Star Trek

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Per ovvi motivi di programmazione televisiva, la serie che più amo di Star Trek è The next generation. Partita in sordina e con, a dire il vero, sceneggiature un po' traballanti è riuscita con il passare degli episodi a farci vivere autentiche emozioni, senza ricorrere troppo spesso all'escamotage dell'azione ad ogni costo.

 L'episodio che a mio parere rappresenta il capolavoro della serie è Una vita per ricordare: l'Enterprise incontra una sonda che appare molto antica ed inoffensiva ma che inaspettatamente colpisce il capitano Picard con una sorta di raggio. Il capitano sviene e si sveglia su un pianeta sconosciuto dove apprende di essere sposato e di far parte di una comunità di contadini. In un primo momento si ribella all'idea e cerca un modo per mettersi in contatto con l'Enterprise, mettendo in apprensione la moglie ed i suoi concittadini che lo credono colpito da una forma di amnesia, poi accetta questa nuova realtà e vive appieno la sua vita. Ha una figlia che lo segue nei suoi studi scientifici sul pianeta ed un figlio che vuole fare il musicista. Ma Picard (in questo mondo si chiama Kamin) scopre che il pianeta sta esaurendo il suo ciclo vitale e che non c'è modo di fuggire da questo triste fato. Sono trascorsi parecchi anni e Kamin è ormai anziano. Mentre sta giocando col nipotino la figlia lo invita ad uscire dalla casa per assistere ad un importante avvenimento: il lancio di una sonda contenente le memorie di tutti gli abitanti del villaggio. Questo è il modo che gli abitanti hanno scelto per non essere dimenticati e la sonda, mille anni dopo, sceglierà Picard per realizzare la sua missione. Picard è nuovamente sull'Enterprise dove è rinvenuto dopo pochi minuti di stato d'incoscienza. In quei pochi istanti ha vissuto una seconda vita ed ora egli porterà  con se il ricordo di quelle persone che vissero con lui gli ultimi anni della loro civiltà.

Una bellissima storia che per intensità ricorda il primo film di Star Trek, vincitrice nel 1993 del premio Hugo nella sezione Best Dramatic Presentation, sconfiggendo avversari come Alien 3, Batman-Il ritorno e Dracula.

Da sempre l'uomo ha cercato di sconfiggere la morte trasmettendo la propria memoria e spesso lo realizza attraverso supporti materiali come libri, film, fotografie. D'altronde c'è anche chi sostiene che noi siamo essenzialmente la nostra memoria. E non posso fare a meno di notare come nel film di Ligabue Da zero a dieci il personaggio che si suicida schiantandosi con la Viper fa dei regali memorabili ai suoi amici prima di compiere il gesto estremo. Un'uscita di scena in grande stile ma che aggiunge poco a nulla al valore dell'amicizia che lo legava ai suoi compagni. Ed i grandi personaggi della storia hanno compiuto le loro imprese non solo per la gloria del momento ma anche per sottolineare il loro passaggio su questa terra. Sinceramente il tutto mi sembra una magra consolazione visto che, per dirla alla Blade Runner, i ricordi vanno inevitabilmente persi come lacrime nella pioggia. Frasi come "vivrà per sempre nel ricordo dei suoi cari" suonano innanzitutto come retoriche ma anche come forzatamente consolatorie, una grande illusione che ci inganna ma che ci fa sopportare meglio il dolore di una perdita. Quel che più mi lascia perplesso è però l'accettazione comune di questa presunta verità anche da chi si professa credente e che invece denota un atteggiamento di sfiducia nei confronti delle promesse su una vita oltre la morte. In altre parole visto che praticamente tutte le religioni professano l'immortalità dell'anima chi è credente non si dovrebbe preoccupare di conquistare qualcosa che già possiede.

Tra gli episodi che voglio citare in questa breve dissertazione ci sono: Il diavolo, Il giudizio e Prima direttiva

Ne Il diavolo Picard e compagni devono intervenire sul pianeta Ventax II per smascherare un impostore che si spaccia per Ardra, un diavolo che secondo la leggenda sarebbe un giorno tornato a riscuotere quanto pattuito molti anni prima. I nostri eroi riusciranno a dimostrare che i poteri di Ardra non sono altro che trucchi ben congeniati e altamente tecnologici.

Ne Il giudizio l'Entreprise approda su un pianeta sconosciuto ma che ad una prima ispezione sembra molto ospitale. I suoi abitanti, gli Edo, sono molto cortesi e conducono una vita fatta di giochi e di piaceri in un mondo che sembra un paradiso terrestre. Alcuni membri dell'equipaggio, tra qui Wesley, scendono sul pianeta per approfittare degli svaghi offerti mentre l'Enterprise in orbita intorno al pianeta scopre un'astronave che appartiene in parte ad un'altra dimensione e che gli Edo considerano il loro dio. Una cosa che però gli Edo non hanno detto è che secondo la loro legge, in una zona scelta di volta in volta a caso, qualsiasi infrazione debba essere punita con la morte. Naturalmente Wesley commette un terribile crimine proprio nella zona prescelta: distrugge delle aiuole di fiori. Ora il dilemma è se salvare Wesley andando contro la regola di non interferenza della prima direttiva e rischiando uno scontro con l'astronave/dio che già si è dimostrata non proprio pacifica, oppure lasciare che i mediatori, coloro che amministrano la giustizia, eseguano la loro condanna. Il capitano non può lasciare morire un membro del suo equipaggio per una stupida e retrograda legge per cui salva Wesley e, quando il dio degli Edo manifesta la sua disapprovazione avvicinandosi minacciosamente all'Entrerprise, Picard fa una delle sue disquisizioni sull'assolutezza delle leggi che convince l'entità aliena.

In Prima direttiva ci troviamo sul pianeta Mintaka III dove un team di scienziati della Federazione sta studiando l'evoluzione degli abitanti: sono molto simili ai Vulcaniani e si trovano pressappoco all'età del bronzo. Purtroppo il sistema olografico che nasconde il laboratorio degli scienziati agli occhi degli indigeni è precario da quando uno dei generatori si è guastato. L'Enterprise, che ha il compito di rimettere in sesto i generatori, giunge sul posto troppo tardi: anche i generatori di riserva hanno ceduto e la magica apparizione del laboratorio Federale ha attratto l'attenzione dei Mintakiani, rischiando di interferire profondamente con il loro sviluppo naturale. Picard interviene ma rischia di peggiorare le cose visto che viene scambiato per un dio visti i "miracoli" che riesce a compiere. Riuscirà a dimostrare di non essere un dio facendosi trafiggere da una freccia scoccata da un'indigena palesando così la sua natura mortale. Naturalmente la dottoressa Crusher era pronta ad intervenire per evitare il peggio.

Della serie originale vorrei citare invece Dominati da Apollo: orbitando attorno a Pollux IV, l'Enterprise viene bloccata da una gigantesca mano di energia. Apollo, ultimo sopravvissuto di una razza di alieni che venne sulla Terra secoli addietro, creando la mitologia greca, chiede una sola cosa all'equipaggio: l'adorazione. L'alternativa è la distruzione.

La cosa che hanno in comune gli episodi (primo escluso) è la presenza di un falso dio che non è una creatura soprannaturale ma un essere od un oggetto non meno reale del timore reverenziale che incute nei suoi sudditi.

 

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L'Enterprise 1701 D di  The next generation

Il reattore materia/antimateria dell'L'Enterprise 1701 D.

L'Entreprise 1701 E di Primo contatto ed Insurrezione, ultimi due film di Star trek. Per chi non lo sapesse il prossimo, di cui sono terminate le riprese, si chiamerà Nemesis.  

Foto con tanto di firma di Brent Spiner nei panni del Tenente Comandante Data. Forse non tutti avranno riconosciuto l'attore nel ruolo dello scienziato schizzato dell'Area 51 in "Indipendence Day"

Locutus alias Picard dopo una seduta di trucco Borg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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