SOTTOTETTO, NON PIU’ SOTTOTETTO
E’ proprio il caso di cominciare con l’esclamazione “FINALMENTE”! Ebbene si finalmente. Tanti, se non addirittura tantissimi sono coloro che sono in trepidante attesa di una nuova legge regionale per il recupero dei sottotetti. L’ultima varata prendeva in considerazione addirittura i sottotetti realizzati sino al 2000, e da quella data non sono pochi i nuovi sottotetti realizzati sul territorio campano.
Quindi la notizia data, attraverso un comunicato stampa, dal Presidente della Commissione Urbanistica alla Regione Campania, Pasquale Sommese, che l’approvazione di una nuova legge regionale sul recupero dei sottotetti esistenti a fini abitativi è vicina all’approvazione, sembra quasi la biblica “manna dal cielo”. Il 09 marzo c.a. c’è anche stata la riunione tra la Commissione Urbanistica della Regione Campania e i dirigenti responsabili dell’Assessorato all’Urbanistica e sembra che questi ultimi abbiano espresso parere favorevole al corpo della Legge attualmente ancora in via di definizione. Una delle condizioni necessarie per procedere al recupero, pare sia l’esecuzione di opere di isolamento termico, per consentire risparmio di consumi, sui sottotetti interessati. Tutti quindi, come il Consigliere regionale Pasquale Sommese, ci auguriamo che il disegno di Legge sia approvato al più presto. Quella del sottotetto sembra diventata una vera e propria leggenda metropolitana, se ne sentono di tutti i colori, tutte storie degne di un film di Steven Spielberg, raccontate un po’ da tutti, c’è chi dice che per entrare in un sottotetto bisogna passare dal balcone, chi dice che ci possono abitare solo gnomi, fate, folletti o puffi con l’esclusione di Gargamella per via dell’altezza, qualcuno addirittura, mostrando ampia competenza tecnica, spiega, con linguaggio forbito, come il sottotetto non ha l’abitabilità e quindi non ci si può vivere, o che non è mutuabile in quanto abusivo. A tal proposito intendo spendere poche e chiarificative parole: principalmente ogni costruzione, che possa essere un sottotetto, un deposito, un ufficio, un box o quant’altro, se rispecchia la concessione rilasciata dall’ente preposto ed i grafici ad essa allegati, ovviamente non è abusiva. Ogni immobile come ben risaputo ha una propria specifica categoria catastale che ne indica l’ uso e le destinazione (e non intendo dilungarmi riguardo la non probatorietà del nostro catasto); ovvio quindi considerare che un sottotetto funge, appunto, da ulteriore isolamento termico per l’ultimo piano del fabbricato, un deposito serve per stipare qualsivoglia materiale, così come un ufficio serve per svolgere un lavoro e non certo per abitarvi. A questo punto, come si suol dire, “la domanda nasce spontanea”: Si può abitare in un sottotetto, in un deposito, in un ufficio, in un box o in qualsivoglia altro ambiente che non sia un appartamento? Ufficialmente abitare in un immobile la cui destinazione d’uso è diversa da quella abitativa è un “abuso” (da qui la motivazione per cui molti, travisando, erroneamente dicono che il sottotetto è abusivo), si potrebbe anche enunciare a giustificazione di quanto sopra detto il fatto che certi immobili non sono provvisti del certificato di Abitabilità, ad oggi certificato di “Usabilità” e/o “Agibilità”, ma questa è una pecca che, su tutto il territorio nazionale, hanno ancora molti immobili residenziali. Quindi per rendere meglio l’idea, prendiamo ad esempio i “bassi”, ben conosciuti nel centro storico di Napoli, che sono stati ricavati da box o locali commerciali, e sono oggi adibiti ad abitazione. Quindi, se da un lato non possiamo adibire un immobile ad un uso diverso da quello a cui è predestinato, dall’altro c’è la tolleranza da parte delle istituzioni nel non rilevare tali abusi. Da qui la necessità di emanare leggi, come quella su indicata, per sanare tali situazioni che per molti risultano ancora poco chiare. Alla luce di quanto sopra enunciato possiamo fare delle considerazioni che in parte potranno farci comprendere come siano nate certe leggende metropolitane: avvicinarsi all’acquisto di un sottotetto significa avere la consapevolezza che non si sta acquistando un appartamento, quindi non potremo avere le agevolazioni statali sull’imposta di registro per l’acquisto di prima casa, non potremo avere le agevolazioni bancarie sui tassi per l’acquisto di prima casa, non potremo avere l’esenzione dal pagamento dell’ICI proprio perché non abbiamo una prima casa e così via per tutto ciò che riguarda solo la prima casa. Molto probabilmente tutti questi chiarimenti serviranno per coloro che compreranno sottotetti costruiti dopo l’approvazione di questa nuova legge regionale, ma tant’è.