Era quindi una donna che amava la scuola e i ragazzi sopra ogni altra cosa e a essi ha dedicato tanto spazio della sua vita. "Nei ritagli di tempo" aggiunge la professoressa Poli "la potevi trovare nella sua piccola presidenza, con le gambe distese su di una sedia, immersa nella lettura di qualche libro, mai scritti frivoli o d'evasione".

La Preside Lusvardi con la prof.ssa Poli in auditorium.

Altri suoi passatempi, oltre la lettura, erano la musica, il teatro e il "suo cane".

A proposito di questo, la professoressa Jacoboni racconta: "Era un bastardino, non di razza, ma lei gli voleva bene come ad un "figlio". Ricordo che venne rubato, e per un periodo Maria lo cercò incessantemente, fino a quando la bestiola tornò a casa, con le zampe ferite dal gran correre. Allora lo portò dal veterinario e lo fece curare. Non ricordo di averla mai vista così felice".

Inoltre l'ex preside non amava nessuno dei cosiddetti "lavori femminili", in particolare cucinare, preferiva mangiare fuori casa, in compagnia di amici con cui dialogare. "Diverse volte, ci ha invitati a casa sua", ricordano le professoresse Poli e Jacoboni "semplicemente per scambiare "quattro chiacchiere" di cui tre sulla scuola e una sulla famiglia ed i figli".