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ESPERIENZE DI FOTOINCISIONE

 

Il Gruppo Tirreno ha un consolidato patrimonio culturale di Maestri Modellisti e, nel rispetto dell'ottima tradizione, per la costruzione del plastico della Pontremolese, sono state ricercate le tecniche migliori per raggiungere i massimi risultati.
Molti elementi sono stati così realizzati con le tecniche di FOTOINCISIONE.
Fatto tesoro delle conoscenze altrui (vedi i Treni Oggi n° 137 e Eisenbahn Journal 12/1993), abbiamo proseguito su questa strada, ed ecco il risultato della nostra esperienza.


ALCUNE CONSIDERAZIONI
La complessità della lavorazione è compensata di gran lunga dal risultato.
Questa tecnica risulta efficace anche per la costruzione di elementi abbastanza semplici che potrebbero essere realizzati con tecniche tradizionali, qualora sia necessario costruire tanti elementi tutti uguali. Pensate alle finestre di una stazione a mezzo arco, costruirne una è fattibile, 10 perfettamente uguali bisogna saperci fare, e molto. Con la fotoincisione si ottengono pezzi tutti perfettamente uguali.
Con la fotoincisione si possono riprodurre particolari minimi, chiodature venature ecc., e lasciarsi attrarre da sfumature normalmente ignorate.
Quando l'elemento da riprodurre è in metallo anche nella realtà, il risultato è incomparabile.

 

I principi generali
Particolare da fotoincidere  

Il materiale
OTTONE
Si vende a fogli di 1x2 metri e, per semplificare le cose, è opportuno farlo acquistare dalla ditta di fotoincisione che si occupa anche del taglio. La qualità dipende dell'effettiva composizione dalla lega di rame (maggiore o minore presenza di piombo, stagno, alluminio, cadmio, cromo, fosforo, ecc.). Le qualità meccaniche delle varie leghe non hanno differenze apprezzabili per i nostri usi, mentre percepiamo molta differenza in saldatura e reputiamo "migliore" il materiale più facilmente saldabile a stagno (probabilmente con una percentuale maggiore di stagno), abbiamo trovato interessante il cosiddetto "rame-berillio" e cerchiamo di orientare gli acquisti in tal senso 
ALPACCA, ARGENTO, ecc.
Questi materiali consentono la costruzione di pezzi di dimensioni ridotte e di spessore minore. Vengono utilizzati sia quando è richiesto un dettaglio molto spinto o un pezzo molto piccolo ma anche quando il pezzo da riprodurre ha anche al vero la stessa colorazione. Pensate ad una biella, che, se costruito con questi materiali, sarà impiegata senza doverla pitturare.


La tecnica
Sulla lastrina di rame, su entrambi i lati, si trasferisce (come più avanti descritto) un disegno in bianco e nero (o meglio trasparente e nero). Nella macchina di fotoincisione l'acido viene spruzzato sulla lastrina da entrambe le parti. L'acido non corrode dove incontra il disegno nero ma solo dove incontra le parti trasparenti. L'acido viene spruzzato per un tempo necessario a corrodere metà spessore della lastrina metallica. Questo succede in entrambi i lati, così, se in un punto il disegno è trasparente da entrambe le parti in quel punto l'acido provocherà un taglio, se da una parte il disegno è nero e trasparente dall'altra parte, l'acido provocherà solo uno scavo dalla parte trasparente permettendo la realizzazione di particolari in rilievo.
 

La teoria è tutta qui, in pratica bisogna tenere in considerazione molti fattori..
 
 

PROCESSO DI FOTOINCISIONE

Il disegno   =>  La riproduzione fotografica    =>  La fotoincisione 


 
  IL DISEGNO

MISURE E SCALA
Bisogna partire con le idee chiare su cosa si vuole realizzare, le dimensioni precise dell'oggetto da riprodurre, la scala esatta desiderata. E' essenziale disegnare già nella scala voluta senza lasciare questa problematica alla fotoriproduzione, anche perché alcune misure (le larghezze delle incisioni) non devono subire modifiche. Lo stesso disegno grazie al computer può essere convertito in varie scale ma è importante che dopo il disegno tutto il processo di fotoincisione avvenga in scala 1:1
Stabilite le dimensioni della lastrina è opportuno eseguire un disegno a matita per stabilire la disposizione dei vari pezzi. Qualche schizzo potrebbe farvi risparmiare molto tempo. E' consigliabile inoltre realizzare in cartoncino gli oggetti più complicati che devono essere piegati o che necessitano d'incastri; si ha così una maggiore percezione degli elementi necessari.
TECNICHE DI DISEGNO
I disegni da realizzare sono due (sopra e sotto) e per il perfetto allineamento dei due disegni sono necessari tre traguardi su tre spigoli del disegno (il motivo per cui i traguardi siano solo tre non quattro è per evitare qualsiasi simmetria capovolta). Con il computer il lavoro è facilitato poiché utilizzando le tecniche dei livelli, si può lavorare su un unico foglio elettronico disegnando su diversi livelli e con diversi colori le linee che dovranno comparire sui due lati. Per il disegno tecnico abbiamo usato sia AUTOCAD sia CORELDRAW. In commercio ci sono tanti programmi per disegno tecnico altrettanto validi e, vista la semplicità dei disegni, possono essere usate anche le versioni light di programmi professionali. La scelta è solo un fatto personale del disegnatore in base alla propria confidenza su un determinato programma . Il formato finale .DXF è un formato generalmente riconosciuto da tutti i programmi.
Si effettua così un solo disegno e solo alla fine lo si separa in due files: sopra e sotto. Presso alcune ditte di fotoincisione si può portare anche un unico dischetto, pensano loro a riprodurre correttamente i due lati, e, a seconda degli accordi, anche ad una verifica generale.
Qualora si decidesse di far eseguire a parte le lastrine fotografiche, ci si puo' rivolgere ad una ditta che esegue fotocomposizione e potrebbe essere più rassicurante portare a questa ditta i due disegni già separati ad evitare qualsiasi incomprensione.
Per impostare il disegno correttamente si deve sapere anticipatamente quali parti andranno colorate in nero e quali no.
Per esempio se si vuole costruire un semplice telaio quadrato non si possono disegnare quattro linee perché poi ci troveremmo in difficoltà nel riempimento, si devono invece disegnare due quadrati concentrici quello inferiore nero e quello superiore, più piccolo, bianco. Il disegno apparirà come una cornice nera.
TAGLIO
Per provocare un taglio passante bisogna disegnare una linea trasparente su entrambi i lati larga almeno quanto lo spessore della lastra di rame.
INCISIONI NON PASSANTI
Adottando lastre dello spessore di 0,4 millimetri e disegnando su entrambi i lati una linea trasparente di soli 0,2 millimetri l'incisione non risulterà passante anche se in quel punto l'oggetto risulterà molto debole. Questo effetto potrebbe essere voluto se volessimo fare un'incisione "apribile" : per esempio una porta da lasciare chiusa o aperta; in fase di montaggio basta passare appena il cutter per provocare il taglio definitivo.
PIEGATURA
Per piegare facilmente un pezzo si deve praticare una scanalatura dalla parte interna: in quel punto il pezzo fletterà più facilmente consentendo la piegatura. Affinché la scanalatura non risulti passante la parte anteriore del pezzo dovrà essere in quel punto a spessore pieno.
Quando si deve piegare un pezzo che da un parte ha già subito un'incisione (e quindi la lastrina è già stata ridotta di spessore) si può praticare dalla parte opposta una fessura molto stretta (0,2 mm) per non renderla passante, in questo caso è opportuno lasciare per sicurezza qualche linguetta di giunzione.
UN SEGRETO
Questo consiglio sulla piegatura dei piccoli pezzi, caro lettore, è proprio ORO! Eccoti qui spiattellato un segreto al quale ci siamo arrivati dopo vari tentativi.

Quando la parte da piegare è molto stretta per facilitare la piegatura è meglio praticare un'incisione passante lasciando solo frequenti ma piccole linguette per tenere uniti i due pezzi.L'incisione passante sarà larga come lo spessore della lastrina.
In fase di realizzazione è opportuno piegare una sola volta i pezzi e, dopo una attenta verifica della giusta angolazione, occorre rinforzare la giuntura stagnandola.
BORDO
Lungo il bordo della lastrina e fra i vari pezzi devono essere lasciate delle venature non incise per dare alla lastrina solidità. Ogni pezzo dovrà essere collegato a queste venature con delle linguette. I pezzi non collegati cadranno sul fondo della macchina di fotoincisione e andranno persi. Ovviamente nel cercare di inserire in una lastrina più pezzi possibili si cercherà un compromesso con queste parti strutturali. Una finezza è quella di lasciare intorno alle linguette di sostegno uno spazio sufficiente per intervenire con una tronchesina.
COLORI
Sembrerebbe che, visto che si usa solo il nero e il bianco (trasparente), non dovrebbero esserci problemi di colori ma è meglio fare attenzione.
In una delle prime prove, ho usato CoralDraw, e dopo aver realizzato la lastrina fotografica mi sono accorto che in una zona avevo usato non un nero pieno ma un grigio molto scuro.
Ho quindi realizzato e salvato un "foglio standard" con i traguardi, i contorni massimi e i livelli con i relativi colori. Partendo sempre da questo disegno per le future realizzazioni ho ottenuto la tranquillità di una perfetta standardizzazione. Su questo disegno ho impostato la tavolozza colori in maniera personalizzata allontanando dal nero le sfumature di grigio che avrebbero potuto portarmi in inganno e avvicinando i colori fondamentali.
 
 

Le dimensioni
Nello stabilire le dimensioni della lastrina e del disegno valgono diverse considerazioni: i prezzi, le dimensioni massime ammesse, il miglior utilizzo degli scarti, e le dimensioni dei pezzi da riprodurre.
PREZZI
I prezzi che le ditte fanno sono grossolanamente riferiti ad un formato A4. Un formato più piccolo non subisce una rilevante riduzione di costo. L'unico risparmio per pezzature più piccole potrebbe essere il migliore utilizzo della lastra di ottone ma, in definitiva, questo costo è percentualmente il minore.
DIMENSIONI MASSIME
Questo non è un segreto, ma come consiglio non è niente male:
la macchina per la riproduzione fotografica (di una ditta locale) ha una pellicola larga 33 cm e accetta, allo stesso prezzo del formato A4 anche dimensioni maggiorate (detto "A4 super") di 32x23,5 cm.
Con un centimetro di più si passa al formato superiore (A3) e ad un costo maggiore.
Tanto vale sfruttare le dimensioni massime di questo formato A4 super. Bisogna ora considerare il fatto che la ditta di fotoincisione richiede sul lato più lungo della lastra fotografica uno spazio di circa 3 cm (dove compaiono i traguardi) allo scopo di poter agevolmente traguardare i due disegni e unirli a mezzo nastro adesivo prima di inserire in mezzo la lastrina di ottone.
Unendo queste esigenze siamo giunti a stabilire un formato di massima convenienza:
- Lastra fotografica di 32x23,5 cm per sfruttare al massimo il formato "super A4".
- Lastra d'ottone di 32x20 cm per lasciare lo spazio laterale richiesto e per utilizzare al meglio il foglio d'ottone (30 lastrine ogni foglio di 1x2 metri)
 

LA RIPRODUZIONE FOTOGRAFICA
 
Fatto il disegno a computer si deve trasferirlo su lastra fotografica. Ci sono essenzialmente due metodi:
FOTORIPRODUZIONE
Tecnica più semplice e meno costosa, attuabile da qualsiasi ditta di fotocomposizione.
Il costo e di soli 10 - 20 Euro ma lo spessore della pellicola è di soli 0,1 millimetri e ciò potrebbe portare a deformazioni e stiramenti.
FOTOPLOTTER
Questa tecnica è molto più precisa, molto più costosa (dai 70 ai 100 Euro). Il grosso vantaggio di questo metodo è che, oltre ad una alta precisione, si ottengono lastrine fotografiche dello spessore di 0,18 millimetri molto resistenti e indeformabili.
Come sopra descritto le lastrine fotografiche vengono fissate fra di loro solo da un lato prima di interporre la lastrina di metallo.
Avere lastre fotografiche spesse e indeformabili è essenziale per lavori di precisione.
La scelta fra i due metodi dipende ovviamente da cosa si sta realizzando, un master professionale o un oggetto di bassa tiratura.
Alcune ditte di fotoincisione eseguono in proprio la riproduzione fotografica. Il disegno a computer sarà recapitato su dischetto nel formato richiesto.
Altre ditte danno incarico esterno per la fotoriproduzione per cui accettano ordinativi già su lastra fotografica.
ORIENTAMENTO DEL DISEGNO
Attenzione qui i segreti si sprecano
Nella successiva fase di trasferimento della fotografia sulla lastrina di ottone la pellicola sarà posta a contatto del metallo dalla parte sviluppata, la foto superiore con la parte inchiostrata sotto e la foto inferiore con la parte inchiostrata sopra.

Ragionando su questo concetto, è opportuno che i disegni siano correttamente impostati ma non è necessario effettuare disegni speculari perché è sufficiente, portando i disegni alla ditta di fotocomposizione, specificare se si vuole l'emulsione sopra o sotto.
Stabilito che il disegno A rappresenti la facciata del nostro pezzo, e il disegno B il retro, si dovrà chiedere per il disegno A "emulsione sotto", per il disegno B "emulsione sopra". In questo modo il disegno B sarà riprodotto specularmente (sulla stessa pellicola e dalla stessa parte di A)
Le due lastre così ottenute saranno perfette per essere unite per interporvi la lastra metallica.

LA FOTOINCISIONE
 
Abbiamo provato artigianalmente ad effettuare incisioni su ottone con cloruro ferrico per realizzare qualche circuito elettronico e ci siamo accorti che, se ricerchiamo la precisione e la perfetta riproduzione dei particolari, non è certo questa la via da seguire.
Riteniamo quindi molto più saggio procedere professionalmente e incaricare una ditta di fotoincisione.
La ditta di fotoincisione procede al reperimento e al taglio del materiale da fotoincidere, al trasferimento della fotografia direttamente sulla lastra di metallo opportunamente trattata e usata come supporto fotografico. La lastra metallica così "sviluppata" e "lavata" viene quindi inserita nella macchina per fotoincisione per il trattamento con gli acidi.
Si possono impiegare diversi tipi di macchina: ad ugelli rotanti, a rotazione del pezzo, a ventilazione. All'interno di queste macchine in generale succede che l'acido spruzzato fresco corrode di più dell'acido stagnante sulla lastrina (effetto pozzanghera). Si possono avere parti più o meno incise (ugelli sporchi). Generalmente la parte inferiore risulta più incisa di quella superiore, (questo effetto potrebbe essere utile). Una buona ditta per fotoincisione si valuta proprio su queste cose: sulla costanza di risultato sulla stessa lastrina e nel tempo

 
 

La fine dell'inizio
Abbiamo finalmente in mano la lastrina fotoincisa.
Iniziamo a controllare se abbiamo realizzato quello che avevamo in mente!
Sulle prime lastrine sarebbe meglio realizzare delle prove per verificare sia le tecniche sia la precisione dell'intero processo.
Se avete disegnato griglie, buchi, montanti ecc. di vario spessore potete rendervi conto quali siano i limiti che si possono raggiungere, quali le dimensioni sotto le quali non e significativo e apprezzabile il risultato, quali effetti si ottengono su un lato e quali sull'altro, quali sono gli accorgimenti da impiegare per il miglior risultato.
Controllate e confrontate la lastrina con i disegni, quanto bordo l'acido si è mangiato, se, per esempio, volevate un foro perfetto di 1,1 millimetri, quali dimensioni doveva avere il disegno con i diversi spessori della lastrina.
Di segreti ce ne sono ancora tanti da svelare e ci piacerebbe conoscere anche le vostre esperienze.
 

 
La fotoincisione Interbinario Il ponte sul Verde La strutura portante La linea aerea

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