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Giacomo Debenedetti nasce a Biella il 25 giugno 1901 da Tobia Debenedetti e da Elisa Norzi. Risiede nella città natale fino all'età di sedici anni, alla morte dei genitori si trasferisce dallo zio Alessandro Debenedetti. Dopo aver frequentato il Politecnico di Torino, Giacomo Debenedetti passa alla Facoltà di Giurisprudenza e si laurea nel 1921. Nel maggio 1926 esce il suo primo libro Amedeo ed altri racconti. Dopo la seconda laurea in lettere, Debenedetti pubblica la prima serie dei suoi Saggi critici. Il 4 dicembre 1930 sposa Anna Maria Orengo, da cui ha due figli. Il 13 settembre 1943, entrati i nazisti a Roma, si rifugia con la famiglia a Cortona. Ritornato a Roma nell'ottobre 1944, Giacomo Debenedetti si iscrive al partito comunista; immediatamente successiva è la pubblicazione di due opuscoli sulle persecuzioni razziali: Otto ebrei e 16 ottobre 1943. Sempre nel 1945 fa uscire la seconda serie dei saggi critici, mentre nel 1959 pubblica la terza serie. Nel 1963 raccoglie in un volume dal titolo Intermezzo alcuni dei suoi scritti più significativi degli anni 1945-1959. Muore a Roma il 20 gennaio 1967. A quattro anni dalla sua morte, l'editore Garzanti stampa Il romanzo del Novecento, la prima raccolta delle sue lezioni universitarie. Seguiranno Niccolò Tommaseo (1973), Poesia italiana del Novecento (1974), Verga e il materialismo (1976), Pascoli: la rivoluzione inconsapevole (1979).

 

SS: speciali "squadre di protezione", istituite nel 1929 come guardie del corpo di Hitler.

Avevano tra i loro compiti la cattura degli ebrei e la gestione dei campi di concentramento.

 

Ghetto: il quartiere in cui anche a Roma, come in molte altre città europee, erano obbligati a risiedere gli ebrei fino al secolo XIX.

 

Fosse Ardeatine: è il luogo in cui, per rappresaglia contro un attentato in cui avevano trovato la morte trentadue militari tedeschi, vengono fucilate, nel marzo 1944, 335 persone, fra le quali moltissimi ebrei.

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