
RAPPORTI
CON L’EXTRASCUOLA – RAPPORTI SCUOLA/FAMIGLIA
VII
/ 1
rapporti con l’extrascuola
“La
scuola chiama il 112: verso nuovi rapporti di responsabilità”.
Franco Frabboni
RAPPORTI
SCUOLA/EXTRASCUOLA
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59.
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Associazione degli Industriali di Capitanata Inserimento del Progetto di Educazione Alimentare all’ interno di un percorso cogestito, con l’intervento di esperti – giovani imprenditori – e con la collaborazione di un’azienda produttrice di prodotti alimentari di Foggia |
Circoscrizione
Inserimento gratuito di bambini disagiati e/o provenienti da ambienti socio/culturali deprivati, in programmi di recupero organizzati dall’Amministrazione Provinciale |
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Istituto
ZOOPROFILATTICO Sperimentale
di Foggia Approfondimento delle modalità e dei benefici delle colture biologiche |
Associazione
Legambiente GAIA Collaborazione e adesione al Progetto CLIMA e POVERTA’ |
VII
/ 2 rapporti scuola/famiglia: P.A.I. (punto
d’ascolto e d’incontro)
Individuazione
del problema da affrontare
In
questi ultimi anni la scuola sta prestando particolare attenzione in merito alle
difficoltà di apprendimento e di socializzazione che destano forti
preoccupazioni verso alcune problematiche specifiche:
Ø aumento progressivo dei casi di difficoltà e di handicap sia sotto il profilo psico-relazionale che attitudinale e di apprendimento nella fascia di alunni della scuola dell’obbligo;
Ø l’emergere di fenomeni sempre più frequenti e ripetuti di ansia e di disagio del bambino che preludono, spesso, all’insuccesso scolastico e, in casi limiti, a vere e proprie patologie (anoressia, disadattamento e ritardi cognitivi) per le quali diventa necessario ricorrere all’intervento dell’equipe psico-pedagogica;
Ø il graduale e progressivo emergere di situazioni di disagio di alcuni genitori nei confronti della scuola e, spesso, la difficoltà manifesta e dichiarata di gestire lo stesso ruolo di educatori, il che sfocia normalmente in atteggiamenti ostativi nei confronti degli operatori scolastici, in incomprensioni e mancanza di comunicazione tra genitori ed insegnanti e, a volte, nel mancato riconoscimento e nella negazione del “problema”, con conseguenti e notevoli ripercussioni nel rapporto con i figli.
Tende quindi ad evidenziarsi una fascia di problemi di diversa entità, collocabili tra una zona di normalità (riscontrabile nella comunicazione interpersonale, nella gestione del rapporto educativo, nel rendimento scolastico) e una zona di vera e propria patologia, da affidare al servizio socio-sanitario.
Questa
zona a rischio, che assume dimensioni via via
più consistenti con l’aumento della complessità del vivere sociale
(nuovi insediamenti, mancanza di aggregazione sociale, multietnicità),
necessita di un’attenzione particolare e di interventi mirati a far sì che il
rischio non sfoci nella patologia, nel disadattamento scolastico e sociale,
nella devianza, e - perché no? - anche nella prevenzione della violenza e dei
maltrattamenti sui minori (il dilagante fenomeno della pedofilia). E’ proprio
discorrendo di “pedofilia” che Ernesto Caffo, presidente del Telefono
Azzurro , in un’ intervista parla di disattenzione da parte degli adulti
nei riguardi dei bambini e fa appello proprio ai docenti e a coloro che lavorano e sono più a contatto
con loro ad una profonda riflessione guidata sia sul comportamento del
bambino che sulle risposte dell’adulto e ad avere “occhio clinico”.
(mappa
p.a.i.)
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