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Nel
1993 il Lecce torna in serie A, ma non c'è una lira da spendere per
allestire una squadra competitiva. La politica di mercato è quella
espressa dal d.s. Mimmo Cataldo: "Per venire al Lecce i calciatori
devono costare poco, ma se non costano nulla è ancora meglio". Il
risultato di questa filosofia sono acquisti come "Gaucho"
Toffoli, Kwame Ayew e Andrè Gumprecht. Il primo in particolare venne
presentato come micidiale goleador brasiliano da 400 gol a
stagione. Poi Toffolì chiarirà che in quella cifra bisognava includere
anche i gol fatti nelle amichevoli estive, negli allenamenti, nelle
partite con gli amici. Probabilmente anche quelli segnate a Subbuteo. El
Gaucho, come amava farsi chiamare, dopo 5 giornate lascia il Salento
nottetempo per non farvi mai più ritorno. Ma prima ebbe modo di
lasciare un ricordo indelebile di sé: terza di campionato, derby
Lecce-Foggia, calcio di rigore per i giallorossi. Toffoli si
presenta sul dischetto con fare sicuro. Prende la rincorsa, ma invece di
colpire la palla zappa orrendamente il terreno. Ne viene fuori un tiro
centrale talmente lento che Mancini, nonostante si fosse già buttato,
ha il tempo di rialzarsi e bloccare il pallone in presa.
Dopo i fasti di Lecce Toffoli ha fatto ritorno in Brasile, dove ha
concluso a soli 31 anni la carriera di calciatore. Nessuno a Lecce si
capaciterà ma quest'uomo nel suo paese viene ancora celebrato come un
grande attaccante ed è provato che si laureò capocannoniere del
campionato Carioca nel 1990 e 1991. Ancora più incredibile è il fatto
che a fornirgli millimetrici assist fosse il vituperato Renato
Portaluppi. Ma non finisce qui: dopo aver appeso le scarpe al
chiodo, El Gaucho non soddisfatto della vita del fazendero
con l'hobby della pesca nelle terre di famiglia del Mato Grosso , ha
aperto una scuola di calcio a suo nome.
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