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home arrampicata Campaniletto del Rifugio - Fessura Ovest precedente successivo

Campaniletto del Rifugio

Fessura Ovest

La via è breve e dalle difficoltà tecniche non particolarmente sostenute, ma non è assolutamente da sottovalutare; l’esposizione non manca mai, le difficoltà sono continue, tecniche o atletiche. E’ una via particolare, in grado di regalare spunti di divertimento anche agli arampicatori più esperti. La linea di salita è logica e ovvia… una volta indovinato l’attacco. Fino a poco tempo fa l’impresa non era assolutamente semplice, ma oggi una succesione di fix nuovi indica la via in modo perfetto. La roccia è ottima lungo tutto lo sviluppo della via, con la sola eccezione del piccolo terrazzino della sosta intermedia, dove del terriccio e qualche masso staccato possono dare un po’ di fastidio. La chiodatura è perfetta ed abbondante, in modo particolare nel primo tiro; nel secondo le difficoltà di poco superiori fanno sembrare i fix un po’ più lontani di quanto non siano in realtà. In definitiva una splendida via, molto divertente, a tratti per le emozioni di un passaggio tecnico in bella esposizione, a tratti per il piacere di uno strapiombino atletico ben manigliato. L’unica nota stonata della salita stà nell’orientamento della via, per due ragioni: la prima consiste nel fatto che l’Ovest non è il lato preferito dal sole, in modo particolare nelle giornate primaverili, quando può capitare di ritrovarsi mani gelate e insensibili fino a pomeriggio inoltrato; la seconda dipende dalla vicinanza del rifugio Rosalba, dove si assiepano escursionisti che, come folto pubblico, tolgono all’arrampicatore uno dei più grandi piaceri dell’arrampicare in montagna: la solitudine e il silenzio.

Difficoltà: D- (punti di V, IV e IV+ continuo)
Sviluppo: 2 lunghezze, 50 m
Esposizione: O
Chiodatura: buona, soste su coppie di resinati
Materiale: 6 rinvii, 1 corda
Salite: 23.05.04    Mirko, Andrea

AvvicinamentoL’avvicinamento è elementare: basta raggiungere il vicino rifugio Rosalba (ad esempio lungo il sentiero della Direttissima, o lungo il Sentiero delle Foppe). Il Campaniletto del rifugio prende il suo nome proprio dal fatto che si trova a non più di una cinquantina di metri di distanza dal rifugio: in direzione Est, si segue il breve sentierino pianeggiante che porta verso l’intaglio del Cecilia; il primo torrione che si raggiunge (sulla sinistra) è la nostra meta.

L1L’attacco si trova sullo spigolo del torrione più vicino al sentiero, all’angolo tra il sentiero di avvicinamento e il canalino ghiaioso che sale a sinistra sotto al versante Ovest. Fin dalla base si notano i primi quindici metri di salita ben marcati da ua fitta successione di fix e chiodi: un primo fix si trova a circa 5 metri d’altezza; poco sopra un buon chiodo, poi un nuovo fix, poi, verso sinistra, due vecchi chiodi uniti da un cordone, che un tempo poteva essere utilizzato come sosta. L’inizio dell’arrampicata è il punto più facile della via: si svolge su terreno ancora abbattuto, su roccia molto appigliata e strutturata. Si sale in leggera diagonale verso sinistra, tenendo ben presente la linea di sviluppo dei chiodi. Man mano che si sale il terreno si fa più verticale e le maniglie più esigue. Si incontra un primo passaggino non banale in prossimità dei vecchi chiodini con cordone da sosta: invece di cercare di forzare un passaggio verso l’alto è consigliabile spostarsi di un metro verso sinistra, dove un minimo di esposizione è ripagata da manigliette perfette. Si sale quindi in verticale; si trovano un nuovo chiodo ed un fix, sempre su terreno relativamente semplice, quindi ci si avventura lungo un caminetto, chiuso nella parte superiore da un bel masso incastrato. Ci si trovano un vecchio spit con placchetta sulla sua parete destra, facilmente raggiungibile fin dal principio della risalita, ed un nuovo fix resinato, più alto, di fianco al masso incastrato, sulla parete sinistra; è sconsigliabile moschettonare entrambe le assicurazioni se si vogliono evitare problemi di scorrimento; valutare se necessario l’opportunità di moschettonare lo spit, proseguire del breve spazio necessario, e quindi eliminare il rinvio dopo avere aggiunto l’assicurazione superiore al fix (lo spit è raggiungibile senza discendere dal fix). Per superare il caminetto è utile il masso incastrato, che offre buone maniglie sul suo profilo sinistro. Dopo il camino la progressione si fa più facile e in breve si raggiungere il terrazzino di sosta: un po’ sporco di terriccio e massi mobili, ma comodo. La sosta è su catena con due resinati.

L2Il secondo tiro segue interamente, in perfetta verticale, tutto il camino che taglia in due la metà superiore del Campaniletto. Il primo tratto impegnativo lo si trova proprio nel superare la placchetta della sosta, ma delle buone maniglie in uscita facilitano il recupero dell’equilibrio. Si raggiunge un primo fix, si prosegue su terreno più facile e ben manigliato, quindi ci si trova a fronteggiare una nuova placchetta. Qui la progressione è più impressionante, perché più esposta, e l’aspetto della placchetta non è rassicurante, ma delle buone manigliette e un minimo di opposizione di schiena con la parete sinistra del caminetto consentono una salita sicura e tutt’altro che faticosa. Si supera la nuova placchetta, si moschettona un nuovo fix, e si prosegue quindi lungo il caminetto, ora più scavato. Si raggiunge la parte alta del camino, dove si viene a creare una profonda nicchia chiusa in alto da un blocco incastrato; un fix protegge la parte superiore di questo tratto, e per raggiungerlo serve salire in bella spaccata per un buon tratto. Raggiunto il fix serve superare ancora un brevissimo tratto di caminetto per raggiungere il masso incastrato, che offre uno spuntone utilissimo alla progressione e - perché no - all’assicurazione, appiglio naturale per un’ottima fettuccia. Da qui si rimonta il masso, quindi si esce dal caminetto sulla destra, si sale brevissimamente, si moschettona un ultimo fix, e finalmente ci si porta decisamente a destra, su spigolo, dove roccette facili e abbattute conducono fino alla seconda e ultima sosta (anche qui una catena con due resinati). Non si tratta della cima vera e propria del Campaniletto (per i fanatici delle cime è doveroso dire che si potrebe arrampicare per un altro breve e più facile tiro in direzione della cima), ma la linea della via vuole questa come sosta di termine. Un ultimo appunto: esiste una variante che permette di aggirare a destra l’intera parte superiore del camino: dal termine della seconda placchetta del secondo tiro, invece di inoltrarsi nel camino, è possibile portarsi immediatamente a destra, grazie ad un piccolo traverso che conduce in aperta parete; le successive difficoltà sono paragonabili a quelle della linea originale; una serie di lamette porta fino all’uscita del traversino superiore, oltre il caminetto, per ricongiungersi alla facile rampa finale del tiro solito.

DiscesaSemplicemente in doppia; cambia secondo il numero delle corde a disposizione. Se si ha la possibilità di fare una calata lunga da 50m è possibile scendere direttamente lungo il versante meridionale della guglia, fin sul sentiero sottostante. Se invece si dispone di una sola corda ci si deve adattare a fare due doppie corte lungo la via di salita (ovviamente sconsigliabile in caso di traffico); la prima calata è corta e porta in meno di 20 metri fino alla sosta intermedia; la calata successiva è più lunga e non raggiunge il sentierino d’attacco per meno di due metri. Non ci si faccia impressionare: un bel nodo ai capi di corda può mettere al riparo da sorprese, ma i rimanenti due metri di discesa non sono altro che un paio di gradoni elementari, che non impensieriscono nemmeno per il recupero della corda.

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