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IconOclasH:

Davide"Boosta"Dileo è un artista eclettico, stimato non solo per la sua attività con i Subsonica, ma anche per le sue attività di produttore, dj, scrittore.
Attrae ora l’attenzione anche per questo nuovo progetto :ICONOCLASH, che condivide con altre menti creative. Una sigla che identificherà tutti i prodotti artistici che questo gruppo di persone sfornerà.
Il suo nuovo lavoro da solista siglato appunto :ICONOCLASH Custom . Built Num .80, è una rivisitazione di brani storici italiani degli anni ’80.
Cosa sarebbe successo se le pop star italiane degli Anni 80 avessero incontrato e mescolato le proprie melodie con le atmosfere lontane dei Killing Joke, Joy Division, Cure?
Questo esperimento viene sviluppato nell'album che ospita le voci di Garbo, Gazebo, Righeira,
Cattaneo, Ryan Paris, P. Lyon, Camerini e Fortis decostruite in musica ed accoppiate geneticamente con riferimenti anche molto lontani dall'italopop della decade.
Allora :ICONOCLASH diventa una riposta, che non si preoccupa,che non si chiede ,che non fa niente se non giocare con il passato per trovargli un posto adesso.

Come hai deciso di fare il musicista?
Quando da giovane ho visto i Bon Jovy, nel video di “Living On A Prayer".
(il tono è ironico e scherzoso)

Come ci sei riuscito?
Suonando sempre in giro, inizialmente con gli “Amici di Roland” quando avevo 16-17 anni, poi ho cominciato questo progetto dei Subsonica sempre con Samuel. Anche con loro, non ci siamo mai dati pace, abbiamo fatto tantissimi concerti e anche album.

Con i Subsonica?
Mah, finalmente siamo riusciti a prenderci un periodo di pausa, nel quale ognuno può dedicarsi a qualcosa di proprio; comunque ci sono dei pezzi nuovi, e ci stiamo lavorando, ma con molta calma...

Questo progetto anni ’80 come ti è venuto in mente?
E’ stato quasi naturale. Suonando con altre persone, a volte è capitato che mi dicessero che riscontravano in ciò che facevo suoni e analogie con gli anni ’80, ma in realtà non li ho vissuti in prima persona, perché ero molto giovane.

Cosa vuol ottenere questo progetto e qual è il tuo ruolo in :ICONOCLASH?
E’ un’operazione chirurgica, quasi artigianale. E’ un gioco di interazione tra menti artistiche molto diverse tra loro. Fanno parte di :ICONOCLASH, architetti, scrittori e menti creative che condividono delle idee e dei modi, nelle forme e nella logica di esprimersi. Non si parla di ideali, ma più di sensibilità.
Questa sigla vuole solo essere un brand che accompagna i diversi prodotti, risultati.
Ognuno infatti si chiamerà :ICONOCLASH ed un numero, nel mio caso numero 80 (Custom . Built Num .80), legato al periodo di appartenenza delle canzoni.

Come hai ottenuto questi suoni?
Ho scarnificato le canzoni italiane lasciandone solo lo scheletro, ricostruendole poi, in modo da renderle qualcosaltro.

Chi credi che ascolterà questo disco?
Penso un po’ tutti. I più “grandi” che hanno vissuto gli anni ’80 e i più giovani che non li conoscono.

La copertina? Ha un impatto forte…
Sono degli araldi, che richiamano un’alchimia e un esoterismo; è solo un’estetica senza un significato o una volontà di comunicare qualcosa.

I live, con tutti questi cantanti, difficili da organizzare?
Infatti per ora ci sono solo due date e poi sarà molto difficile mettere tutti d’accordo.
La band sarà mascherata in modo da dare maggior importanza ai cantanti dell’epoca, presenti nell’album e dal vivo.

Ma questa moda di fare e rivisitare canzoni e mode del passato, come la vedi?
Il riutilizzare cose del passato, è un’azione che ormai si fa da molto tempo, sin da quando sono nati i campionatori e nella dance si tagliavano e si riutilizzavano canzoni come basi.
Penso sia consolidata, la musica si rimastica, come un bolo.


Fonte: internewsic