avanti, senza rispondere.
Fa sempre così, non la sopporto!
Intanto, a casa della ragazza.
“Mà, sono tornata!”
*CIAFF*
Il rumore dello schiaffo riecheggiò per tutta la stanza.
“Perché mi hai fatto QUESTO?!?” urlò la madre.
Lara sentiva la guancia che le bruciava, non era stato un colpo molto forte, ma abbastanza da farle girare la testa. Sapeva cosa voleva dire. Se lo sentiva.
“Ho tentato di fartelo capire in tanti modi- girò la testa verso di lei- il desiderio di lottare… c’è l’ho nel sangue!”
Annie, la madre di Lara, era un donna ancora giovane, portava i capelli corti tenuti insieme da un mollettone. Il colore di questi e degli occhi era lo stesso della figlia. Aveva dei grandi occhiali rotondi e l’aria da ragazzina. In quel momento era arrabbiata e confusa, ma quando rideva dava l’impressione di una liceale che aveva commesso una birichinata.
La donna abbassò lo sguardo, aveva tentato in tutti i modi di impedirle di prendere la via del padre, ma non era servito a niente. Adesso Lara era grande, 17 anni, e se non ci riuscì allora, sarebbe stato impossibile farle cambiare strada adesso.
“Mentre combattevi… - disse piano, come se stesse per piangere- mi hai ricordato tuo padre, sai?”
“Mamma…”
“Fai pure ciò che ritieni più giusto, figlia mia, ma ricorda che non voglio perdere un’altra persona  che amo!” rialzò gli occhi, leggermente umidi.
 
-Fine Terza Parte-
 
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Lara85 ^_^
 

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