torna alla pagina precedentevai alla pagina successivaLa Città dei Filosofi - Quaderno 12/4 - 2001

Proposta n 1, testo lungo, 8 ore (per la suddivisone vedi Tempi): Una modesta proposta

Tema

Nel 1729 Swift scrive la Modesta proposta, in cui - con un linguaggio impassibile che maschera un’aspra polemica sociale - imita il tono di un economista per proporre l’uso dei bambini poveri come cibo per i ricchi, risolvendo così sia il problema della carestia che quello del frequente abbandono minorale. Il testo, per il suo carattere paradossale, ben si presta a creare il senso di spiazzamento illustrato in premessa.

Note per l’insegnante

Suggerimenti operativi

Articolazione della lezione

  • introduzione: il docente presenta molto brevemente il testo e l’autore, stando però ben attento a conservare la forza del paradosso e lasciando che emerga lo sconcerto degli studenti per l’apparente cinismo della proposta.

  • Tenendo conto della specifica situazione della classe, il docente omette i passaggi meno efficaci didatticamente (ironia troppo sottile o eccessivamente letteraria, riferimenti minuti al contesto storico-culturale).

  • Lettura.

  • Il docente permette agli studenti di esprimere commenti durante la lettura del testo, senza però aprire una discussione. Due studenti hanno la funzione di verbalizzare le osservazioni dei compagni.

  • Il docente, sulla base delle osservazioni degli studenti e dei loro ulteriori interventi, rende esplicito il carattere paradossale della proposta di Swift, facendone emergere l’intento conoscitivo.

Analisi del testo

Nell’analisi del testo il docente dovrebbe

· soffermarsi sulle caratteristiche del paradosso letterario

· insistere sui passaggi fondamentali dell’argomentazione, sul contrasto tra letterarietà dello stile e crudezza della proposta, tra neutralità scientifica e coinvolgimento emotivo - morale.

· Potrebbe anche accadere che l’insegnante avverta negli studenti un effetto anestetico del linguaggio scientifico sul contenuto

 

Testo

Indicazioni per gli studenti

J. Swift, scrittore inglese (1667-1745). Tra le opere maggiori: I viaggi di Gulliver, La battaglia dei libri, Favola della botte. Il brano proposto è tratto dall’operetta di polemica sociale Una modesta proposta, scritta nel 1729.

È cosa ben triste, per quanti passano per questa grande città o viaggiano per il nostro Paese, vedere le strade, sia in città sia fuori e le porte delle capanne affollate di donne che domandano l'elemosina seguire da tre, quattro o più bambini tutti vestiti di stracci, e che importunano così i passanti. Queste madri, invece di avere la possibilità di lavorare e di guadagnarsi onestamente da vivere, sono costrette a passare tutto il loro tempo andando in giro ad elemosinare il pane per i loro infelici bambini, i quali, una volta cresciuti, diventano ladri per mancanza di lavoro, o lasciano il loro amato Paese natio per andarsene a combattete per il pretendente al trono di Spagna, o per offrirsi in vendita ai Barbados.

Penso che tutti i partiti siano d'accordo sul fatto che tutti questi bambini in quantità enorme, che si vedono in braccio o sulla schiena o alle calcagna della madre e spesso del padre, costituiscono un serio motivo di lamentela, in aggiunta a tanti altri nelle attuali deplorevoli condizioni di questo Regno; e, quindi, chiunque sapesse trovare un metodo onesto, facile e poco costoso, atto a rendete questi bambini pane sana ed utile della comunità, ne acquisterebbe tali meriti presso l'intera socie che gli verrebbe innalzato un monumento come salvatore del paese.

lo tuttavia non intendo preoccuparmi soltanto dei bambini dei mendicanti di professione, ma vado ben oltre: voglio prendere in considerazione tutti i bambini di una certa età, i quali siano nati da genitori in realtà altrettanto incapaci di provvedere a loro, di quelli che chiedono l’elemosina per le strade.

Per parte mia, dopo aver riflettuto per molti anni su questo tema importante ed aver considerato attentamente i vari progetti presentati da altri, mi sono reso conto che vi erano in essi grossolani errori di calcolo. È vero, un bambino appena partorito dalla madre può nutrirsi del suo latte per un intero anno solare con l’ aggiunta di pochi altri alimenti, per un valore minimo di spesa non eccedente i due scellini, somma sostituibile con l’equivalente in avanzi di cibo, che la madre si può certamente procurare nella sua legittima professione di mendicante; ma è appunto quando hanno l’età di un anno che io propongo di provvedere a loro in modo tale che, anziché essere di peso ai genitori o alla parrocchia, o essere a corto di cibo e di vestiti per il resto della vita, contribuiranno invece alla nutrizione e in parte al vestiario di migliaia di persone.

Un altro grande vantaggio del mio progetto sta nel fatto che esso impedirà gli aborti procurati e l’orribile abitudine, che hanno le donne, di uccidere i loro bambini bastardi; abitudine. ahimè, troppo comune fra di noi; si sacrificano così queste povere creature irinocenti, io credo, più per evitare le spese che la vergogna, ed è cosa questa, che muoverebbe a lacrime di compassione anche il cuore più barbaro ed inumano.

Di solito si calcola che la popolazione di questo Regno sia attorno al milione e mezzo, ed io faccio conto che su questa cifra, vi possano essere circa duecentomila coppie, nelle quali la moglie sia in grado di mettere al mondo figli; da queste tolgo trentamila, che sono in grado di mantenere figli, anche se temo che non possano essere tante, nelle attuali condizioni di miseria; ma, pur concedendo questa cifra, restano centosettantamila donne feconde. Ne tolgo ancora cinquantamila, tenendo conto delle donne che non portano a termine la gravidanza o che perdono i bambini per incidenti o malattia entro il primo anno. Restano, nati ogni anno da genitori poveri, centonovantamila bambini. Ed ecco la domanda: come è possibile allevare questa moltitudine di bambini, e provvedere loro? Come abbiamo già visto, nella situazione attuale questo è assolutamente impossibile, usando tutti i metodi finora proposti. Infatti non possiamo impiegarli come artigiani, nè come agricoltori, perché noi non costruiamo case (intendo dire in campagna), né coltiviamo la terra; ed essi possono ben di rado guadagnarsi da vivere rubando finché non arrivano all'età di sei anni, salvo che non posseggano doti particolari; anche se, lo debbo ammettere, imparano i rudimenti molto prima di quell’età. Ma in questo periodo essi possono essere considerati propriamente solo degli apprendisti, come mi ha spiegato un personaggio eminente della contea di Cavan; il quale appunto mi ha dichiarato che non gli capitò mai di imbattersi in più di uno o due casi al di sotto dell'età di sei anni, pur in una parte del Regno tanto rinomata per la precocità in quest'arte.

I nostri commercianti mi hanno assicurato che i ragazzi e le ragazze al disotto dei dodici anni non costituiscono merce vendibile, e che anche quando arrivano a questa età non rendono più di tre sterline o, al massimo, tre sterline e mezza corona, al mercato; il che non può recar profitto nè ai genitori né al Regno, dato che la spesa per nutrirli e vestirli, sia pure di stracci, è stata di almeno quattro volte superiore.

Io quindi presenterò ora, umilmente, le mie proposte che, voglio sperare, non solleveranno la minima obiezione.

Un Americano, mia conoscenza di Londra, uomo molto istruito, mi ha assicurato che un infante sano e ben allattato all’età di un anno è il cibo più delizioso, sano e nutriente che si possa trovare, sia in umido, sia arrosto, al forno, o lessato; ed io non dubito che possa fare lo stesso ottimo servizio in fricassea o al ragù.

Espongo allora alla considerazione del pubblico che, dei centoventimila bambini già calcolati, ventimila possono essere riservati alla riproduzione della specie, dei quali solo un quarto maschi, il che è più di quanto non si conceda ai montoni, ai buoi ed ai maiali; ed il motivo è che questi bambini sono di rado frutto del matrimonio, particolare questo che i nostri selvaggi non tengono in grande considerazione, e, di conseguenza, un maschio potrà bastare a quattro femmine. I rimanenti centomila, all’età di un anno potranno essere messi in vendita a persone di qualità e di censo in tutto il Regno, avendo cura di avvertire la madre di farli poppare abbondantemente l'ultimo mese, in modo da renderli rotondetti e paffutelli, pronti per una buona tavola. Un bambino renderà due piatti per un ricevimento di amici; quando la famiglia pranzerà da sola, il quarto anteriore o posteriore sarà un piatto di ragionevoli dimensioni e, stagionato, con un po’ di pepe e sale, sarà ottimo bollito al quarto giorno, specialmente d' inverno.

Ho calcolato che, in media, un bambino appena nato venga a pesare dodici libbre e che in un anno solare, se nutrito passabilmente, arrivi a ventotto.

Ammetto che questo cibo verrà a costare un po’ caro, e sarà quindi adattissimo ai proprietari terrieri, i quali sembra possano vantare il maggior diritto sui bambini, dal momento che hanno già divorato la maggior parte dei genitori.

La carne di bambino sarà di stagione per tutta la durata dell'anno, ma sarà più abbondante in marzo, e un po' prima dell'inizio e dopo la fine di quel mese. Ci informa infatti un autore serissimo, eminente medico francese, che, essendo il pesce una dieta favorevole alla prolificità, nei paesi cattolici ci sono più bambini nati circa nove mesi dopo la Quaresima di quanti non ce ne siano in qualunque altro periodo dell'anno; di conseguenza, un anno dopo la Quaresima il mercato sarà pia fornito del solito, perché il numero dei bambini dei Papisti è almeno di tre contro uno, in questo paese; ricaveremo quindi parallelamente un altro vantaggio, quello di far diminuire il numero dei Papisti in casa nostra-

Ho già calcolato che il costo di allevamento per un infante di mendicanti (nella quale categoria faccio entrare tutti i contadini, i braccianti ed i quattro quinti dei mezzadri) è di circa due scellini all’anno, stracci inclusi; ed io penso che nessun signore si lamenterà di pagare dieci scellini il corpo di un bambino ben grasso che, come ho già detto, può fornire quattro piatti di ottima carne nutriente per quando abbia a pranzo qualche amico di gusti difficili, da solo o con la famiglia. Il proprietario di campagna imparerà così ad essere un buon padrone ed acquisterà popolarità fra gli affittuari, la madre avrà dieci scellini di profitto netto e sarà in condizione di lavorare finchè genererà un altro bambino.

I più parsimoniosi (ed io confesso che la nostra epoca ne ha bisogno) potrebbero scuoiare il corpo, la cui pelle, trattata artificialmente, dà meravigliosi guanti per signora e stivaletti estivi per signori eleganti.

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Attività per gli studenti

Simulazione di un caso: il Sudafrica e l’apartheid

Senza aver piena consapevolezza di commettere ingiustizia, un gruppo minoritario esclude dai diritti civili una maggioranza di diverso colore della pelle. Gli studenti sono invitati a costruire un paradosso per trovare un terreno di comunicazione e per denunciare l’intollerabilità di questa situazione.

Verifica formativa

 

[INDICE DEL MODULO]