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Dent d'Herens

4179 m

Versante sud-ovest e cresta ovest

La Dent d'Herens è un'elegante vetta che si erge a poca distanza dal Cervino, rispetto al quale, pur non potendo rivaleggiare per notorietà e prestigio della salita, presenta il gran vantaggio di un affollamento decisamente inferiore e di un ambiente non contaminato da impianti di risalita. La via normale per il versante sud-ovest e la parte alta della cresta ovest si svolge su terreno misto in prevalenza roccioso ed è piuttosto semplice tecnicamente, ma richiede una buona preparazione fisica per via del dislivello e della distanza da coprire per raggiungere la vetta. Il tratto roccioso lungo la cresta ovest è ben attrezzato con qualche chiodo ed alcuni fittoni metallici; al più, oltre ai rinvii, può essere utile qualche fettuccia. Ad inizio stagione, o comunque con innevamento abbondante, i facili tratti di roccette del versante sud-ovest si trasformano in pendii nevosi piuttosto ripidi, specie nella parte alta in uscita sulla cresta ovest. L'attraversamento del ghiacciaio delle Grandes Murailles richiede attenzione per via di qualche crepaccio insidioso, così come la stretta ed esposta cresta nevosa sommitale. Magnifico il colpo d'occhio dalla vetta sul vicino Cervino da un'insolita prospettiva.

Difficoltà: PD+ ( II / 35° )
Dislivello: 800m + 1400m
Tempo: 4h-5h + 5h-6h

Dalla diga di Place Moulin (1950 m), al termine della strada della Valpelline, si segue la comoda strada sterrata che con percorso pianeggiante costeggia sulla sinistra il lago sino a raggiungere, dopo aver oltrepassato il torrente che proviene dalla comba d'Oren, il rifugio Prarayer (2005 m). [1h]
Da qui si prosegue per il sentiero verso il rifugio Aosta (segnalazioni) che risale lungamente la valle, inizialmente in un bel lariceto, poi (ad un bivio tenere la sinistra) tra pascoli e radi gruppi di larici, tenendosi sempre sulla sinistra del torrente Buthier. Raggiunta la comba di Tsa de Tsan, si prosegue per detriti e sfasciumi morenici (ometti) con qualche strappo sino a raggiungere al termine della comba morenica un ponticello (2520 m). [2h-3h]
Attraversato il torrente si prosegue sulla sponda opposta tra sfasciumi morenici seguendo le segnalazioni, sino a giungere alla base di una bastionata di rocce levigate, da superare con l'ausilio di catene ed infissi. Si guadagna così l'ultimo pendio detritico che conduce al terrazzo dove sorge il rifugio Aosta (2781 m). [1h]

Dal rifugio si scende tagliando verso sinistra per guadagnare la morena laterale del ghiacciaio delle Grandes Murailles. La si risale lungo tracce di sentiero sino alla sua sommità, per mettere poi piede sul ghiacciaio alla propria destra. Si prosegue, normalmente su una buona traccia, sino a portarsi ai piedi di un pendio piuttosto ripido tagliato da numerosi crepacci, da superare salendo un po' in obliquo da destra verso sinistra. Quando il pendio si fa meno ripido si giunge nei pressi della rocciosa cresta sud della Tete de Valpelline (3337 m). [2h-2h30]
Da qui si procede facilmente (qualche crepaccio) lasciando sulla sinistra la cresta ovest della Dent d'Herens e sulla destra alcuni grossi ed evidenti crepacci, fino a portarsi alla base del versante sud-ovest un centinaio di metri prima di raggiungere la cresta sud-sud-ovest. Si risale il versante sud-ovest inizialmente lungo un pendio nevoso quindi, superata la crepaccia terminale (3800 m), per neve e rocce rotte non difficili ma anche poco stabili. [1h]
Si obliqua sulla sinistra sino a guadagnare la cresta ovest, superando un ultimo tratto roccioso più ripido nel punto dove si presenta meno verticale; con molta neve, questo versante si trasforma in un pendio nevoso abbastanza uniforme dal quale affiorano qua e là alcune roccette, non molto impegnativo (sui 40/45°) ma con il breve tratto di uscita sulla cresta ovest decisamente più ripido (55°). Lungo la parte alta della cresta ovest, in gran parte rocciosa ma che può presentare anche qualche tratto di misto, si raggiunge l'anticima senza grossi problemi (II, fittoni per l'assicurazione), per brevi salti verticali e canalini, aggirando senza salirli direttamente alcuni torrioni più impegnativi. Da qui, lungo l'ultimo tratto di cresta nevosa, facile ma un po' esposta, si giunge finalmente in vetta. [2h-2h30]
In discesa si segue la via di salita.

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