anno scolastico 2002-2003

CAPITOLO III


L’offerta formativa

III / 1 le scelte educative

Il P.O.F. recepisce e condivide le finalità della Scuola Elementare così come sono state delineate nella Premessa dei Nuovi Programmi (D.P.R. 104/1985).

Ø   La nostra Scuola interagisce con le famiglie e con la più vasta comunità sociale nell’esercizio della sua funzione educativa e formativa                                    (P.A.I.- Punto d’Ascolto e di Incontro).

Ø   La nostra Scuola per la realizzazione del progetto istituzionale cui è preposta si avvale delle risorse culturali, ambientali e strumentali individuali nel territorio in cui opera.

Ø   La nostra Scuola, nel rispetto delle scelte educative delle famiglie, pone tra le sue finalità istituzionali il superamento di qualsiasi forma di soggettivismo e di egocentrismo, favorendo intenzionalmente nell’alunno la crescita.

Tali premesse vogliono giustificare le nostre scelte relative agli interventi operativi, ai servizi e alle attività proposte.

III / 2  linee fondamentali, e  concetti chiave: «competenze e curricoli»

Il Piano dell’Offerta Formativa della nostra Scuola

  1.  Non ha bisogno di programmi, ma di curricoli

  2.  Non ha bisogno di discipline, ma di competenze, di standard formativi

 Vuole essere un

Laboratorio di intelligenze in cui si impara ad imparare tenendo conto dei saperi essenziali

che intendono garantire a chi la frequenta 

  1. Lo sviluppo di tutte le sue potenzialità e le sue capacità di orientarsi nel mondo in cui vive,al fine di raggiungere un equilibrio attivo e dinamico con esso

 

  1. L’assimilazione e lo sviluppo della capacità di comprendere, costruire, criticare argomentazioni e discorsi, per dare significato alle proprie esperienze e anche difendersi da messaggi talvolta truccati in termini di verità e valori (Documento dei Saggi 1997). 

 sfociando in

una condivisione della necessità di stabilire una valida piattaforma culturale e valoriale per la formazione delle nuove generazioni nella quale trovino spazio:

* i concetti di identità, appartenenza, cittadinanza attiva;

* l’integrazione tra dimensioni disciplinari e trasversali del  curricolo;

* l’alleggerimento dei contenuti ottenuto sviluppando la ricerca dei principi 

       organizzatori strutturali delle discipline e dei loro nuclei fondanti;

* la centratura su abilità, padronanza del linguaggio, saperi in situazione, utili

       a definire le competenze come perno intorno al quale far ruotare i curricoli;

* attenzione alla qualità degli ambienti educativi, e alla promozione di

       contesti stimolanti    e motivanti.

La nostra Scuola vuole concentrare la sua attenzione sulle parole

nuclei fondanti e competenze

per la costruzione di un curricolo di scuola,

fondamentale per la stesura del Piano dell’Offerta Formativa

 

III / 3  i campi d’esperienza e la scuola d’infanzia

L’educazione prescolastica è vera e propria educazione; pertanto nel bandire ogni forma di improvvisazione si sottolinea la necessità di seguire con debita attenzione la “storia” di ciascun bambino, perché è proprio nei primi anni di vita che si modellano i tratti della personalità.

Di qui la necessità di operare responsabilmente sulla formulazione di un progetto educativo che vede ogni piccolo allievo protagonista della sua crescita culturale.

I “Campi di Esperienza” indicano i diversi ambiti del fare e dell’agire del bambino attraverso i quali sviluppa il suo apprendimento e persegue i suoi traguardi formativi.

III / 4 l’attività di sostegno

Nel nostro Circolo, l’azione psico-pedagogica riguardante gli alunni in situazione di handicap si pone come obiettivo generale quello di ottimizzare il potenziale educativo di ciascun bambino, tenendo presenti le caratteristiche peculiari del bambino stesso.

Da tale obiettivo generale derivano mete più specifiche, che consentono di pervenire ad un’educazione personalizzata che evolve positivamente la condizione iniziale degli alunni in situazione di handicap.

Attraverso la compilazione della Diagnosi Funzionale (che “descrive analiticamente la compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno handicappato” – v. art.3 D.P.R. 24/2/94 - ed è redatta da un’unità multidisciplinare composta da uno psicologo, un assistente sociale, un neuropsichiatra infantile, un terapista della riabilitazione), dopo un primo periodo di inserimento scolastico, si elabora il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) unitamente al Dirigente Scolastico, ai docenti curriculari ed agli insegnanti specializzati, con la collaborazione dei familiari dell’alunno in questione. (v. art. 4 succitato D.P.R.)

Sulla base delle risultanze di tali documenti, il gruppo operativo, costituito dal personale insegnante curriculare e di sostegno congiuntamente agli operatori sanitari e con la collaborazione dei genitori (art. 5 D.P.R. 24/02/94), elabora il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) per ogni alunno di sua competenza; quest’ultimo, oltre ad essere un programma  individualizzato e personalizzato, è frutto di una pluralità d’interventi resi possibili da un’organizzazione scolastica che prescinde dalla classe chiusa e dal rapporto educativo esclusivo insegnante-classe.

Attraverso una programmazione integrata , con interventi di didattica differenziata, si individuano i settori in cui intervenire; sono favorite, pertanto, attività specifiche che permettono di lavorare parallelamente con tutto il gruppo classe ma, nello stesso tempo, sono esemplificate, così da essere rese fruibili al soggetto con problemi  senza, però, svilirne i contenuti e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Saranno attuate, inoltre, attività di rinforzo e consolidamento per migliorare l’apprendimento dei soggetti in difficoltà, con l’utilizzo di mezzi e materiale multimediale e con un progetto specifico di educazione psico-motoria (cfr.  all.4).

Pertanto, considerato il numero elevato dei soggetti in situazione di handicap e/o svantaggio, che evidenziano grossi problemi che incidono negativamente sui processi di apprendimento e socializzazione , in ottemperanza a quanto contemplato dal C.C.N.L.  (Contratto Collettivo

Nazionale di Lavoro) (art. 28 comma 2) e dal C.C.N.I.L.  (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Lavoratori) (art. 37 – comma 3), si è reso necessario il semi-esonero di un insegnante di sostegno (individuata come figura professionale a cui affidare la specifica Funzione-obiettivo) al fine di  coordinare tutti gli interventi innanzi specificati.

In tal modo, si mira a dare al bambino la propria autonomia, attraverso la conquista di  particolari abilità, la capacità di comunicare con linguaggi specifici, la sicurezza affettiva, la possibilità di stabilire rapporti con gli altri.

Tutto ciò è preceduto da un’attenta osservazione ed analisi della situazione di partenza e affinchè l’impegno scolastico produca esiti formativi apprezzabili ed evidenti, si effettuano verifiche frequenti e sistematiche in itinere da parte dei docenti (che permettono l’accertamento dei risultati conseguiti e, ove necessario, una nuova definizione e/o modificazione  del programma d’intervento ) e, con frequenza trimestrale (ott-nov, febb-mar, magg-giu) da parte del Unità Operativa (U.O.)  (v. art. 6 del succitato D.P.R.).

Nella stesura del P.E.I. sono attuati interventi articolati in:

Attività curriculari svolti in comune.

L’alunno fa parte della classe a regime; è un alunno affidato all’insegnante di sostegno e agli insegnanti di classe, i quali programmano collegialmente, anche e soprattutto in considerazione della presenza dell’alunno in difficoltà. Quindi, il Piano Individualizzato ha un’area comune di attività che può essere svolta anche senza la presenza del docente di sostegno, in classe con i suoi compagni e i suoi insegnanti curriculari.

Attività curriculari svolte con la mediazione didattica personalizzata.

L’insegnante specializzato all’interno della progettazione del modulo è presente ed opera nella classe in piccoli gruppi, omogenei o eterogenei, di rotazione che coinvolgono l’alunno con i compagni della propria classe.

Attività didattiche individualizzate per interventi di particolare natura,

per cui è necessario attuare un rapporto a due , anche in spazi esterni all’aula.

L’attività dei docenti si svolge sulla base della contitolarità.

Di ciascuno, a pieno titolo, si sommano le competenze per affrontare e risolvere i problemi evidenziati dalla presenza di soggetti in difficoltà. Tutti gli operatori, pertanto, sono concretamente coinvolti nell’azione educativa così da operare e scambiarsi i ruoli con chiara e coordinata consapevolezza del compito comune e delle risorse che sono a disposizione.

III / 5 le lingue straniere

Le lingue straniere insegnate nel circolo sono tre: inglese, francese e tedesco.

L’insegnamento, esteso in orario curricolare a tutte le classi, è affidato a tre docenti specialisti per la lingua inglese e a cinque docenti specializzati rispettivamente per francese, tedesco ed inglese.

Le finalità che s’intendono perseguire sono:

a)      aiutare ad arricchire lo sviluppo cognitivo con un altro strumento di organizzazione delle conoscenze;

b)      permettere all’alunno di comunicare con gli altri attraverso una lingua diversa dalla propria;

c)     avviare alla comprensione di altre culture e di altri popoli.

III / 6  attività di laboratorio le tecnologie informatiche 

Vista l’importanza che ha assunto l’introduzione delle tecnologie informatiche nella scuola di base, al fine di far conseguire a ciascun alunno livelli di preparazione adeguati al raggiungimento dei gradi più elevati dell’istruzione ed all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro (v. Decreto 26 giugno 2000, n° 234), anche il nostro Circolo si è attivato e dispone di mezzi informatici all’avanguardia. La gestione e il coordinamento dei mezzi multimediali sono stati affidati a due insegnanti che, attraverso una organizzazione oraria prestabilita, funzionale alla programmazione dei singoli moduli o per gruppi di alunni, opereranno in tali direzioni:

¨         alfabetizzazione informatica;

¨         miglioramento dell’efficacia e della qualità dell’insegnamento, integrandolo con supporti specifici funzionali alle necessità degli alunni;

¨         coadiuvare gli insegnanti nell’utilizzo delle tecnologie multimediali.                                       

    laboratorio informatica


           torna su


indietro
torna all'indice