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di Luciano Nigro
Antonio La Forgia, sarà un po´ anti-Caronna e molto
anti-Cofferati come pensano in tanti?
«Rifiuterei l´anti. Mi sento un candidato pro Partito
democratico. Perché non discutiamo di sindaci o governatori,
ma di segretari del Pd».
Eppure il professor Pasquino vede in
lei l´alternativa a Cofferati.
«I complimenti mi fanno piacere, ma la questione è fuori
dall´orizzonte che mi interessa».
Fu lei a dire che Cofferati se ne
andrà. In quel caso che succede?
«Una cosa ovvia: si faranno le primarie. Io, però,
rovescerei il tema: penso che il modo in cui nasce il
partito debba interessare molto anche a chi governa, come
Sergio e come Errani».
Nel senso che il leader del Pd potrà
candidarsi per la Regione?
«Mi sembra naturale. Ma più in generale chi governa ha
bisogno di una forza politica che sappia innovare le forme
della cittadinanza».
La famosa partecipazione?
«Non penso ai quartieri che nacquero quando si progettarono
le ultime infrastrutture e i servizi sociali. Ma alle
istruttorie pubbliche, la democrazia deliberante che, con
Bonaga, sperimentammo negli anni ‘90 e che furono
abbandonate. Cofferati ne parlò in campagna elettorale... e
forse una certa disillusione viene da lì».
Non sono solo parole?
«Davvero? Prendiamo le "strade a luci rosse". Non è
singolare che una questione emerga di colpo e poi chi l´ha
lanciata (l´assessore Mancuso - ndr) dica che decide il
sindaco che comunque "ha sempre ragione". Non è la prima
volta che lo si dice, a proposito del Cinese. Una politica
dei cento fiori che rischiano di finire recisi, ma così è
difficile che nasca un´aiuola».
Ha altri esempi nel suo bouquet?
«Ora si parla di lavavetri, accattonaggio, sicurezza. Perché
non chiamare esperti di fama come Marzio Barbagli e aprire
un confronto pubblico? Parteciperanno dieci, cento o mille
cittadini? Meglio di una decisione presa in tre».
E´ questo che deve fare il Pd?
«L´amministrazione soprattutto. Ma il partito può aprire la
strada».
Errani e Cofferati sostengono Caronna.
Un problema?
«Nessuno. Chi governa è attento alla continuità. E Caronna
rappresenta più di tutti la politica di questi anni».
E lei no?
«Sono diverso. Piaccia o no, è così».
Un´alternativa di 63 anni,
consigliere, assessore, segretario provinciale, poi
regionale, presidente della Regione, dell´assemblea
legislativa e poi parlamentare?
«E´ una critica che mi ero fatto da solo. Poi ho concluso
che a tenere aperte le porte del nuovo partito poteva
esserci una persona informata dei fatti».
Un esperto?
«Uno che la politica la conosce».
Per Caronna si sono espressi in
tanti, da Veltroni ai comitati di ragazzi. Le sue truppe?
«Ce ne saranno anche per me. Che i leader convergano su
Veltroni e Caronna lo posso capire, Fassino dice che si sta
traghettando il vecchio nel nuovo. Però occorre anche un
ponte verso chi ha passione politica, ma non ha mai trovato
un luogo in cui esercitarla».
Si sente un lupo solitario o un don
Chisciotte?
«Un gatto solitario, semmai. Nel mio curriculum non ho mai
costruito cordate. Perciò sostengo la Bindi e mi fa piacere
che con me ci siano persone che hanno firmato per Veltroni
come Vassallo, Soverini e Daniela Vannini. Mi aspetto nuovi
appoggi da quel campo e anche da chi sul piano nazionale
sostiene Letta».
Aspetta anche Mauro Zani?
«Non me l´aspetto e non l´ho cercato. Confesso, però, che
sarebbe per me un piacere enorme». |