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Le
Signorie che governarono ad imola
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Nell'ultima parte del
Medioevo, anche ad Imola, come per tante città italiane ricche di storia,
alla guida della città si alternarono vari tipi di governi : in alcuni
periodi essa fu un Comune autonomo e in altri periodi fu governata da
"Signori". |
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Sotto Lippo Alidosi e
poi con suo figlio Roberto Imola visse un periodo abbastanza tranquillo,
ma quando il vicariato finì nelle mani dei figli di quest'ultimo, Azzo e
Bertrando, vi furono vari problemi: dapprima con i loro cugini, che
pretendevano di ottenere buona parte dell'eredità della famiglia, e poi
anche creati dalla rivalità nata tra gli stessi due fratelli. Anche i
nipoti di Roberto Alidosi mantennero il vicariato della città ma
dovettero affrontare vari conflitti provenienti dall'interno e
dall'esterno della famiglia. |
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Nel 1424 Imola passò,
con la forza, sotto l'influenza milanese dei Visconti. Nel 1448 Imola fu ceduta ai Manfredi, signori di Faenza, e Taddeo Manfredi, in partico-lare, si occupò del completamento della cinta muraria e della definizione delle porte d'accesso, dando alla città l'aspetto peculiare che ha mantenuto fino al XX secolo. |
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IL RINASCIMENTO AD IMOLA
CON |
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A Girolamo Riario e a Caterina Sforza non si può attribuire il merito di aver conferito alla loro corte e alle altre città che governavano quel tono di raffinata gentilezza dei modi e dei costumi che fu caratteristico d'altri signori del Rinascimento. Anzi, quei due decenni furono foschi di tragedie e di sangue. Ma a Girolamo e a Caterina piaceva costruire, e costruirono. Per limitarci ad Imola, attivarono il restauro e il rafforzamento della rocca, la costruzione dei palazzi Sersanti, Calderini, della Volpe, Macchiavelli e inoltre la selcia-tura di alcune strade della città, la costruzione o ricostruzione delle rocche della contea, a Mordano, a Bubano, a Dozza e altrove. |
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Anche se Caterina Sforza visse per breve tempo ad Imola rimane per questa città un personaggio molto importante perché i lavori che volle far eseguire, sebbene non modi-ficarono l'impianto urbanistico di Imola, riuscirono a conferire alla nostra città un nuovo aspetto più nobile e insieme più arioso di quello che aveva prima. | |||
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IMOLA DOPO IL 1500 |
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Dell’assetto
urbanistico ed edilizio che aveva allora Imola abbiamo un documento prezioso :la pianta che Leonardo da Vinci disegnò nel 1502. Essa prova che ,entro la cinta delle mura le vie erano allora quasi come sono oggi.
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