IMOLA NEL 1600

Negli anni 1629-1630, mentre tutta l’Europa era sconvolta dalla Guerra dei Trent’Anni, l’Italia fu esposta, come già era successo nel Medioevo, ad un’epidemia di peste bubbonica, rimasta celebre, perché fa da sfondo storico alle vicende dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

Nell’autunno del 1629 la peste era comparsa nel Ducato di Milano, dove già si erano verificate una carestia e un’epidemia di tifo petecchiale.

A disseminarla furono i Lanzichenecchi, mercenari tedeschi diretti all’assedio di Mantova: discesero da nord e seguirono la via del Lago di Como, si dall’inizio della Valsassina; continuarono poi dalle terre di Lecco, lungo l’Adda e lasciarono ovunque profonde tracce dell’orribile male. L’epidemia seguì perciò una delle strade di maggior traffico dell’epoca: colpì, oltre Milano, Bergamo, Mantova, Verona, Venezia; penetrò in Emilia da Parma e Bologna fino alle porte della Romagna e si placò poco oltre la linea del Santerno, senza risparmiare le città di Imola e di Lugo.

Dal 1630 al 1632 Imola venne colpita dall’epidemia di peste. Aggravavano la situazione le forti tasse del governo papale e la massa di cittadini poveri ridotti a vivere di elemosina.

I nobili, nel frattempo, rendevano più grandi e più comodi i loro palazzi .

Nonostante le consuete”cautele e preservazioni”imposte dai Tribunali della Sanità, il flagello si diffuse e imperversò per quasi due anni senza remissione. A Milano i morti furono circa 183.000.

Nei lazzaretti di Bologna, ove si segnalò l’opera assistenziale dei  Padri  Cappuccini, trovò la morte oltre un  quarto della Popolazione.

 IMOLA DAL RINASCIMENTO… 

Nel Rinascimento le porte della città, Alone (ovest), Spoviglia (est), Pusterla (sud), Piolo (nord), erano tutte in muratura, dotate di guardia o guardiola e munite di ponti levatoi lignei azionati da corde di canapa.

Intorno alla città c’era un fossato, sotto forma di canale, che prendeva acqua dal Santerno e proseguiva il suo corso alimentando il canale che ancora oggi va verso Conselice.

Vari sono i Mulini intorno a Imola funzionavano con l’acqua di questi canali e il più famoso ancora oggi è il mulino Santa Cristina (vicinissimo alla Rocca di Imola).

 IMOLA NEL 1700 

Nel 1700 furono edificati e ristrutturati vari edifici di Imola.

Tra i più famosi, rimasti fino ad ora ci sono: il palazzo Tozzoni, una dimora nobiliare del 1700 (che rappresenta un esempio ancora intatto del tardo barocco bolognese), il Palazzo Comunale, costruito nella prima meta del XIII secolo, fu  radicalmente rimaneggiato nella seconda metà del 700, poi fu costruita la Chiesa di S. Agostino e praticamente rifatta la Cattedrale di S.Cassiano.

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