anno scolastico 2002-2003

CAPITOLO VII  


RAPPORTI CON L’EXTRASCUOLA – RAPPORTI SCUOLA/FAMIGLIA

VII / 1 rapporti con l’extrascuola

La scuola chiama il 112: verso nuovi rapporti di responsabilità”.

Franco Frabboni

RAPPORTI

SCUOLA/EXTRASCUOLA

Decreto Legislativo n. 112 del 31 marzo 1998

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59.

Associazione degli Industriali di Capitanata

Inserimento del Progetto di Educazione Alimentare all’ interno di un percorso cogestito, con l’intervento di esperti – giovani imprenditori – e con la collaborazione di un’azienda produttrice di prodotti alimentari di Foggia

Circoscrizione

Inserimento gratuito di bambini disagiati e/o provenienti da ambienti socio/culturali deprivati, in programmi di recupero organizzati dall’Amministrazione Provinciale

Istituto ZOOPROFILATTICO

 Sperimentale di Foggia

Approfondimento delle modalità e dei benefici delle colture biologiche

Associazione Legambiente GAIA

Collaborazione e adesione al Progetto CLIMA e POVERTA’

VII / 2 rapporti scuola/famiglia: P.A.I. (punto d’ascolto e d’incontro)

Individuazione del problema da affrontare

In questi ultimi anni la scuola sta prestando particolare attenzione in merito alle difficoltà di apprendimento e di socializzazione che destano forti preoccupazioni verso alcune problematiche specifiche:

Ø   aumento progressivo dei casi di difficoltà e di handicap sia sotto il profilo psico-relazionale che attitudinale e di apprendimento nella fascia di alunni della scuola dell’obbligo;

Ø   l’emergere di fenomeni sempre più frequenti e ripetuti di ansia e di disagio del bambino che preludono, spesso, all’insuccesso scolastico e, in casi limiti, a vere e proprie patologie (anoressia, disadattamento e ritardi cognitivi) per le quali diventa necessario ricorrere all’intervento dell’equipe psico-pedagogica;

Ø   il graduale e progressivo emergere di situazioni di disagio di alcuni genitori nei confronti della scuola e, spesso, la difficoltà manifesta e dichiarata di gestire lo stesso ruolo di educatori, il che sfocia normalmente in atteggiamenti ostativi nei confronti degli operatori scolastici, in incomprensioni e mancanza di comunicazione tra genitori ed insegnanti e, a volte, nel mancato riconoscimento e nella negazione del “problema”, con conseguenti e notevoli ripercussioni nel rapporto con i figli.

Tende quindi ad evidenziarsi una fascia di problemi di diversa entità, collocabili tra una zona di normalità (riscontrabile nella comunicazione interpersonale, nella gestione del rapporto educativo, nel rendimento scolastico) e una zona di vera e propria patologia, da affidare  al servizio socio-sanitario.

Questa zona a rischio, che assume dimensioni via via   più consistenti con l’aumento della complessità del vivere sociale (nuovi insediamenti, mancanza di aggregazione sociale, multietnicità), necessita di un’attenzione particolare e di interventi mirati a far sì che il rischio non sfoci nella patologia, nel disadattamento scolastico e sociale, nella devianza, e - perché no? - anche nella prevenzione della violenza e dei maltrattamenti sui minori (il dilagante fenomeno della pedofilia). E’ proprio discorrendo di “pedofilia” che Ernesto Caffo, presidente del Telefono Azzurro , in  un’ intervista parla di disattenzione da parte degli adulti nei riguardi dei bambini e fa appello proprio ai docenti  e a coloro che lavorano e sono più a contatto  con loro ad una profonda riflessione guidata sia sul comportamento del bambino che sulle risposte dell’adulto e ad avere “occhio clinico”. (mappa  p.a.i.)

 

 

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