
III
/ 1 le scelte educative
Il
P.O.F. recepisce e condivide le finalità della Scuola Elementare così come
sono state delineate nella Premessa dei Nuovi
Programmi (D.P.R. 104/1985).
Ø
La
nostra Scuola interagisce con le famiglie e con la più vasta comunità sociale
nell’esercizio della sua funzione educativa e formativa
(P.A.I.- Punto d’Ascolto e di
Incontro).
Ø
La
nostra Scuola per la realizzazione del progetto istituzionale cui è preposta si
avvale delle risorse culturali, ambientali e strumentali individuali nel
territorio in cui opera.
Ø
La
nostra Scuola, nel rispetto delle scelte educative delle famiglie, pone tra le
sue finalità istituzionali il superamento di qualsiasi forma di soggettivismo e
di egocentrismo, favorendo
intenzionalmente nell’alunno la crescita.
Tali
premesse vogliono giustificare le nostre scelte relative agli interventi
operativi, ai servizi e alle attività proposte.
III
/ 2 linee
fondamentali,
e
concetti chiave: «competenze
e curricoli»
Non ha bisogno di discipline, ma di competenze, di
standard formativi
Vuole essere un
Laboratorio di intelligenze in
cui
che intendono garantire a chi la frequenta
Lo sviluppo di tutte le sue potenzialità e le sue capacità di orientarsi nel mondo in cui vive,al fine di raggiungere un equilibrio attivo e dinamico con esso
L’assimilazione e lo sviluppo della capacità di
comprendere, costruire, criticare argomentazioni e discorsi, per dare
significato alle proprie esperienze e anche difendersi da messaggi talvolta
truccati in termini di verità e valori (Documento dei Saggi 1997).
sfociando in
una
condivisione della necessità di stabilire una valida piattaforma culturale e
valoriale per la formazione delle nuove generazioni nella quale trovino spazio:
i
concetti di identità, appartenenza, cittadinanza attiva;
l’integrazione
tra dimensioni disciplinari e trasversali del
curricolo;
l’alleggerimento
dei contenuti ottenuto sviluppando la ricerca dei principi
organizzatori strutturali delle discipline e dei loro nuclei fondanti;
la
centratura su abilità, padronanza del linguaggio, saperi in situazione, utili
a definire le competenze come perno intorno
al quale far ruotare i curricoli;
attenzione
alla qualità degli ambienti educativi, e alla promozione di
contesti stimolanti
e motivanti.
La
nostra Scuola vuole concentrare la sua attenzione sulle parole
nuclei
fondanti e competenze
per
la costruzione di un curricolo
di scuola,
fondamentale
per la stesura del Piano dell’Offerta Formativa
III
/ 3
i campi d’esperienza e la scuola d’infanzia
L’educazione prescolastica è vera e propria educazione; pertanto nel bandire ogni forma di improvvisazione si sottolinea la necessità di seguire con debita attenzione la “storia” di ciascun bambino, perché è proprio nei primi anni di vita che si modellano i tratti della personalità.
Di qui la necessità di operare responsabilmente sulla formulazione di un progetto educativo che vede ogni piccolo allievo protagonista della sua crescita culturale.
I “Campi di
Esperienza” indicano i diversi ambiti del fare e dell’agire del bambino
attraverso i quali sviluppa il suo apprendimento e persegue i suoi traguardi
formativi.
III
/ 4 l’attività di sostegno
Nel nostro Circolo, l’azione psico-pedagogica riguardante gli alunni in situazione di handicap si pone come obiettivo generale quello di ottimizzare il potenziale educativo di ciascun bambino, tenendo presenti le caratteristiche peculiari del bambino stesso.
Da
tale obiettivo generale derivano mete più specifiche, che consentono di
pervenire ad un’educazione personalizzata che evolve positivamente la
condizione iniziale degli alunni in situazione di handicap.
Attraverso la compilazione della Diagnosi Funzionale (che “descrive analiticamente la compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno handicappato” – v. art.3 D.P.R. 24/2/94 - ed è redatta da un’unità multidisciplinare composta da uno psicologo, un assistente sociale, un neuropsichiatra infantile, un terapista della riabilitazione), dopo un primo periodo di inserimento scolastico, si elabora il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) unitamente al Dirigente Scolastico, ai docenti curriculari ed agli insegnanti specializzati, con la collaborazione dei familiari dell’alunno in questione. (v. art. 4 succitato D.P.R.)
Sulla base delle risultanze di tali documenti, il gruppo operativo, costituito dal personale insegnante curriculare e di sostegno congiuntamente agli operatori sanitari e con la collaborazione dei genitori (art. 5 D.P.R. 24/02/94), elabora il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) per ogni alunno di sua competenza; quest’ultimo, oltre ad essere un programma individualizzato e personalizzato, è frutto di una pluralità d’interventi resi possibili da un’organizzazione scolastica che prescinde dalla classe chiusa e dal rapporto educativo esclusivo insegnante-classe.
Attraverso una programmazione integrata , con interventi di didattica differenziata, si individuano i settori in cui intervenire; sono favorite, pertanto, attività specifiche che permettono di lavorare parallelamente con tutto il gruppo classe ma, nello stesso tempo, sono esemplificate, così da essere rese fruibili al soggetto con problemi senza, però, svilirne i contenuti e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Saranno attuate, inoltre, attività di rinforzo e consolidamento per migliorare l’apprendimento dei soggetti in difficoltà, con l’utilizzo di mezzi e materiale multimediale e con un progetto specifico di educazione psico-motoria (cfr. all.4).
Pertanto, considerato il numero elevato dei
soggetti in situazione di handicap e/o svantaggio, che evidenziano grossi
problemi che incidono negativamente sui processi di apprendimento e
socializzazione , in ottemperanza a quanto contemplato dal C.C.N.L.
(Contratto Collettivo
Nazionale di Lavoro) (art. 28 comma 2) e dal C.C.N.I.L. (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Lavoratori) (art. 37 – comma 3), si è reso necessario il semi-esonero di un insegnante di sostegno (individuata come figura professionale a cui affidare la specifica Funzione-obiettivo) al fine di coordinare tutti gli interventi innanzi specificati.
In tal modo, si mira a dare al bambino la propria autonomia, attraverso la conquista di particolari abilità, la capacità di comunicare con linguaggi specifici, la sicurezza affettiva, la possibilità di stabilire rapporti con gli altri.
Tutto ciò è preceduto da un’attenta osservazione ed analisi della situazione di partenza e affinchè l’impegno scolastico produca esiti formativi apprezzabili ed evidenti, si effettuano verifiche frequenti e sistematiche in itinere da parte dei docenti (che permettono l’accertamento dei risultati conseguiti e, ove necessario, una nuova definizione e/o modificazione del programma d’intervento ) e, con frequenza trimestrale (ott-nov, febb-mar, magg-giu) da parte del Unità Operativa (U.O.) (v. art. 6 del succitato D.P.R.).
Nella stesura del P.E.I. sono attuati
interventi articolati in:
Attività curriculari svolti in comune.
L’alunno fa parte della classe a regime;
è un alunno affidato all’insegnante di sostegno e agli insegnanti di classe,
i quali programmano collegialmente, anche e soprattutto in considerazione della
presenza dell’alunno in difficoltà. Quindi, il Piano Individualizzato ha
un’area comune di attività che può essere svolta anche senza la presenza del
docente di sostegno, in classe con i suoi compagni e i suoi insegnanti
curriculari.
Attività curriculari svolte con la mediazione didattica personalizzata.
L’insegnante specializzato all’interno della progettazione del modulo è presente ed opera nella classe in piccoli gruppi, omogenei o eterogenei, di rotazione che coinvolgono l’alunno con i compagni della propria classe.
Attività didattiche individualizzate per interventi di particolare natura,
per cui è necessario attuare un rapporto a due , anche in spazi esterni all’aula.
L’attività
dei docenti si svolge sulla base della contitolarità.
Di
ciascuno, a pieno titolo, si sommano le competenze per affrontare e risolvere i problemi
evidenziati dalla presenza di soggetti in difficoltà. Tutti gli operatori,
pertanto, sono concretamente coinvolti nell’azione educativa così da operare
e scambiarsi i ruoli con chiara e coordinata consapevolezza del compito comune e
delle risorse che sono a disposizione.
III
/ 5 le lingue straniere
Le lingue straniere insegnate nel circolo sono tre: inglese, francese e tedesco.
L’insegnamento, esteso in orario curricolare a tutte le classi, è affidato a tre docenti specialisti per la lingua inglese e a cinque docenti specializzati rispettivamente per francese, tedesco ed inglese.
Le finalità che s’intendono perseguire sono:
a) aiutare ad arricchire lo sviluppo cognitivo con un altro strumento di organizzazione delle conoscenze;
b) permettere all’alunno di comunicare con gli altri attraverso una lingua diversa dalla propria;
c)
avviare alla comprensione di altre culture e di altri popoli.
III
/ 6 attività
di laboratorio le tecnologie informatiche
Vista l’importanza che ha assunto l’introduzione delle tecnologie informatiche nella scuola di base, al fine di far conseguire a ciascun alunno livelli di preparazione adeguati al raggiungimento dei gradi più elevati dell’istruzione ed all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro (v. Decreto 26 giugno 2000, n° 234), anche il nostro Circolo si è attivato e dispone di mezzi informatici all’avanguardia. La gestione e il coordinamento dei mezzi multimediali sono stati affidati a due insegnanti che, attraverso una organizzazione oraria prestabilita, funzionale alla programmazione dei singoli moduli o per gruppi di alunni, opereranno in tali direzioni:
¨ alfabetizzazione informatica;
¨ miglioramento dell’efficacia e della qualità dell’insegnamento, integrandolo con supporti specifici funzionali alle necessità degli alunni;
¨
coadiuvare gli insegnanti
nell’utilizzo delle tecnologie multimediali.
laboratorio
informatica
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