CARLOS GAUCHO TOFFOLI


Carlos Gaucho ToffoliNel 1993 il Lecce torna in serie A, ma non c'è una lira da spendere per allestire una squadra competitiva. La politica di mercato è quella espressa dal d.s. Mimmo Cataldo: "Per venire al Lecce i calciatori devono costare poco, ma se non costano nulla è ancora meglio". Il risultato di questa filosofia sono acquisti come "Gaucho" Toffoli, Kwame Ayew e Andrè Gumprecht. Il primo in particolare venne presentato come micidiale goleador brasiliano da 400 gol a stagione. Poi Toffolì chiarirà che in quella cifra bisognava includere anche i gol fatti nelle amichevoli estive, negli allenamenti, nelle partite con gli amici. Probabilmente anche quelli segnate a Subbuteo. El Gaucho, come amava farsi chiamare, dopo 5 giornate lascia il Salento nottetempo per non farvi mai più ritorno. Ma prima ebbe modo di lasciare un ricordo indelebile di sé: terza di campionato, derby Lecce-Foggia, calcio di rigore per i giallorossi. Toffoli si presenta sul dischetto con fare sicuro. Prende la rincorsa, ma invece di colpire la palla zappa orrendamente il terreno. Ne viene fuori un tiro centrale talmente lento che Mancini, nonostante si fosse già buttato, ha il tempo di rialzarsi e bloccare il pallone in presa.
Dopo i fasti di Lecce Toffoli ha fatto ritorno in Brasile, dove ha concluso a soli 31 anni la carriera di calciatore. Nessuno a Lecce si capaciterà ma quest'uomo nel suo paese viene ancora celebrato come un grande attaccante ed è provato che si laureò capocannoniere del campionato Carioca nel 1990 e 1991. Ancora più incredibile è il fatto che a fornirgli millimetrici assist fosse il vituperato
Renato Portaluppi. Ma non finisce qui: dopo aver appeso le scarpe al chiodo, El Gaucho non soddisfatto della vita del fazendero con l'hobby della pesca nelle terre di famiglia del Mato Grosso , ha aperto una scuola di calcio a suo nome.

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