PASSEGGIANDO NEL CENTRO STORICO
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La nostra passeggiata nel centro storico di Giovinazzo inizia da Piazza Umberto I, l’antica piazza del Governatore, situata a destra del Palazzo di Città.

Arrivando da Piazza Vittorio Emanuele, possiamo ammirare di fronte il Palazzo Uva o Sagarriga (XVI-XVIII sec.) e a destra il Palazzo del Governatore (XV-XIX sec.); una sosta per visitare i reperti di varie epoche conservati nelle stanze della Pro Loco, che ha sede nei locali sottostanti quest’ultimo Palazzo e, se vogliamo, per chiedere ad una guida esperta di accompagnarci nella nostra visita al centro storico.

Se desideriamo continuare da soli, la lettura di questi brevi appunti ci guiderà comunque nella nostra passeggiata.

Giovinazzo: Arco TraianoL' Arco Traiano, una delle antiche porte di accesso a Giovinazzo, così chiamata perchè ingloba quattro colonne miliari della vecchia Via Traiana che da Roma conduceva sino a Brindisi, ci introdurrà nel centro storico.

La prima piazzetta che ci appare è Piazza Costantinopoli, già Piazza Maggiore, con la chiesetta dedicata alla Madonna di Costantinopoli (anno 1528), un tempo sede dell’antico seggio dei nobili, e prima ancora tempio pagano dedicato alla dea Minerva. Sul lato destro della chiesa possiamo ammirare la statua di San Cristoforo; sull’altro lato della piazza, la statua di San Michele; entrambe sono in pietra ed opera dello scultore giovinazzese Antonio Altieri.

Proseguiamo su Via Cattedrale (a destra guardando la chiesetta); incrociamo Vico Freddo, con strutture murarie trecentesche ed una graziosa finestra a bifora; subito dopo, sullo stesso lato, la chiesetta di S. Carlo ( o S. Andrea Apostolo - anno 1571) e il settecentesco palazzo De Risis (attualmente della famiglia Marziani). Superato il primo arco, troviamo la chiesa di S. Maria del Carmine (datata fine I millennio), con il suo alto campanile a vela.

Giovinazzo: La CattedraleAttraverso un secondo arco possiamo già intravedere il portale della Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta in cielo. La Chiesa, voluta dalla principessa Costanza d’Altavilla sul finire del XII secolo, fuL' Edicola completata verso la fine del secolo successivo. Parzialmente rifatta nel 1747, ha perduto molto dell’antico splendore. Solo la cripta conserva intatta la struttura originale. Nell’interno la chiesa conserva un grande crocifisso ligneo del XIV sec., una croce reliquiaria, oggetti vari di grande pregio, mosaici, dipinti ed affreschi di notevole interesse, nonchè una icona bizantina della Madonna di Corsignano (che nell’agosto del 1388 fu solennemente proclamata Patrona della Città) custodita in una preziosa edicola d'argento vecchio con incrostazioni d'oro e policromata di smalti e nielli realizzata nel 1897 su disegni dell'architetto Bernich.

Di fronte vi è il Palazzo dei Framarino dei Malatesta (XIV-XIX sec.); addossato alla Cattedrale il Palazzo Vescovile (XIV-XV secolo); vicino si erge il Palazzo Ducale (1657).

Costeggiando il Palazzo Framarino, dopo aver superato alcuni scalini, arriviamo in piazza Meschino; in fondo, Via Lecce. Proseguendo a destra troviamo il Palazzo Vernice (XVI secolo) e il Palazzo dei Sasso.

Ritorniamo in piazza Meschino ed imbocchiamo Via Lecce nella direzione opposta; superata la torre medioevale, troviamo a sinistra il Palazzo Morula e, più avanti, Palazzo Lupis (XIII secolo). Costeggiando a destra, arriviamo in piazza Zurlo (chiamata anche delle Benedettine), con l'omonimo Palazzo Zurlo del XVI sec. (il capitano Francesco fu uno dei giudici della disfida di Barletta) e la chiesa di S. Giovanni Battista (o di San Francesco) del IV sec., addossata all’antico Monastero delle suore Benedettine.

Giovinazzo: Chiesa dello Spirito SantoProseguiamo a destra per Via Spirito Santo: troviamo il Palazzo Gramegna (1687) e sul lato opposto la chiesa dello Spirito Santo. Fatta edificare nel 1395 dal nobile giovinazzese Pavone Griffi, la chiesa ottenne dalla Santa Sede il privilegio di costituire una Collegiata di Preti direttamente dipendenti dalla Santa Sede. Caratteristiche sono le cupole piramidali, le cui coperture sono realizzate con "chianche" di pietra locale; il campanile è a vela a doppio fornice; alla sommità la facciata termina con una cornice ad archetti trilobati.

Costeggiando la scalinata della chiesa e oltrepassato l’arco di Vico dell’Aquila arriviamo in Via Gelso. Quasi di fronte, leggermente spostata a destra, la chiesetta di San Lorenzo (XIV sec. - fu completata nel 1305), con un pregevole bassorilievo incastonato nella facciata. Proseguiamo a sinistra su Via Gelso; sullo stesso lato della chiesa troviamo la rinascimentale corte De Ritiis; quasi di fronte l’elegante dimora dei Pavone Griffi (XIV sec.); a fianco Corte Castiglia (XIV sec.); poco oltre, sul lato opposto il Palazzo Saraceno (XVI sec.), con un caratteristico bugnato allo zoccolo, una magnifica scalinata esterna, un piccolo giardino pensile ed un grazioso pozzo in pietra scolpita; quasi di fronte l’antica dimora ove nell' anno 1193 nacque il Beato Nicolò Paglia.

Giovinazzo: Chiesa di S. Maria degli AngeliProseguendo su Via Gelso, superato un altro arco, arriviamo in piazza Sant’Anna, quindi in piazza San Salvatore ed infine in Via Santa Maria degli Angeli, con l’omonima chiesa, edificata verso l'anno 1200. Vicino la Casa-Torre Spinelli (XIII secolo), con le sue famose finestre a bifora e il grazioso giardino pensile. Quì nacque e visse anche Matteo Spinelli, autore dei famosi "Diurnali", che in prosa volgare narrano gli avvenimenti del Regno di Napoli dal 1249 al 1268. Più avanti, Via S. Lorenzo, infine piazza S Felice con l’omonima chiesetta sconsacrata, diventata prima sede di mercato ortofrutticolo e, di recente, centro di attività culturali.

Attraverso Arco Municipio Vecchio ritorniamo in piazza Umberto I, il luogo da cui è iniziata questa nostra passeggiata che, sicuramente, ricorderemo con piacere anche perché ci ha permesso di conoscere, pure se in parte, i tanti tesori che il meraviglioso centro storico di Giovinazzo, gelosamente, conserva ancora intatti.

Concludiamo la nostra passeggiata lungo l'accogliente porticciolo e l'attiguo lungomare con la stupenda scogliera bagnata da un tranquillo ed azzurro mare, ammirando il Torrione Aragonese (meglio conosciuto con il nome di "U tammurre", ossia il tamburo per la sua forma tondeggiante) e la magnifica Cattedrale che maestosa, quasi appollaiata sulle antiche mura aragonesi così ricche di storia, si specchia nel limpido mare.

Pesce che saltaIl porto, il Tamburo e la Cattedrale

E se nel frattempo ci è venuto un certo languorino allo stomaco ?

Bèh! ...... buon appetito con la cucina tipica del luogo, a base di frutti di mare e di pesce, presso uno dei caratteristici ristoranti locali.



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