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LA REPUBBLICA – Bologna, 5 Settembre 2007

LA FORGIA, il ruggito dell'ex - "Sono più nuovo di Caronna"

In corsa per il vertice Pd: voglio un partito di lunga durata

di Luciano Nigro

Antonio La Forgia, sarà un po´ anti-Caronna e molto anti-Cofferati come pensano in tanti?
«Rifiuterei l´anti. Mi sento un candidato pro Partito democratico. Perché non discutiamo di sindaci o governatori, ma di segretari del Pd».

Eppure il professor Pasquino vede in lei l´alternativa a Cofferati.
«I complimenti mi fanno piacere, ma la questione è fuori dall´orizzonte che mi interessa».

Fu lei a dire che Cofferati se ne andrà. In quel caso che succede?
«Una cosa ovvia: si faranno le primarie. Io, però, rovescerei il tema: penso che il modo in cui nasce il partito debba interessare molto anche a chi governa, come Sergio e come Errani».

Nel senso che il leader del Pd potrà candidarsi per la Regione?
«Mi sembra naturale. Ma più in generale chi governa ha bisogno di una forza politica che sappia innovare le forme della cittadinanza».

La famosa partecipazione?
«Non penso ai quartieri che nacquero quando si progettarono le ultime infrastrutture e i servizi sociali. Ma alle istruttorie pubbliche, la democrazia deliberante che, con Bonaga, sperimentammo negli anni ‘90 e che furono abbandonate. Cofferati ne parlò in campagna elettorale... e forse una certa disillusione viene da lì».

Non sono solo parole?
«Davvero? Prendiamo le "strade a luci rosse". Non è singolare che una questione emerga di colpo e poi chi l´ha lanciata (l´assessore Mancuso - ndr) dica che decide il sindaco che comunque "ha sempre ragione". Non è la prima volta che lo si dice, a proposito del Cinese. Una politica dei cento fiori che rischiano di finire recisi, ma così è difficile che nasca un´aiuola».

Ha altri esempi nel suo bouquet?
«Ora si parla di lavavetri, accattonaggio, sicurezza. Perché non chiamare esperti di fama come Marzio Barbagli e aprire un confronto pubblico? Parteciperanno dieci, cento o mille cittadini? Meglio di una decisione presa in tre».

E´ questo che deve fare il Pd?
«L´amministrazione soprattutto. Ma il partito può aprire la strada».

Errani e Cofferati sostengono Caronna. Un problema?
«Nessuno. Chi governa è attento alla continuità. E Caronna rappresenta più di tutti la politica di questi anni».

E lei no?
«Sono diverso. Piaccia o no, è così».

Un´alternativa di 63 anni, consigliere, assessore, segretario provinciale, poi regionale, presidente della Regione, dell´assemblea legislativa e poi parlamentare?
«E´ una critica che mi ero fatto da solo. Poi ho concluso che a tenere aperte le porte del nuovo partito poteva esserci una persona informata dei fatti».

Un esperto?
«Uno che la politica la conosce».

Per Caronna si sono espressi in tanti, da Veltroni ai comitati di ragazzi. Le sue truppe?
«Ce ne saranno anche per me. Che i leader convergano su Veltroni e Caronna lo posso capire, Fassino dice che si sta traghettando il vecchio nel nuovo. Però occorre anche un ponte verso chi ha passione politica, ma non ha mai trovato un luogo in cui esercitarla».

Si sente un lupo solitario o un don Chisciotte?
«Un gatto solitario, semmai. Nel mio curriculum non ho mai costruito cordate. Perciò sostengo la Bindi e mi fa piacere che con me ci siano persone che hanno firmato per Veltroni come Vassallo, Soverini e Daniela Vannini. Mi aspetto nuovi appoggi da quel campo e anche da chi sul piano nazionale sostiene Letta».

Aspetta anche Mauro Zani?
«Non me l´aspetto e non l´ho cercato. Confesso, però, che sarebbe per me un piacere enorme».